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Discussione: Radio Spada: un blog tagliente ma puntuale

  1. #211
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    Predefinito Re: Radio Spada: un blog tagliente ma puntuale


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  2. #212
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  3. #213
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    Predefinito Re: Radio Spada: un blog tagliente ma puntuale

    https://www.radiospada.org/2017/10/o...la-tradizione/

    Orgogliosi di essere “la vergogna della Tradizione”

    di Piergiorgio Seveso

    Devo dire che mentre lo scrivere su Radio Spada mi entusiasma e mi ispira una prosa ardente e multiforme, lo scrivere di me su questo blog mi imbarazza e mi accora profondamente. Purtuttavia devo prendere la penna in mano per esprimere qualche riflessione sull’evento che mi ha colpito. Come alcuni di voi sapranno, ieri, un individuo isolato, dopo avermi richiesto un colloquio, ha insultato, tra gli altri, me e la vasta famiglia di Radio Spada, con un’aggressione fisica e verbale assai sgradevole e con sgangherate minacce. Quest’episodio trova la sua origine in un post sulla nostra pagina Facebook dove eravamo stati ingiuriati all’indomani della XII giornata di Cristo Re a Modena (peraltro da noi assai apprezzata per molti dei suoi contenuti) da uno dei partecipanti.

    A questo evento increscioso, avvenuto sotto la foto di un santo, avevamo risposto esponendo l’autore del post al giudizio della pubblica opinione. Ne sono venute polemiche sgradevoli ed esorbitanti, quanto era stato sgradevole ed esorbitante il fatto da cui si era partiti. Al di là di questa descrizione, credo sia quasi inutile dirvi che non ho patito alcunché di grave e sto benissimo. Quello che mi ha veramente stupito è stato il flusso incessante di amici e conoscenti che mi ha espresso, a vario titolo, affetto, solidarietà e stima.

    Gruppi studenteschi, amici del passato e del presente, mi hanno testimoniato, senza che mi aspettassi nulla, che il coltivare e custodire idee (e verità) forti, fortissime, quasi indicibili nel contesto di oggi, senza perdere però quel gusto per l’amichevole condivisione, per l’umana e gratuita e sincera “compassione”, lascia un segno indelebile che il tempo non cancella. Ringrazio inoltre chi ha operato in modo fattivo perché quest’episodio venisse immediatamente ridimensionato, tanto da renderne impossibile la reiterazione o l’amplificazione.

    Ringrazio last but non least il mio “aggressore”, verso il quale non nutro alcun rancore, che mi ha concesso, nella festa di Santa Margherita Maria Alacoque, di offrire al Sacro Cuore una piccola sofferenza e umiliazione in più a espiazione dei miei (molti) peccati personali e di quelli del triste mondo in cui viviamo oggi (privo anche della Somma autorità ecclesiale).

    So bene (e a ragion veduta) che questo incidente non sarebbe quasi certamente avvenuto se contro Radio Spada e contro le nostre persone non si fosse scatenata in questi ultimi anni, in ambienti cattolici tradizionalisti e integristi, un’indegna e inspiegabile campagna d’odio, una rancorosa e paranoica rincorsa alla delegittimazione personale, condita da false notizie, diffamazioni propalate a piene mani, pressioni su singoli e gruppi, esercitate attraverso mezzi leciti e illeciti (compresi i confessionali).

    Abbiamo assistito ad un’incommensurabile gazzarra, generatasi negli acquitrini dell’integrismo italiano, contro una giovane, coraggiosa e devota casa editrice, ad un crescendo disgustoso di polemiche e provocazioni che spesso si è ammantato di proclami teologici d’occasione (che nascondono le profonde debolezze del nostro mondo di fronte al Moloch modernista trionfante) e, in qualche caso, di velleitarie critiche letterarie.

    Di tutto questo si dovrà rendere conto a Dio e anche agli uomini, ogniqualvolta se ne presenterà l’occasione. Chi mi ingiuriava ieri diceva di noi che fossimo “la vergogna della Tradizione”. Ebbene ce ne gloriamo. La vita vera e reale, degna di essere vissuta è quella che si combatte per la più santa delle cause: quella della Verità cattolica e del cattolicesimo romano e noi la combattiamo opportune ed importune con gli strumenti che la Provvidenza ci ha dato: i nostri poveri ingegni, un blog, una casa editrice. Ci sono altri strumenti egualmente (e anche più) degni ma noi abbiamo scelto e costruito questi e nessuno, umanamente parlando, ce li potrà togliere. Grazie ancora.

  4. #214
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    Predefinito Re: Radio Spada: un blog tagliente ma puntuale


  5. #215
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    Predefinito Re: Radio Spada: un blog tagliente ma puntuale

    [LETTERA AI VESCOVI] Monsignor Sanborn sulla messa in stato accusa e deposizione di Bergoglio

    Nota di Radio Spada: dall’uscita della “lettera aperta” ai vescovi cattolici da parte di alcuni teologi e studiosi per la messa in stato di accusa per eresia di Bergoglio molta acqua è passata sotto i ponti, pur essendo stata resa pubblica dopo Pasqua 2019. Radio Spada ha dato spazio a molte osservazioni, ora incoraggianti (pensiamo agli articoli del Guelfo Rosa), ora critiche. Oggi ospitiamo un’analisi di Sua Eccellenza Monsignor Sanborn, eminente sedevacantista e maggiore esponente mitrato della Tesi di Cassiciacum, recentemente resa pubblica. Una prosa calma, pacata, non isterica, nè parossistica, nè tantomeno primadonnistica che espone in maniera severamente critica ma piana il proprio punto di vista. Buona lettura! (Piergiorgio Seveso – presidente SQE di Radio Spada)

    Recentemente un gruppo di religiosi e laici a vario titolo rilevanti ha scritto una lettera a tutti i Vescovi del mondo esortandoli a dichiarare Francesco un non-Papa. Circa novanta persone hanno sottoscritto il documento.

    Poche persone possono ricordare, ma ho fatto esattamente la stessa cosa in 1991. Ho scritto una lettera in latino e l’ho mandata a tutti i Vescovi del mondo di Novus Ordo. Non ho ricevuto alcuna risposta positiva. In effetti, solo un miserello mi rispose.

    Ciò che è lodevole su questa recente lettera è che è un passo nella giusta direzione. Dimostra che alcuni neocon (conservatori Novus Ordo) sono finalmente arrivati alla realizzazione che Francesco è un eretico che ha bisogno di essere dichiarato tale, e che un nuovo conclave dovrebbe eleggere un nuovo Papa.

    Questa assenza di una dichiarazione da parte di cardinali o vescovi è ciò che impedisce a molti cattolici di dire che Francesco non sia il Papa. Mentre possono avere dubbi su di lui, non vogliono prendere la decisione da soli sul fatto che non possa essere il Papa.

    Coloro che detengono il sedevacantismo materiale/formale, come me, vedono anche una tale dichiarazione, almeno da uno o da alcuni vescovi che si sono convertiti dal Vaticano II alla vera fede cattolica, come necessaria per una soluzione al problema nella Chiesa.

    Ciò che è positivo anche per la lettera è che non era una tirata furiosa, ma una presentazione molto calma e accademica dei fatti della deviazione di Bergoglio dalla fede cattolica, non solo personale, ma anche nel suo insegnamento.

    Ciò che è imperfetto nella lettera è che si concentra solo sulle recenti eresie riguardanti la morale sessuale, ignorando il problema radicale dello stesso Vaticano II, così come le eresie e l’eteropraxis (attività eretica) di Giovanni Paolo II e Ratzinger. Infatti Giovanni Paolo II è spesso citato nella lettera come fonte di “ortodossia”.

    A meno che il Vaticano II non sia visto come la fonte dei problemi della Chiesa, ed è annullato, ogni tentativo di risolvere questo problema degli insegnamenti non ortodossi è destinato al fallimento.

    La radice del Vaticano II è il modernismo. Il modernismo è stato condannato come sintesi di tutte le eresie perché è una mentalità capace di produrre qualsiasi eresia. La mentalità è che la Chiesa deve essere cambiata per adattarsi al mondo moderno.

    Da questa fossa senza fondo del modernismo scaturisce l’errore del relativismo della verità, che è la caratteristica più basilare del mondo moderno. Arriva a noi dai filosofi del XVIII secolo, e distrugge l’obiettività della verità. Per il mondo moderno la verità è ciò che si fa. La verità non è governata da un oggetto che è lo stesso per tutti, ma dalla tua esperienza di quell’oggetto. Quindi ciò che è vero per voi potrebbe non essere vero per qualcun altro. Ma entrambi sono in possesso della verità perché sono fedeli alla loro esperienza.

    Sembra assurdo, ed è così. Questa idea demenziale è ciò che governa la società moderna. È il motivo per cui abbiamo aborti, matrimoni omosessuali, transgenderismi, “identificazioni” con una certa razza o sesso che è diverso da quello con cui sei nato. Nell’ambito della religione, essa conduce all’ecumenismo, secondo il quale non esiste una vera religione o una vera Chiesa. Ogni religione ha valore e verità, perché è conforme alle esperienze di coloro che aderiscono ad essa. La naturale conclusione dell’ecumenismo è la libertà delle religioni e la libertà di coscienza.

    L’ecumenismo è il veleno che ha distrutto la fede cattolica nelle nostre istituzioni cattoliche. La Chiesa cattolica, e solo, è stata fondata da Cristo. Quindi qualsiasi cosa al di fuori dei suoi confini è una falsa religione. Questa dottrina è assolutamente essenziale per il cattolicesimo. L’ecumenismo, tuttavia, distrugge questa dottrina, e di conseguenza distrugge l’adesione della fede con fermezza e certezza soprannaturale all’insegnamento cattolico.

    Da questo relativismo della verità confluiscono tutte le abominazioni degli incontri ecumenici e di altre violazioni del primo comandamento perpetrate dai “Papi” del Vaticano II.

    Da esso anche fluire tutte le eresie sessuali di Francesco. Dal relativismo del Concilio Vaticano II scaturisce anche l’immoralità del clero. Come diceva lo stesso Ratzinger, la teologia morale cattolica negli anni Sessanta crollò e con questo crollo arrivò la scomparsa degli assoluti.

    Nell’affrontare l’eresia di Francesco, quindi, la lettera ignora la causa principale. Sarebbe come cercare di pulire il vostro giardino semplicemente strappando le cime delle erbacce.

    Nonostante questa imperfezione, tuttavia, la lettera segna una rinfrescante ripartenza dall’approccio “nulla-è-cambiato” al Vaticano II, e la cecità volontaria di fronte ai “vestiti nuovi dell’imperatore” quando si tratta di eresie che vomitano gli attuali detentori modernisti del Vaticano. Significa che almeno alcuni nella comunità neoconservatrice hanno preso sul serio gli argomenti dei sedevacantisti.

    Ciò che è deplorevole è che questa lettera non proveniva dall’alto clero — vescovi e cardinali — ma dal clero inferiore e persino dai laici. Questa lettera avrebbe dovuto essere scritta nel 1965, e avrebbe dovuto provenire dalla penna del Cardinale Ottaviani e da altri come lui. Invece, rimasero in silenzio. Penso che la storia li giudicherà molto duramente per averlo fatto.

    Dubito fortemente che i firmatari di questo documento riceveranno una reazione positiva da parte dei Vescovi. Padre Cekada ha sottolineato, in uno dei suoi eccellenti video, che c’è poco da aspettarsi da una gerarchia che, in una visita “papale” in Brasile, muoveva le braccia avanti e indietro secondo i suggerimenti dei ballerini sodomitici.

    Ciò che va deplorato è il fatto che la Fraternità San Pio X non sia l’autrice di questa lettera. Criticano sempre i sedevacantisti per aver fatto un giudizio sul “Papa” prima di ottenere una dichiarazione legale. Perché allora non intraprendono una campagna mondiale per una tale dichiarazione? Perché questo è stato lasciato ai neoconservatori? La ragione è che la Fraternità San Pio X sta cercando una riconciliazione con i modernisti, e una lettera come questa rovinerebbe tutti i loro piani.

    Ammiro il coraggio dei firmatari di questo documento, tuttavia, poiché in questo modo stanno distruggendo le loro carriere ecclesiastiche.

    Fonte: https://inveritateblog.com/2019/06/0...l-the-bishops/

  6. #216
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    Predefinito Re: Radio Spada: un blog tagliente ma puntuale

    Il sillogismo impuro contro Radio Spada

    di Gabriele Colosimo

    Questa mattina alcuni amici mi fanno notare un trafiletto scritto su un sito sedevacantista italiano in cui si attacca Radio Spada. La nostra grande colpa, oggi, sarebbe quella di aver ospitato uno gnostico (!) al convegno di Reggio Emilia del 25 aprile. La terza giornata di ‘cultura radiospadista’ è andata molto bene (non solo numericamente) e, si sa, quando le cose vanno bene, non tutti sono contenti.

    La sciocchezza del giorno è che siccome il dott. Maurizio Blondet, il più raffinato tra gli analisti geopolitici italiani a mio parere, avrebbe scritto testi di dubbia ortodossia, allora si lascia intendere che Radio Spada stessa sia un covo di apostati che andranno tutti all’inferno. Ve la faccio breve e per mancanza di tempo da dedicare alla questione, e perché io stesso mi stavo addormentando mentre leggevo le flebili argomentazioni.

    Maurizio Blondet, nella giornata del 25 aprile, ha parlato di geopolitica e l’ha fatto egregiamente, tanto che è stato molto apprezzato nonostante qualche problema tecnico legato all’audio. Sono tra le persone più legate al governo del Presidente Assad in Italia e, per un certo periodo, ho avuto anche informazioni di prima mano dal fronte. Le stesse cose che poi ho potuto leggere, poche settimane dopo averle apprese, sul sito maurizioblondet.it. Il nostro mi ha confermato di non aver mai avuto fonti di prima mano, ma ha affermato di svolgere un lavoro capillare e ‘artigianale’ su fonti aperte da lui ritenute, a ragione, affidabili. Questo per dare una piccola, non necessaria, prova empirica che, sugli argomenti trattati, la scelta era la migliore. Non la migliore possibile, la migliore e basta.

    Nella mia breve introduzione alla relazione del dott. Blondet ho esordito con una domanda: “Perché parliamo di geopolitica in una giornata organizzata da cattolici?”

    E’ presto detto: tutto ciò che nasce spiritualmente ha poi forti ricadute nel mondo reale e, in tempi di globalizzazione selvaggia, questo processo è ancora più veloce, se possibile. Non si può quindi prescindere da personaggi come la Clinton, Putin, Assad et coetera in una disamina su questioni sì immanenti, ma pesantemente influenzate da dottrine più o meno eterodosse. Le cose sono indissolubilmente legate.

    Non essendo stato ingaggiato come avvocato da nessuno, non parlerò nello specifico delle accuse rivolte a Blondet, ma di quelle, pretestuose, mosse a Radio Spada, vero e unico obiettivo dello scritto.

    Ecco il sillogismo impuro:

    Se Radio Spada invita a parlare X, che avrebbe proferito l’errore Y, allora Radio Spada aderisce a Y.

    Provando ad applicare lo stesso ragionamento all’istituto religioso, ne uscirebbero davvero a pezzi:

    Se un qualche membro di una casa religiosa inciampasse e cadesse in gravi e pubblici problemi morali, la casa religiosa è in realtà una setta di depravati.

    Se l’istituto in questione in passato avesse collaborato con politici gravemente eterodossi e di dubbia morale per sviluppare convergenze in temi sociali, allora tutto l’istituto sarebbe formato da fedeli e sacerdoti apostati.

    Chiaramente da queste parti non scendiamo a un livello simile, il mio era giusto un esempio. Un esempio che magari qualche decano del cosiddetto tradizionalismo potrebbe definire calzante.

    Per non sbagliare nulla ed essere quindi, secondo loro, esenti da critiche, i nostri si sono chiusi in uno stucchevole autoreferenzialismo, forti del quale emettono anatemi non richiesti e di dubbia utilità spirituale per i propri fedeli e per l’orbe tutto. Negli unici eventi pubblici del 2017 di tale istituto, parlerà un solo sacerdote per tutta la giornata. Esattamente come l’anno prima. E quello prima ancora. Per trovare una variazione sul tema bisogna scorrere indietro di oltre 10 anni. E gli ospiti erano di dubbia morale e ortodossia. Quindi?

    Quindi un bel tacer non fu mai scritto. (articolo del 12 giugno 2017)

  7. #217
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    Predefinito Re: Radio Spada: un blog tagliente ma puntuale

    Radio Spada: sette anni di guai, sette anni con voi

    di Piergiorgio Seveso

    Com’è noto ai più ( e se non è noto, lo sapete ora da me), io non scrivo molto su Radio Spada. Anzitutto perché la nostra redazione è già così ricca di penne e di sempre nuovi contributi che i miei lambiccati e lirici arpeggi assai poco aggiungerebbero e poi perché il nostro blog ama valorizzare e “potenziare” i suoi collaboratori e non lasciarli nell’ ombra della Buona Battaglia come semplici comparse o comprimari. C’è però un terzo motivo: quando non attinge a registri celebrativi, il mio stile tende a diventare molto polemico e virulentemente pugnace. Senza scomodare Ipponatte o Schopenhauer, amo modellare sacrosanti (nel senso cattolico del termine) e acrobatici insulti come si farebbe con dei vetri soffiati di Burano. Per questo l’essere presidente di Radio Spada, il più delle volte, mi costringe a rimirare queste mie opere d’arte nelle vetrinette di casa mia e a non offrirle al nostro amatissimo pubblico, ovviamente in attesa di tempi più propizi o di svendite di fine stagione.

    Oggi debbo però attingere e a buona ragione al registro più amabile e fastigioso che io conosca. Radio Spada compie sette anni di vita, sette anni di immense soddisfazioni e guai provvidenziali: quando la fondammo alla chetichella, grazie al folgorante e immaginifico spirito di iniziativa di Andrea Giacobazzi, in una festa del Sacro Cuore del 2012, mai avremmo pensato quanto profondamente avrebbe inciso sulle nostre vite, mai avremmo ipotizzato che avrebbe sconquassato come un uragano le nostre abitudini, molte delle nostre certezze umane e avrebbe forgiato nel fuoco i nostri percorsi di vita ecclesiali e culturali. Non vorrei che i nostri lettori pensassero ad una sovrabbondanza retorica da parte mia: con Radio Spada siamo passati dalla teoria alla pratica, dal mondo delle fiabe (pur molto amato da alcuni di noi, penso al carissimo Mattia Spaggiari) alla rude e cruda concretezza di una crisi senza eguali nella storia della Chiesa. Una crisi dottrinale, teologale, morale e sacramentale senza precedenti che non risparmia nulla e nessuno e che viviamo e combattiamo a viso aperto, senza mediazioni di sorta.

    Con Radio Spada siamo passati ancora dalla fanciullezza alla maturità (o se preferite ad una fanciullezza più consapevole e ponderata), alcuni di noi si sono sposati, hanno avuto figli, altri lo faranno, altri ancora hanno perso persone care, altri hanno visto tramontare nel grande mare della viltà e dell’indifferenza amicizie e comitanze che parevano senza fine. Solo Dio resta e l’onesta e gratuita amicalità di chi ha scelto di combattere la migliore e la più nobile di tutte le battaglie senza nulla chiedere in cambio, senza banderuole o casacche ma col solo vessillo bianco giallo del Papato romano, cucito sul petto.

    Questa comunità di Fede e di destino si offre a Voi, cari lettori, come assolutamente esemplare: con pochi mezzi materiali, con un pizzico di intelletto e di quei doni che il Buon Dio ci ha voluto largire, senza padroni, né padrini (al massimo con dei patroni), avendo tutto il mondo contro, con una fanatica e famelica pletora di nemici esterni ed interni pronti a cantarci il De profundis o il Pape satan aleppe, siamo qui, più vivi e compatti che mai a dirvi: TUTTO si può fare, TUTTO si può osare, se si vuole rimanere cattolici in tempi come questi.

    Radio Spada, più che indicarvi delle strade (che pure vi sono e ne troverete ampia testimonianza nelle nostre pagine) vi suggerisce uno spirito completamente refrattario alla Rivoluzione, brigantesco ed insorgente nel nome dell’unica vera religione: il cattolicesimo romano, integralmente creduto e integralmente vissuto pur nei nostri limiti e in quelli dei tempi in cui viviamo. E da bravi briganti usiamo su Radio Spada lo SCHIOPPO ed il PUGNALE, per colpire l’indegnità del bergoglismo e di tutte le umane ideologie che hanno cercato di assidersi sulla cattedra di San Pietro (aggiornamento roncalliano, montinismo, wojtylismo, ratzingerismo) ma anche per tenere pulito e non ingombrato il campo di Dio da tutte le meschinità, le piccinerie, le pulsioni servilistiche e cortigiane verso tartufeschi kapò, capetti e caporioni.

    Non sarebbe però un pezzo sevesiano se non vi fossero dei ringraziamenti: anzitutto a tutti coloro che ci hanno sostenuto e incoraggiato. In particolar modo, a Elena Bianchini Braglia e al carissimo Gianni Braglia, a Paolo Gulisano, a Juan Diego Ortega Santana, a Cristiano Lugli, a Monica Gibertoni e Giovanni Negrini, a Domenico Savino, al professor Viglione e al gruppo dei Triarii, ad Antonio Diano, a Martino Mora, all’ottimo e fedelissimo Pietro Ferrari, a tutti gli autori (vivi e defunti, penso a Daniele Araì) che hanno voluto pubblicare con noi, ai sacerdoti e religiosi che ci hanno testimoniato affetto e stima. E tra le nostre file mi pregio di ricordare l’opera indefessa e impareggiabile di Ilaria Pisa, vero cuore pulsante editoriale di Radio Spada, la preziosa collaborazione storico dottrinale di Giuliano Zoroddu, l’insostituibile contributo di Arber Ndoj, degno figlio dello Skenderbeu, l’equilibrio e la passione esemplare di Massimo Micaletti, l’incredibile preparazione apologetica di Charlie Banyangumuka, l’istrionica leggerezza di Simone Gambini, la saggia ponderazione di Alessandro Luciani, l’irruente generosità di Lorenzo Roselli cui mi unisce la folta capigliatura, il realismo ed il disincanto del carissimo Gabriele Colosimo. Da ultimo ringrazio l’amico di una vita e per la vita, Luca Fumagalli, preziosa architrave culturale di Radio Spada, con cui condivido a tempo pieno questi anni turbolenti e meravigliosi.

    Volete far parte di questa formidabile compagnia di ventura? Raggiungeteci!

    Viva Radio Spada!

    Fonte: https://www.radiospada.org/2019/06/r...pcYLvXol557RUw

 

 
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