Sara Tommasi come Bobby Sands
La scrittrice Angela Scarparo difende Sara
“Nessuno ha capito che quella di Sara Tommasi e' una battaglia politica” con queste parole la scrittrice Angela Scarparo scende in difesa della donna piu' chiacchierata (e fatta) del momento. “I film hard sono un genere in cui la sessualita' e' al centro della narrazione. Purtroppo in Italia parlare di sessualita' equivale a farsi deridere e mettersi contro tutti ben pensanti” e aggiunge “ci sono paesi come la Svezia e la Danimarca dove la pornografia e' trattata come un qualunque altro argomento importante come ad esempio l’eutanasia, i diritti civili e il genere porno e' trattato e praticato liberamente”.
Se cambiassimo il nostro punto di vista e gli attori e le attrici sfornassero film hard come un qualunque film di Julia Roberts, ci pare di intendere che secondo la Scarparo avremmo un'industria produttiva altamente fiorente che potrebbe aiutare l’Italia a risollevarsi dai problemi economici. La Scarparo continua difendendo Sara anche per quanto riguarda l’abuso di sostanze stupefacenti. Noi facciamo ancora parte di quei paesi dove drogarsi e' un tabu' ma tutti sanno che dietro a tanti film porno si nasconde l’uso della cocaina e, dice la scrittrice, “l’uso di droga e' comune.
Il mondo del porno e' pensato come quello dei poveretti, tutti drogati, tutti pervertiti” in realta' ci sono persone che combattono le loro battaglie, c’e' la difesa della liberta' di scelta degli individui che nel nostro paese viene ostacolata…”. La Scarparo fa del caso Sara un argomento, seppur diverso, paragonabile a quello di Bobby Sands. Per chi non lo ricordasse, Bobby Sands mori' a seguito di un prolungato sciopero della fame e in Inghilterra nessuno, compresi i genitori di Bobby, gli tolse qualsiasi forma di dignita', politica e non. Nessuno si e' accanito per obbligarlo a mangiare e stare al mondo”. Ed ecco quindi la giornalista giustificare i comportamenti di Sara Tommasi e giustificarla.
“Rispetto la sua scelta di spogliarsi, la sua scelta di fare film porno, la sua scelta di aiutarsi con la droga”. Bobby Sands ha combattuto, e' vero, la sua battaglia politica e giusta o sbagliata che fosse e' diventato dopo la sua morte un eroe. A noi di aspettare di vedere la fine di Sara Tommasi per definirla un’ eroina dei nostri tempi non interessa. Preferiamo che continui ad alzare le sottane, allargare le gambe a tutti quelli che le stanno simpatici e vederla salire e scendere dagli aerei per essere paparazzata in compagnia di qualche nuovo spasimante. Famosa una frase di Sands: “Io non mi fermero' fino a quando non realizzero' la liberazione del mio paese, fino a quando non sara' sovrano, unico, indipendente. Fino a quando non sara' una repubblica socialista”.
Ci aspettiamo prossimamente una dichiarazione simile dalla nostra starlette: Non mi fermero' fino a quando non realizzero' la liberazione del sesso, fino a quando il mio paese non sara' drogato e patria del porno. La signorina Sara Tommasi va quindi demonizzata, aiutata, capita o e' una furba?
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