







Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.


Come ho scritto sopra, un intellettuale greco per quanto fosse intelligente non poteva immaginare il modo in cui noi stiamo comunicando adesso ed altre cose per noi normali ma poste completamente al di fuori dell'esperienza diretta o indiretta di un individuo della sua epoca.
Non poteva nemmeno conoscere la complessità della vita biologica e l'infinitezza del cosmo che lo circondavano come invece le conosciamo noi oggi: allo stesso modo non poteva immaginare la complessità dell'evoluzione biologica (umana inclusa) che aveva preceduto la sua epoca come invece possiamo fare noi oggi grazie alla paleontologia.
Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.


Ultima modifica di Troll; 03-06-12 alle 15:16


Non intendevo dire che il pensiero umano è totalmente ordinato e lineare ma risente dei vincoli dovuti agli esseri umani stessi: alle capacità elaborative del loro cervello, ai loro vincoli culturali, alle proprie esperienze o a quelle dei contemporanei, al desiderio di razionalizzare ed anche alla breve durata della specie umana stessa, mentre l'evoluzione biologica procede per miliardi di anni senza scopo, senza una direzione, influenzata caoticamente dall'ambiente fisico e dalla moltitudine di interazioni tra le diverse specie che si sviluppano e si estinguono.
Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.






Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.