L'indipendenza della Cecoslovacchia fu proclamata nelle ultime fasi della Prima guerra mondiale, il 28 ottobre 1918 poco prima che crollasse l'Impero asburgico, dal Concilio Nazionale Cecoslovacco a Praga. Diversi gruppi etnici e territori con diverse tradizioni politiche ed economiche dovevano essere amalgamati dentro la nuova struttura di Stato. Di fronte a tali ostacoli, la creazione della democrazia in Cecoslovacchia fu davvero un trionfo.

L'autorità dentro la Cecoslovacchia fu inizialmente assunta dalla neo-costituita Assemblea Nazionale il 14 novembre 1918. Tenuto conto che i limiti territoriali erano incerti e le elezioni impossibili, fu costituita l'Assemblea Nazionale provvisoria sulla base dell'elezione del 1911 al parlamento austriaco con l'aggiunta di 54 rappresentanti per la Slovacchia. Le Minoranze nazionali furono rappresentate; i Sudeti tedeschi dichiararono di far parte dell'Austria nello spirito del principio di auto-determinazione del Presidente Wilson mentre gli ungheresi rimasero fedeli all'Ungheria. L'assemblea nazionale elesse TomᚠGarrigue Masaryk come suo primo presidente, il quale scelse un governo provvisorio guidato da Karel Kramář elaborando inoltre una costituzione provvisoria.
Alla Conferenza di pace di Parigi convocata nel gennaio 1919, La delegazione ceca fu guidata da Kramář e Beneš, rispettivamente primo ministro e ministro degli esteri, del governo provvisorio Cecoslovacco. La conferenza approvò la costituzione della Repubblica Cecoslovacca, per comprendere la storia del Regno di Boemia (incluse Boemia, Moravia, Slesia), Slovacchia, e Rutenia subcarpatica. L'inclusione della Rutenia fornì una frontiera comune con la Romania, un importante alleato contro l'Ungheria.

L'istituzione della Costituzione del 1920 instaurò un sistema parlamentare e democraticamente rappresentativo con relativamente pochi costituenti per ciascun rappresentante. Questo fece sì che una grande varietà di partiti politici potessero emergere senza che uno prevalesse in modo decisivo sugli altri. La maggioranza relativa di cui godeva infatti il Partito Socialdemocratico nelle prime elezioni parlamentari del 1920 (74 seggi su 300) fu cancellata dalla spaccatura di quel partito dovuta alla nascita del partito comunista cecoslovacco.
TomᚠGarrigue Masaryk fu eletto primo presidente del Paese alle elezioni del 1920 e la sua guida politica contribuì a tenere unito lo stato. Una coalizione di cinque partiti cecoslovacchi, conosciuti come la "Petka" (i cinque), costituì la spina dorsale del governo contribuendo a mantenere la stabilità. Il primo ministro Antonin Svehla alla guida della Petka per gran parte degli anni 1920 e progettò un modello di coalizione politica che sopravvisse fino al 1938. Masaryk fu rieletto nel 1925, nel 1929, e nel 1934 confermandosi presidente fino a quando si dimise per motivi di salute il 14 dicembre 1935 Gli successe Edvard Beneš. Dopo il 1933, la Cecoslovacchia rimase l'unica democrazia operante nell'Europa orientale, dato che gli altri stati orientali avevano regimi autoritari o autocratici.
La democrazia cecoslovacca era tenuta insieme dal primo Presidente della nazione, TomᚠMasaryk. Come principale padre fondatore della repubblica, Masaryk fu considerato allo stesso modo in cui George Washington è trattato negli Stati Uniti. Tale rispetto autorizzò Masaryk a oltrepassare problemi politici che sembravano insormontabili; ancora oggi, Masaryk è considerato come simbolo della democrazia cecoslovacca.

A seguito dell'Anschluss della Germania nazista e dell'Austria nel marzo 1938, il successivo obiettivo del leader nazista Adolf Hitler fu l'annessione della Cecoslovacchia. Il pretesto furono le privazioni sofferte dalla popolazione tedesca abitante nelle parti vicine ai confini settentrionali o occidentali della Cecoslovacchia, conosciute collettivamente come Sudeti. La loro incorporazione all'interno della Germania avrebbe lasciato il resto della Cecoslovacchia senza la forza di reagire alla successiva occupazione.

La nuova nazione aveva una popolazione di oltre 13,5 milioni di persone. Ereditò il 70-80% dell'industria dall'Impero austro-ungarico, tra cui le industrie della porcellana e del vetro, oltre alle raffinerie dello zucchero; ebbe anche più del 40% delle distillerie delle birrerie, le fabbriche Škoda a Pilsen (Plzeň), che producevano armamenti, locomotive, automobili e macchinari. Ricevette anche l'industria chimica della Boemiasettentrionale. Il 17% dell'industria del Regno d'Ungheria che si era sviluppata in Slovacchia durante il tardo XIX secolo rimase anche alla nuova repubblica. La Cecoslovacchia era uno dei dieci paesi più industrializzati del mondo.

Nel maggio 1945 venne ricostituito il governo repubblicano legittimo a Praga dopo la liberazione dall'occupazione tedesca col nome di Terza Repubblica bandendo tutti i partiti che avevano collaborato coi nazisti e durò fino al gennaio 1948 quando i comunisti filo-sovietici riuscirono finalmente a prendere il potere e posero sotto protezione russa l'intera nazione cecoslovacca con grande smacco per le forze occidentali che speravano aderisse al Piano Marshall e alla NATO, la democrazia cessò di esistere e venne instaurato un regime comunista che nel 1960 rinominò la Cecoslovacchia una Repubblica Socialista.