Con una cerimonia adombrata da polemiche si è insediato a Belgrado il neo-presidente serbo Tomislav Nikolic.
I leader di Croazia, Bosnia, Slovenia e Macedonia hanno boicottato l’evento, dopo che Nikolic, in una delle sue prime interviste post-elezione, aveva negato il genocidio di Srebrenica.
Presente invece il commissario europeo all’allargamento, Štefan Füle, per sostenere, ha detto, il cammino della Serbia verso l’integrazione nell’Unione.
Un obiettivo che l’ex ultranazionalista Nikolic, ha assicurato di voler perseguire.
Füle non ha voluto commentare le controverse dichiarazioni del neo-presidente, ma ha chiesto alla Serbia di attuare le riforme necessarie all’avvicinamento all’Europa e di migliorare i rapporti con il Kosovo, di cui Belgrado non riconosce l’indipendenza.
Nikolic, che fu vice ministro di Slobodan Milosevic, ha tentato di rassicurare i vicini balcanici, sostenendo che le “divergenze di opinioni” su fatti storici come Srebrenica non ostacoleranno il “cammino comune” verso l’Europa.
Ma le famiglie degli 8000 musulmani bosniaci massacrati dalle forze serbe nel 1995, attendono ancora giustizia.
Bosnia e Croazia boicottano cerimonia neo-presidente serbo | euronews, mondo




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In compenso ha avuto l'avallo dal Principato di Sealand; la "micronazione" più figa del mondo.
hefico: 
