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  1. #241
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    Predefinito Re: Radio Spada: un blog tagliente ma puntuale

    Citazione Originariamente Scritto da Luca Visualizza Messaggio
    Nota di Radio Spada: Alla vigilia del 12 gennaio e in occasione d’una nuova rappresentazione scaligera della Traviata secondo la fortunata ed ormai trentennale regia di Liliana Cavani, proponiamo ai nostri lettori un ironico divertissment d’attualità d’un nostro redattore che rivisita alcune importanti scene dell’opera. In calce i nostri lettori potranno anche ascoltare con diletto il video dell’originale (Piergiorgio Seveso)

    Scena tredicesima. Violetta che ritorna affannata, indi Alfredo

    VIOLETTA SPADA:

    Invitato a qui seguirmi,

    Verrà desso? vorrà udirmi?

    Ei verrà, ché l’odio atroce

    Puote in lui più di mia voce.

    ALFREDO R.:

    Mi chiamaste? che bramate?

    VIOLETTA SPADA:

    Questi luoghi abbandonate.

    Un periglio vi sovrasta.

    ALFREDO R.:

    Ah, comprendo! Basta, basta.

    E sì vile mi credete?

    VIOLETTA SPADA:

    Ah no, mai.

    ALFREDO R.:

    Ma che temete?

    VIOLETTA SPADA:

    Temo sempre del Barone

    ALFREDO R.:

    È tra noi mortal quistione.

    S’ei cadrà per mano mia

    Un sol colpo vi torrìa

    Coll’amante il protettore.

    V’atterrisce tal sciagura?

    VIOLETTA SPADA:

    Ma s’ei fosse l’uccisore?

    Ecco l’unica sventura

    Ch’io pavento a me fatale!

    ALFREDO R.:

    La mia morte! Che ven cale?

    VIOLETTA SPADA:

    Deh, partite, e sull’istante.

    ALFREDO R.:

    Partirò, ma giura innante

    Che dovunque seguirai

    i passi miei.

    VIOLETTA SPADA:

    Ah, no, giammai.

    ALFREDO R.:

    No! giammai!

    VIOLETTA SPADA:

    Va’, sciagurato.

    Scorda un nome ch’è infamato.

    Va’ mi lascia sul momento

    Di fuggirti un giuramento

    Sacro io feci

    ALFREDO R.:

    E chi potea?

    VIOLETTA SPADA:

    Chi diritto pien ne avea.

    ALFREDO R.:

    Fu CORVO?

    VIOLETTA SPADA: (con supremo sforzo)

    Sì.

    ALFREDO R.:

    Dunque l’ami?

    VIOLETTA SPADA:

    Ebben, l’amo

    ALFREDO R.: (Corre furente alla porta e grida)

    Or tutti a me.

    Scena quattordicesima. Violetta, Alfredo, e tutta l’ASSEMBLEA DEI SANTI che confusamente ritorna

    TUTTI:

    Ne appellaste? Che volete?

    ALFREDO R.: (additando Violetta che abbattuta si appoggia al tavolino)

    Questa donna conoscete?

    TUTTI:

    Chi? Violetta?

    ALFREDO R.:

    Che facesse non sapete?

    VIOLETTA SPADA:

    Ah, taci

    TUTTI:

    No.

    ALFREDO R.:

    Ogni suo aver tal femmina

    Per amor mio sperdea.

    Io cieco, vile, misero,

    Tutto accettar potea.

    Ma è tempo ancora! tergermi

    Da tanta macchia bramo.

    Qui testimoni vi chiamo

    Che qui pagata io l’ho.

    (Getta con furente sprezzo un LIBELLO ai piedi di Violetta, che sviene tra le braccia di PIERGIORGIO SEVESO e del dottor LUCA FUMAGALLI. In tal momento entra Monsignor GUÉRARD DES LAURIERS)

    Scena quindicesima. Detti e Monsignor GUÉRARD, ch’entra all’ultime parole

    TUTTI:

    Oh, infamia orribile

    Tu commettesti!

    Un cor sensibile

    Così uccidesti!

    Di donne ignobile

    Insultator,

    Di qui allontanati,

    Ne desti orror.

    GUÉRARD: (con dignitoso fuoco)

    Di sprezzo degno se stesso rende

    Chi pur nell’ira la Donna offende.

    Dov’è mio figlio? più non lo vedo:

    In te più Alfredo – trovar non so.

    (Io sol fra tanti so qual virtude

    Di quella misera il sen racchiude.

    Io so che l’ama, che gli è fedele,

    Eppur, crudele, – tacer dovrò!)

    ALFREDO R.: (da sé)

    (Ah sì che feci! ne sento orrore.

    Gelosa smania, deluso amore

    Mi strazia l’alma più non ragiono.

    Da lei perdono – più non avrò.

    Volea fuggirla non ho potuto!

    Dall’ira spinto son qui venuto!

    Or che lo sdegno ho disfogato,

    Me sciagurato! – rimorso n’ho.

    VIOLETTA SPADA: (riavendosi)

    Alfredo, Alfredo, di questo core

    Non puoi comprendere tutto l’amore;

    Tu non conosci che fino a prezzo

    Del tuo disprezzo – provato io l’ho!

    Ma verrà giorno in che il saprai:

    Com’io t’amassi confesserai.

    Dio dai rimorsi ti salvi allora;

    Io spenta ancora – pur t’amerò.

    BARON CORVO: (piano ad Alfredo)

    A questa donna l’atroce insulto

    Qui tutti offese, ma non inulto

    Fia tanto oltraggio – provar vi voglio

    Che tanto orgoglio – fiaccar saprò.

    TUTTI (a Violetta):

    Ah, quanto peni! Ma pur fa core.

    Qui soffre ognuno del tuo dolore;

    Fra cari amici qui sei soltanto;

    Rasciuga il pianto – che t’inondò. (FINE – APPLAUSI)



    dal minuto 1.27.40

  2. #242
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    Predefinito Re: Radio Spada: un blog tagliente ma puntuale

    Morte di don Ennio Innocenti (1932-2021): l’omaggio di Radio Spada



    Carico d’anni e di gravi malanni, ha concluso oggi il suo pellegrinaggio terreno, lasciando la desolata e scalcinata scena di questo mondo, Don Ennio Innocenti, studioso certamente insigne per continuità di pubblicazioni e per l’impegno “militante” al servizio di molte battaglie del cattolicesimo romano. E’ certamente anche grazie a Lui se l’attenzione del mondo cattolico tradizionalista, genericamente inteso, si è fissata sui pericoli storici dello gnosticismo e della nuova gnosi, ampiamente presente nella rivoluzione neomodernistica e conciliare. Con la sua benemerita e autonoma associazione editoriale “Sacra Fraternitas Aurigarum” ha spaziato nell’arco di decenni su temi di spiritualità, di storia ecclesiastica antica e contemporanea, su revisionismo storico e apocalittica coeva. Rimane memorabile la sua critica alla filosofia maritainiana e al suo incapacitante liberalismo. La stessa Radio Spada si onorò di ospitare una sua intervista a cura del carissimo Pietro Ferrari che ripresentiamo ai nostri lettori in calce a questo articolo.

    Alcuni di voi saranno stupiti dal tono fortemente encomiastico di questa commemorazione. Don Innocenti infatti non era “dei nostri”, era abbastanza lontano dalle battaglie del cattolicesimo integrale contro la sovversione conciliare e contro le “autorità” che l’avevano cullata, nutrita, amplificata e che oggi la custodivano. Se il suo sguardo storico su questo e quel periodo della storia della Chiesa era spesso spigoloso, ingeneroso o tranchant, giunto ai tempi correnti diveniva ben più sfumato e per nulla risolutorio. Anche Lui non ebbe quella forza, quei lumi, quella avventurata e spericolata determinazione per “fare quel passo” irrevocabile che ha segnato in maniera indelebile le nostre esistenze. Nondimeno stima, apprezzamento e preghiera per LUI per il bene compiuto rimangono intatti, nè mai ci sogneremmo di indulgere a stilemi da portineria o da lupanare pseudo-integristico per commemorarne la figura. Requiescat in pace.

    Piergiorgio Seveso – Presidente SQE di Radio Spada

    Intervista di Pietro Ferrari a don Ennio Innocenti: https://www.radiospada.org/2013/12/esclusiva-don-ennio-innocenti-intervistato-da-pietro-ferrari/

    Fonte immagine: sacromontedivarallo.org

  3. #243
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    Predefinito Re: Radio Spada: un blog tagliente ma puntuale



    Torna il 25 aprile radiospadista, ma a settembre: in un luogo immerso nella natura, a pochi km dalle uscite autostradali di Modena Nord e Reggio Emilia.

    RESISTERE E RICOSTRUIRE –
    VI giornata di cultura radiospadista –
    sabato 25 settembre 2021

    ore 10 – arrivo degli ospiti

    ore 10.30 – DALLA “MAFIA DI SAN GALLO” ALLA GALLERIA NEOVATICANA
    tavola rotonda con MARCO TOSATTI, DOMENICO SAVINO e PIERGIORGIO SEVESO

    ore 12.15 – ricreazione e pranzo

    ore 14.15 – SI PUÒ DEPORRE IL PAPA?
    tavola rotonda con DON CURZIO NITOGLIA e PIERGIORGIO SEVESO

    ore 15.45 – LA VITA E LA FAMIGLIA SACRIFICATE ALLA MISERICORDIA
    con MASSIMO MICALETTI e LORENZO ROSELLI

  4. #244
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    Predefinito Re: Radio Spada: un blog tagliente ma puntuale

    2012 – 2021: Radio Spada, 9 anni di un blog cattolico integrale. Lettera di Piergiorgio Seveso ad amici e nemici

    di Piergiorgio Seveso, presidente (uscente) SQE di Radio Spada

    Mi ripeto spesso tra me e me che questi articoli celebrativi commemorativi del 14 giugno possono vantare una gran fortuna; di venir letti, condivisi da parecchi ma di venir bellamente ignorati da molti, come cosa trita, già vista, già metabolizzata.

    Il web ci ha abituato a tempi di reazione ahimè rapidissimi: la mente “localizza” e posiziona il pezzo appena intravisto in una scaffalatura dicotomica di solito molto semplice: giusto/sbagliato, bellissimo/spazzatura, utile/inutile, da leggere/da non leggere, amico/nemico e ben più che a volte si passa oltre, si trapassa verso nuove scipitezze o futilità, verso nuovi stimoli baluginanti, talvolta fatti di nulla.

    Lungi da me far inutili pose omiletiche sui social vecchi e nuovi: ripeto invece il mio convinto “hic manebimus optime” e me ne faccio ampiamente una ragione, ma ho anche la chiara convinzione di parlare tra intimi, amici e antipatizzanti che siano. Proprio questo parlare tra pochi, ben lungi dal farmi formulare ditirambi d’occasione, mi ispira una grande franchezza, a volte rude e sferzante (e ne sanno qualcosa “nani e ballerine” che portano ancora i segni del flagello di qualche anno fa), a volte benevola e traboccante di affetti.

    In questo nono anno di vita e secondo di pandemia, Radio Spada ha proseguito il suo cammino, la sua marcia con un ritmo incalzante, a tratti inarrestabile. Si tratta del frutto del lavoro e dell’impegno di molti che ringrazio e che ci ha permesso di donare al pubblico italiano (tanti) libri nuovi che spaziano dall’apologetica alla letteratura, dalla devozionalistica alla ricostruzione storica ed ecclesiale. Siccome però non siamo solo una casa editrice ma siamo anche anche un blog, non posso dimenticare che OGNI GIORNO ad un vasto pubblico di lettori volontari e volenterosi abbiamo fornito una ricca messe di materiali su cui formarsi, informarsi, crescere nella vita cristiana e (a volte anche) nel buon senso.

    Chi ce lo fa fare? Non certo gli interessi e le passioni umane, non certo la voglia di apparire ma semplicemente l’amor di Verità e la necessità di riempire un vuoto. Certemente quando siamo nati, questo deserto era vasto e sconfortante: mancava un blog di giovani laici cattolici, in mezzo ai cascami del rosseggiante tramonto ratzingheriano, in mezzo alle pose estetizzanti, ai cultori delle sintesi tra antico e nuovo, ai cantori di una “restaurazione” accomodante quanto falsa e omicida. Oggi certamente questo vuoto non è più tale: complice la chiarificatrice e livellatrice “rivoluzione bergogliana” vi è un grande fiorire di realtà, un gran rincorrersi di iniziative, di appuntamenti, di approfondimenti ed in moltissimi la consapevolezza è cresciuta e anche il desiderio di posizioni nette, risolute e irrevocabili. Ne siamo contenti, anzi plaudiamo a questo gran fervore d’opere: come ogni fase pionieristica, non mancano pressapochismi, confusione, contaminazione di generi (non sessuali) e di contenuti. E se questa “bagarre” tradizionalistica e integristica a volte ci suscita un convinto sorriso di compiacimento, a volte preoccupa per i parossismi unilaterali (spesso fomentati dalla virtualità), per le giustapposizione indebite di contenuti, per i carismatismi umani indebiti e a tratti grotteschi, per le inevitabili esagerazioni indotte dalla tragica complessità e drammaticità dei tempi che viviamo.

    Che farà Radio Spada in questo gran calderone? Forse vi sorprenderà la risposta: nulla che non abbia già fatto sinora. Continuerà a tenere al centro di tutto l’analisi della “rivoluzione conciliare”, della crisi dottrinale ed ecclesiale, fonte di ogni altra crisi, matrice di ogni sovversione e perversione dei cuori e delle menti. Lo farà senza primadonnismo, senza “ma noi c’eravamo prima o da prima”, senza stilare prescrittive o proscrittive liste di “buoni e cattivi”, senza infantili dossieraggi da salotto o da sala dei balocchi, senza portare un ulteriore contributo entropico all’ampia degenerazione del nostro mondo “resistente”: lo farà anche senza inseguire mode o personaggi del momento (beninteso dando spazio a tutto ciò che accade), senza masaniellismi inutili, senza attivismi sconclusionati e ossessivi, senza metterci pennacchi in testa che certamente attirerebbero consensi (e fatevelo dire da uno che di pennacchi se ne intende) ma che distrarrebbero dall’unum necessarium della nostra azione.

    Beninteso, faremo anche noi le nostre battaglie, faremo anche noi le nostre puntate polemiche, continueremo a combattere con forza e a tratti con virulenza, anche per i “vicoli e cunicoli” dell’integrismo contemporaneo, ma cercando, nei nostri limiti, di non perdere di vista la meta finale che è quella della restaurazione della Chiesa nella pienezza della propria Autorità, del proprio Ordine e della propria Missio e conseguentemente della società in cui viviamo.

    Lo dico sempre: sapete dove trovarci, bussate e troverete un clima caloroso e accogliente che vi accompagnerà nei tortuosi e a volte mefitici meandri della contemporaneità. Adveniat regnum tuum, adveniat per Mariam! Auguri a Radio Spada!

 

 
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