Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
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    Predefinito Il boia Assad verso la fine. (poi finalmente Teheran)

    Nuovo leader Cns, regime sta finendo - Mondo - ANSA.it
    Nuovo leader Cns, regime sta finendo

    Sieda, ha perso controllo molte citta' della Siria
    10 giugno, 092

    (ANSA-AFP) - BEIRUT, 10 GIU - Il regime siriano "volge al termine, sta per finire: Ha perso il controllo in diverse città". Lo ha detto Abdulbaset Sieda il nuovo presidente del Cns (il Consiglio nazionale siriano che raggruppa i principali movimenti di opposizione) eletto stanotte a Istanbul, al posto di Burhan Ghaliun. "Stiamo entrando in una fase delicata", ha aggiunto.

  2. #2
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    Predefinito Re: Il boia Assad verso la fine. (poi finalmente Teheran)

    Ottimo.
    Quindi non ci sarà bisogno dell'intervento militare.
    Forza Assad!
    Schiaccia i banditi qaedisti.

  3. #3
    ___La Causa del Popolo___
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    Predefinito Re: Il boia Assad verso la fine. (poi finalmente Teheran)

    Citazione Originariamente Scritto da l'inquirente Visualizza Messaggio
    Nuovo leader Cns, regime sta finendo - Mondo - ANSA.it
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    Sieda, ha perso controllo molte citta' della Siria
    10 giugno, 092

    (ANSA-AFP) - BEIRUT, 10 GIU - Il regime siriano "volge al termine, sta per finire: Ha perso il controllo in diverse città". Lo ha detto Abdulbaset Sieda il nuovo presidente del Cns (il Consiglio nazionale siriano che raggruppa i principali movimenti di opposizione) eletto stanotte a Istanbul, al posto di Burhan Ghaliun. "Stiamo entrando in una fase delicata", ha aggiunto.
    Inquirente, non cantare vittoria troppo presto, tu e i tuoi amici ribbbbelli...
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  4. #4
    Brigata Boschi
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    Predefinito Re: Il boia Assad verso la fine. (poi finalmente Teheran)

    Citazione Originariamente Scritto da l'inquirente Visualizza Messaggio
    Nuovo leader Cns, regime sta finendo - Mondo - ANSA.it
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    Sieda, ha perso controllo molte citta' della Siria
    10 giugno, 092

    (ANSA-AFP) - BEIRUT, 10 GIU - Il regime siriano "volge al termine, sta per finire: Ha perso il controllo in diverse città". Lo ha detto Abdulbaset Sieda il nuovo presidente del Cns (il Consiglio nazionale siriano che raggruppa i principali movimenti di opposizione) eletto stanotte a Istanbul, al posto di Burhan Ghaliun. "Stiamo entrando in una fase delicata", ha aggiunto.
    buhauhauahuahua
    planando sopra Boschi di braccia tese

  5. #5
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    Predefinito Re: Il boia Assad verso la fine. (poi finalmente Teheran)

    Citazione Originariamente Scritto da l'inquirente Visualizza Messaggio
    Nuovo leader Cns, regime sta finendo - Mondo - ANSA.it
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    Sieda, ha perso controllo molte citta' della Siria
    10 giugno, 092

    (ANSA-AFP) - BEIRUT, 10 GIU - Il regime siriano "volge al termine, sta per finire: Ha perso il controllo in diverse città". Lo ha detto Abdulbaset Sieda il nuovo presidente del Cns (il Consiglio nazionale siriano che raggruppa i principali movimenti di opposizione) eletto stanotte a Istanbul, al posto di Burhan Ghaliun. "Stiamo entrando in una fase delicata", ha aggiunto.
    E chi è costui?
    Comunque, se dopo due o tre settimane si dava il potere di Gheddafi per finito, facendo una proporzione... beh, per Assad serviranno almeno trent'anni. :giagia:

  6. #6
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    Predefinito Re: Il boia Assad verso la fine. (poi finalmente Teheran)

    Citazione Originariamente Scritto da l'inquirente Visualizza Messaggio
    Nuovo leader Cns, regime sta finendo - Mondo - ANSA.it
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    Sieda, ha perso controllo molte citta' della Siria
    10 giugno, 092

    (ANSA-AFP) - BEIRUT, 10 GIU - Il regime siriano "volge al termine, sta per finire: Ha perso il controllo in diverse città". Lo ha detto Abdulbaset Sieda il nuovo presidente del Cns (il Consiglio nazionale siriano che raggruppa i principali movimenti di opposizione) eletto stanotte a Istanbul, al posto di Burhan Ghaliun. "Stiamo entrando in una fase delicata", ha aggiunto.
    Caro mio, le cose sono un tantinello più complesse di questo striminzito comunicato stampa!

    Il conflitto siriano potrebbe degenerare in una guerra mondiale
    di Thierry Meyssan - 11/06/2012

    Fonte: aurorasito








    La crisi siriana ha cambiato natura. Il processo di destabilizzazione
    che avrebbe dovuto spianare la strada ad un’azione militare
    dell’Alleanza Atlantica è fallito. Togliendosi la maschera, gli Stati
    Uniti hanno pubblicamente indicato la possibilità di attaccare la
    Siria senza l’approvazione del Consiglio di Sicurezza, come hanno
    fatto in Kosovo, facendo finta d’ignorare che la Russia di Vladimir
    Putin non è quella di Boris Eltsin. Dopo essersi assicurato il
    sostegno cinese, Mosca ha sparato due colpi di avvertimento in
    direzione di Washington. La continuazione delle violazioni del diritto
    internazionale da parte della NATO e del GCC, può ora aprire un
    conflitto mondiale.





    Durante la celebrazione della vittoria, il 9 maggio il presidente
    Vladimir Putin ha sottolineato la necessità per la Russia di essere
    pronta a un nuovo sacrificio. Il presidente Vladimir Putin ha messo il
    suo terzo mandato sotto il segno della sovranità del suo paese contro
    le minacce lanciate direttamente contro la Federazione Russa dagli
    Stati Uniti e dalla NATO. Mosca ha ripetutamente condannato
    l’espansione della NATO, le basi militari sulle sue frontiere e lo
    schieramento della difesa antimissile, la distruzione della Libia e la
    destabilizzazione della Siria.

    Nei giorni successivi alla sua investitura, Putin ha passato in
    rivista l’industria militare russa, le sue forze armate e il suo
    sistema di alleanze [1]. Ha continuato questa mobilitazione con la
    scelta di fare della Siria la linea rossa da non oltrepassare. Per
    lui, l’invasione della Libia da parte della NATO è paragonabile a
    quella della Cecoslovacchia da parte del Terzo Reich, e quello della
    Siria, se ciò dovesse accadere, sarebbe paragonabile a quella della
    Polonia che scatenò la seconda guerra mondiale.

    Qualsiasi interpretazione di quanto sta accadendo nel Levante, in
    termini di rivoluzione/repressione interna siriana, non è solo falsa,
    ma impallidisce di fronte ai problemi reali e svela una mera
    comunicazione politica. La crisi siriana è soprattutto un palcoscenico
    del “rimodellamento del grande Medio Oriente”, un altro tentativo di
    distruggere l’”Asse della Resistenza”, e la prima guerra della
    “geopolitica del gas” [2]. La posta in gioco oggi in Siria, non è se
    Bashar al-Assad riesca a democratizzare le istituzioni da lui
    ereditate o se le monarchie del Golfo wahhabite riescano a distruggere
    l’ultimo regime laico nella regione e a imporre il loro bigottismo; ma
    quali frontiere separeranno i nuovi blocchi, la NATO (Organizzazione
    del Trattato Nord Atlantico) e la SCO (Shanghai Cooperation
    Organization) [3].

    Alcuni dei nostri lettori probabilmente hanno sussultato alla lettura
    della frase precedente. Infatti, da mesi, i media occidentali e del
    Golfo martellano tutti i giorni sul fatto che il presidente Assad
    rappresenta una dittatura settaria a favore della minoranza alawita,
    mentre la sua opposizione armata incarna la democrazia pluralista.

    Uno sguardo sugli eventi è sufficiente per screditare questo
    travisamento. Bachar al-Assad ha indetto in successione le elezioni
    comunali, un referendum e le elezioni parlamentari. Tutti gli
    osservatori concordano sul fatto che le elezioni si sono svolte in
    modo sincero. La partecipazione popolare ha raggiunto oltre il 60%,
    anche se gli occidentali l’hanno descritta come una “farsa”, e
    l’opposizione armata che sostengono ha impedito ai cittadini di andare
    alle urne nei quattro distretti sotto il loro controllo. Nel
    frattempo, l’opposizione armata ha aumentato le sue azioni non solo
    contro le forze di sicurezza, ma contro i civili e tutti i simboli
    multi-culturali e multi-confessionali. Hanno ucciso sunniti
    progressisti, poi hanno ucciso a caso alawiti e cristiani per forzare
    le loro famiglie a fuggire. Hanno bruciato più di 1500 scuole e
    chiese. Hanno proclamato l’effimero Emirato islamico indipendente di
    Bab Amr, dove hanno stabilito un tribunale rivoluzionario che ha
    condannato a morte più di 150 miscredenti, macellati uno per uno dal
    loro boia. E questo non è lo spettacolo pietoso di alcuni politici
    disonesti riunitisi nel Consiglio nazionale siriano in esilio,
    mostrando un progetto democratico di facciata estraneo alla realtà sul
    terreno dei crimini dell’esercito libero “siriano”, che da molto tempo
    nascondeva la verità. Inoltre, chi può credere che il regime laico
    siriano, di cui l’esemplarità era celebre non molto tempo fa, sarebbe
    diventato una dittatura religiosa, mentre l’esercito libero “siriano”,
    supportato dalle dittature wahhabite del Golfo e prono alle
    ingiunzioni dei predicatori takfiriti, sarebbe divenuto un esempio di
    pluralismo democratico?

    L’evocazione da parte dei funzionari degli Stati Uniti di un possibile
    intervento internazionale al di fuori del mandato delle Nazioni Unite,
    il modo con cui la NATO aveva smembrato la Jugoslavia, ha provocato
    rabbia e preoccupazione a Mosca. La Federazione Russa, che finora era
    in una posizione difensiva, ha deciso di prendere l’iniziativa. Questo
    cambiamento strategico è causato dall’urgenza della prospettiva russa,
    e dall’evoluzione favorevole sul terreno in Siria [4].

    Mosca ha proposto di istituire un Gruppo di contatto sulla Siria per
    riunire tutti gli Stati interessati, vale a dire gli Stati vicini, le
    potenze regionali e internazionali. Si tratta di sostituire con un
    forum per il dialogo l’attuale dispositivo belligerante creato dagli
    occidentali con il termine orwelliano di “Conferenza degli Amici della
    Siria”.

    La Russia continua a sostenere il Piano Annan, che in realtà è solo il
    recupero appena modificato del piano presentato da Sergej Lavrov alla
    Lega Araba. Si rammarica del fatto che questo piano non sia applicato,
    ma respinge la colpa sulle fazioni dell’opposizione che hanno preso le
    armi. Secondo A. K. Lukashevich, portavoce del ministero degli esteri,
    l’esercito libero “siriano” è un’organizzazione illegale secondo il
    diritto internazionale. Anche se assassina ogni giorno dai 20 ai 30
    soldati siriani, è pubblicamente sostenuto dagli Stati della NATO e
    del GCC, in violazione del Piano Annan [5].

    Posando come fautore della pace di fronte a una NATO guerrafondaia,
    Vladimir Putin ha chiesto alla CSTO di preparare lo schieramento dei
    “colbacchi blu” in Siria, sia per separare i belligeranti siriani che
    per combattere le forze straniere. Nikolaj Bordjuzha, segretario
    generale della CSTO, ha confermato che dispone di 20.000 uomini
    addestrati per questo tipo di missione e sono immediatamente
    disponibili. [6]

    Questa sarebbe la prima volta che il CSTO dispiegherebbe una forza di
    pace al di fuori dello spazio ex sovietico. Punto sul vivo, il
    segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon ha cercato di sabotare questa
    iniziativa offrendosi improvvisamente di organizzare lui stesso un
    gruppo di contatto.

    Alla riunione a Washington del gruppo di lavoro sulle sanzioni della
    Conferenza degli Amici della Siria, la segretaria di stato degli USA
    Hillary Clinton ha ignorato la proposta russa e ha inasprito il
    sostegno al cambiamento di regime [7].

    In Turchia, i parlamentari dell’opposizione hanno visitato i campi dei
    profughi siriani. Non hanno trovato più di mille rifugiati registrati
    dalle Nazioni Unite nel campo principale, ma al contrario, la presenza
    di un arsenale nel campo. Hanno poi interrogato all’Assemblea il primo
    ministro Recep Tayyip Erdogan chiedendogli di rivelare la quantità di
    aiuti umanitari accordati ai fantomatici rifugiati. I deputati
    ritengono che il campo profughi sia una copertura per una operazione
    militare segreta. Ospita in realtà dei combattenti, per lo più libici,
    che lo usano come base arretrata. I deputati hanno suggerito che
    questi combattenti sono coloro che hanno fatto irruzione nella zona,
    quando il massacro di Hula ha avuto luogo.

    Queste informazioni confermano le accuse dell’ambasciatore russo al
    Consiglio di Sicurezza, Vitalij Churkin, secondo cui il rappresentante
    speciale di Ban Ki-moon in Libia, Ian Martin, ha utilizzato i mezzi
    delle Nazioni Unite destinati ai rifugiati, per inviare in Turchia i
    combattenti di al-Qaida [8].

    In Arabia Saudita, la frattura tra re Abdullah e il clan Sudeiri si è
    di nuovo manifestata. Su invito di Abdullah I, il Consiglio degli
    Ulema ha emesso una fatwa dichiarando che la Siria non è terra di
    jihad. Ma al tempo stesso, il principe Faisal, ministro degli esteri,
    ha chiesto di armare l’opposizione contro l’”usurpatore alawita”.

    Mentre Ban Ki-moon e Navi Pillay, rispettivamente segretario generale
    e alto commissario per i diritti umani, indirizzavano la loro
    requisitoria contro la Siria davanti l’Assemblea generale dell’ONU,
    Mosca ha lanciato due missili balistici intercontinentali.

    Il missile Bulava prende il nome dall’antica mazza slava del
    maresciallo delle armate cosacche.

    Il colonnello Vadim Koval, portavoce della RSVN, ha ammesso il test di
    lancio di un Topol, lanciato da un silo nei pressi del Mar Caspio, ma
    non ha confermato quello del Bulava lanciato da un sottomarino nel
    Mediterraneo. Tuttavia, il lancio è stato osservato in tutto il Medio
    Oriente, da Israele all’Armenia, e non ci sono altre armi note che
    potrebbe lasciare simili tracce nel cielo [9].

    Il messaggio è chiaro: Mosca è pronta alla guerra mondiale se la NATO
    e il GCC non ottempereranno agli obblighi internazionali, come
    definito dal Piano Annan, e continuano ad alimentare il terrorismo.

    Secondo quanto riferito, questo colpo di avvertimento è stato
    coordinato con le autorità siriane. Mosca sollecitava Damasco a
    liquidare l’Emirato islamico di Bab Amr, subito dopo che la leadership
    del presidente al-Assad era stata confermata dal referendum
    costituzionale, e incoraggiato il Presidente a liquidare i gruppi dei
    mercenari nel paese non appena il nuovo Parlamento e il nuovo Primo
    ministro saranno insediati. È stato dato l’ordine di passare da un
    atteggiamento difensivo ad un’azione offensiva per proteggere il
    popolo dal terrorismo. L’esercito nazionale ha pertanto avviato
    l’attacco contro i bastioni dell’esercito libero “siriano”. La lotta
    nei prossimi giorni sarà difficile, soprattutto perché i mercenari
    hanno mortai, missili anticarro e ora missili terra-aria.

    Per abbassare la tensione, la Francia ha immediatamente accettato la
    proposta russa per la partecipazione ad un gruppo di contatto ad hoc.
    Washington ha inviato d’urgenza Frederic C. Hof a Mosca.
    Contraddicendo le dichiarazioni fatte ieri dalla segretaria di stato
    Hillary Clinton, il signor Hof ha a sua volta accettato l’invito
    russo.

    Non c’è tempo per lamentarsi dell’estensione dei combattimenti in
    Libano, né di sproloquiare su una possibile regionalizzazione del
    conflitto. Dopo che per 16 mesi hanno destabilizzato la Siria, la NATO
    e il GCC hanno creato una situazione di stallo che ora può degenerare
    in una guerra mondiale.



    NOTE:

    [1] Agenda del Presidente Putin:
    7 maggio: investitura del presidente Vladimir Putin
    8 maggio: nomina di Dmitrij Medvedev a primo ministro
    9 maggio: celebrazione della vittoria contro la Germania nazista
    10 maggio: visita al complesso militare-industriale russo
    11 maggio: ricevimento del Presidente abkhazo
    12 maggio: ricevimento del Presidente dell’Ossezia del Sud
    14-15 maggio: riunione informale con i capi di stato della CSTO.
    18 maggio: visita all’istituto di ricerca della difesa Cyclone
    25 maggio: rivista dei sottomarini nucleari
    30 maggio: riunione con i principali funzionari della difesa
    31 maggio: riunione del Consiglio di sicurezza russo
    4-7 giugno: visita in Cina, vertice della SCO
    7 giugno: visita in Kazakistan durante il lancio del missile Topol

    [2] “La Siria, al centro della guerra del gas in Medio Oriente
    (http://www.voltairenet.org/La-Siria-...della-guerra)”, Imad
    Fai Shueibi, Réseau Voltaire, 8 maggio 2012.

    [3] “Moscou et la formation du Nouveau Système Mondial
    (http://www.voltairenet.org/article173020.html)”, Imad Fai Shueibi,
    traduzione Marie-Ange Patrizio, Réseau Voltaire, 13 marzo 2012.

    [4] “Il caso di Houla illustra il ritardo dell’intelligence
    occidentale in Siria
    (http://www.voltairenet.org/Il-caso-d...-illustra-il)”, Thierry
    Meyssan, Réseau Voltaire, 2 giugno 2012.

    [5] “Comment of Official Representative of the Ministry of Foreign
    Affairs of Russia AK Lukashevich on the Question of Interfax related
    to the statement made by Representative of so-called Free Syrian Army
    S.Al-Kurdi (http://www.mid.ru/brp_4.nsf/0/3C6B46...7A17003CB16A)”,
    Ministero degli Affari Esteri della Russia, 5 giugno 2012.

    [6] “Siria: Vladimir Putin propone una forza di peacekeeping della
    CSTO (Page not found [Réseau Voltaire],
    Réseau Voltaire, 3 giugno 2012.

    [7] “Friends of the Syrian People Sanctions Working Group
    (http://www.state.gov/secretary/rm/2012/06/191874.htm)”, comunicato
    stampa di Hillary Clinton, Dipartimento di Stato, 6 giugno 2012.

    [8] “La Libye, les bandits-révolutionnaires et l’ONU
    (http://www.voltairenet.org/article173640.html)”, Alexander Mezyaev,
    traduzione Julia, Strategic Culture Foundation (Russia), Réseau
    Voltaire, 17 aprile 2012.

    [9] “7 juin 2012: la Russie manifeste sa supériorité balistique
    nucléaire intercontinentale
    (http://www.voltairenet.org/article174553.html)”, Réseau Voltaire, 8
    giugno 2012.

    Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, Damasco (Siria), 9 Giugno 2012

    Traduzione di Alessandro Lattanzio
    Aurora - sito di informazione internazionalista
    Aurora
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


    VUOI SAPERE COS'E' L'ANTIFASCISMO? E' non avere cura del Creato, disboscando, inquinando, cementificando tutto nel nome dello Sviluppo.

  7. #7
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    Predefinito Re: Il boia Assad verso la fine. (poi finalmente Teheran)

    Citazione Originariamente Scritto da l'inquirente Visualizza Messaggio
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    Sieda, ha perso controllo molte citta' della Siria
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    (ANSA-AFP) - BEIRUT, 10 GIU - Il regime siriano "volge al termine, sta per finire: Ha perso il controllo in diverse città". Lo ha detto Abdulbaset Sieda il nuovo presidente del Cns (il Consiglio nazionale siriano che raggruppa i principali movimenti di opposizione) eletto stanotte a Istanbul, al posto di Burhan Ghaliun. "Stiamo entrando in una fase delicata", ha aggiunto.
    Caro mio, le cose sono un tantinello più complesse di questo striminzito comunicato stampa!

    Il conflitto siriano potrebbe degenerare in una guerra mondiale
    di Thierry Meyssan - 11/06/2012

    Fonte: aurorasito








    La crisi siriana ha cambiato natura. Il processo di destabilizzazione
    che avrebbe dovuto spianare la strada ad un’azione militare
    dell’Alleanza Atlantica è fallito. Togliendosi la maschera, gli Stati
    Uniti hanno pubblicamente indicato la possibilità di attaccare la
    Siria senza l’approvazione del Consiglio di Sicurezza, come hanno
    fatto in Kosovo, facendo finta d’ignorare che la Russia di Vladimir
    Putin non è quella di Boris Eltsin. Dopo essersi assicurato il
    sostegno cinese, Mosca ha sparato due colpi di avvertimento in
    direzione di Washington. La continuazione delle violazioni del diritto
    internazionale da parte della NATO e del GCC, può ora aprire un
    conflitto mondiale.





    Durante la celebrazione della vittoria, il 9 maggio il presidente
    Vladimir Putin ha sottolineato la necessità per la Russia di essere
    pronta a un nuovo sacrificio. Il presidente Vladimir Putin ha messo il
    suo terzo mandato sotto il segno della sovranità del suo paese contro
    le minacce lanciate direttamente contro la Federazione Russa dagli
    Stati Uniti e dalla NATO. Mosca ha ripetutamente condannato
    l’espansione della NATO, le basi militari sulle sue frontiere e lo
    schieramento della difesa antimissile, la distruzione della Libia e la
    destabilizzazione della Siria.

    Nei giorni successivi alla sua investitura, Putin ha passato in
    rivista l’industria militare russa, le sue forze armate e il suo
    sistema di alleanze [1]. Ha continuato questa mobilitazione con la
    scelta di fare della Siria la linea rossa da non oltrepassare. Per
    lui, l’invasione della Libia da parte della NATO è paragonabile a
    quella della Cecoslovacchia da parte del Terzo Reich, e quello della
    Siria, se ciò dovesse accadere, sarebbe paragonabile a quella della
    Polonia che scatenò la seconda guerra mondiale.

    Qualsiasi interpretazione di quanto sta accadendo nel Levante, in
    termini di rivoluzione/repressione interna siriana, non è solo falsa,
    ma impallidisce di fronte ai problemi reali e svela una mera
    comunicazione politica. La crisi siriana è soprattutto un palcoscenico
    del “rimodellamento del grande Medio Oriente”, un altro tentativo di
    distruggere l’”Asse della Resistenza”, e la prima guerra della
    “geopolitica del gas” [2]. La posta in gioco oggi in Siria, non è se
    Bashar al-Assad riesca a democratizzare le istituzioni da lui
    ereditate o se le monarchie del Golfo wahhabite riescano a distruggere
    l’ultimo regime laico nella regione e a imporre il loro bigottismo; ma
    quali frontiere separeranno i nuovi blocchi, la NATO (Organizzazione
    del Trattato Nord Atlantico) e la SCO (Shanghai Cooperation
    Organization) [3].

    Alcuni dei nostri lettori probabilmente hanno sussultato alla lettura
    della frase precedente. Infatti, da mesi, i media occidentali e del
    Golfo martellano tutti i giorni sul fatto che il presidente Assad
    rappresenta una dittatura settaria a favore della minoranza alawita,
    mentre la sua opposizione armata incarna la democrazia pluralista.

    Uno sguardo sugli eventi è sufficiente per screditare questo
    travisamento. Bachar al-Assad ha indetto in successione le elezioni
    comunali, un referendum e le elezioni parlamentari. Tutti gli
    osservatori concordano sul fatto che le elezioni si sono svolte in
    modo sincero. La partecipazione popolare ha raggiunto oltre il 60%,
    anche se gli occidentali l’hanno descritta come una “farsa”, e
    l’opposizione armata che sostengono ha impedito ai cittadini di andare
    alle urne nei quattro distretti sotto il loro controllo. Nel
    frattempo, l’opposizione armata ha aumentato le sue azioni non solo
    contro le forze di sicurezza, ma contro i civili e tutti i simboli
    multi-culturali e multi-confessionali. Hanno ucciso sunniti
    progressisti, poi hanno ucciso a caso alawiti e cristiani per forzare
    le loro famiglie a fuggire. Hanno bruciato più di 1500 scuole e
    chiese. Hanno proclamato l’effimero Emirato islamico indipendente di
    Bab Amr, dove hanno stabilito un tribunale rivoluzionario che ha
    condannato a morte più di 150 miscredenti, macellati uno per uno dal
    loro boia. E questo non è lo spettacolo pietoso di alcuni politici
    disonesti riunitisi nel Consiglio nazionale siriano in esilio,
    mostrando un progetto democratico di facciata estraneo alla realtà sul
    terreno dei crimini dell’esercito libero “siriano”, che da molto tempo
    nascondeva la verità. Inoltre, chi può credere che il regime laico
    siriano, di cui l’esemplarità era celebre non molto tempo fa, sarebbe
    diventato una dittatura religiosa, mentre l’esercito libero “siriano”,
    supportato dalle dittature wahhabite del Golfo e prono alle
    ingiunzioni dei predicatori takfiriti, sarebbe divenuto un esempio di
    pluralismo democratico?

    L’evocazione da parte dei funzionari degli Stati Uniti di un possibile
    intervento internazionale al di fuori del mandato delle Nazioni Unite,
    il modo con cui la NATO aveva smembrato la Jugoslavia, ha provocato
    rabbia e preoccupazione a Mosca. La Federazione Russa, che finora era
    in una posizione difensiva, ha deciso di prendere l’iniziativa. Questo
    cambiamento strategico è causato dall’urgenza della prospettiva russa,
    e dall’evoluzione favorevole sul terreno in Siria [4].

    Mosca ha proposto di istituire un Gruppo di contatto sulla Siria per
    riunire tutti gli Stati interessati, vale a dire gli Stati vicini, le
    potenze regionali e internazionali. Si tratta di sostituire con un
    forum per il dialogo l’attuale dispositivo belligerante creato dagli
    occidentali con il termine orwelliano di “Conferenza degli Amici della
    Siria”.

    La Russia continua a sostenere il Piano Annan, che in realtà è solo il
    recupero appena modificato del piano presentato da Sergej Lavrov alla
    Lega Araba. Si rammarica del fatto che questo piano non sia applicato,
    ma respinge la colpa sulle fazioni dell’opposizione che hanno preso le
    armi. Secondo A. K. Lukashevich, portavoce del ministero degli esteri,
    l’esercito libero “siriano” è un’organizzazione illegale secondo il
    diritto internazionale. Anche se assassina ogni giorno dai 20 ai 30
    soldati siriani, è pubblicamente sostenuto dagli Stati della NATO e
    del GCC, in violazione del Piano Annan [5].

    Posando come fautore della pace di fronte a una NATO guerrafondaia,
    Vladimir Putin ha chiesto alla CSTO di preparare lo schieramento dei
    “colbacchi blu” in Siria, sia per separare i belligeranti siriani che
    per combattere le forze straniere. Nikolaj Bordjuzha, segretario
    generale della CSTO, ha confermato che dispone di 20.000 uomini
    addestrati per questo tipo di missione e sono immediatamente
    disponibili. [6]

    Questa sarebbe la prima volta che il CSTO dispiegherebbe una forza di
    pace al di fuori dello spazio ex sovietico. Punto sul vivo, il
    segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon ha cercato di sabotare questa
    iniziativa offrendosi improvvisamente di organizzare lui stesso un
    gruppo di contatto.

    Alla riunione a Washington del gruppo di lavoro sulle sanzioni della
    Conferenza degli Amici della Siria, la segretaria di stato degli USA
    Hillary Clinton ha ignorato la proposta russa e ha inasprito il
    sostegno al cambiamento di regime [7].

    In Turchia, i parlamentari dell’opposizione hanno visitato i campi dei
    profughi siriani. Non hanno trovato più di mille rifugiati registrati
    dalle Nazioni Unite nel campo principale, ma al contrario, la presenza
    di un arsenale nel campo. Hanno poi interrogato all’Assemblea il primo
    ministro Recep Tayyip Erdogan chiedendogli di rivelare la quantità di
    aiuti umanitari accordati ai fantomatici rifugiati. I deputati
    ritengono che il campo profughi sia una copertura per una operazione
    militare segreta. Ospita in realtà dei combattenti, per lo più libici,
    che lo usano come base arretrata. I deputati hanno suggerito che
    questi combattenti sono coloro che hanno fatto irruzione nella zona,
    quando il massacro di Hula ha avuto luogo.

    Queste informazioni confermano le accuse dell’ambasciatore russo al
    Consiglio di Sicurezza, Vitalij Churkin, secondo cui il rappresentante
    speciale di Ban Ki-moon in Libia, Ian Martin, ha utilizzato i mezzi
    delle Nazioni Unite destinati ai rifugiati, per inviare in Turchia i
    combattenti di al-Qaida [8].

    In Arabia Saudita, la frattura tra re Abdullah e il clan Sudeiri si è
    di nuovo manifestata. Su invito di Abdullah I, il Consiglio degli
    Ulema ha emesso una fatwa dichiarando che la Siria non è terra di
    jihad. Ma al tempo stesso, il principe Faisal, ministro degli esteri,
    ha chiesto di armare l’opposizione contro l’”usurpatore alawita”.

    Mentre Ban Ki-moon e Navi Pillay, rispettivamente segretario generale
    e alto commissario per i diritti umani, indirizzavano la loro
    requisitoria contro la Siria davanti l’Assemblea generale dell’ONU,
    Mosca ha lanciato due missili balistici intercontinentali.

    Il missile Bulava prende il nome dall’antica mazza slava del
    maresciallo delle armate cosacche.

    Il colonnello Vadim Koval, portavoce della RSVN, ha ammesso il test di
    lancio di un Topol, lanciato da un silo nei pressi del Mar Caspio, ma
    non ha confermato quello del Bulava lanciato da un sottomarino nel
    Mediterraneo. Tuttavia, il lancio è stato osservato in tutto il Medio
    Oriente, da Israele all’Armenia, e non ci sono altre armi note che
    potrebbe lasciare simili tracce nel cielo [9].

    Il messaggio è chiaro: Mosca è pronta alla guerra mondiale se la NATO
    e il GCC non ottempereranno agli obblighi internazionali, come
    definito dal Piano Annan, e continuano ad alimentare il terrorismo.

    Secondo quanto riferito, questo colpo di avvertimento è stato
    coordinato con le autorità siriane. Mosca sollecitava Damasco a
    liquidare l’Emirato islamico di Bab Amr, subito dopo che la leadership
    del presidente al-Assad era stata confermata dal referendum
    costituzionale, e incoraggiato il Presidente a liquidare i gruppi dei
    mercenari nel paese non appena il nuovo Parlamento e il nuovo Primo
    ministro saranno insediati. È stato dato l’ordine di passare da un
    atteggiamento difensivo ad un’azione offensiva per proteggere il
    popolo dal terrorismo. L’esercito nazionale ha pertanto avviato
    l’attacco contro i bastioni dell’esercito libero “siriano”. La lotta
    nei prossimi giorni sarà difficile, soprattutto perché i mercenari
    hanno mortai, missili anticarro e ora missili terra-aria.

    Per abbassare la tensione, la Francia ha immediatamente accettato la
    proposta russa per la partecipazione ad un gruppo di contatto ad hoc.
    Washington ha inviato d’urgenza Frederic C. Hof a Mosca.
    Contraddicendo le dichiarazioni fatte ieri dalla segretaria di stato
    Hillary Clinton, il signor Hof ha a sua volta accettato l’invito
    russo.

    Non c’è tempo per lamentarsi dell’estensione dei combattimenti in
    Libano, né di sproloquiare su una possibile regionalizzazione del
    conflitto. Dopo che per 16 mesi hanno destabilizzato la Siria, la NATO
    e il GCC hanno creato una situazione di stallo che ora può degenerare
    in una guerra mondiale.



    NOTE:

    [1] Agenda del Presidente Putin:
    7 maggio: investitura del presidente Vladimir Putin
    8 maggio: nomina di Dmitrij Medvedev a primo ministro
    9 maggio: celebrazione della vittoria contro la Germania nazista
    10 maggio: visita al complesso militare-industriale russo
    11 maggio: ricevimento del Presidente abkhazo
    12 maggio: ricevimento del Presidente dell’Ossezia del Sud
    14-15 maggio: riunione informale con i capi di stato della CSTO.
    18 maggio: visita all’istituto di ricerca della difesa Cyclone
    25 maggio: rivista dei sottomarini nucleari
    30 maggio: riunione con i principali funzionari della difesa
    31 maggio: riunione del Consiglio di sicurezza russo
    4-7 giugno: visita in Cina, vertice della SCO
    7 giugno: visita in Kazakistan durante il lancio del missile Topol

    [2] “La Siria, al centro della guerra del gas in Medio Oriente
    (http://www.voltairenet.org/La-Siria-...della-guerra)”, Imad
    Fai Shueibi, Réseau Voltaire, 8 maggio 2012.

    [3] “Moscou et la formation du Nouveau Système Mondial
    (http://www.voltairenet.org/article173020.html)”, Imad Fai Shueibi,
    traduzione Marie-Ange Patrizio, Réseau Voltaire, 13 marzo 2012.

    [4] “Il caso di Houla illustra il ritardo dell’intelligence
    occidentale in Siria
    (http://www.voltairenet.org/Il-caso-d...-illustra-il)”, Thierry
    Meyssan, Réseau Voltaire, 2 giugno 2012.

    [5] “Comment of Official Representative of the Ministry of Foreign
    Affairs of Russia AK Lukashevich on the Question of Interfax related
    to the statement made by Representative of so-called Free Syrian Army
    S.Al-Kurdi (http://www.mid.ru/brp_4.nsf/0/3C6B46...7A17003CB16A)”,
    Ministero degli Affari Esteri della Russia, 5 giugno 2012.

    [6] “Siria: Vladimir Putin propone una forza di peacekeeping della
    CSTO (Page not found [Réseau Voltaire],
    Réseau Voltaire, 3 giugno 2012.

    [7] “Friends of the Syrian People Sanctions Working Group
    (http://www.state.gov/secretary/rm/2012/06/191874.htm)”, comunicato
    stampa di Hillary Clinton, Dipartimento di Stato, 6 giugno 2012.

    [8] “La Libye, les bandits-révolutionnaires et l’ONU
    (http://www.voltairenet.org/article173640.html)”, Alexander Mezyaev,
    traduzione Julia, Strategic Culture Foundation (Russia), Réseau
    Voltaire, 17 aprile 2012.

    [9] “7 juin 2012: la Russie manifeste sa supériorité balistique
    nucléaire intercontinentale
    (http://www.voltairenet.org/article174553.html)”, Réseau Voltaire, 8
    giugno 2012.

    Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, Damasco (Siria), 9 Giugno 2012

    Traduzione di Alessandro Lattanzio
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    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
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  8. #8
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    Predefinito Re: Il boia Assad verso la fine. (poi finalmente Teheran)

    C'è una cosa da dire a difesa dei ribelli: avete presente l'esercito unificato ribelle? Beh non esiste. C'è di nome per far contenti gli elettori occidentali più pigri che se non c'è coesione e coordinamento non appoggiano (ironico visto che hanno fatto a pezzi quello che inventava le adunate oceaniche). Quindi per colpa di questa finta unione quando i qaedisti fanno a pezzi i civili la colpa la prendono TUTTI i ribelli ingiustamente.
    Eppure basterebbe una soluzione in stile greco: i colonnelli sono caduti per una "cagata" come il caso di Cipro, allo stesso modo Assad potrebbe benissimo cadere per una sconfitta locale, magari contro i curdi che gli fanno la guerra civile da decenni. Anche perché se le prende localmente i siriani pensano "Eh basta Assad, lo facciamo fuori perché non fa bene il suo lavoro", però se cominci a radunare gente che vuole espugnare Damasco non si rischia di ottenere l'effetto inverso?

  9. #9
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    Predefinito Re: Il boia Assad verso la fine. (poi finalmente Teheran)

    Forza Baath, forza Assad!
    Ogni sentimento nobile deve celarsi.
    Per non infastidire il democratico.


    soleacciaio.org

 

 

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