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  1. #1
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    Predefinito Domanda alla sinistra:"Chi paga la decisione di Prodi di portarci nell'euro?

    Sei in: Il Fatto Quotidiano > Economia & Lobby > “Alla Ger...



    “Alla Germania nell’euro servivamo proprio perché deboli”. Parola di Visco

    In questa intervista l'ex ministro delle Finanze spiega i retroscena sulla nascita della moneta. "Con paesi deboli nell'eurogruppo la valuta sarebbe stata abbastanza debole da non rallentare l'export di Berlino. Un'Italia fuori, visto il nostro apparato industriale, poteva fare paura a molti, incluse Francia"

    di Stefano Feltri | 13 maggio 2012


    “La Germania ha gestito la globalizzazione in modo consapevole, avere paesi come l’Italia dentro la moneta unica ha reso l’euro una moneta più debole di quanto sarebbe stata altrimenti e ha permesso a Berlino di esportare”. Vincenzo Visco era ministro delle Finanze ai tempi del governo Prodi, tra il 1996 e il 1998, e a lui era affidato “il lavoro sporco”, cioè tassare gli italiani per ridurre il deficit quel tanto che bastava da permettere all’Italia di entrare nell’euro.

    Professor Visco, l’inchiesta dello Spiegel dimostra che la Germania non considerava affidabili i nostri conti.
    Quando siamo entrati nell’euro era tutto in regola. Certo, nel 1997 rimasero tutti sorpresi che ce l’avessimo fatta, ma i nostri numeri erano certificati dall’Eurostat.

    Ma l’Italia non è mai riuscita a rimanere nei parametri di Maastricht.
    Entrammo con il deficit al 2,7 per cento del Pil, facendo l’eurotassa. Quando la sinistra tornò all’opposizione, nel 2001, lasciammo un avanzo primario di 5 punti, quello che adesso si cerca invano di raggiungere. I nostri guai derivano dalle scelte successive: si doveva continuare con il rigore, come richiedeva l’euro. Ma al governo c’era il centrodestra, da sempre ostile alla moneta unica, e le sue politiche hanno messo le basi dei guai attuali.

    Avete mai avuto dubbi sulla possibilità di centrare gli obiettivi?
    Siamo sempre stati ragionevolmente sicuri. Perché aumentando il surplus primario, scendeva il costo del debito. Scambiammo un aumento temporaneo di tasse con una riduzione permanente degli interessi da pagare. Eravamo tranquilli perché il distacco dal deficit al 3 per cento era minore di quanto risultava dai dati contabili.

    Perché?
    Man mano che facevamo correzioni, gli interessi scendevano. Gran parte del lavoro lo facevano i mercati. Il contrario di quello che succede oggi, quando gli investitori distruggono i risultati ottenuti dai governi, facendo salire i tassi sul debito. Siamo tornati in una situazione analoga a prima dell’euro. Ma l’euro c’è e ci vincola.

    Ci sono mai stati momenti di tensione con i tedeschi?
    Le relazioni con la Germania le gestiva Carlo Azeglio Ciampi che aveva una grandissima credibilità ed era molto abile. Io ricordo i rapporti con l’Olanda che erano molto difficili, proprio non ci volevano. Poi si convinsero. Però era chiaro a tutti che non avremmo mai avuto il debito al 60 per cento del Pil. Allora il Belgio era al 125 e stava peggio di noi. Poi loro sono scesi a 80-85 prima del 2008, quando sono fallite le banche e sono tornati in crisi. Hanno tenuto una politica rigidissima di bilancio, con una pressione fiscale superiore di 2 punti a quella media europea. Se uno vuole stare nell’euro deve mantenere il bilancio con un surplus primario, c’è poco da fare.

    Qual è stato il momento più critico del percorso di accesso all’euro?
    All’inizio sembrava che dovessimo entrare un anno dopo gli altri, perché il governo Dini aveva posto il 1998 anziché il 1997 come temine per rispettare il vincolo del 3 per cento tra deficit e Pil. Ma nessuno si era accorto che Ciampi si era tenuto una strada aperta, scrivendo in una riga del Dpef che si poteva anticipare. Poi Romano Prodi andò in Spagna e José Aznar gli disse che Madrid sarebbe entrata e fu molto sprezzante nei confronti dell’Italia. Quando Prodi tornò fece una riunione con Ciampi, Enrico Micheli, Tiziano Treu, e me. Si decise di provarci comunque per il ’97. Ma l’unico modo era fare una manovra dal lato delle entrate, il lavoro sporco fu delegato a me.

    E se fossimo rimasti fuori?
    Un’Italia fuori dall’euro, visto il nostro apparato industriale, poteva fare paura a molti, incluse Francia e Germania che temevano le nostre esportazioni prezzate in lire. Ma Berlino ha consapevolmente gestito la globalizzazione: le serviva un euro deprezzato, così oggi è in surplus nei confronti di tutti i paesi, tranne la Russia da cui compra l’energia. Era un disegno razionale, serviva l’Italia dentro la moneta unica proprio perché era debole. In cambio di questo vantaggio sull’export la Germania avrebbe dovuto pensare al bene della zona euro nel suo complesso.
    E lo ha fatto?
    Non mi pare.
    “Alla Germania nell’euro servivamo proprio perché deboli”. Parola di Visco – Il Fatto Quotidiano

    Basta vedere quanto sta accadendo in questi ultimi mesi per avere la risposta alla domanda su chi paga i danni derivanti dalla stolta decisione di Prodi di farci entrare nell'euro nonostante non fossimo in grado di farlo: pagano tutti gli italiani!

  2. #2
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    Predefinito Re: DOMANDISSIMA ai sinistrati:"Chi paga la decisione di Prodi di portarci nell'euro

    Il sig. Iome aspetta invano da oltre un'ora e mezza che qualche sinistrato patentato risponda nel merito di questa nota intervista.
    Rimedierà, se gli va bene, la solita caterva di risatine, insulti e cazzatine.

    Noi vorremmo dare il nostro giudizio su questa frase.

    All’inizio sembrava che dovessimo entrare un anno dopo gli altri, perché il governo Dini aveva posto il 1998 anziché il 1997 come temine per rispettare il vincolo del 3 per cento tra deficit e Pil. Ma nessuno si era accorto che Ciampi si era tenuto una strada aperta, scrivendo in una riga del Dpef che si poteva anticipare. Poi Romano Prodi andò in Spagna e José Aznar gli disse che Madrid sarebbe entrata e fu molto sprezzante nei confronti dell’Italia. Quando Prodi tornò fece una riunione con Ciampi, Enrico Micheli, Tiziano Treu, e me. Si decise di provarci comunque per il ’97. Ma l’unico modo era fare una manovra dal lato delle entrate, il lavoro sporco fu delegato a me.

    Bene. A parte il lavoro sporco di Visco che abbiamo e stiamo sopportando tutti ma - POVCA TVOIA! - el senor Aznar non poteva starsene zitto anziché scatenate le ambizioni di un vecchio citrullo?
    Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
    preferisci chi striscia.
    E se ti serve un amico, trovati un cane.

  3. #3
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    Predefinito Re: DOMANDISSIMA ai sinistrati:"Chi paga la decisione di Prodi di portarci nell'euro

    Anni fa, alla sagra del paese, fu dato l'incarico di "dirigere" il traffico di auto che arrivavano da fuori ad un tizio, con tanto di paletta dei vigili, che alle 10 di sera era già "imbriago spolpo". Il risultato fu un ingorgo talmente esteso che, per noi che lo stavamo osservando, aveva qualcosa di comico con questo vecchietto che ballonzolava di qua e di là agitando la paletta.

    Si vedeva chiaramente che si sentiva il padrone della piazza. Lui, oscuro impiegatuccio, che per la prima volta stava vivendo il suo momento di gloria.

    Finì che alcuni automobilisti scesero dalle auto e cominciarono a malmenarlo e solo l'intervento del farmacista e di alcuni ragazzi gli evitarono le legnate mentre lui se ne stava a gambe aperte e seduto sull'erba a bestemmiare.

    Per cui stiamo sempre attenti a chi diamo la paletta in mano.
    Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
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  4. #4
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    Predefinito Re: DOMANDISSIMA ai sinistrati:"Chi paga la decisione di Prodi di portarci nell'euro

    Ma l’Italia non è mai riuscita a rimanere nei parametri di Maastricht.
    Entrammo con il deficit al 2,7 per cento del Pil, facendo l’eurotassa. Quando la sinistra tornò all’opposizione, nel 2001, lasciammo un avanzo primario di 5 punti, quello che adesso si cerca invano di raggiungere. I nostri guai derivano dalle scelte successive: si doveva continuare con il rigore, come richiedeva l’euro. Ma al governo c’era il centrodestra, da sempre ostile alla moneta unica, e le sue politiche hanno messo le basi dei guai attuali.

    Avete mai avuto dubbi sulla possibilità di centrare gli obiettivi?
    Siamo sempre stati ragionevolmente sicuri. Perché aumentando il surplus primario, scendeva il costo del debito. Scambiammo un aumento temporaneo di tasse con una riduzione permanente degli interessi da pagare. Eravamo tranquilli perché il distacco dal deficit al 3 per cento era minore di quanto risultava dai dati contabili.



    Ma le leggete le cose che postate?

  5. #5
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    Predefinito Re: DOMANDISSIMA ai sinistrati:"Chi paga la decisione di Prodi di portarci nell'euro

    Comunque il trattato di Maastricht l'ha firmato Andreotti, mica Prodi
    Ultima modifica di giorgio.orwell; 02-06-12 alle 17:58

  6. #6
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    Predefinito Re: DOMANDISSIMA ai sinistrati:"Chi paga la decisione di Prodi di portarci nell'euro

    Citazione Originariamente Scritto da giorgio.orwell Visualizza Messaggio
    Comunque il trattato di Maastricht l'ha firmato Andreotti, mica Prodi
    E lo fece su mandato diretto degli italiani.
    Italian advisory referendum, 1989 - Wikipedia, the free encyclopedia

  7. #7
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    Predefinito Re: DOMANDISSIMA ai sinistrati:"Chi paga la decisione di Prodi di portarci nell'euro

    Citazione Originariamente Scritto da giorgio.orwell Visualizza Messaggio
    Comunque il trattato di Maastricht l'ha firmato SAndreotti, mica Prodi
    ma non dirlo loro
    se proprio vogliamo dirla tutta, tutti i partiti, msi incluso e pci escluso, votarono a favore dell'entrata nel sistema monetario europeo, andando ancora indietro nel tempo nel processo di integrazione delle monete

    ad ogni modo dare le colpe alla germania per il fatto che hanno una industria più tecnologia e competitiva, meno corruzione, una burocrazia più efficiente e via dicendo è roba da terroni d'europa.
    se avessimo la lira cosa cambierebbe per il sistema italia? niente, avremmo la stessa corruzione, lo stesso livello tecnologico di produzione, le stesse leggi bizantine

    son queste le cose che fanno la differenza, non la moneta.
    Ultima modifica di zlais; 02-06-12 alle 18:01
    Il coro del Bunga Bunga:
    Silvio: ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    I ministri: ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    Le ministre: ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do
    Il giudice: ♪si ♪fa ♪la minore ♪si ♪fa ♪la minore

  8. #8
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    Predefinito Re: DOMANDISSIMA ai sinistrati:"Chi paga la decisione di Prodi di portarci nell'euro

    Citazione Originariamente Scritto da Kobra Visualizza Messaggio
    qualche sinistrato patentato
    segnalato all'amministrazione

  9. #9
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    Predefinito Re: DOMANDISSIMA ai sinistrati:"Chi paga la decisione di Prodi di portarci nell'euro

    Citazione Originariamente Scritto da zlais Visualizza Messaggio
    ma non dirlo loro
    se proprio vogliamo dirla tutta, tutti i partiti, msi incluso e pci escluso, votarono a favore dell'entrata nel sistema monetario europeo, andando ancora indietro nel tempo nel processo di integrazione delle monete

    .
    scusa, ma allora da dove nasce la leggenda che è stato Prodi a decidere da solo l'entrata nell'euro? Dall'ignoranza o dalla malafede? Negli anni 80 tra l'altro mi pare che Prodi facesse il presidente dell'IRI non il politico, non penso che abbia avuto una voce decisiva
    Ultima modifica di giorgio.orwell; 02-06-12 alle 18:05

  10. #10
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    Predefinito Re: DOMANDISSIMA ai sinistrati:"Chi paga la decisione di Prodi di portarci nell'euro

    Citazione Originariamente Scritto da zlais Visualizza Messaggio
    ma non dirlo loro
    se proprio vogliamo dirla tutta, tutti i partiti, msi incluso e pci escluso, votarono a favore dell'entrata nel sistema monetario europeo, andando ancora indietro nel tempo nel processo di integrazione delle monete

    ad ogni modo dare le colpe alla germania per il fatto che hanno una industria più tecnologia e competitiva è roba da terroni d'europa.
    E infatti lo siamo diventati...
    Comunque, egregio, non ci sembra che il popolo sovrano sia stato interpellato circa la decissione storica di entrare nella moneta unica.
    In altri stati i referendum si sono svolti; da noi no perché abbiamo sempre avuto la fortuna di avere dei buoni padri di famiglia che pensavano che quando andava bene per loro andava bene per tutti.

    Siamo decisamente fortunati.
    Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
    preferisci chi striscia.
    E se ti serve un amico, trovati un cane.

 

 
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