Palazzo Chigi traballa, nonostante le iniezioni di “fiducia” graziosamente offerte dal trioABC dei liberaldemocratici di destra, di sinistra e di centro.
E non certo per ragioni interne, anche se c’è chi pensa a un Monti alquanto piccato per le gaffes di Fornero, i salti in avanti di Passera e le gratuite sventagliate di Giarda o di Martone.
Ma perché è lo stesso presidente del Consiglio ad accorgersi di essere un fantoccio pilotato dai “poteri forti” che, come lo hanno “usato”, sono pronti, per vile denaro, a “gettarlo” nella spazzatura. A conti fatti, la sua àncora di salvezza si limita alla parolina “crescita”. Pia illusione, confortata soltanto dal lontano appello di un Obama troppo distratto dalla sfida presidenziale per dare peso concreto all’invito “a crescere” rivolto all’Europa dell’Ue. Un invito, peraltro, alquanto anomalo visto che proprio Obama aveva ritenuto prioritaria la strada della politica salva-banche rispetto a quella del benessere sociale. Ma, si sa, quando c’è in gioco la competitività del dollaro - e l’euro è ormai lì, troppo vicino - bisogna pur lanciare qualche segnale gradito agli esportatori-elettori statunitensi...
E poi, per l’Italia di Monti, ci sono realtà concrete ben più urgenti da affrontare: speculazione all’assalto dei titoli di Stato, pressioni di svendita delle residue aziende pubbliche, calorosi inviti a fare altri “prestiti” ad usura, presso il Fmi e le sue banche d’affari, spettri greci e spagnoli dietro l’angolo. Altro che “crescita”.
Quella resta solo una parolina.
ITALIA-COLONIA Denaro alle banche, disoccupazione ai cittadini | Editoriali | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale




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