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PATRIA - SOCIALISMO - REVOLUCIÓN
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IL GOVERNO MONDIALE EBRAICO
di Dagoberto Huseyn Bellucci
(in 18 capitoli)
PUBBLICAZIONE E COMPOSIZIONE PDF A CURA DI
TerraSantaLibera-HolyLandFree
©
GOVERNO MONDIALE EBRAICO
capitoli Indice titoli
- 1 FORMAZIONE E SVILUPPO DI UN’ IDEOLOGIA RAZZISTA : IL SIONISMO
- 2 IL GRAN SINEDRIO MONDIALE : LA TESTA DEL SERPENTE
- 3 IL PURIM : ORIGINI DI UNA FESTIVITA’ TRAGICA DEL POPOLO EBRAICO
- 4 NASCITA E SVILUPPO DI UN ESCLUSIVISMO RAZZIALE
- 5 LA KABALA E IL TALMUD : LO STRANO ESOTERISMO EBRAICO
- 6 I SEGRETI DELLA KABALA EBRAICA
- 7 DALL’ ESCLUSIVISMO RAZZIALE AGLI OMICIDI RITUALI
- 8 OMICIDI RITUALI NELLA STORIA
- 9 EBRAISMO E MASSONERIA
- 10 LA MASSONERIA EBRAICA: IL B’NAI B’RITH
- 11 SIONISMO E CAPITALISMO: DALL’USURA ALLA BANCA
- 12 MULTINAZIONALI SIONISTE ALL’ASSALTO DEI MERCATI MONDIALI –
LA PIOVRA PLUTOCRATICA E IL CASO AMERICANO
- 13 MULTINAZIONALI SIONISTE ALL’ASSALTO DEI MERCATI MONDIALI -
BELGIO E FRANCIA CONTROLLATE DAI PLUTOCRATI SIONISTI
- 14 MULTINAZIONALI SIONISTE ALL’ASSALTO DEI MERCATI MONDIALI -
IL CASO OLANDA
- 15 MULTINAZIONALI SIONISTE ALL’ASSALTO DEI MERCATI MONDIALI –
LA GERMANIA DELLE BANCHE E DEI TRUST INDUSTRIALI VITTIMA DESIGNATA
DELL’ODIO SIONISTA
- 16 MULTINAZIONALI SIONISTE ALL’ASSALTO DEI MERCATI MONDIALI -
IL CASO ITALIANO
- 17 LA GRAN BRETAGNA GIUDAICA – FINANZA E AFFARI ALL’OMBRA DELLA ‘CITY’
- 18 L’ORGIA CAPITALISTICA –
MULTINAZIONALI E GLOBALIZZAZIONE SOTTO LA DIREZIONE DEL SIONISMO
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CAPITOLO 1° – FORMAZIONE E SVILUPPO DI UN’ IDEOLOGIA RAZZISTA : IL
SIONISMO
“Uomini siate e non pecore matte, si che di voi – tra voi – il Giudeo non rida” (Dante Alighieri –
“La Divina Commedia” – Paradiso, 72-81)
Una delle considerazioni fondamentali per inquadrare l’origine e lo sviluppo dell’ideologia del
Sionismo è quella di non confondere la natura propria di essa , le sue dimensioni e il suo modo di influenzare l’ opinione pubblica internazionale con l’omonimo movimento politico che prese l’identico nome alla fine del secolo scorso e che porto’ alla fondazione dello stato d’Israele all’indomani del secondo conflitto mondiale.
Tale interpretazione oltre a rivelarsi assolutamente incompleta e inadatta a comprendere appieno le valenze metastoriche del Sionismo si rivela anche fuorviante rispetto all’obbiettivo minimo che ci proponiamo con la stesura di questo volume : dimostrare come cioè il Sionismo-Idea si sia sviluppato e organizzato in una lineare continuità storica congiuntamente alle vicende che hanno interessato il popolo ebraico durante innumerevoli secoli e non sia soltanto il frutto avvelenato di una apparente convergenza di interessi prodottasi tra i componenti dell’elitè intellettuale ebraica europea e le mire espansionistiche del colonialismo europeo e dell’egemonismo statunitense.
La storia dei popoli che ci viene spesso presentata come un insieme scostante e distinto di eventi epocali fautori della nascita di distinte civiltà , accavallatesi l’una dietro l’altra , creatrici di tradizioni, racconti epici , religioni, riti, progressi tecnici e artistici molte volte non ha saputo
scavare nelle reali origini di questi Miti fondatori.
Le necessità di considerare alcuni aspetti fondamentali delle civilizzazioni dell’uomo sono state
inquadrate da storici e ricercatori entro categorie quali l’eugenetica , l’antropologia, la scienza e la stessa teologia tutte branche specifiche di un insieme che comunque risulta assai più vasto e complesso.
Tra quelli aspetti che possiamo definire fondamentali si ritrova senz’ altro la volontà di
preservare quello che Walther Darrè , Ministro dell’ Agricoltura della Germania Nazional-
Socialista , ha definito con l’ espressione di ‘Blut und Blooden’ , il concetto di ‘Sangue e Suolo’
ossia quel rapporto quasi mistico e spirituale che inevitabilmente lega un popolo al suolo sul
quale esso ha fondato la sua civiltà.
Attraverso il corso dei secoli , i governanti di quelle nazioni che intendevano conquistare nuovi
spazi territoriali e sottomettere altre nazioni avevano un solo mezzo per farlo : l’ uso della forza e della conquista ‘manu militari’.
Poteva avvenire che , alcune volte , i popoli dominatori e inclini alle conquiste militari
riuscissero ad affermare le proprie volontà egemoniche anche attraverso la stipulazione di trattati economici ed accordi commerciali , scambi culturali e influenza nei costumi e negli usi dei paesi confinanti.
In questo caso si trattava di accordi per una reciproca convivenza nella tolleranza e nel rispetto laddove lo stato dominato e influenzato riconosceva la superiorità dello stato dominatore e non ne contrastava obbiettivi e strategie egemoniche.
In questi ultimi casi , abbastanza frequenti – molto più di quanto si pensi – nel mondo antico
dove la scomparsa di civiltà floride e superiori spesso era data proprio dall’assimilazione a neonate civilizzazioni , il popolo sottomesso era destinato a scomparire come entità nazionale e pur conservando alcune tradizioni il più delle volte veniva letteralmente fagocitato dallo stato dominatore.
Tra i popoli comunque sempre si sono marcate le differenti razziali cosi’ come apparivano
evidenti le differenze psico-attitudinali, la natura stessa della loro funzione di ‘dominatori’ o di
‘dominati’ per intenderci di stati ‘segnati’ da un avvenire imperiale o da nazioni sempre sul
punto di scomparire o di sopravvivere a stento.
E’ in questo modo che agirono tutti i grandi imperi nati dalle principali culle di civilizzazione
umana , da Ur e Kur alla valle dell’Indo, dalla Cina all’area mesopotamica tutta con quella
babele di popoli e nazioni che di li’ in poi avrebbero determinato la nascita dell’Assiria, della
Fenicia, della Persia, della Grecia, della Caldea , e che – successivamente – nell’area
mediterranea sarebbero stati seguiti su questa strada dai romani cosi’ come secoli piu’ tardi da arabi e mongoli.
Un continuo nascere, svilupparsi e scomparire di civiltà , di nazioni, di stati , di popoli e di
domini fino ai recenti stati-nazionali espressioni spesso proprio di vecchie divisioni interne a
questi antichi imperi e di fratture mai del tutto sopite tra comunità ed etnie distinte.
Una delle costanti della storia è forse proprio la comparsa di forze nazionali e di civiltà
impegnate con la forza delle armi alla conquista di quello che potremmo chiamare il loro ‘spazio vitale’.
Gli stessi israeliti nell’arco della loro storia non si comporteranno in maniera diversa dagli altri
popoli , cercando di sottomettere con la forza i loro vicini e di conquistare con guerre di
conquista e di sterminio le nazioni che , a loro dire, stavano usurpando la loro ‘terra promessa’ .
Fondamentale per la loro volontà di potenza e l’affermazione militare della loro strategia di
conquista sarà senz’altro proprio l’auto-designazione a popolo-eletto che , nella costruzione di un rigido monoteismo esclusivista , arriverà a conciliare i diritti di un popolo con la soppressione dei diritti altrui, la fede assoluta nel Dio Unico con l’ annientamento delle altre nazioni e dei falsi culti da queste seguiti , il diritto-dovere al predominio universale ‘riservato’ a Israele con l’olocausto delle altre popolazioni diverse ‘per razza e per sangue’ e perciò impure.
Le stesse idee che oggigiorno possiamo rilevare in svariate dichiarazioni dei dirigenti sionisti e
dei pubblicisti pro-Israele. Scrive per esempio Israel Shahak che ‘Il Sionismo è una reazione
contro i mutamenti progressisti della vita ebraica, cominciati cento o duecento anni prima della
comparsa del sionismo stesso. Movimento ‘recidivo’ che, dopo un cambiamento politico e
sociale di natura liberatoria e progressista cerca di riportare indietro l’orologio.’ (1°)
Questa era sostanzialmente la prassi operativa di conquista e di egemonia seguita nell’antichità e, a ben vedere, tale è rimasta sino ai giorni nostri , sebbene ammantata sotto i nobili ideali e propagandata ai quattro venti attraverso le formule fraudolente dell’intervento umanitario’ , della ‘difesa dei diritti umani’, delle ‘logiche del mercato’, o peggio ancora dietro giustificazioni il più delle volte smaccatamente inconsistenti.
Le motivazioni che , da sempre, hanno spinto i popoli a combattere per il dominio di altri
territori , per l’egemonia su altre nazioni , sono da ricercarsi – il più delle volte – nelle esigenze
di sicurezza strategica, prosperità economica o volontà di potenza ; tutti obbiettivi che spesso
venivano perseguiti accompagnandoli da considerazioni di ordine spirituale , da dettati religiosi o da valutazioni razziali e etniche.
E’ in questo contesto generale che la storia del popolo d’Israele non differisce assolutamente da quella degli altri popoli , almeno fino a quando – in un dato momento della storia di questa
nazione – i rabbini , i dottori della legge , non modificarono radicalmente il ‘senso’ della loro
visione messianica del mondo imponendo al loro popolo uno status di superiorità e di
primogenitura rispetto a tutti gli altri popoli della terra.
Il Sionismo è in effetti un movimento specifico del popolo ebraico , il cui obbiettivo non è
solamente il ritorno degli ebrei dispersi della Diaspora nella terra promessa , la Palestina biblica , cosi’ come sono soliti credere i mass media , gli ambienti intellettuali e culturali dell’ Occidente e del mondo islamico.
Al contrario di quanto da decenni viene propagandato , i veri obbiettivi del Sionismo sono molto piu’ ampi e , ad un certo punto , arrivano persino a contraddire la stessa ideologia a loro
anteriore.
Detto questo ci costringe a fare immediatamente la seguente puntualizzazione : 1) il Sionismo è un movimento e non un partito politico , pertanto raggruppa al suo interno persone che si situano all’ interno dello schieramento politico su posizioni spesso opposte , le cui tendenze culturali e ideologiche li farebbero apparire come acerrimi avversari. Tutto cio’ non deve trarre in inganno il lettore , nel credere che il fine ultimo perseguito dai sionisti non sia identico . Coloro che fanno parte di questo grande movimento hanno adottato differenti strategie operative e coperture ideologiche solamente per dissimulare la loro reale intenzione di pervenire ad un Governo Unico Mondiale a sovranità ebraica.
Nel corso della storia recente abbiamo incontrato sionisti di tendenze liberali ( come David Ricardo , Louis Borne o Mendizabal ) , conservatrici ( come Benjamin Disraeli ) , repubblicane ( come Michel Debrè e Henry Kissinger ) , socialiste ( come Karl Marx , Moises Hess , Victor Adler , Federico Adler , Leon Blum , Pierre Mendes France e Bruno Kreiskye) e comuniste ( Leon Trotsky , Rosa Luxembourg , Bela Kun , Matias Rakosi , Walter Ulbricht , Laurenti Beria , Yuri Andropov e il Gen. Jaruzelsky ).
Tra gli esempi più evidenti di questa duttilità dei sionisti a qualunque ideologia loro funzionale si noti, in questi ultimi anni, il caso del repubblicano Henry Kissinger e del democratico Zbigniew Brzezinsky entrambi membri della Trilateral Commission e dirigenti del Center for Strategic and International Affairs organismo conservatore della politica statunitense. Indipendentemente dalle ‘etichette’ di destra e di sinistra, dei poli cosiddetti progressista e conservatore, gli uomini del Sionismo operano con spregiudicata abilità in ambedue gli schieramenti, meglio ancora possiamo scrivere ‘al di sopra di questi’.
Del resto uno fra i più influenti elementi dell’establishment sionista , Charles Levinson –
economista israelita di fama mondiale – poteva alcuni anni or sono tranquillamente scrivere che ‘lo stato, il governo, sono delle astrazioni. Esiste solo un certo numero di individui legati a dei partiti che riflettono le stesse forze dominanti qualunque sia la loro colorazione politica.’ (2°).
2) il Sionismo è , ripetiamo , un movimento specifico del popolo ebraico e – come tale – è solito
adottare forme razziste e esclusiviste . Questo tipo di razzismo si appoggia e trova fondamento essenzialmente sulla Bibbia , anche se le sue decodificazioni e successive espansioni sono state plasmate attraverso la Kabala e il Talmud.
E’ un razzismo fondato sul sangue , sull’appartenenza biologica alla comunità ebraica , sul diritto della primogenitura e sulle ragioni della discendenza diretta dal ceppo abramitico. Per l’ebreo il richiamo del sangue è fondamentale, su questa realtà il Sionismo ha elaborato la propria visione del mondo , il proprio esclusivismo.
Come ha scritto l’ebreo Sacerdoti. ‘Come si vede, l’elemento religioso non è sufficiente a distinguere fra ebrei e non ebrei: l’ebreo che non professa la religione ebraica o che addirittura si converte alla religione cattolica,protestante,ortodossa ecc. , non per questo perde completamente ,agli occhi della gente, la sua qualità di ebreo. ‘ (3°)
L’attuale stato d’Israele ancora oggi suddivide i propri cittadini in distinte categorie determinate esclusivamente sul fattore del Sangue. Non deve infatti ingannare la decisione presa dal governo israeliano all’ inizio del 1985 di evacuare una popolazione di religione mosaica quale quella dei falascià d’ Etiopia in Israele. I negri convertiti all’ ebraismo hanno sempre incontrato molte difficoltà ad essere accettati e a stabilirsi in Israele. I falascià quando infine poterono espatriare nella ‘terra promessa’ vennero trasformati ben presto all’ interno della società israeliana in manodopera non specializzata da inserire nel mercato del lavoro sottopagati e disprezzati al pari dei loro ‘colleghi’ del sotto-proletario urbano di origine araba impegnati nelle imprese industriali israeliane. I falascià servono cosi’ all’ interno della struttura socio-economica d’ Israele sia in funzione di classe operaia a basso costo che in qualità di riserve per le truppe della polizia e dell’ esercito impegnate sia sul fronte interno che ai confini al contenimento e alla repressione degli arabi. (4°)
3) Il Sionismo non desidera affatto che tutti gli ebrei si convertano in cittadini dello stato d’
Israele. Questo ha infatti valore soltanto per gli ebrei indigenti e poveri di quei paesi dell’ Africa e dell’ Asia dove il retaggio della religione mosaica andrebbe comunque scomparendo non essendo sostenuto da adeguate strutture comunitarie e organizzative. In effetti se tutti gli ebrei si trasferissero in Palestina il movimento sionista perderebbe gran parte del suo potere economico e finanziario che detiene attualmente negli Stati Uniti d’ America, in Europa e in Russia. Un aspetto apparentemente contraddittorio della politica della ‘legge del ritorno’ adottata dal Governo d’ Israele e delle conseguenti azioni dei sionisti sparsi nei quattro angoli del mondo potrà essere analizzato ad esempio nel rifiuto dell’ ebreo Andropov – durante il periodo in cui era segretario generale del PCUS – a concedere i permessi ai suoi consanguinei all’ emigrazione di massa verso Israele , limitandosi a pochi visti per motivi matrimoniali e lavori specializzati. (5°)
4) il Sionismo non vede nello stato d’ Israele nient’ altro che un punto d’ appoggio strategico e
funzionale alla sua politica imperialista in uno dei punti piu’ delicati dello scacchiere
internazionale laddove sono presenti lo stretto di Suez e i preziosi giacimenti petroliferi del
Medio Oriente. (6°)
In effetti non si tratta dell’ unico né del primo stato creato dagli ebrei nel
corso della storia : nel passato infatti i sionisti diedero vita ad un altro stato all’ interno della
Tartaria Orientale dipendente dall’ Unione Sovietica. Nella categoria delle regioni autonome il
suo nome in russo è Ewreskaya e la sua capitale è nel Birobidzan. I sionisti hanno inoltre
elaborato una serie innumerevoli di piani , a volte poi abbandonati per le difficoltà di
realizzazione , per creare la loro ‘homeland’ . Anni prima di emigrare in massa in Palestina
infatti vennero prese in considerazione altri territori fra i quali Gibilterra , Malta , l’ Uganda, il
Madagascar , l’ Argentina e il Cile. Quest’ ultimo progetto denominato Landinia abbracciava
tutta la Patagonia compreso il fiume Chubut , la Terra del Fuoco e le isole Malvinas
opportunamente occupate dalla Gran Bretagna per dare una risposta alle aspirazioni del popolo ebraico. Dobbiamo al riguardo tenere in mente che la politica di Gibilterra e dell’ isola di Malta sono state dettate per decenni da due eminenti sionisti Jossua Hassan e Dom Mintoff,
convenientemente appoggiati dalla Massoneria britannica alla quale sono entrambi affiliati. E’
importante notare come l’ asse geo-strategico della politica imperiale britannica si muoveva
proprio attorno allo stretto di Gibilterra , alla congiunzione mediterranea dell’ isola di Malta (
autentico ‘cuore geo-politico’ dell’ area mediterranea ) e al controllo del Medio Oriente
attraverso Suez , il Golfo persico e l’ India , la ‘perla dell’ Impero’ .
5) il Sionismo si propone di estendere maggiormente la sua influenza nella regione mediorientale attraverso la creazione di ‘Eretz Israel’ ( la Grande Israele biblica ) che dovrà estendersi dal fiume Eufrate fino al Nilo cosi’ come dichiarato in un discorso pubblico da David Ben Gurion nel 1956. Le dimensioni dell’ Eretz Israel’ biblico si baserebbero su una presunta promessa che Dio avrebbe fatto al patriarca Abramo e che effettivamente compare e viene citata nel Libro della Genesi . E’ sicuramente opera di una interpretazione apocrifa realizzata dalla scuola di Ezra nel V° secolo prima di Cristo. Ezra in particolare fu l’ autore di una legislazione speciale che proibiva agli ebrei di sposarsi con donne di altri popoli ritenute di razza impura. Molti sono i rabbini che sembrano prendere alla lettera l’Interpretazione della Legge ( detta Talmud) adattandola alle esigenze politiche del gruppo dirigente sionista. Così è possibile leggere in una recente traduzione francese del Talmud : ‘Gli abitanti del mondo possono essere divisi tra Israele e le altre nazioni prese in blocco. Quello d’Israele è il popolo eletto: dogma capitale’ (7°)
6) il Sionismo vuole – in ultima analisi – il dominio planetario , l’ ‘One World’ , attraverso l’
infiltrazione politica ( collocando i suoi elementi nei punti-chiave delle istituzioni di stati e
nazioni ) e il controllo economico ( attraverso le multinazionali e i consigli d’ amministrazione di
banche e imprese ) . Quotidianamente infatti tutte le principali imprese capitalistiche partecipano ai piani sionisti o ne diventano le principali intermediarie. Tra le rare eccezioni del passato và annoverata la famosa casa automobilistica Ford , il cui fondatore Henry Ford denuncio’ pubblicamente e senza paure il pericolo sionista durante gli anni ’20 ( sarà successivamente obbligato a una pubblica auto-critica e a smentire le sue affermazioni relative ai ‘Protocolli dei Savi di Sion’ , un testo sul quale ritorneremo parecchie volte nel corso di questo volume ).
L’obbiettivo per raggiungere un Governo Unico Mondiale viene sviluppato con ostinazione e
lucidità da almeno tremila anni da l’unico popolo che , da sempre , ha fatto dell’esclusivismo
razziale e dell’escatologia messianica fondata sul proprio ruolo di pivot dei destini del mondo le basi della propria missione, della propria fede in altre parole del suo essere ‘popolo eletto’. ‘E’ certo – scrive lo storico ebreo Loeb – che , con o senza il Re-Messia , i Giudei saranno una sorta di centro dell’umanità intorno a cui si raggrupperanno i Gentili, dopo la loro conversione a Dio.’ (8°)
Uniformandosi a quella che appare la costante del Sionismo – religioso e politico –
ovverosia l’assoluta certezza nella propria missione escatologica e nella superiorità del popolo
‘eletto’ , numerosi dirigenti delle organizzazioni sioniste opereranno di conseguenza,
macchiandosi di crimini efferati e crudeltà inimmaginabili contro la popolazione palestinese.
7) Il Sionismo si serve per i suoi fini della Massoneria. Anche questa organizzazione , almeno
all’ inizio , era una associazione genuinamente europea ( alla quale dobbiamo molte delle nostre famose cattedrali ) , con forti connotazioni cristiane , che faceva prestare giuramento solenne ai suoi affiliati sul Vangelo di Giovanni e che non ammetteva gli ebrei. La Massoneria moderna invece ha riti e cerimonie iniziatiche che derivano dalla Kabala ebraica e i suoi capi occulti sono tutti membri del Gran Sinedrio Mondiale , la grande assise dell’ Internazionale Sionista. La giudaizzazione della Massoneria incomincio’ all’ inizio del XVIII° secolo con la fondazione della Gran Loggia d’ Inghilterra , anche conosciuta come la ‘Loggia Madre’. Tutti i principali uomini politici , soprattutto primi ministri e presidenti della Gran Bretagna e degli Stati Uniti sono stati affiliati alla Massoneria .
8) il Sionismo conta anche su una branca massonica speciale , riservata esclusivamente agli ebrei , il cui nome è Beni Berith , trascritto a volte come B’nai B’rith che in ebraico significa ‘I Figli dell’ Alleanza’. Questa organizzazione si costitui’ negli Stati Uniti a metà del XX° secolo e ad essa aderirono alcuni fra i principali intellettuali di origine ebraica di fama internazionale come ad esempio Albert Einstein o Sigmund Freud. La necessità di creare una Massoneria esclusivista per tutti gli ebrei nacque negli Stati Uniti per motivi interni all’organizzazione della locale comunità ebraica. Ha scritto Emmanuel Ratier: ‘L’idea centrale era l’unione di tutti i Figli
dell’Alleanza. Tutte le altre idee erano subordinate alla fermezza di questa unione….Era la prima volta nella storia degli ebrei che li si organizzava secondo simili direttive che non erano più solo locali o religiose….Bisognava conservare un carattere religioso evitando però le diatribe della sinagoga:’ La sinagoga non poteva adempiere tale compito. In effetti la sinagoga soffriva di numerose divisioni che bisognava combattere. Le liti infuriavano nella sinagoga. La Loggia doveva interporsi e unificare quelli che il tempo aveva diviso, quelli che le divisioni locali avevano messo da parte. La Loggia divenne la grande educatrice. Se oggi in America l’ebreo può avere il suo posto al lato del cittadino non ebreo, lo deve all’educazione ricevuta nella vecchia Loggia’ (9°)
L’ influenza e l’ onnipresenza del B’ nai B’rith nelle questioni di politica interna di numerosi
stati , soprattutto in Occidente , la caratterizzano inoltre come un tipico strumento di pressione sionista incaricato di controllare e eventualmente ‘correggere’ di rotta le decisioni dei vari governi asservendoli alla strategia delle centrali sioniste internazionali.
Inoltre all’ala piu’ radicale dei ‘Figli dell’ Alleanza’ sono affidati compiti di vero e proprio
squadrismo militante come avvenuto in Francia dove noti esponenti del cosiddetto Revisionismo Storico , fra questi il prof. Robert Faurisson, sono stati malmenati da picchiatori professionisti annidati all’interno della comunità ebraica. (10°) . Analoghe ‘squadracce’ di teppisti sionisti hanno mano libera negli Stati Uniti e anche in Italia ( ricordiamo solamente come esempi la reazione teppistica dei giovani ebrei romani contro l’ organizzazione neo-fascista ‘Movimento Politico Occidentale’ nell’ inverno 1992 o la spedizione punitiva in quel di Jesi in occasione di un incontro di pallacanestro contro la tifoseria locale rea di aver offeso un cestista ebreo e per questo oggetto di ritorsione ). (11°)
La massoneria ebraica del B’nai B’rith è stata inoltre la prima ad aprire sue logge nei paesi dell’ex blocco comunista dell’ Est Europa (12°) , cosi’ come – durante la ‘transizione’ dal
franchismo alla democrazia – il suo Gran Maestro americano Katz venne ricevuto dallo stesso
Franco al quale evidentemente detto’ le condizioni stabilite dall’ Internazionale Sionista per il
riavvicinamento della Spagna al resto dell’ Europa occidentale.
Uno dei principali successi del B’nai B’rith fu la politica che i suoi esponenti imposero al
Vaticano in occasione del Concilio Vaticano II° il quale verrà ricordato come il momento-chiave
che sanci’ il passaggio dalla tradizionale posizione anti-ebraica della Chiesa all’ accettazione
delle moderne teorie moderniste conseguentemente alle quali si verifico’ il declino spirituale e il ridimensionamento dell’ influenza vaticana nelle società cristiane.
9) Il Sionismo è diretto da un Gran Sinedrio occulto , una autentica istituzione direttiva delle
strategie del Sionismo Internazionale ( il Kahal Supremo ) , il vertice segreto della piramide
mondialista . In questo conclave eccezionale si ritrovano i massimi dirigenti della Massoneria
internazionale , del B’ nai B’rith , dello stato d’ Israele , dell’ Alleanza Israelitica Universale, del
Congresso Ebraico Mondiale , del Kahal di New York , della Banca Rothschild e di diverse
imprese multinazionali sioniste .
Per anni il presidente del Gran Sinedrio del Sionismo Internazionale è stato l’ ebreo americano
Bernard Baruch , consigliere di tutti gli inquilini della Casa Bianca da Wilson a Kennedy (
indipendentemente dal fatto che essi appartenessero al Partito Democratico o a quello
Repubblicano ) e autentico deus ex machina della politica imperialista degli Stati Uniti d’
America per quasi 40 anni.
E’ necessario ricordare come in occasione del 2.o conflitto mondiale – con l’ avvicinamento all’
Unione Sovietica – alti esponenti del politburo e dei vertici del PCUS vennero ammessi a sezioni speciali del Gran Sinedrio fra i quali rammentiamo i nomi di Litvinow , Kaganovich, Mazurow e Andropov tutti ovviamente di discendenza ebraica.
Il Gran Sinedrio dell’ Internazionale Sionista è il cuore del potere plutocratico e finanziario che
muove le fila della politica mondiale e ne influenza i destini , un’ assise suprema entro la quale
sono stabilite le sorti dell’ umanità , i processi economici e i cambiamenti politici , i conflitti e i
trattati di pace, la prosperità o la rovina di intere nazioni.
Chiunque ritenesse quanto brevemente qui’ esposto frutto di una esasperazione fantasiosa potrà – leggendo le pagine che seguono – cambiare la propria opinione e verificare fatti, eventi, date, nomi, analogie.
Lo scenario che si presenta dinnanzi a noi è quello di chi scopre che cosa realmente si annidi
dietro le quinte del palcoscenico della storia recente dell’umanità, i misteri che hanno
accompagnato avvenimenti di indubbio primo piano , i personaggi che hanno tirato i fili
invisibili della politica e dell’ economia internazionale .
In questo volume intendiamo smascherare il complotto sionista , le sue ramificazioni , i suoi
processi storici , soprattutto dare ampie prove della pianificazione di una strategia operativa di conquista globale attuata – con l’ inganno e la menzogna , senza pietà , senza scrupoli – dall’ Internazionale Sionista. Si tratta anche e soprattutto di un percorso entro quel processo storico che devesi porre quale condizione necessaria alla manifestazione di una tendenza sovversiva dell’ordine tradizionale. ‘Manifestazione più immediata della sovversione è stato quello spirito anti-tradizionale che, esercitando la sua azione nel dominio della visione del mondo, della mentalità, dell’etica, ha fabbricato il mondo moderno. Tale opera di deviazione è avvenuta, ovviamente, per fasi successive ed è stata prodotta con strumenti diversi: è fra questi strumenti che rientra l’ebraicità’ (13°)
A conclusione della nostra analisi sull’entità e le articolazioni di quello che , nel mondo islamico
, viene definito come il ‘nemico dell’uomo’ forniremo un’ interessante bibliografia , avvertendo
pero’ il lettore che molti dei libri citati sono attualmente impossibili da reperire per effetto di una ostinata volontà censoria che viene deliberatamente operata dalle centrali del sionismo in quasi tutti i paesi che amano definirsi liberi.
Questa censura , da sola, è già di per sé una prova dimostrata del potere di coercizione e
dell’influenza assunta dal movimento sionista , cosi’ come osserveremo in altra sezione di questo volume delle analoghe pressioni esercitate sui principali organi d’informazione ( dalle agenzie di stampa ai quotidiani, dai periodici alle televisioni fino alla rete informatica e ai nuovi sistemi di comunicazione di Internet ) .
Su quanto stiamo per scrivere altri e piu’ autorevoli studiosi hanno scritto molto, cercando di
dare il loro contributo ad una battaglia che principalmente è una battaglia di verità .
E’ necessario che chiunque intenda affrontare la realtà complessa della situazione presente
disponga di testi ‘di lotta’ , di strumenti idonei a sostenere una posizione di per sé insostenibile.
La nostra è una testimonianza di fedeltà ad un’ Idea del mondo, ad una Visione eroica della Vita, insieme una chiamata e un impegno per dare un modesto contributo al Fronte della Tradizione.
Un po’ come quei legionari romani che – anche nelle condizioni di massima avversità –
restavano al loro posto di combattimento per incarnare con il loro eroismo un’ Idea Superiore
dell’ uomo e una concezione ‘altra’ dell’ umano vivere.
Questo è l’ impegno che ci riproponiamo con la stesura del presente testo.
NOTE AL 1° CAPITOLO –
1° – scritto di Israel Shahak riportato nel libro di Maurizio Blondet – ‘I Fanatici
dell’Apocalisse’ Edizioni ‘Il Cerchio’ – Rimini 1992
2° – Charles Levinson – ‘Vodka-Cola’ Edizione ‘Vallecchi’ 1978
3° – Eugenio Saraceni – ‘Breve Storia degli Ebrei e dell’Antisemitismo’ – Edizioni ‘Mondadori’
, Milano 1992
4° – Vedremo come , nonostante i proclami apertamente razzisti della maggioranza dei
dirigenti sionisti, l’ebraismo internazionale nasconda la propria essenza dietro una tolleranza
e un universalismo di maniera. Lo stesso Sacerdoti ci aiuta indicando che ‘per sostenere che
gli ebrei costituiscono una razza a sé occorrerebbe dimostrare che essi si differenziano in
modo netto dagli altri semiti: che, esiste – nell’ambito della famiglia semitica – un gruppo
razziale a sé , dotato di caratteristiche (soprattutto fisiche) proprie, specifiche’. Ma
indipendentemente da questa autentica ammissione di inesistenza di una qualsiasi presunta
specificità razziale ebraica , i Falashà , di ceppo camitico sono ancora sottoposti a
trattamenti e condizioni poco invidiabili dalle Autorità Religiose di Gerusalemme. Quando i
falasha provarono a scendere nelle strade di Tel Aviv e Gerusalemme per manifestare il loro
dissenso verso le autorità rabbiniche (avvenne nell’inverno 1995/96) le Autorità d’Israele
risposero con arroganza e noncuranza. Eli Amir, responsabile per gli immigrati etiopi
dell’Agenzia Ebraica di Gerusalemme, dichiarò tranquillamente che ‘Noi non possiamo
lasciarli essere isreliani per il colore della pelle e per la profonda diversità culturale che ci
divide’. In tutta Israele i rabbini che acconsentono a sposare coppie di falashà si contano
sulle dita di una mano, in due anni più di venti etiopi si sono suicidati per il trattamento
subito durante il servizio miliatre, mentre 800 bambini della stessa ‘razza impura’ hanno
dovuto studiare presso le ‘scuole per ritardati mentali’ perché nessun’altra scuola di stato li
avrebbe mai ammessi alle lezioni. La sola presenza di falashà in un condominio provoca il
crollo del valore commerciale dell’edificio così nessuno vuole accoglierli.
5° – Nell’immediato dopoguerra mondiale le organizzazioni sioniste radicali , soprattutto
quelle statunitensi, iniziarono una furiosa campagna di delegittimazione della nomenklatura
sovietica accusata di ‘antisemitismo’ e ostilità nei confronti degli ebrei. ‘Chi ha introdotto
oggigiorno in Urss – si poteva leggere su un opuscolo distribuito a Mosca in lingua francese
dall’Agenzia di Stampa ‘Novosti’ nel 1971 – la produzione che riprende le posizioni sioniste?
E’ quella che chiamano la Lega per il Rimpatrio degli Ebrei Russi, creata recentemente da un
milionario americano Grafian Morris e dall’industriale svizzero Jose Mirelman che vivono
attualmente in Israele.’ Tali tecniche disinformative miravano soprattutto a de-legittimare
l’URSS e a creare i presupposti per una futura emigrazione di massa di ebrei russi in Israele.
6° – In effetti anche autorevoli voci interne alle comunità ebraiche hanno criticato la
creazione di uno stato ebraico in Palestina. ‘E’ inammissibile per chiunque pretendere che
l’insediamento attuale dello Stato d’Israele sia il compimento di una profezia biblica e che ,
di conseguenza, tutte le manovre realizzate dagli israeliani per instaurare il loro Stato e per
conservarlo siano , a priori , ratificate da Dio…’ dichiarò il Rabbino Elmer Berger ex
presidente della Lega per l’Ebraismo. (citato da Roger Garaudy – ‘I Miti Fondatori della
Politica Israeliana’ , edizioni ‘Graphos’, Genova 1996). Assolutamente insensibili a queste e
altre dichiarazioni i dirigenti sionisti imperterriti continuano a lavorare per l’Eretz Sion ,per
la Grande Israele Biblica, dimenticando – tra le altre – le Voci dei Profeti d’Israele che dal
passato avvertono: ‘Guai a coloro che aggiungono casa a casa , che congiungono campo a
campo fiinchè non vi sia spazio e rimaniate soli ad abitare nel paese’ (Isaia) .
7° Rabbino Cohen – ‘Le Talmud’ , Edizioni ‘Payot’ , Parigi (Francia) 1986
8° – Isidore Loeb – ‘La litterature des Pauvres dans la Bible’ , Paris (Francia) 1892
9° – Emmanuel Ratier – ‘Misteri e Segreti del B’nai B’rith’ , Edizioni ‘Centro Librario
Sodalitium’ , Verrua Savoia 1995
10° – Si tratta delle ‘milizie sioniste’ dei Betar, dei Figli della Memoria e delle varie Leghe di
Difesa Ebraiche che sono operative, tecnicamente preparate, addestrate e militarmente
armate in pieno territorio nazionale francese. Dal libro di Ratier ‘Les Guerriers d’Israel’
edizioni Facta, citiamo un articolo apparso sulla rivista della comunità israelitica ‘Minute’ in
data 28 Agosto 1982. ‘Dans un bunker en plein Paris, 3000 Jeunes Juifs s’entrainent, prets à
se venger…’ (In un bunker in piena Parigi , tremila giovani ebrei s’addestrano , pronti alla
loro vendetta’ dove sono descritte minuziosamente le attività in semi-clandestinità dei
membri del Betar in rue Beranger a Parigi. Nessun quotidiano ovviamente ha indagato su
questi ‘strani’ miliziani interni alle comunità ebraiche francesi.
11° – Nel nostro paese l’omologa dell’ADL statunitense si chiama Lega di Difesa Ebraica.
Questa sezione distaccata dell’ADL è attiva a Roma e Milano, vanta fra le sue ‘performance’
anche l’aggressione contro le forze dell’ordine al Tribunale Militare di Roma in occasione
dell’assoluzione all’ex ufficiale tedesco Erich Priebke.
12° – In tutti i paesi del blocco comunista l’Ordine ha comunque sempre goduto di ampie
libertà di movimento. Negli scritti ufficiali delle pubblicazioni del B’nai B’rith europee e
americane non compaiono critiche né lamentele per la sorte delle comunità ebraiche
dell’Europa Orientale. L’Ordine apparve a Mosca dando alle stampe il proprio giornale sin
dall’ottobre 1989. Nel resto dei paesi comunisti dell’Est il B’nai B’rith opererà senza
limitazioni sensibili in Romania dove saranno i dignitari americani dell’Ordine a favorire
l’interscambio commerciale tra il regime di Ceausescu e Washington. Nel 1982 grazie ai
buoni auspici del B’nai B’rith venne organizzato il viaggio negli Stati Uniti del Gran Rabbino
di Romania Moses Rosen. Il Gran Rabbino ottenne per la Romania il titolo di ‘nazione
favorita’. Del resto Rosen era stato membro per anni del parlamento di Bucarest e direttore
della sola rivista ebraica trilingue esistente nei paesi comunisti ‘Il Giornale del Giudaismo
Rumeno’.
13° CLAUDIO MUTTI – ‘Ebraicità ed Ebraismo’ , Edizioni di ‘Ar’ , Padova 1976
IL GOVERNO MONDIALE EBRAICO
di Dagoberto Huseyn Bellucci
Redatto in Modena, 11 maggio 2002
LIBERTAD - JUSTICIA - DIGNIDAD
PATRIA - SOCIALISMO - REVOLUCIÓN
http://adversariometapolitico.wordpress.com/


CAPITOLO 2° – IL GRAN SINEDRIO MONDIALE : LA TESTA DEL SERPENTE
Una delle prime manifestazioni pubbliche nelle quali i rappresentanti del Gran Sinedrio Ebraico
Mondiale esposero le proprie volontà avvenne in occasione di una diatriba di tipo religioso nella Francia dominata dall’ astro nascente del Genio Militare e Politico di Napoleone Bonaparte, il generale corso che le Logge Massoniche promossero al grado di Imperatore dei destini e dell’espansione della triade rivoluzionaria ‘Libertè, Egalitè, Fraternitè’ .
Grazie ai moti rivoluzionari del 1789 , patrocinati dalla casta usuraia ebraica e elaborati al chiuso delle Logge , la Francia aveva concesso gli stessi diritti civili e politici alla minoranza ebraica , equiparandoli al rango di cittadini della repubblica e aprendo loro la strada del potere in tutti i settori della vita politica, economica e sociale del paese.
Le alterne fortune del ‘piccolo imperatore’ , segnate drammaticamente dalla tragica campagna
militare di Russia e dal tracollo subito a Waterloo, indussero l’ oligarchia sionista a spostare la loro base permanente nella ben piu’ solida Gran Bretagna , continuando a lavorare in gran segreto ai propri fini di dominio planetario e servendo diligentemente le mire espansionistiche dell’imperialismo britannico.
La Gran Bretagna trarrà grandi benefici dall’ alleanza temporanea con il Sionismo Mondiale,
arrivando a costruire il piu’ vasto impero marittimo della storia e estendendo il suo potere dal
Canada all’ Africa del Sud fino all’ India e in estremo Oriente in Australia e Nuova Zelanda.
La sconfitta britannica nel continente nord-americano , la costruzione di una ‘New England’ oltreoceano , con la nascita degli Stati Uniti d’ America rigidamente ‘W.a.s.p.’ (White Anglo Saxon-Protestant) cioè di una nazione fondata sui miti del Vecchio Testamento e della Bibbia protestante , autentica ‘terra promessa’ di protestanti e anglicani , spinse il Gran Sinedrio a spostare la sua sede direttiva a New York e a ‘puntare’ le sue carte sull’ emergente potenza statunitense.
All’ inizio del XX° secolo la potenza finanziaria statunitense aveva sicuramente raggiunto e
superato quella britannica mentre le prime multinazionali americane iniziavano i primi assalti ai
mercati mondiali fino ad allora monopolizzati dagli stati europei.
Lungo le coordinate della strategia espansionistica planetaria statunitense , le compagnie e le
multinazionali sioniste incominciarono a sostituire nei centri nevralgici del pianeta le loro
‘colleghe’ europee dando inizio ad una silenziosa guerra inter-capitalistica vittoriosamente
conclusasi nell’ estate del 1944 con gli accordi di Bretton Wood che sancirono il definitivo
tramonto della potenza britannica e di quella europea e l’ affermazione degli Stati Uniti a potenza mondiale.
La costituzione di un’ insieme di strumenti idonei all’ edificazione di un Governo Unico ( si pensi
alle Nazioni Unite parodia mondialista di un’ assise parlamentare ) unitamente alla specifica
volontà di dominio manifestata dai diversi organismi sionisti sparsi nel mondo confermano ‘a
contraris’ l’ esistenza di un piano di dominio e di un establishment occulto che ne dirige le strategie e ne pianifica le operazioni.
Il controllo che le organizzazioni sioniste hanno praticamente sulla maggioranza degli organi d’informazione in Occidente appare quindi solamente come una conseguenza naturale di un processo di ‘sionistizzazione’ delle coscienze, di ebraicizzazione della società. Questo processo , lento ma inesorabile, ha dato i suoi frutti avvelenati se lo stesso Karl Marx poteva notare. ‘L’ebreo si è emancipato… in quanto il denaro per mezzo di lui e senza di lui è diventato una potenza mondiale, e lo spirito pratico dell’ebreo (è diventato) lo spirito praticodei popoli cristiani. Gli ebrei si sono emancipati nella misura in cui i cristiani sono diventati ebrei.’ (1°)
L’ incondizionato assenso alla politica genocida dello stato d’ Israele contro il popolo palestinese , l’ inviolabilità del dogma dell’ olocausto dei ‘sei milioni di ebrei’ vittime dei nazisti e l’impossibilità di storici e studiosi di dimostrare il contrario con approcci tecnici e scientifici e non ideologici sono tutti tasselli di un identico puzzle alla cui soluzione si potrà pervenire solamente smascherando la ‘testa’ del serpente sionista : il Gran Sinedrio Mondiale , il ‘Kahal’ massimo.
‘Che il popolo eletto d’Israele sia controllato da un suo vero potere centrale, non può mettersi in dubbio da quanti hanno potuto osservare come in certi momenti, tutta la stampa ebraica o ebraizzata, tutti gli oratori politici ebrei o simpatizzanti, abbiano istantaneamente lo stesso motto d’origine e lo stesso contegno di fronte a una data questione che interessa Israele.
Tale potere è il Kahal (dal nome ebraico Khl=potere) mentre il governo regionale o locale si chiama Kehillah (Khll). L’origine del Kahal rimonta all’epoca della Dispersione ebraica al tempo di Vespasiano, quando cadde l’ultimo vestigio del potere sacerdotale farisaico del Tempio di Gerusalemme.’ (2°)
Il banchiere ebreo James Paul Warburg , fra i massimi rappresentanti del Sionismo Internazionale , dichiaro’ pubblicamente mire e obbiettivi dell’ oligarchia ebraica minacciando dinnanzi al senato degli Stati Uniti allibiti e sconcertati deputati con una frase che appare piu’ un monito che una semplice previsione : ‘Avremo presto un Governo Mondiale, che vi piaccia o meno.’
Sull’ instaurazione di un Governo Mondiale Ebraico abbiamo molte fonti che ci potranno essere di aiuto , a cominciare dalla stessa Bibbia laddove Dio stipula un chiaro patto con il suo ‘popolo eletto’ assicurandogli gloria e dominio sulle altre nazioni.
Lo stesso volume dei ‘Protocolli dei Savi Anziani di Sion’ altro non sarebbe che un documento
interno del Gran Sinedrio contenente la strategie sovversive per l’ instaurazione di un Governo
Unico a guida sionista. Nell’introduzione all’edizione in lingua russa, apparsa per la prima volta a Mosca nel 1902 , il pope Sergeji Nilus descriveva in maniera alquanto realistica la metafora del ‘percorso simbolico’ del Serpente Sionista alla conquista del dominio planetario.
‘Le varie tappe della marcia del serpente distruttore sa lui indicate sono in buona parte vere , ma da riportarsi ad un inquadramento assai più vasto e oggettivo: caduta dell’antica Ellade dorico-sacrale e avvento di quella umanistica, degenerescenza dell’Impero romano, degenerescenza assolutistica del Sacro Romano Impero (Carlo V°) e Riforma, preparazione della Rivoluzione francese (illuminismo,razionalismo, assolutismo) , azione antitradizionale sull’Inghilterra mercantilizzata, attacco contro l’Austria e azione segreta in seno alla Germania, previsione del bolscevismo , punto d’arrivo del serpente.’ (3°).
E’ qui’ opportuno ricordare che un’ altro eminente rappresentante dell’ establishment sionista , l’ ebreo tedesco Walther Rathenau , proprietario della società industriale AEG e successivamente primo ministro del governo della Repubblica di Weimar , nel suo libro ‘Critica dell’ Epoca’ espose chiaramente l’ esistenza di una oligarchia di ‘circa trecento uomini’ che reggevano le sorti dell’economia internazionale decidendo i destini del continente.
Rathenau non arrivo’ né a dare ulteriori spiegazioni riguardo questa oscura ammissione circa un establishment occulto , né riusci’ a salvare la Germania dal collasso economico e dall’ umiliante diktat che i franco-britannici imposero a Versailles.
Anzi Rathenau fu proprio colui che , in occasione dei trattati di Versailles , parve adoprarsi
maggiormente per la svendita completa della Germania, per la sua umiliazione e la sua
disintegrazione , lavorando di concerto con gli altri ebrei presenti in massa nelle delegazioni
‘alleate’ affamate di territori , riparazioni economiche astronomiche e assetate di vendetta e rivalsa sulla pur invitta sul campo nazione germanica.
Indipendentemente dall’ influenza , comunque notevole , di Rathenau internamente al Gran
Sinedrio , pur non essendo disponibile alcuna lista dei molti influenti personaggi che ne sarebbero stati ai vertici possiamo qui di seguito pubblicare un breve elenco per deduzione di tutti coloro che certamente non ne poterono essere estranei :
1) il barone Moises Haim di Montefiore , ( 1784-1885 ) ebreo britannico di origine sefardita, nato a Livorno , la ‘Sion’ d’ Italia. Parente del ramo britannico della potente famiglia ebraica dei Rothschild si adopero’ per aiutare economicamente le comunità ebraiche sparse nell’ Impero Ottomano. Un suo intervento finanziario servi’ ad occultare i veri responsabili dell’ omicidio rituale perpetrato a Damasco in Siria ai danni di un religioso cristiano , padre Thomas , caduto vittima assieme al suo inserviente di un rituale ebraico. Nominato baronetto si adoperò sempre per la causa sionista a fianco dei Disraeli,Cremieux e Palmerston.
2) Nathan Rothschild , fondatore del ramo inglese del’ omonima potente dinastia. Ebreo
askhenazita , originario di Francoforte sul Reno. Diventerà abilmente il piu’ importante
industriale del mercurio dell’ Europa occidentale controllando le principali miniere della
Germania, dell’ Austria-Ungheria e della penisola iberica.
3) Lionel Rothschild , successore di Nathan . Venne eletto alla camera dei comuni a metà del XIX° secolo e fu il primo deputato di religione ebraica al parlamento di Londra.
4) Nathaniel Rothschield , assurse al grado di Lord alla camera omonima al parlamento britannico ingraziandosi e servendo fedelmente la regina Vittoria.
5) Lionel Walter Rothschield , fu della potente dinastia quello che ricevette la famosa
Dichiarazione Balfour , redatta in forma di lettera nel 1917 da Lord Balfour , ministro per gli
Affari Esteri di Sua Maestà , inerente la creazione di un ‘focolare nazionale’ ebraico in terra di
Palestina , tra le vibranti proteste dei turchi – allora alleati alla Germania e all’ Austria – e dei
rappresentanti arabi pure alleati dei britannici e da questi ultimi traditi e poi ‘scaricati’ al
termine del conflitto.
6) Benjamin Disraeli , politico conservatore di origine sefardita . Nominato Lord con il casato
Beaconsfield da Sua Maestà la regina Vittoria , pur praticando ufficialmente la religione
anglicana molti indizi farebbero supporre che intimamente fosse restato in tutto e per tutto ebreo. Nella sua commedia ‘Lord Conigsby’ espose nitidamente una visione tipicamente sionista della politica e dei rapporti interpersonali. Divenne uno dei massimi artefici dell’ espansione imperiale della Gran Bretagna in epoca vittoriana.
7) Alfonso De Rothschild , esponente del ramo francese della dinastia omonima , nominato
Governatore della Banca di Francia fu uno dei massimi finanziatori delle prime colonie sioniste
in Palestina .
8) Adolfo Cremieux , ebreo e massone francese. Il suo vero nome era Isaac Moises . Politico
Liberale venne nominato Ministro della Giustizia nel 1848 e poi nel 1870 due anni cruciali per i
destini della Francia e dell’ intero continente. Si adopro’ per il conseguimento della cittadinanza francese per tutti gli ebrei d’ Algeria e successivamente fu tra i principali promotori dell’Alleanza Israelitica Universale , organizzazione sionista con sede a Parigi.
9) Louis Borne , ebreo e massone tedesco . Il suo vero nome era Leon Baruch . Politico Liberale e membro della Loggia ebraica ‘Aurora Crescente’ di Francoforte costituita durante la
penetrazione napoleonica in tutta Europa. Espulso dalla Confederazione Germanica con l’
accusa di tradimento si spense in Francia nel 1837.
10)Moses Hess, fondatore del Partito Social-Democratico tedesco, sionista convinto, pubblicò nel 1862 un volume dai chiari contenuti razzisti: ‘Rom und Jerusalem’ (Roma e Gerusalemme) che influì profondamente nella successiva elaborazione pratica del sionismo politico. Hess
rivendicava ai figli d’Israele ‘Gerusalemme’ Arriverà a scrivere: ‘La lotta di razza è prioritaria ,
dopo viene quella di classe’ e ancora ‘l’ideale degli Ebrei dev’essere uno stato messianico per
rendere il mondo conforme al piano divino.’ Nella visione politico-messianica di Hess , il
Sionismo si pone come avversario dell’emancipazione ebraica, della ‘liberazione’ del popolo
ebraico dalle ferree Leggi del Talmud: ‘L’ebreo alla moda che nega la nazionalità ebraica –
scriverà – non è solo un apostata , un rinnegato, in senso religioso ,ma è anche un traditore del suo popolo e della sua famiglia. Se fosse vero che l’emancipazione degli ebrei nella Diaspora è inconciliabile con la nazionalità ebraica, l’ebreo dovrebbe sacrificare la prima alla seconda… L’ebreo dev’essere innanzitutto un Patriota Ebreo’ (4°)
11)Adriano Lemmi , Gran Maestro della Massoneria italiana. Nel 1874 fu il principale artefice
della riunificazione del Grande Oriente monarchico di Torino alle antiche Logge d’ origine
napoleonica presenti a Napoli e a Palermo. Banchiere di professione, il famoso politico liberale
Nitti diceva spesso di lui che : ‘parlava di principi ma realizzava affari’. Accusato varie volte di
truffe e frodi finanziarie, nessun tribunale del neocostituito regno massonico d’ Italia si attento’ mai di sbatterlo in galera.
12) Ernesto Nathan , ebreo inglese naturalizzato italiano. Successe a Lemmi quale Gran Maestro della Massoneria italiana. Divenne sindaco di Roma e fu tra i principali ispiratori – dietro le quinte – della dichiarazione di guerra alla Germania e all’ Austria nella primavera del 1915.
13)Walther Rathenau , politico e industriale ebreo tedesco, figlio del fondatore dell’ AEG di cui
divenne presidente. Durante la 1.a Guerra Mondiale diresse con un nutrito gruppo di industriali il complotto che avrebbe portato la Germania alla disfatta del fronte interno, alla destituzione del Kaiser , alla resa e all’ umiliazione dei trattati di Versailles. Nominato ministro degli Affari Esteri della Repubblica di Weimar , firmo’ nel 1921 l’ umiliante trattato germano-sovietico a Rapallo . Venne assassinato lo stesso anno da alcuni oltranzisti dell’ estrema destra nazionalista tedesca.
14) Rufus Isaacs , noto come Lord Reading. Uomo politico britannico , Membro della Gran Loggia d’ Inghilterra , venne nominato Vice-re nelle Indie dal 1921 al 1926.
15) Sir Herbert Samuel , politico britannico . Membro della Gran Loggia d’ Inghilterra. Divenne
ministro delle Comunicazioni e degli Interni durante la 1.a Guerra Mondiale. Nel 1920-25 fu
nominato alto commissario di Sua Maestà per la Palestina , favorendo l’ emigrazione ebraica in
accordo con la dichiarazione di Balfour. Ecco come l’autorevole ‘Jewish Guardian raccontò
l’entusiastica accoglienza che riservarono gli ebrei di Palestina a Lord Samuel quando questi
entrò , in veste di Alto Commissario britannico, in Gerusalemme:’ L’aria era carica d’elettricità
a causa dell’estasi di noi ebrei. L’adorazione che ispira l’Alto Commissario brillava negli occhi
dei presenti che accompagnavano il suo cammino con un tuono non interrotto d’acclamazioni.
Nella pienezza di tali squisite delizie che nessuna parola umana può esprimere, molti versavano lacrime e l’entusiasmo di tutti era tanto sincero , così ardente di gratitudine, così gravido di speranza e di anticipazioni., che si poteva sentirvi la divina palpitazione del cuore di un Popolo.’(5°). Così come ricorderà Giovanni Preziosi, difatti, Sir Herbert Samuel era l’Alto Commissario del Gran Sinedrio, colui il quale diede fisicamente realizzazione alle speranze sioniste di riedificazione del ‘Regno d’Israele’. ‘Nominato commissario, prima di partire per la Palestina – scrive il Preziosi – sir Samuel ebbe la solenne investitura nella sinagoga di Londra ove un servizio di gala fu dato in suo onore al Tempio di West End. Egli dette il suo proprio ‘Sepher Torah’ (Libro della Legge) al rabbino come pegno della sua fedeltà al mandato israelitico. Egli fece la lettura liturgica della Legge, i suoi figli recitarono l’ ‘Hafterah’. Le celebri investiture del medio evo non erano più solenni. Poi Scemuel Nagid d’Israele s’imbarcò per andare a Roma a dire al Papa che … si fidasse di lui, quindi corse a Gerusalemme per inaugurare nell’Eretz Israel il regno neo-salomonico’. (6°)
Nel 1931 torno’ ad assumere l’ incarico di Ministro degli Interni. Presidente del Partito Liberale.
Nel 1944 passo’ alla Camera dei Lord.
16) Leslie Hore Belisha , politico britannico. Membro della Gran Loggia d’ Inghilterra. Ministro in
tre diversi Governi , ebbe un ruolo di rilievo , assieme a sir Herbert Samuel, nella dichiarazione
di guerra al Terzo Reich nel 1939. Mori’ in Francia nel 1957. Si badi bene che l’ebreo Belisha
come Ministro della Guerra del Regno Unito fu quello che maggiormente spinse alla Guerra
Ebraica la Corona Britannica. ‘Agenzie e stampa ebraiche o controllate dagli ebrei magnificano
in tutto il mondo le gesta di Hore Belisha…Infatti ecco quanto si legge nell’American Hebrew ,
organo uficiale dell’ebraismo negli Stati Uniti d’America: ‘Hore Belisha è un uomo soave,ambizioso,ardente e autoritario. E’ un astro nascente che comincia a brillare. Egli seguirà le tracce di un altro illustre nostro correligionario, Disraeli. Noi siamo sicuri che Hore Belisha andrà presto ad abitare al numero 10 di Downing Street, dove si decidono i destini dei cittadini dell’impero britannico. Hore Belisha è un maestro nell’arte di servirsi della stampa….’ Pochi sanno , anche in Inghilterra, che il vero nome del ministro che dirige in questo momento una partita decisiva per l’ebraismo e l’impero inglese non è Hore Belisha , ma è Isaac Horeb Elisha. Egli è nato a Mogador in Marocco e sulla sua casa natale è incisa questa lapida: ‘In questa casa nacque Leslie Hore Belisha Ministro della Guerra della Gran Bretagna. Egli deve diventare il Primo Ministro Inglese.’ (7°)
17) Leon Blum , politico francese. Deputato socialista nel 1929. Massone del Grande Oriente di
Francia. Divenne il leader indiscusso del Fronte Popolare delle Sinistre nel periodo 1936-38.
Durante la 2° Guerra Mondiale i tedeschi lo rinchiusero in un campo di concentramento . Nel
1947 ando’ a presiedere per l’ ultima volta un Governo.L’obbiettivo finale di Blum rimase,
anche quando era primo ministro del Fronte Popolare, l’instaurazione di una repubblica
bolscevica così come espose lui stesso in un discorso pubblico del 1937: ‘Io governo per il
fronte popolare sopra un programma troppo moderato per i miei gusti allo scopo di conservare i radicali nella mia maggioranza, ma ritraggo pazientemente dal regime attuale tuttociò che è possibile , tuttociò che vi è di dinamico per orientare le masse alla distruzione del capitalismo ed alla creazione di un regime marxista integrale. La rivoluzione che è lo scopo finale che io perseguo, non ha bisogno di essere violenta ed io mi auguro che essa eviti spargimenti di sangue. Ma l’essenziale è , per me , che essa si stabilisca o con le buone o con le cattive sopra le rovine di un passato abolito, dal quale le idee di famiglia, di religione e di patria non potranno più mai risorgere.’ (8°)
18) Pierre Mendes-France , politico francese. Massone del Grande Oriente . Deputato del Partito Radical-Socialista, ando’ ad occupare il ruolo di sottosegretario al Tesoro nel 1938 . Capo di Governo nel biennio 1954-55 fu il responsabile della scomparsa dell’ Indocina Francese , abbandonato in mano ai comunisti che andarono di li’ a poco a costituire la Repubblica del Vietnam del Nord. Nominato ancora ministro di altri Governi, ha ricoperto l’ incarico di presidente del Fondo Monetario Internazionale. Era altresì membro influente del Bildeberg Group.
19) Jacob Schiff , banchiere ebreo americano, principale dirigente della ‘Kuhn, Loeb and
Company’. Collegato alla banca d’ affari ebraica Warburg in Germania, ebbe un ruolo centrale
nel finanziamento della rivoluzione bolscevica russa attraverso il teorico marxista della
rivoluzione permanente l’ ebreo Leon Trotsky futuro organizzatore dell’ Armata Rossa. Inoltre
nella sua veste di plutocrate contribuì al finanziamento della Jewish Colonization Association ;
nata nel 1890 per veicolare l’emigrazione ebraica in Palestina.
20) Edward Mandel-House , consigliere particolare del presidente statunitense Wilson e capo
supremo della Loggia dei ‘Maestri della Sapienza’ . Ebbe un ruolo non indifferente nella stesura dei famosi 14 punti che sancirono lo smembramento degli Imperi Centrali di Germania e Austria-Ungheria.
21)Nicholas Murray Butler, ebreo e massone,membro degli Illuminati di Baviera, così come scrive Epiphanius: ‘sarebbe diventato di lì a pochi anni capo del British-Israel, presidente della
Pilgrims Society, del CFR americano, dell’Università di Columbia, amministratore della
Fondazione Carnegie e collaboratore del banchiere ebraico Jacob Schiff.’ (9°)
22)Maxim Litvinov (vero nome Filkenstein) , politico sovietico. Vice-ministro dal 1918 al 1930 .
Ministro degli Affari Esteri dal 1930 al 1939 . Destituito da Stalin in conseguenza dell’
avvicinamento alla Germania hitleriana , venne nominato ambasciatore sovietico a Washington , carica che mantenne fino al 1943. Dal 43 al 51 conservo’ la carica di vice-ministro.
23) Lazar Kaganowicz , politico sovietico . Membro del Politburo con Stalin fino al 1930. Venne
allontanato dalla politica solamente con l’ era Krusciov e il periodo della cosiddetta
‘destalinizzazione’. Ricordiamo che la sorella di Kagnowicz sposò Stalin nel 1933. Del resto le
altre due mogli dello ‘zar rosso’ erano di origini israelite: Katy Schwanitze e Nadedja Aleluieva.
24) Mazurow K. , politico sovietico. Delfino di Kaganowicz , organizzo’ e diresse l’ organizzazione sionista dell’ URSS durante il periodo della destalinizzazione. Aiutante di Kosigin nel Governo sovietico del 1968 . Membro del Politburo con Breznev durante gli anni 70.
25) Yuri Andropov , politico sovietico. Ambasciatore dell’ URSS A Budapest durante la
sollevazione anti-comunista del 1956. Nominato nel 1967 capo supremo del KGB. Membro del
Politburo. Successe a Breznev come segretario generale del PCUS nel biennio 1983-84.
26) Louis Brandeis , consigliere particolare dei presidenti americani Wilson e Roosvelt. Era alto
magistrato presso il Tribunale Supremo degli Stati Uniti e aderente alla setta sionista dei
‘frankisti’, ramo statunitense di un movimento ereticale nato in ambienti ebraici polacchi nel
XVIII° secolo.
27) Felix Frankfurter , ebreo americano di origine tedesca. Magistrato presso il tribunale Supremo degli Stati Uniti durante la presidenza Roosvelt.
28) Benjamin Nathan Cardoso, ebreo americano di origini sefardite. Anche lui rivesti’ l’ incarico di magistrato presso il Tribunale Supremo degli Stati Uniti dal 1932 al 1938 anno della sua
scomparsa.
29)Henry Morghentau , politico ebreo del Partito Democratico. Collaboratore del presidente
Roosvelt e segretario al Dipartimento del Tesoro per 11 anni e fra i principali responsabili dell’
entrata nel 2.o conflitto mondiale degli Stati Uniti.
30) Bernard Mannes Baruch , ebreo sefardita statunitense. Gran Maestro della Massoneria negli Stati Uniti e nell’ area caraibica. Divenne il massimo collaboratore di tutti i presidenti degli
USA da Wilson a Kennedy. Rappresentante degli Stati Uniti nella Commissione sull’ Energia
Atomica alle Nazioni Unite , venne chiamato a presiedere alle conversazioni intercorse a Camp
David tra il presidente Eisenhower e il segretario generale del PCUS Nikita Krusciov.
L’influenza di Baruche nell’establishmente statunitense era notevolissima. Membro della
Pilgrims Society e del CFR, rappresentò gli Stati Uniti nella Conferenza di Pace del 1919.
Alleato della Banca Lazard per molti anni divenne il leader indiscusso del ‘War Industries
Board (l’ente per le industrie belliche degli Stati Uniti) . La rivista ‘American Hebrew’ parlando
di Baruch arrivò a scrivere che ‘quando il presidente Roosvelt parte per le vacanze estive
Mr.Baruch è ufficialmente designato come presidente supplente’ (10°)
31) Sidney Weinberg , successore di Baruch alla presidenza del Gran Sinedrio negli anni sessanta. Presidente della ‘Goldman, Sachs and Company’ Bank divenne consigliere dei presidenti Eisenhower , Kennedy e Johnson.
32) Spencer Lewis , teosofo americano, appartenente alla massoneria martinista e collegato ai leader francesi del Martinismo : Stanislao De Gaita e Gerard Encausse alias Papus noto occultista e massone. Lewis e’ il fondatore dell’ Ordine dei Rosacroce con sede a San Jose’ in California e successivamente diffusosi nei tre quarti del pianeta.
33)William Bullit, influente membro della Massoneria , del CFR, agente della Banca Kuhn and
Loeb. A lui si deve questa sconvolgente profezia sulla 2° Guerra Mondiale: ‘…la guerra durerà
almeno sei anni e terminerà con un disastro completo in Europa e con il trionfo del Comunismo’ (11°)
34) Ralph Maxwell Lewis , figlio di Spencer e suo successore alla guida del movimento
rosacrociano internazionale.
35) Chaim Weizmann , ebreo polacco. Dopo aver lavorato nei laboratori chimici britannici durante la 1.a Guerra Mondiale venne nominato presidente dell’ Agenzia Ebraica nel 1929. Venne eletto primo presidente dello stato d’ Israele dal 1948 al 1952.
36)Walt Whitman Rostow , economista ebreo americano. Consulente economico di Kennedy e
consigliere alle relazioni estere di Johnson apparteneva alla Massoneria del B’nai B’rith.
37) Bruno Kreisky , ebreo austriaco. Uomo politico socialista. Membro del B’nai B’rith . Durante il periodo dell’ anschluss riparo’ in Svezia. Nominato ministro degli Esteri della Repubblica d’
Austria dal 1959 al 1966 divenne capo del Governo dopo le elezioni del 1970.
38)Henry Kissinger , ebreo tedesco nazionalizzato americano. Cattedratico ad Harvard , legato alla Fondazione Rockfeller fu tra i fondatori della Commissione Trilaterale. Segretario di Stato ai tempi di Nixon, collaboratore di rilievo di Ford e successivamente di Reagan e Bush ,
attualmente appare – in una posizione relativamente ‘defilata’ – tra le voci piu’ ascoltate dell’
establishment sionista che circonda il presidente John Walker Bush.
39) Felix Rohatyn , influente banchiere israelita. Membro Trilaterale e presidente della Banca
ebraica Lazard Brothers. Rohatyn appartiene alle famiglie frankiste emigrate negli USA due
secoli or sono.
40) Leon Brittan , ebreo britannico . Uomo politico , membro del partito conservatore dei Tory’es , ministro degli Interni con Margareth Thatcher negli anni ottanta.
41) Renè Samuel Cassin, influente membro del sionismo francese. Diventato presidente
dell’Alleanza Israelitica Universale nel 1942 , rappreseterà la Francia nella Commissione
d’inchiesta delle Nazioni Unite sui crimini di guerra. Presidente del Consiglio
d’Amministrazione della Scuola Nazionale d’Amministrazione e vicepresidente del Consiglio di
Stato. E’ stato premio Nobel per la Pace nel 1968 oltre ad aver fatto parte della Massoneria
Ebraica del B’nai B’rith.
42)Gaspar Weinberger , ebreo americano. Membro del Partito Repubblicano. Segretario alla Difesa sotto l’ amministrazione Reagan.
43) Edgar Bronfmann , presidente del Congresso Ebraico Mondiale ( ‘World Jewish Congress’ )
negli anni ottanta e proprietario di una delle piu’ importanti fabbriche di whisky degli Stati
Uniti.
44)Harry Frederick Oppenheimer, israelita e massone. Guida una delle imprese multinazionali più influenti nel campo dell’estrazione di oro,platino,vanadio,uranio e materiali fondamentali per l’industrie occidentali. A capo della società De Beers che controlla la totalità del mercato dei diamanti. Membro del consiglio d’amministrazione della ‘Salomon Brothers’ e della ‘Anglo-
American Corporation’ legata al carro dei Rothschild. Membro del B’nai B’rith , è stato per
anni il principale finanziatore dell’African National Congress di Nelson Mandela.
45)De Rotschild Edmund membro della potente dinastia, affiliato alla Trilateral Commission, al
Bildeberg Group e al B’nai B’rith. Una sua dichiarazione ‘La struttura che deve saltare (per
l’Unione dell’Europa ndr) è la Nazione’ coincise con analoghe prese di posizione della
Massoneria.
46) Evelyn e David Rockfeller, altri rappresentanti della potente famiglia di plutocrati. La prima è proprietaria del colosso Du pont de Nemours , della filiale britannica della Banca Rothschild e
sostenitrice di un’Europa senza controlli doganali e frontiere fra stati. Il secondo è alto
esponente della Trilateral, del C.F.R. e del B’nai B’rith.
47)Alexander King , tecnocrate mondialista e ebreo, co-fondatore del Club di Roma e presidente della Federazione Internazionale degli Istituti di Studio Avanzati.
48) Rockfeller David , uomo influente dell’omonima famiglia. Membro Pilgrims, CFR e fondatore
nel 1973 della Commissione Trilaterale oltre ad essere il presidentemondiale dei ‘planning
familial’.
49) Etienne Hirsch, israelita, dirigente del trust Kuhlman , membro del Club Jean Muolin,
presidente dell’Euratom dal 1959 al 1961 e presidente per 15 anni del Movimento Federalista
Europe (che lavora al fianco di Jean Monnet per l’edificazione di un’Europa di tecnocrati). E’
stato l’anticipatore della moneta unica europea, da lui chiamata Ecu.
A questo elenco sommario potremmo aggiungere anche i nominativi dei leader storici del
movimento sionista , coloro i quali ne organizzarono le prime strutture e ne favorirono l’
affermazione : Theodor Herzl , Max Nordau, Aser Ginsberg , Vladimir Jabotinsky e David Ben
Gurion. Sicuramente tutti e cinque furono influenti membri del Gran Sinedrio mondiale . I primi tre furono i teorici della nascita di uno stato destinato al popolo ebraico , obbiettivo esposto in maniera piuttosto preliminare al 1.o congresso sionista svoltosi in quel di Basilea nel 1897.
Le tesi difatti di Herzl , Nordau e Ginsberg differivano circa l’ attuazione ed i modi per il
conseguimento di un territorio da destinare al popolo ebraico. Theodor Herzl , il piu’ famoso dei tre , era ufficialmente suddito dell’ Impero d’ Austria-Ungheria e nel 1896 aveva dato alle stampe il suo manoscritto ‘Lo Stato Ebraico’ ( ‘ Die Juden Staat’ ) , un ‘classico’ della letteratura sionista e autentica opera omnia per comprendere genesi e prospettive del Sionismo internazionale.
Herzl analizzando la situazione delle comunità ebraiche in Europa , arrivo’ a sviluppare il ritorno di queste alla ‘terra dei padri’ , alla Palestina. L’ idea di Herzl era quella di salvare quanti piu’ ebrei possibili dalle condizioni di semi-legalità’ e di persecuzioni alle quali erano sottoposte le comunità dell’ Est Europa , soprattutto quelle della Russia zarista.
Sebbene anche per lui una condizione necessaria fosse comunque l’ espulsione in massa delle
popolazioni arabe , cristiane e mussulmane , dalla Palestina ; deve essere certamente considerato , tra i tre , il piu’ moderato.Max Nordau , il cui vero nome era Sudfeld , aveva infatti del Sionismo un concetto molto piu’ vasto ed è stato indicato da alcune fonti quale il possibile relatore dei ‘Protocolli’.
Le sue tesi congressuali furono quelle che , infine , dopo un acceso dibattito ottennero la maggioranza dei consensi dei delegati anche se questo non impedi’ che il Congresso approvasse una dichiarazione finale favorevole alla tesi di Herzl sulla costituzione di colonie agricole in Palestina quali avamposti sui quali costituire il futuro dello stato degli ebrei in Terrasanta.
Dovranno passare vent’ anni perché i sogni dei sionisti si potessero concretizzare nella famigerata dichiarazione Balfour , anche se fu l’ insieme di cause e conseguenze della 1.a Guerra Mondiale (come lo sgretolamento dell’ Impero Ottomano ) a provocare la fattibilità e la realizzazione di un progetto inizialmente concepito solamente dalla Gran Bretagna per mantenere l’ Alta Finanza plutocratica sionista nel campo della coalizione ‘alleata’ .
Non dimentichiamo che i plutocrati sionisti si schierarono indistintamente sia nel campo delle
potenze della Triplice Alleanza sia con i paesi aderenti all’ Intesa decidendo soltanto a guerra
inoltrata l’ incondizionato appoggio alle mire delle democrazie occidentali contro gli Imperi centrali , il loro alleato ottomano e abbandonando al suo destino la Russia in preda ai fermenti rivoluzionari bolscevichi provocati dai loro precedenti ‘giochi sottobanco’ con i vertici dello stato maggiore tedesco.
NOTE AL CAPITOLO 2 -
1° – Karl Marx – ‘La Questione Ebraica’ ,Roma 1969
2° – Articolo da ‘La Vita Italiana’ tratto da Giovanni Preziosi – ‘Come il Giudaismo ha preparato la Guerra’ Edizioni ‘Tumminelli e C.’ – Roma Città Universitaria 1939
3° – Dall’Introduzione curata da Julius Evola de ‘I Protocolli dei Savi Anziani di Sion’ Versione
Italiana , Editrice ‘La Vita Italiana’ Roma 1938
4° – Moses Hess – ‘Rome and Jerusalem’ , ‘Philosophical Library , New York 1958
5° – Articolo del ‘Jewish Guardian’ di Londra del 20 Agosto 1920
6° – Giovanni Preziosi – ‘Sotto il dominio ebraico la Palestina non sarà più simbolo di pace ma terra di guerra e di sangue’, articolo apparso su ‘La Vita Italiana del 15.09.1921. L’articolo in questione è contenuto nella raccolta di articoli della rivista ‘La Vita Italiana’ di Preziosi curata dalla Edizioni ‘Hohenstaufen’ nel dicembre 1941 recante il titolo ‘Giudaismo,Bolscevismo,Plutocrazia,Massoneria ’.
7° – Giovanni Preziosi – ‘L’Ebreo Hoore Belisha deve diventare primo ministro inglese’ , articolo
apparso su ‘La Vita Italiana’ del 15.11.1937. L’articolo in questione è presente nella raccolta di
articoli della stessa rivista pubblicata dalle Edizioni ‘Tumminelli e C.’ a Roma nel 1939 e intitolata ‘Come il Giudaismo ha preparato la Guerra’.
8° – Giovanni Preziosi – ‘Francesi Imbecilli, leggete’ articolo apparso su ‘La Vita Italiana’ del
15.03.1937
9° – Epiphanius – ‘Massoneria e Sette Segrete: La Faccia Occulta della Storia’ , Edizioni
sconosciute, Trento 1993
10° – Epiphanius –ibidem
11° citazione estratta dal volume di Yann Moncomble ‘Le Vrais responsablede la Troisieme Guerre Mondiale’ – edizioni ‘Facts et Documents’ , Paris 1982
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CAPITOLO 3 – IL PURIM : ORIGINI DI UNA FESTIVITA’ TRAGICA DEL POPOLO EBRAICO.
Abbiamo dunque potuto appurare come il Sionismo , nelle forme attuali che siamo soliti conoscere , abbia avuto sicuramente una storia assai piu’ antica e diversa , fatta di momenti anche tragici e di alti e bassi.
Le sue origini sono antiche , anteriori all’ era cristiana e precedenti la stessa fondazione di Roma.
Il popolo ebraico , come appurato dalle stesse sacre scritture , riusci’ infine a costituire un regno indipendente nella zona posta a ovest del mar rosso.
La storia di questa occupazione da parte degli israeliti non appare mai del tutto chiara, vivendo alterne fasi di vittorie e sconfitte, di trattati di pace e di scambi commerciali con le stesse popolazioni che pure venivano ritenute idolatre e impure.
La conquista della Terra Promessa non viene descritta come una passeggiata , anzi apparirebbe che l’ esercito di Sion abbia faticato non poco prima di arrivare a costituirsi in regno indipendente.
Le sacre scritture parlano di questa conquista come di una serie infinita di massacri, di atti di
barbarie, di un’ attitudine allo sterminio che i figli d’ Israele praticarono indisturbati seguendo
quelle che sarebbero state le direttive del loro Dio : dalle disposizioni dell’ Altissimo ‘non devono essere lasciati superstiti’ (Giosue’ 11) , i governanti dei popoli infedeli saranno ‘trafitti, uccisi ed appesi ad un palo’ ( Giosue’ 10, 24-26 ) il tutto perché le Sue disposizioni sono estremamente chiare ‘Metti a fil di spada tutti i maschi, ma le donne, i bambini, il bestiame e tutto cio’ che sarà nella città , tutto quanto il suo bottino, portalo via, con te e goditi dei ben dei tuoi nemici che il Signore tuo ti avrà dato’ ( Deuteronomio 20 , 13-14 ) .
E autentici olocausti vennero offerti per la Gloria di Javhe’ sebbene sarebbero passati molti anni prima che il popolo ‘eletto’ riuscisse a costituirsi in un regno autonomo nella regione.
Le stesse fonti bibliche testimoniano che ‘I figli d’ Israele dimorarono dunque fra i cananei, gli etei, gli amorrei, i ferezei, gli evei e i gebusei’ arrivando perfino a prenderne le donne per mogli e dando le proprie ai loro vicini, spesso prestando perfino culto ai loro Dei praticando l’ idolatria e associando al loro Dio Jahve’ altri Dei cosi’ come testimoniato in ‘Giudei 3 , 5-6’ .
Al servizio delle tribu’ costiere gli ebrei diverranno abili mercanti incominciando a veder aumentare la loro influenza economica nella zona.
Malgrado cio’ gli israeliti saranno sempre in una posizione di sudditanza nei confronti dei loro
vicini , la cui civiltà superiore viene riconosciuta anche da storici e autori ebrei.
I cananei – che a partire dal 1000 a.C. i greci inizieranno a chiamare ‘fenici’ – hanno sviluppato una società che inizio’ ad irradiarsi verso l’ intera penisola palestinese, organizzando imponenti traffici in tutto il bacino del Mediterraneo, armandosi in previsione di conflitti e scontri sempre frequenti.
Gli israeliti al contrario non avevano neanche il diritto di imbracciare le armi, vivevano ai margini delle città cananee e di quelle moabite , ne sfruttavano i mercati ma sostanzialmente si limitavano a coabitare con i loro piu’ potenti vicini senza interferire nei loro traffici e nella loro vita sociale.
La maggior parte della comunità ebraica vive nelle aree montuose, mentre negli insediamenti urbani gli ebrei subiscono il fascino della civiltà fenicia e non si sottrarranno all’ assimilazione ,
beneficiando in questo modo delle superiori strutture societarie.
Intorno all’ anno 1000 , approfittando di una convergenza di crisi nei grandi imperi del momento , quello egiziano a ovest e quello assiro a est , gli ebrei riusciranno a costituire il loro regno.
Fu un regno di breve durata e di relativa influenza sui destini della regione. Morto re Salomone nell’anno 960 a.C. il suo regno si divise in due dando vita ai regni indipendenti di Giudea ( nel sud della Palestina ) e d’ Israele propriamente detto .
Al primo , retto dal figlio di Salomone Roboam , prestarono fedeltà le tribu’ di Giuda e una parte dei Levi , al secondo – governato dal generale ribelle Jeroboam – si unirono la maggioranza delle tribu’ d’ israeliti : i Rubèn, i Dan , i Neftali, i Gad , gli Aser, gli Isacar, gli Zabulon, gli Efraim, i Manasse , i Benjamin e una minoranza dei Levi.
Fu cosi’ che in un breve arco di tempo si formo’ una violenta lotta intestina che coinvolse 10 tribu’ contro una con la famiglia dei Levi che formava da ambedue le parti la casta sacerdotale.
A dar manforte al regno di Giudea retto dalla famiglia di Giuda arrivo’ a dar manforte la tribu’ dei De Simeon , data per dispersa ma piu’ probabilmente assorbita nelle altre 10 prima della divisione del regno di re Salomone.
La lotta intestina tra giudei e israeliti continuo’ fino al 721 a.C. quando il re assiro Salmanasar
invase il regno d’ Israele con un esercito grandioso decimando le 10 tribu’ ribelli e disperdendole per varie regioni del Vicino Oriente.
Gli israeliti sopravvissuti si fusero probabilmente con i loro vincitori assiri e di loro si persero le
tracce come popolo e civiltà.
Risulta pertanto infondata l’ attuale pretesa dei sionisti di rivendicare al loro stato chiamato appunto ‘Israele’ una qualche forma di paternità con l’ antico regno disperso e sbaragliato dall’ invasore assiro.
Nell’ anno 586 a.C. anche il sopravvissuto regno di Giuda subi’ una catastrofe simile a quella che aveva colpito il vicino Israele.
Le truppe del re babilonese Nabucodonosor occuparono Gerusalemme , distrussero qualsiasi
vestigia giudaica, rasero al suolo il Tempio di re Salomone ( centrale per le funzioni del culto al Dio Unico Javhe’ ) e deportarono l’ intera popolazione in Babilonia.
Praticamente di regni ebraici indipendenti nella regione palestinese non si sarebbe piu’ sentito
parlare fino alla costituzione dello stato sionista del 1948 .
I giudei temendo di scomparire come popolo , cosi’ come era accorso ai loro ‘fratelli’ israeliti piu’ di un secolo prima , corsero ai ripari: incominciarono allora a rivedere i loro usi e costumi ,
limitando qualsivoglia tentativo di assimilazione e di integrazione alla società babilonese.
Proprio la cattività babilonese ci permette di situare con una certa dose di sicurezza attorno al 500 a.C. l’ epoca nella quale avvenne la metamorfosi identitaria del popolo d’ Israele e la genesi dell’ideologia sionista.
Sarà in questo periodo storico che avverrà la ‘conversione’ del popolo di Giudea ad un monoteismo isolazionista ed esclusivista , ad una nuova coscienza della propria ‘missione’ metastorica e metafisica , considerazione peraltro condivisibile anche se ‘di segno opposto’.
Gli ebrei schiavi di Babilonia rimasero fedeli alla religione dei padri apportando sostanzialmente solo alcuni elementi derivati da superstizioni magiche locali riadattate alla fede mosaica e poi raccolte nella kabala e successivamente , come vedremo , nel talmudismo.
Questa autentica rivoluzione che modifico’ radicalmente l’ atteggiamento degli ebrei nei confronti delle altre popolazioni è da attribuire ai membri della casa di Davide , aiutati e sostenuti attivamente dalla casta sacerdotale dei Levi.
Attraverso il ritrovamento di numerose tavole cuneiformi abbiamo appurato l’ esistenza , a quel tempo , di numerose comunità ebraiche la piu’ importante delle quali risiedeva nei pressi di Nipur.
Attivi nel commercio e negli affari , gli ebrei iniziarono cosi’ a praticare il prestito ad interesse, l’
usura , il quale diverrà lo strumento portante della loro penetrazione economica mondiale.
Il prof. Giacinto Auriti nel suo breve saggio ‘Sovranità Politica e Sovranità Monetaria’ pone invece l’ ascesa della potenza economica e finanziaria del popolo d’ Israele durante la quarantena nel deserto del Sinai dopo la fuga dall’ Egitto.
‘E’ tempo che l’ opinione pubblica si renda conto che chi crea il valore della moneta non è chi la
stampa , ma chi l’ accetta come mezzo di pagamento , cioè la collettività dei cittadini. Chi si
appropria invece di questo valore non sono i popoli, ma la casta ebraica, bancaria, massonica
internazionale. Non si puo’ comprendere come sia stata possibile la realizzazione storica di questa strategia monetaria, se non si considera la fondamentale esperienza del popolo ebraico dopo la fuga dall’ Egitto. Questo popolo si fermo’ e visse quarant’ anni nel deserto del Sinai , in un periodo storico in cui l’ economia era prevalentemente agricola. Per sopravvivere non aveva altra alternativa che spendere il tesoro rubato agli egiziani , consumando definitivamente la ricchezza acquistata , ovvero trovare un espediente per appropriarsi senza costo dei beni prodotti dagli altri popoli. E’ storicamente provato che il popolo ebraico , invece di comprare merci mediante l’ oro e l’ argento , introdusse nel mercato come mezzi di pagamento i titoli rappresentativi dell’ oro e dell’ argento ed i mercanti stranieri erano ben disposti ad acquistare questi simboli monetari documentali ( terafim , mamrè ) in luogo delle monete metalliche, innanzitutto perché utilizzando i titoli rappresentativi evitavano il rischio di essere rapinati dai predoni e poi perché avevano nel simbolo il massimo affidamento , in quanto questa cambiale emessa dal componente il popolo israelita era garantito solidalmente da tutta la collettività ebraica.’ (1)
Affinando notevolmente questa loro peculiarità al prestito con interesse le comunità ebraiche della cattività babilonese poterono rinforzare sia la loro coesione interna sia le loro finanze piuttosto precarie date le condizioni di schiavitu’.
Nell’ anno 539 a.C. l’ armata persiana di Ciro il Grande vinse e sottomise definitivamente i caldei.
Tra le prime disposizioni del nuovo sovrano vi fu quella relativa all’ autorizzazione per le comunità ebraiche a ritornare in Palestina e a ricostruire il Tempio di Salomone andato distrutto quasi mezzo secolo prima.
Molti di coloro che appartenevano al vecchio regno di Giudea accettarono il ritorno in Palestina , guidati dal principe Zorobabel e dal Gran Sacerdote Ezra , capo della potente casta sacerdotale.
La maggioranza pero’ del popolo ebraico , soprattutto le giovani generazioni , preferirono restare in Caldea dalla quale si estesero verso Elam , Persia e Media.
La comunità di Nipur attraverso l’ incondizionato sostegno alla politica del nuovo sovrano persiano ottenne una certa influenza presso la sua corte incominciando a penetrare nei gangli politicoamministrativi dell’ Impero.
Un’ impero , quello persiano, che si estendeva praticamente dalla valle dell’ Indo al mar
mediterraneo coprendo la superficie degli attuali stati centro-asiatici del Pakistan, dell’ Afghanistan e dell’ Iran oltrechè di Iraq e Siria.
Pur se dispersi nelle diverse provincie dell’ impero , gli ebrei restarono affettivamente legati alla loro Gerusalemme e alla terra palestinese che comunque ritenevano la loro ‘terra promessa’.
Periodicamente cosi’ avvenivano processioni di comunità e gruppi di ebrei che di li’ a poco
avrebbero costituito un rituale tradizionale di pellegrinaggio alla terra promessa dall’ Altissimo ai padri e ai profeti d’ Israele.
In effetti la chiave teo-escatologica della centralità della Terra Promessa , e di Gerusalemme quale sua città santa , era data dalla ricostruzione del Tempio , asse portante del culto ebraico , ‘’axis mundi’ della visione escatologica mosaica e centro della redenzione di massa dell’ intera nazione ebraica.
Gli ebrei sapevano benissimo che – secondo un’ interpretazione delle loro scritture sacre accreditata da centinaia di Profeti e di Savi – un giorno, all’ approssimarsi della Fine dei Tempi , sarebbe nato dalla casa reale di Davide il Messia atteso che avrebbe sottomesso e passato a fil di spada tutti gli altri popoli e le altre nazioni per restituire lo scettro del dominio planetario al popolo di Israele.
Questo Messia implacabile verso i non ebrei avrebbe onorato la promessa fatta dall’ Altissimo di dare il dominio assoluto al suo popolo ‘eletto’ , innalzando alla di Lui gloria un immenso sterminio degli ‘impuri ed infedeli’ Goym ( letteralmente tradotto anche come ‘Gentili’ o non ebrei ) .
‘Gli Ebrei – scrive Julius Evola – non sarebbero mai venuti meno alla loro pretesa messianica egemonistica , al loro istinto di dominio universale statuito da queste tre massime bibliche: ‘Tutte le ricchezze del mondo debbono appartenerti’. – ‘Tutti i popoli debbono esserti servi’ _ ‘Tu devi divorare tutti i popoli che il tuo Signore ti consegnerà’. Solo che questo tenace istinto si traveste, assume forma serpentina, diviene attività occulta, sotterranea.
Precluse le vie della affermazione diretta, esclusa la possibilità di vittoria attraverso la lotta leale di razza, gli Ebrei avrebbero creato, per la realizzazione del loro ideale, un fronte interno unitario di insidia e di tradimento in seno ad
ogni nazione.’ (2)
Nel frattempo , anche per non abbassare la tensione ideale e il grado di auto-coscienza razziale e nazionale , la casta sacerdotale si impegno’ a garantire al popolo d’Israele una sistemazione il piu’ decorosa possibile, autorizzando l’ usura e l’astuzia negli affari e nel commercio , il tradimento e l’opportunismo in politica e nei rapporti sociali con gli altri ‘non ebrei’.
Avvenne quindi che le comunità ebraiche , anziché ringraziare i persiani – antico popolo indo-ario sostanzialmente guerriero e nobile – per averli liberati dal giogo caldeo iniziarono a tramare e preparare i loro piani di conquista dell’ impero introducendosi all’ interno della corte reale.
Approfittando del fattoche il re Assuero aveva ripudiato la moglie iraniana Vasti durante una serata di grandi festeggiamenti e solenni bevute , il ‘clan sionista’ ottenne che contraesse un nuovo matrimonio con l’ avvenente Ester – forse la piu’ affascinante e ammaliante ragazza ebrea dell’Impero.
Il matrimonio sostanzialmente servi’ da trampolino di lancio alla scalata politica dello zio di lei , il ricco commerciante Mardocheo , l’ obbiettivo del quale era la carica di primo ministro di corte.
Questa strategia di infiltrazione subdola nel cuore dell’ Impero pero’ trovo’ un inatteso ostacolo nella fazione vicina al re capeggiata dall’ arabo Hamàn della tribu’ dei Beni Amalek oppositore tenace di Mardocheo e del suo clan.
Lo scontro si fece molto piu’ aspro quando la fazione araba – sostenuta da numerosi persiani
soprattutto da certi ambienti vicini all’ esercito – cerco’ di dare l’ assalto all’ autorità del neo- primo ministro dell’ Impero Mardocheo.
Una reazione sproporzionata si abbattè sul povero Hamàn e i suoi sostenitori ( tutti accusati di congiura contro l’ Imperatore ) . Su consiglio della bella Ester l’ Imperatore invio’ una serie di
disposizioni durissime a tutte le contee dell’ Impero , autorizzando i suoi Governatori ad una
durissima repressione contro i simpatizzanti del partito anti-sionista di Hamàn.
Gli ordini dell’ Imperatore erano chiari : tutti i congiurati dovevano essere passati a fil di spada , nessuna pietà era concessa, i nemici dello stato dovevano essere sbaragliati con l’ aiuto delle locali comunità ebraiche.
Un simile ordine diede vigore e nuova vitalità agli ebrei , i quali , in collaborazione con l’ esercito imperiale , incominciarono una spaventosa vendetta che non si limito’ ai soli congiurati.
Nella sola città di Susa ( nel sud dell’ Iran ) vennero uccisi un migliaio di uomini con le loro
famiglie. L’ intero prole di Hamàn venne decimata e la stessa sorte si abbattè su numerose famiglie di origine araba accusate anche ingiustamente di connessione con i congiurati.
In quarantotto ore in tutte le contrade dell’ immenso impero persiano vennero passati alle armi non meno di 75mila uomini con le loro famiglie. La strage iniziata il giorno 13 del mese ebraico di Adar e conclusasi alla mezzanotte del successivo venne da quel momento ‘santificata’ dal popolo d’Israele che ne fece una festività tragica da ricordare a memoria perenne.
In tutte le città ove risiedevano comunità di ebrei quella notte fu festa e si danzo’ e canto’ , alla gloria di Mardocheo e della ‘regina’ Ester.
E da quel momento il 13 di Adar si chiamo’ giorno ‘del Purim’ che in ebraico significa ‘della sorte’ , ‘del destino’ .
La religione ebraica conserva , a distanza di oltre 2500 anni, intatta la memoria storica del Purim , e ne festeggia annualmente la commemorazione.
Nello stato pirata di Israele questa ricorrenza e’ assurta al grado di un gioioso e scalmanato
carnevale che si celebra nelle principali piazze di tutte le città .
In questa ricorrenza ai bambini si offrono dolci e leccornie, mentre gli adulti si ‘travestano’ da
Mardocheo, Ester e Hamàn e schiamazzano nelle strade mimando l’ antica storia quasi fosse una leggenda inventata di sana pianta per impaurire i piu’ piccoli.
Una delle impressioni piu’ negative della festa del Purim è data dalla assoluta slealtà e dal feroce cinismo con i quali operarono i protagonisti di parte ebraica della storia : Ester e Mardocheo appaiono due opportunisti di prim’ ordine, esecutori di una strategia di lunga durata e di vasta portata dettata probabilmente dalle centrali del Sionismo , sicuramente dal Gran Sinedrio allora situato a Gerusalemme.
Come del resto avverrà in molte altre occasioni, gli ebrei verranno indicati quali responsabili del crollo dell’Impero di Persia soprattutto per la loro abilità d’infiltrazione nei gangli politici e
economici dello stato asiatico.
‘Le cause delle persecuzioni e delle restrizioni sono dappertutto le stesse – scrive il De Heekelingen– i privilegi, a motivo dei quali i giudei si trovano rapidamente in
una situazione di vantaggio di fronte ai non giudei, le loro ostentate ricchezze, l’usura da loro
praticata, la loro particolare concezione economica, l’orgoglio, gli usi bizzarri, l’odio per ogni
forma di autorità, la tendenza all’indisciplina e alla rivoluzione…’ (3°)
Cio’ che deve stupire nel lettore di parte cristiana è l’ assurda canonizzazione che la Chiesa
Cattolica avrebbe fatto del Libro di Ester , inserendolo appunto tra le proprie sacre scritture.
Un racconto tanto ripugnante doveva sicuramente aver messo qualche dubbio fra i padri della
Chiesa , sebbene essi avessero potuto credere anche che un avvenimento di questa portata fosse stato un ‘segnale divino’ sul quale non indagare ulteriormente.
E’ anche possibile che vi sia stata una errata interpretazione teologica : avendo parlato di un popolo ebraico in cattività , in istato di schiavitu’ in Babilonia, puo’ essere che per i padri della Chiesa questa rivalsa israelita rientrasse in un piu’ vasto piano Divino. (4°)
Come pero’ non rendersi conto delle innumerevoli incongruenze di un simile racconto , della
crudeltà dei protagonisti, del cinismo e opportunismo di Mardocheo , della impudicità e furbizia di Ester e del loro malvagio agire contro – di fatto – chi aveva loro dato potere e gloria.
Gli stessi nomi dei due protagonisti dovevano perlomeno incutere un qualche sospetto sulla
vericidita’ di un racconto del genere : Mardocheo deriva infatti dal Dio pagano Marduk , tutore dell’antica Babilonia , mentre Ester era una deformazione di Istar , la Dea della Fecondità e dell’ Amore i cui templi erano in realtà dei postriboli adibiti all’ officio della prostituzione ‘sacra’.
La stessa Ester , in effetti , mantenne fede e si comporto’ in conformità con il proprio nome da
autentica sgualdrina pronta a approfittare dell’ occasione propizia per assecondare e ammaliare il sovrano dei persiani.
Del resto và anche detto che questa non era una esclusiva della bella Ester, ma appare proprio come una prerogativa della componente femminile del popolo d’ Israele . un esempio del genere lo ritroviamo in Judith , la quale , dopo averlo ingannato e sedotto con la propria bellezza , assassino il Gen. Holofernes tagliandoli la gola mentre questi dormiva dopo una notte d’ amore.
Dell’ episodio narrato dalla tradizione ebraica del ‘Purim’ non si hanno comunque altre notizie
precise da fonti persiane.
Alcuni storici hanno cercato di identificare chi realmente fosse l’ imperatore persiano identificato nel ‘Libro di Ester’ come Assuero arrivando alla conclusione che , probabilmente , si trattasse del figlio del grande Dario , Jieries , il cui nome in farsi Zendo Xayarsa avrebbe potuto dare origine al biblico Aschaverus o Assuero.
L’ episodio del ripudio dell’ iraniana Vasti e quindi del conseguente matrimonio con l’ ebrea Ester dovrebbe situarsi attorno al 483 a.C.
La stessa Ester sembra che , tre anni piu’ tardi, sia all’ origine – assieme alla cricca ebraica
insediatasi all’ interno della corte persiana – della decisione dell’ imperatore Jeries o Assuero di attaccare la Grecia , dando inizio’ alla seconda guerra medica che rivelatasi un disastro strategicomilitare significo’ l’ inizio della fine della potenza persiana.
Una delle caratteristiche preminenti della personalità del sovrano persiano si rivelo’ proprio in
occasione del famoso episodio della tempesta di Helesponto che abbattendosi sul ponte di barche da lui concepito causo’ la distruzione dell’ intera flotta persiana.
Alla notizia del disastro Jeries fece immediatamente gettare a mare oltre 400 schiavi assolutamente non responsabili di quanto accaduto.
Rientrato in Persia , il sovrano si trovo’ in difficoltà di fronte ad una serie di sommosse e agitazioni popolari nate in diverse località del suo sterminato Impero.
Inviso ai notabili e all’ alta aristocrazia persiana , insoddisfatta dell’ umiliazione subita sul fronte greco, Jeries verrà rovesciato e assassinato da una congiura di palazzo nell’ anno 465 a.C.
Note al Capitolo 3 –
1° – Giacinto Auriti – ‘Sovranità Politica e Sovranità Monetaria’ Orientamenti per una Rifoma
Bancaria e Monetaria – dal volume ‘L’Occulta Strategia della Guerra senza Confini’ – Edizioni a
cura del Centro Studi Politici e Costituzionali’ – Roma
2° – Julius Evola –‘Tre Aspetti del Problema Ebraico’ – Edizioni di ‘Ar’ Padova 1978
3° – H. De Vries De Heekelingen – ‘Israele, il Passato l’Avvenire’ – Edizioni ‘Tumminelli’ –
Roma 1937
4° – analizzeremo meglio nel capitolo dedicato ai rapporti tra Cristianesimo e Ebraismo la
tendenza dei vertici ecclesiastici nei confronti per esempio della questione delle conversioni. Gli ebrei conversi al cristianesimo diventano automaticamente cristiani , ma certamente si deve aprire alcune doverose parentesi circa la veridicità di detta conversione. Del resto ci troviamo anche di fronte ad una razza che , religiosamente, è impregnata dei precetti talmudici i quali, testualmente, recitano . ‘Che gli apostati non abbiano alcuna speranza e che l’impero dell’orgoglio sia prontamente sradicato ai nostri giorni, che i Nazzareni e i Minim periscano in un istante , che essi siano cancellati dal LIBRO DI Vita e non appaiano tra i giusti’ (citato da ‘M.J. LAGRANGE –‘Le Messianisme chez les Juifs’ volume del 1909 che riproduce il testo ebraico del Talmud).
Sicuramente comunque il Talmud recita . ‘Dalla nascita l’israelita deve cercare di svellere gli sterpi alla vigna, cioè sradicare ed estirpare i cristiani dalla terra poiché non può essere data a Dio Benedetto maggior letizia che quella di adoprarci a sterminare gli empi ed i cristiani da questo mondo.’ (dalla copertina del volume di H.De Vries De Heekelingen – ‘Il Talmud e i non Ebrei’ – Edizioni ‘All’Insegna del Veltro’ , Parma 1991).
IL GOVERNO MONDIALE EBRAICO
di Dagoberto Huseyn Bellucci
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LIBERTAD - JUSTICIA - DIGNIDAD
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CAPITOLO 4 – NASCITA E SVILUPPO DI UN ESCLUSIVISMO RAZZIALE
L’ assassinio del re persiano Jeries non impedi’ certamente a suo figlio di occupare il trono di
Persia.
Fu in questo periodo che il Gran Sacerdote d’ Israele Ezra trasloco’ da Babilonia a Gerusalemme il cuore del movimento sionista rientrando nella Terra Promessa per riorganizzare l’ ebraismo e guidare i confratelli rientrati anni prima in Palestina.
Questa comunità di ebrei infatti , una volta liberatisi dalle maglie della rigida osservanza delle leggi mosaiche , avevano ricominciato a mescolarsi con gli altri popoli della regione : samaritani, ammoniti, moabiti, fenici, filistei e gli stessi egiziani.
Lo stesso Ezra descrive nitidamente quale situazione si era venuta a creare tra gli ebrei rientrati in Palestina : ‘si rivolsero a me , i principi ed i Governatori dicendo : ‘il popolo d’ Israele, leviti e sacerdoti ,non si è allontanato dai popoli di queste terre , né dalle loro abominevoli usanze… perché hanno preso le loro donne per sé ed i loro figli e hanno mescolato il sacro lignaggio con i popoli di queste terre…’
In realtà il popolo di cui parla il Gran Sacerdote è quello di Giudea , anche se – probabilmente in maniera fraudolenta – sapeva benissimo che ‘Israele’ era stato distrutto e i suoi abitanti oramai scomparsi in quanto popolo.
Inoltre nell’ atto d’ accusa di Ezra si puo’ evincere che gli abitanti delle regioni palestinesi dell’
epoca fossero tutti politeisti , di modo da poter condannare i matrimoni misti con essi.
La realtà era sicuramente diversa , cosi’ come molti studiosi hanno rivelato e accertato nel corso degli ultimi decenni : non tutti i popoli di cui si parla era pagani.
‘E’ noto inoltre – scrive Maurizio Lattanzio – che nella formazione del popolo ebraico intervennero stirpi di ceppi diversi: Amorrei e Cananei, edomiti e Madianiti, Keniti e Aramei, Ammoniti e Moabiti, Hittiti e Gebusiti, Fenici , Filistei,Samaritani,Galilei,Amaleciti ed altre genti ancora. Infine parecchi elementi religiosi e mitici dell’antica civiltà ebraica trassero origine da altre tradizioni.
Così la nozione di ‘popolo eletto’ , depurata della faziosità e delle esagerazioni ebraiche, era stata propria di altri popoli, come gli Amaleciti e gli Irani, così il tema del Messia, che per un certo tempo conservò i caratteri eroici di una manifestazione del Dio degli Eserciti, altro non fu se non un adattamento del motivo iranico di Caoshianc, il futuro ‘Signore Universale’…’ (1°)
I samaritani , discendenti degli assiri – per esempio – , avevano assorbito l’ antico popolo d’ Israele e si erano automaticamente convertiti alla religione mosaica , a riprova di cio’ và evidenziato che si offrirono di prestare aiuto volontariamente ai giudei nell’ opera di ricostruzione del Tempio di Gerusalemme.
Tale offerta venne sdegnosamente rifiutata dai giudei rientrati a Gerusalemme che li ritenevano di razza inferiore e non appartenenti al ‘popolo eletto’.
Da parte loro ammoniti e moabiti erano dei fratelli separati degli israeliti , perché anch’ essi
discendevano per linea diretta dal profeta d’ Israele Lot.
Non seguivano la dottrina e i precetti della religione mosaica , del resto elaborata successivamente a questa separazione , pero’ erano monoteisti e adoravano e riconoscevano l’ esistenza di un Dio Unico.
Invece di chiamare Jahvè il loro Dio gli ammoniti lo chiamavano Moloch , mentre i moabiti lo
adoravano come Kemosch.
E’ singolare notare come , in questa compilazione fatta dal Gran Sacerdote Ezra , di popoli ritenuti ‘empii’ egli non abbia incluso anche gli idumei i quali – a parte il fatto di discendere da Esau’ , conosciuto come Edom – avevano riconosciuto e accettato sernza riserva alcuna la religione mosaica con tutti i suoi precetti , cosa che non avevano accettato moabiti e ammoniti.
Il profeta Giobbe , per esempio , era idumeo , cosi’ come il re Herode. In effetti osservando la
ripartizione e le suddivisioni formulate da Ezra , il Gran Sacerdote distingue gli appartenenti al
popolo eletto dai politeisti attraverso due requisiti essenziali : la purezza del sangue e la fedeltà assoluta al Tempio di Gerusalemme e al suo Gran Sacerdote.
Ora mentre al primo requisito potevano rispondere positivamente idumei, ammoniti e moabiti ( ma non i samaritani ) al secondo invece risultavano esclusi anche ammoniti e moabiti , i quali avevano istituito dei collegi e ordini sacerdotali autonomi al servizio del loro rispettivo Dio Unico : Moloch e Kemosch.
Soltanto gli idumei avevano pertanto entrambe i requisiti richiesti da Ezra per poter appartenere al popolo eletto.
Ezra fu , assieme ai suoi discepoli , il principale decodificatore dell’ ideologia sionista.
Assieme ai suoi discepoli , la cosiddetta ‘scuola di Ezra’ , compilarono il libro sacro della Legge o ‘Torah’ , chiamata anche in greco Pentateuco , che potrva contare su 5 Libri Sacri : la Genesi , l’Esodo , il Levitico , i Numeri e il Deuteronomio.
Molti studiosi e esperti di ebraismo avvertono nella composizione della ‘Torah’ un miscuglio di
distinte fonti, una serie di compilazioni indipendenti per autori e per stile , a volta perfino
contraddittorie l’ una con l’ altra e pertanto soltanto in minima parte riconducibili alla vera parola di Mose’.
Alla scuola di Ezra sono inoltre da ricondurre numerose altre interpolazioni , correzioni o vere e proprie falsificazioni storico-teologiche che appaiono tanto nella ‘Torah’ ( si veda ad esempio la sostituzione volontaria di Ismaele con Isacco nell’ episodio fondamentale del sacrificio di Abramo ) cosi’ come nei ‘Nebim’ o ‘Profeti’. Questo secondo canone venne realizzato da Nehemias , erede e continuatore dell’ opera di Ezra, e comprende ben 21 Libri Sacri : Josue’ , Giudici, Samuele 1° e 2°( anche chiamato in molte versioni popolari ‘I RE 1° e 2° ) , i Re 1° e 2° ( anche numerati come 3° e 4° nelle altre versioni ) , Giona, Oseas, Nahum , Amos, Gioele, Isaia, Miqueas, Sofonie, Geremia,Habacuc, Ezechiele, Abdias, Ageo, Zaccaria e Malachia.
Secondo lo storico ebreo Saracini , ‘Si tratta di un opera (il Talmud ndr) veramente monumentale: una ventina di volumi, alti ciascuno mezzo metro circa, spessi più di 10 cm. Inoltre ..il Talmud è un’opera di difficle consultazione: le traduzioni sono rare, solo parziali e poco accessibili per i ‘non addetti ai lavori’ (…. Ovviamente parla degli stolti Goym…. Ndr ) singolari sono gli argomenti, lontana dalla logica occidentali è la trattazione.’ (2°)
Molte altre opere dei due Gran Sacerdoti vennero catalogate solamente successivamente alla loro dipartita e riordinate in appositi e distinti testi : ricordiamo i Libri di Daniele, Ester, Judith, Job o Ayub, dei Maccabei ecc…
All’ avvento di Gesu’ Cristo la popolazione ebraica era una piccola minoranza che viveva divisa tra la Palestina propriamente detta e le altre regioni del Vicino Oriente con comunità anche numerose sparse in Siria, Mesopotamia, Iran , Asia Minore , Grecia , Egitto, Roma e nella penisola iberica.
La presenza di comunità giudaiche in Iberia , colonia romana, e’ appurato dalla presenza di reperti storici , ritrovati soprattutto nella zona di Cadice.
Tutte queste comunità , sparse neio quattro angoli del Mediterraneo e sottomesse all’ autorità di Roma , allora dominante , avevano istituito una loro forma di auto-Governo chiamata in ebraico ‘Kahal’ ossia l’ istituzione che garantiva una continuità e un contatto con il ‘cuore dell’ ebraismo’ , ovviamente il Kahal Supremo di Gerusalemme e l’ Ordine Supremo del Tempio ricostruito a Gloria d’ Israele.
Questa istituzione segreta permetteva ad una comunità , anche minore , di ebrei fedeli al Tempio , di essere in contatto permanente – attraverso gli scambi commerciali e culturali fiorenti sotto l’ egida dell’ Impero di Roma – con il Gran Sinedrio , il ‘Kahal Supremo’ di Gerusalemme.
E’ necessario ricordare che – in un contesto così ostile di popoli e di razze diverse – agli ebrei non restava che l’attesa messianica o la rivolta di massa contro qualsiasi potere costituito, contro qualunque autorità.
‘Prigionieri delle immutabili tradizioni – scrive il Batault – che costituiscono l’essenza del loro
esclusivismo, i Giudei in mezzo a un’umanità composta da un’immensa maggioranza di non
Giudei, risultano degli eterni ‘disadattati’. Qualunque sistema, ovunque si trovi, per il fatto che non è stato, che non è e non sarà mai fondato sulla legge di Jahvè , si rivelerà sempre disforme rispetto al sogno d’Israele.
Il Giudaismo allora non potrà che auspicarne la sovversione: è un dovere del
Giudeo, e soprattutto una caratteristica del suo istinto plasmato da tradizioni tre volte millenarie, di adoperarsi per la sua distruzione. L’esclusivismo giudaico esige e giustifica lo spirito di rivolta.’(3°)
Gli ebrei in quei tempi, cosi’ come abbiamo potuto osservare , non erano cosi’ compatti e uniti
come avrebbero voluto gli stessi Gran Sacerdoti Ezra e Nehemias : all’ interno del Gran Sinedrio esistevano due fazioni in lotta permanente per il potere e per l’ egemonia sull’ intera comunità ebraica internazionale.
Nel Gran Sinedrio si scontravano su questioni fondamentali di fede e di interpretazione della Legge i due partiti dei farisei e dei sadducei.
Una simile divisione praticamente si ripeteva in quasi tutti i ‘Kahal’ esistenti e naturalmente si
andava a ripercuotere sulla stessa potenza del Sinedrio.
La distinzione tra le due fazioni si basava essenzialmente sull’ interpretazione esatta delle Leggi promulgate da Ezra secoli e secoli prima relative alla conversione e all’ ammissione nella comunità sionista mondiale di altri popoli.
I Sadducei , che rappresentavano l’ ala piu’ moderata e la fazione piu’ vicina all’ antica tradizione israelitica , ammettevano ancora la conversione in massa lal’ ebraismo di altre popolazioni , anche idolatriche.
I loro sforzi avevano ottenuto notevoli risultati in grandi città quali Damasco, Tiro , Sidone e
Adiabena.
Era sicuramente ai Sacerdoti delle tribù del Nord, del Regno d’Israele, che questa fazione si riferiva.
Alle voci di quei Maestri della Comunità che, inutilmente avevano cercato di contrastare il
fanatismo zelota di Giuda. Ecco per esempio Amos , che predicò invano: ‘Io odio e disprezzo le tue feste, non traggo alcun piacere dalle tue adunanze, e per quanto tu mi offra offerte bruciate…io non le accetterò. Distogli da me il ruomore dei tuoi canti (delle litanie levitiche ndr) e non farmi udire le melodie delle tue arpe. Invece, fa che il Giudizio scorra come acqua e la giustizia come fiume possente’ (4°)
Al contrario i farisei interpretando rigidamente i Libri di Ezra si opponevano a qualsiasi tentativo di conversione di qualsivoglia pagano.
I farisei accusavano i sadducei di alto tradimento , di essersi piegati servilmente all’ ordine imposto dal Governo Imperiale di Roma e di minacciare dall’ interno la stessa sopravvivenza della religione mosaica e del popolo d’ Israele.
I farisei erano autentici sionisti , rivendicavano la assoluta purezza della razza di idumei e giudei (autentici detentori ‘per sangue’ del diritto a qualificarsi come appartenente al popolo eletto ) , il ruolo dominante dell’ ordine del Tempio e la cieca fedeltà alle Leggi dal Sinedrio Supremo emanate , odiando indistintamente qualsiasi straniero fosse esso un samaritano o un romano , un greco o un ammonita , in quanto ritenuti comunque ‘impuri’.
La loro fanatica ideologia , antica erede del Sionismo piu’ ortodosso ai quali siamo anche noi
oggigiorno abituati , concepi’ un razzismo cosi’ radicale che al solo contatto fisico con un ‘Goym’ (non ebreo ) essi si ritenevano in istato di impurità.
Gesu’ si oppose durante la sua Missione tanto ai sadducei quanto ai farisei.
Ai primi li qualificava come credenti troppo ‘tiepidi’ , incapaci di credere alla resurrezione finale
dei morti e al Giudizio Divino.
Ai secondo invece riservo’ gli epiteti di ‘vipere’ , ‘sepolcri imbiancati’ e ‘figli di Satana’ di cui si
parla anche nei Vangeli.
Nel Vangelo di Giovanni, il più vituperato dall’ebraismo , Gesù annuncia a entrambi , sadducei e farisei , che ‘la Verità vi renderà liberi’ (8,31) . La risposta sprezzante del Sinedrio porterà il Messia a replicare: ‘Se il vostro padre fosse Dio , mi amereste… Non siete capaci di ascoltare la mia parola… Il Demonio è vostro padre e volete compiere i desideri del padre vostro: quello è stato omicida fin dall’’nizio e non si mantenne nella verità’’
I capi del Gran Sinedrio che lo condannarono a morte mediante crocefissione , Anas e Caifa , erano sadducei e sostanzialmente si mossero per interessi di natura ‘politica’ , temendo che Gesu’ proclamandosi Messia avesse bassi scopi materiali di dominio sul popolo d’ Israele.
Fu’ per questo motivo che essi proclamarono testualmente che ‘Conviene che muoia un uomo solo e che si salvi un intero popolo.’
La fazione farisea del Sinedrio a sua volta appoggio’ la decisione presa da Anas e Caifa anche se per distinte ragioni prima fra tutte non potevano accettare un ‘profeta’ nato nel grembo d’ Israele che condivideva con pagani, prostitute, empii e idolatri il Messaggio di Salvezza dell’ Altissimo.
La morte di Gesu’ segno’ l’ inizio della violenta reazione ebraica contro i primi nuclei di cristiani , la maggior parte dei quali di razza ebraica .
Autentiche rivolte incorsero in quel periodo in varie parti della Palestina, molti cristiani o presunti tali vennero ammazzati per il solo motivo di aver prestato fede alle parole e al messaggio del Cristo.
Gli ebrei , e fra questi Saul di Tarso , piu’ tardi noto come San Paolo ( 5°) si erano organizzati
militarmente per schiacciare l’ eresia cristiana che nasceva e si stava espandendo pericolosamente proprio dall’ interno dell’ ebraismo.
Gli anni fra il 30 e il 70 d.C. dovettero esser fra i piu’ travagliati e confusi nella storia del popolo d’Israele , avvinto tra la nuova Fede in Cristo e l’ osservanza delle vecchie Leggi Mosaiche , soffocato nella sua ansia di libertà e indipendenza tra l’ incudine di Roma e il martello dei governatori locali che , come Herode Antipa , si erano prestati al servizio dei colonizzatori latini.
Nell’ anno 70 d.C. come attestano le cronache – fra le quali la monumentale ‘Guerre Giudaiche’
dell’ ebreo romano Flavio Giuseppe – una furiosa sollevazione patrocinata e diretta dalla fazione farisea eccito’ i cuori delle comunità ebraiche della Palestina.
La rivolta di idumei e giudei si concluse , sotto il profilo strategico e militare , in un autentico
disastro. Una sconfitta totale peggiore forse di quella patita secoli e secoli prima contro
Nabucodonosor e i babilonesi.
La Decima Legione dell’ imperatore Tito adottando una strategia militare collaudata in decenni di diverse campagne militari strinse d’ assedio Gerusalemme , ne sottomise la popolazione e
soprattutto distrusse il Tempio , simbolo e cuore della religione mosaica , deportando ebrei per i quattro angoli dell’ Impero.
‘Il primo episodio della partecipazione ebraica all’assalto sferrato contro la civiltà europea consiste nella guerra sotterranea che l’ebraismo combattè ontro Roma – scrive il Lattanzio – Tale guerra terminò col crollo – spirituale prima politico poi – dell’Impero Romano; e una delle cause di quel crollo , il cristianesimo, era uscito dalla vagina giudaica. Che dall’ebraismo ci si dovesse guardare come da un focolaio perturbatore , a Roma lo si era capito già prima che il contagio cristiano minacciasse la Città Eterna. Nel 141 a.C. i giudei erano stati espulsi da Roma, perché ritenuti colpevoli di corrompere i costumi romani; un’altra volta erano stati cacciati d Tiberio, che riteneva la comunità ebraica ‘un pericolo per Roma’ e ‘indegna di rimanere fra le Mura dell’Urbe’ (come informa Svetonio); Claudio li aveva allontanati di nuovo perché ‘si agitavano incessantemente dietro istigazione di Cresto’ , lo stesso Claudio aveva minacciato i Giudei d’Alessandria che li avrebbe puniti ‘come quelli che destano una peste universale del mondo’ (Flavio Giuseppe).’ (6°)
Ma , nonostante i primi successi iniziali , Israele avrebbe infettato e quindi avuto la meglio anche su Roma. Ciò nonostante la vittoria della Decima Legione per qualche anno contribuì al mantenimento dell’ordine in Palestina.
Per gli ebrei probabilmente questo evento , che segna anche l’ inizio del periodo della ‘diaspora’ , appare come una calamità irreversibile, un disastro di natura non umana, una punizione divina certamente il periodo piu’ nero della storia d’ Israele.
Sotto pero’ l’ aspetto puramente ideologico e teologico , con la distruzione del secondo Tempio ,avvenne una netta chiarificazione all’ interno del Gran Sinedrio: l’ evento porto’ alla scomparsa della fazione moderata dei sadducei e all’ affermazione dell’ ala oltranzista e intollerante dei farisei.
Come molte volte avviene , soprattutto nella storia d’ Israele, un evento catastrofico segnerà anche una rinascita dei sentimenti piu’ radicali e xenofobi, di disprezzo e vendetta verso il mondo esterno, verso le nazioni ‘Goym’.
La tradizione rabbinica , confermando la narrazione di Flavio Giuseppe sulla ‘Guerra Giudaica’ ,
attesta che i dottori della Legge dell’ ala farisaica terminarono la compilazione della Bibbia durante questo periodo travagliato , associando alla Torah e al Nebim un terzo canone denominato Ketubim , il quale ando’ ad includere diversi libri agiografici e filosofici.
Per loro disgrazia i primi cristiani , fondamentalmente ancora legati all’ ebraismo per vincoli
razziali e per usi e costumi poi modificatisi nel corso dei decenni , ammisero l’ intera collezione fra i loro libri canonici , senza analizzarne i contenuti.
Avvenne cosi’ che , al fianco di libri di altissimo valore quali quelli di Ayub , entrassero all’ interno dei canoni biblici anche altre opere di chiara matrice sionista fra i quali Ester, Ezra e Nehemias.
Fra i tanti libri assolutamente discutibili , quello di Judith appare il piu’ surreale, cosi’ poco
credibile anche per i farisei i quali lo tennero isolato per molti secoli prima di decretarne la sua
autenticità.
La Chiesa Cattolica nata dalla malapianta ebraica (7°) del resto non tardo’ troppo tempo a adottare analogo trattamento per quei libri che riteneva eretici o comunque non corrispondenti alla sua Verità.
Si potrebbe parlare di una vittoria dello spirito ebraico su quello latino, sulla vittoria del Dio Geloso d’Israele sul pantheon eroico degli Dei di Roma. Per fare un solo esempio il Talmud descrive chiaramente come , nel giorno del Giudizio Finale, il Dio d’Israele (meglio ancora il Dio talmudico) chiamerà dinnanzi a sé tutti i popoli della terra , che verranno condannati all’infuori d’Israele. Il primo a esser condannato sarà quello di Roma. (8°)
Autorevoli storici e studiosi del Talmud hanno confermato in più occasione che l’essenza talmudica è soprattutto impregnata di un’odio profondo verso Roma e la romanità, soprattutto verso ciò che di più grande Roma ha rappresentato nei secoli. Secondo Gershom Scholem , forse il più autorevole fra gli studiosi di storia e filosofie cabalistiche , ha scritto che il noto rabbino Sabbatai Zevi, autoproclamatosi Messia nell’anno 1666 e fondatore della setta messianica dalla quale sarebbero nate le eresie dei Dummeh turchi e dei Frankisti polacchi, avrebbe inviato nel 1668 a Roma un suo discepolo , Nathan di Gaza per compiere nella capitale nonché città santa e centro della cristianità , uno strano rito destinato ad affrettare la caduta dei rappresentanti del cristianesimo. (9°)
Nel Concilio di Nicea che sanciva l’ adozione dei quattro Vangeli canonici di Giovanni, Luca,
Marco e Matteo l’ operato dei Dottori della Chiesa Cattolica in fatto di purezza ideologica non si discosto’ di molto da quanto – secoli prima di loro – avevano fatto i rabbini del Gran Sinedrio.
L’ esistenza di un voluminoso corpo di Vangeli apocrifi o di un Vangelo di Barnaba rimasto
pressochè sconosciuto alla cristianità occidentale dimostra una volontà di occultare e misconoscere Verità scomode , delle quali ci andremo ad occupare in separata sede.
Note al Capitolo 4° -
1 – Claudio Mutti – ‘Ebraicità ed Ebraismo – Edizioni di ‘Ar’ Padova 1976
2 – - Eugenio Saracini – ‘Breve Storia degli Ebrei e dell’Antisemitismo’ edizioni ‘Mondadori’ –
Milano 1992
3 – Georges Batault – ‘Aspetti della Questione Giudaica’ edizioni di ‘Ar’ Padova 1983
4 – - citazione da ‘Maurizio Blondet – ‘I Fanatici dell’Apocalisse – L’Ultimo Assalto a
Gerusalemme’ , Edizioni ‘il Cerchio’ , Rimini 1992
5 – - Si badi bene come Saul di Tarso , il vero fondatore del cristianesimo, era un ebreo sradicato dalla tradizione, che denunciò la Legge come qualcosa di gravoso arrivando a creare da un troncone di questa una religione universale.
6 – Claudio Mutti – ‘Ebraicità ed Ebraismo’ Edizioni di ‘Ar’ – Padova 1976
7 – In merito al Cristianesimo, diventato religione di stato dell’Impero, è bene asserire come
questa assimilazione di una Religione Semitica alla romanità risulterà essenzialmente una
vittoria ebraica. Come ha scritto Vermijon ‘Roma non tardò ad essere invasa dai barbari e la sua potenza annientata. Si compiva così la vendetta della Sinagoga per la distruzione di
Gerusalemme, operata da Tito. Oggi vediamo ancora troneggiare nel Foro Romano – l’uno
contro l’altro – due soli Archi di Trionfo: quello di Tito e quello di Settimio Severo. E’ una
coincidenza? O si è forse voluto ammonire : tengano presente i posteri, che se Roma ha vinto
Israele; Israele ha distrutto Roma?’ .
Secondo l’opera di quest’autore ‘Le Forze Occulte che manovrano il mondo’ Roma 1944 , l’imperatore Settimio Severo Africano era di discendenza ebraica. Inoltre giova qui ricordare come, a distanza di quasi due secoli, l’odio profondo d’Israele verso Roma si manifesterà in occasione del 2° conflitto mondiale. ‘Stampava anni fa a Parigi il giudeo Kadmi Kohen:’Noi ebrei odiamo e disprezziamo Roma. Roma e le sue istituzioni statali: le sue legioni, il suo diritto civile…Roma incapace di cristianizzarsi, ha corrotto il cristianesimo…Noi combattiamo sempre Roma come i nostri antenati dell’anno 70.
Per noi non è mutato nulla. La vittoria di Vespasiano e di Tito non è ancora definitivamente
acquisita. Il Tempio non è ancora stato interamente distrutto…. E tutto può, tutto deve mutare, tutto muterà, perché noi ebrei siamo ancora presenti, perché noi siamo sempre presenti.’ (estratto dall’articolo di Alberto Luchini , ‘I Savi di Sion’ inserito nel volume ‘Gli Ebrei hanno voluto la Guerra’ stampato in Roma nel 1942).
8° – A. Cohen – ‘Il Talmud’ , Edizioni ‘Laterza’ , Bari 1935
9° – Il fatto è citato dallo stesso Gershom Scholem , professore presso l’Università Ebraica di
Gerusalemme, nel suo poderoso volume dedicato a ‘La Cabala’ , edizioni Mediterranee , Roma
1992. Nel volume in questione viene trattata con dovizia i particolari l’esperienza del movimento dei sabbatei, compreso l’episodio in questione. Viene anche riportato il giudizio che Nathan di Gaza dava del suo Messia Sabbatai Zevi: ‘il cui potere era tale da giustificare anche il più grande peccatore, persino Gesù’.
http://www.gerusalemmeterrasanta.org…20RAZZISTA.pdf
LIBERTAD - JUSTICIA - DIGNIDAD
PATRIA - SOCIALISMO - REVOLUCIÓN
http://adversariometapolitico.wordpress.com/


CAPITOLO 5°
LA KABALA E IL TALMUD: LO STRANO ESOTERISMO EBRAICO
All’indomani della distruzione del Tempio di Gerusalemme, come abbiamo visto, si aprì il
capitolo forse più triste e il momento più delicato nella storia dell’ebraismo.
Il problema più rilevante per i capi religiosi del Sinedrio fu quello di mantenere una rigida
ortodossia nel rispetto della legge mosaica per l’insieme delle distinte comunità che vivevano
disperse nei confini dell’Impero di Roma e oltre.
Avvenne in questo periodo che i farisei, rimasti liberi di imporre la loro ferrea volontà,
incominciarono a richiedere ai loro dottori della Legge di mettere per iscritto quelle che, fino a
quel momento, erano state delle disposizioni di natura orale, trasmesse di maestro in maestro, nell’ambito del rabbinato fondamentalista.
Accadde allora che i rabbini iniziarono a compilare dei trattati, o meglio i loro studi basati su
loro interpretazioni della Legge mosaica.
Per dare risposte il più chiare possibile ai nuovi problemi derivati dalla situazione di diaspora
verificatasi e soprattutto riguardo ai precetti da seguire in circostanze ritenute eccezionali (come appunto l’abbattimento del Tempio) questi rabbini si impegnarono dunque a dare al loro popolo una serie di codici di natura legislativa che, riuniti assieme, avrebbero preso il nome ebraico di Talmud, lo Studio della Legge.
All’inizio questo imponente manoscritto di cavilli legislativi e di interpretazioni ossessionanti
della Legge mosaica era costituito dai 6 codici della Misnah’i quali si occupavano di
agricoltura (zeraim), delle feste (moed), delle purificazioni (tohorot), del matrimonio (
nasim), del diritto civile e penale (nezikim) e di quello religioso (kodaschim).
A questa prima serie di codici si aggiunse, più tardi, una nuova compilazione di studi
denominata Gemarah’che in ebraico significa Commento.
I Talmud, in effetti, furono compilati in maniera sostanzialmente distinta, in periodi diversi, da
più interpreti della Legge, il primo nato nell’area babilonese, l’altro in area palestinese.
…bisogna premettere – scrive l’ebreo Saracini – che il Talmud si divide in due parti: la prima –
la Mishnà – è una serie di deliberazioni legali concernenti l’applicazione dei diversi precetti
biblici; la seconda – la Ghemara – è una specie di resoconto delle interminabili discussioni fra i
dotti sia sui precetti biblici che sulle deliberazioni della Mishnà.’(1°)
Dopo diverse dispute teologiche i rabbini si sarebbero messi d’accordo per ritenere il Talmud di
Babilonia come il più ortodosso e conforme alla loro strategia volta ad isolare il popolo eletto
dal rischio di contaminazioni e di assimilazioni con altri popoli, introducendo semplici
interpretazioni teologiche che sarebbero ben presto diventate Legge a tutti gli effetti.
Nella prima metà del 2.o secolo d.C. si verifico’una nuova ribellione giudaica in seno alla
provincia palestinese dell’Impero romano.
A mobilitare e infiammare i cuori (e armare le mani) degli ebrei fu stavolta Simone Bar Kohbà,
proclamato Messia d’Israele dal rabbino estremista Akiba e adorato dal suo popolo proprio
perché incarnazione più attinente alle speranze messianiche che raccontavano della venuta di un Unto del Signorè guerriero e combattente alla testa di Israele per il suo trionfo finale.
In occasione dell’insurrezione armata di Bar Kohbà, i giudei si organizzarono militarmente
dotandosi di una strategia rivoluzionaria mirante la creazione di più focolai di rivolta, sparsi in
tutta la Palestina, per mettere in difficoltà sia i romani sia la possibilità di resistenza delle altre
comunità dell’area.
Attaccando con autentici blitz terroristici villaggi e cittadine di media grandezza i giudei
arrivarono a sterminare quasi completamente sia le popolazioni samaritane che quelle siriache
causando non meno di 100mila vittime.
Sotto il regno di Adriano – scrive lo storico ebreo Barnet Litvinoff – agli inizi del secolo II°
compare in Giudea un eroe nazionale: conosciuto col nome di Bar Kochebah – probabilmente un soprannome Figlio della Stella’-, questi incoraggiò la credenza, alimentata dal capo spirituale degli ebrei Rabbi Akiva, che con lui fosse finalmente arrivato il vero Messia. I primi padri della Chiesa, facendo propria una descrizione dello storico romano Dione Cassio (secolo II), dipingono Bar Kochebah come un assassino a capo di bande armate, in effetti nell’impresa della riconquista della Palestina non mancò di perseguitare i cristiani perché evitavano di battersi e, si asserisce, li fece circoncidere a forza.’ (2°)
Nell’anno 135 d.C. infine, dopo tre anni di rivolte più o meno estese, gli ebrei vennero
schiacciati definitivamente dalle truppe dell’imperatore Adriano che, con un successivo decreto
, proibì loro di risiedere in Palestina.
Nella nuova sollevazione armata gli ebrei persero un qualcosa come circa 500mila uomini, il
chè – unitamente ai molti sterminati da Tito poco più di mezzo secolo prima – costrinse
nuovamente la classe dirigente rabbinica a rivedere le loro interpretazioni della Legge e le
proibizioni ed i precetti del Talmud soprattutto in materia di conversioni e di proselitismo.
Astutamente, com’era avvenuto ad contraris’, ai tempi della cattività babilonese, i rabbini si
misero febbrilmente al lavoro per rivedere certi codici dichiaratamente esclusivisti tornando ad
accettare, in determinati casi (3°), le conversioni di massa alla Legge di Mosè.
Questa ambiguità di fondo, questo continuo correggere e rivedere la Legge alla luce delle
circostanze contingenti appariranno come una costante nella storia d’Israele.
Facilmente influenzabili e guidabili dalla casta religiosa gli ebrei, da sempre, si muoveranno con una furbizia ed una astuzia fuori dal comune, aderendo in maniera scostante e talvolta
contraddittoria alla propria religione, adattandone spesso ritualità, costumi e usi a altre forme di religiosità di altri popoli o assimilando all’ebraismo persino idee-base fondamentali per lo
sviluppo, se non per l’esistenza stessa d’Israele. è il caso dei notevoli influssi che ebbe la religione mazdea, praticata nell’antica Persia, sulle comunità ebraiche, le quali non disdegnarono di assimilarne riti magici e superstizioni ma anche dogmi portanti di vitale importanza quali ad esempio il principio del dualismo escatologico, dell’esistenza del Bene e del Male, di un Dio positivo (Ahura Mazda) e di un suo rivale negativo (Angrja Mainyu) fino a quel momento assolutamente estranei alla visione escatologica del popolo eletto.
Le nuove disposizioni in materia di conversioni alla fede mosaica furono comunque piuttosto
ininfluenti, sia perché nel frattempo un’altra religione monoteista (quella cristiana) muoveva i
primi passi sia perché furono assai poche le nazioni – soprattutto all’interno dell’Impero di
Roma – che riponevano fiducia negli ebrei.
L’unico caso, realmente più unico che raro, di conversione di massa fu quello del popolo dei
khazari del quale torneremo a parlare successivamente.
Comunque possiamo affermare che anche la conversione dei khazari avvenne per motivi
strettamente collegati alla debolezza di Israele in quel determinato periodo storico: i neo-
convertiti abili guerrieri sarebbero risultati utilissimi alla strategia del Sionismo.
Nel frattempo, dispersi per ogni dove, gli ebrei cercarono di dare soluzione alle loro disgrazie,
trasferendo la sede del Gran Sinedrio dapprima a Bisanzio, sotto l’ala più tollerante della
cristianità orientale, quindi a Cordoba in Spagna quando questa cadde in mano alle armate
islamiche.
L’avvento dell’Islam nella seconda metà del VI° secolo d.C. rappresento’per l’ebraismo
internazionale una nuova sconfitta, poiché dalle aride e desertiche terre dell’Hejaz arabico un’
altro popolo, dopo i cristiani, pretendeva di parlare e soprattutto combattere in nome del Dio
Unico, rinnovando l’antico patto stretto da Dio con la nazione araba per il tramite del Profeta
Muhammad.
Una simile pretesa non soltanto offendeva profondamente lo spirito ebraico ma risulto’una
velenosa spina nel fianco e determino’in breve tempo un’ennesima debacle sul piano politico-
militare e su quello teologico-spirituale.
Autorevoli storici ebrei hanno sostenuto l’idea di un’anti-ebraismo insito nella tradizione e nella storia dell’Islam, fra questi Leon Poliakov autore di una poderosa Storia dell’Antisemitismo’ pubblicata in Italia dalla casa editrice La Nuova Italia’, inserendo la dicotomia amico-nemico pre-esistente tra ebraismo e cristianesimo sul piano dei rapporti tra ebraismo e Islam.
In realtà se per il cristianesimo tradizionale il popolo ebraico in quanto tale viene accusato di
deicidio’per l’assassinio di Gesù-Figlio della ss. Trinità, per l’Islam il discorso potrebbe
meritare un distinguo relativamente al dato storico che furono gli ebrei di Mecca e Medina che,
assieme ai politeisti, si distinsero per tutta una serie di atti riprovevoli e di iniziative
dichiaratamente avverse nei confronti dell’Islam, del Suo Profeta Muhammad e della comunità
islamica in embrione.
In una fase iniziale della sua carriera come governatore di Medina, il Profeta entrò in conflitto
con le tribù ebraiche – scrive lo studioso orientalista Bernard Lewis – Tutte e tre furono
sopraffatte e, secondo la tradizione mussulmana, a due fu concessa la scelta fra conversione o esilio, e alla terza i Banù Qurayza, fra la conversione e la morte. L’amarezza causata
dall’opposizione delle tribù ebraiche a Maometto si riflette nei riferimenti agli ebrei, per lo più
negativi, contenuti nel Corano, nella biografia e nelle tradizioni relative al Profeta’(4°).
Certamente durante la loro avanzata verso l’Europa gli arabi mussulmani avrebbero trovato una tenace resistenza, anche militare, da parte delle tribù berbere del Nord Africa convertitesi al Giudaismo.
Quando l’Islam conquistatore – scrive il Poliakov – cominciò a dilagare in queste zone, il
litorale cristiano fu rapidamente sommerso, mentre le tribù berbere giudaizzate opposero agli
arabi una lunga e tenace resistenza. La loro principale roccaforte fu il massiccio dell’Aures,
propizio in ogni epoca ai ribelli. Erano comandate da una donna, regina e profetessa, di nome
Kahena. Secondo lo storico Ibn Adhari, il Gen. arabo Hassan, dopo aver distrutto Cartagine,
chiese quale fosse il capo più potente in Africa: è una donna di nome El Kahena – gli viene
risposto – che vive sull’Aures, tutti i re d’Ifrikya la temono, e tutti i Berberi le obbediscono. Una
volta uccisa lei potrai sottomettere tuto il Maghreb e non troverai più né rivalità né resistenza.’
(5°)
Gli ebrei come sottolinea nitidamente il Corano, Libro Increato perché parola Divina Rivelata,
diverranno pertanto i principali avversari, i nemici escatologici dei mussulmani, coloro per i
quali l’Altissimo ha promesso il fuoco della Gehenna nel Giorno del Giudizio Finale.
Ritorneremo senza dubbio in maniera compiuta sulle relazioni islamo-ebraiche nei prossimi
capitoli, al momento crediamo utile soffermarsi in maniera più completa sulla dottrina e la
visione del mondo della Kabala, l’autentico esoterismo ebraico, un esoterismo – come si vedrà
– di segno’contrario.
Note al Capitolo 5° -
1° – Eugenio Saracini – Breve Storia degli Ebrei e dell’Antisemitismo’– edizioni Mondadorì,
Milano 1992
2° – Barnet Litvinoff – Il Roveto Ardente – Storia dell’Antisemitismo’, edizioni Mondadorì –
Milano1988
3- Sulla conversione in massa dei Khazari, l’unico esempio rintracciabile negli ultimi duemila
anni di adesione di massa alla religione mosaica, esiste l’ottimo volume di Arthur Koestler The
Thirteenth Tribè edizioni Omni Publications’. Pamdale (CA) Stati Uniti 1976
4°- Bernard Lewis – Gli Ebrei nel Mondo Islamico’edizioni Sansonì – Firenze 1991
5°- Leon Poliakov – Storia dell’Antisemitismo’Da Maometto ai Marranì Volume II° -
Edizioni La Nuova Italia’, Firenze 1991
GOVERNO MONDIALE EBRAICO
LIBERTAD - JUSTICIA - DIGNIDAD
PATRIA - SOCIALISMO - REVOLUCIÓN
http://adversariometapolitico.wordpress.com/


CAPITOLO 6°
I SEGRETI DELLA KABALA EBRAICA
Abbiamo visto come ad un dato momento storico il popolo ebraico andasse incontro ad una
definitiva scomparsa o assimilazione e come i suo sacerdoti avessero attuato un autentico
ribaltamento della Legge mosaica interpretandone i precetti e codificandoli nei Talmud e
successivamente nella dottrina esoterica della Kabala.
Le principali opere di dottrina kabalistica verranno realizzate e composte essenzialmente tra l’
XI° e il XII° secolo nella Spagna moresca e ad esse ci dobbiamo riferire per trarne informazioni
utili per comprenderne essenza e una conoscenza maggiore.
Il rabbino e studioso di Kabala Salomon ben Gabirol fu l’autore di due trattati importanti
fondamentali il Keter Malkut’e il Mekor Hayim’. Un secolo più tardi apparve nella Provenza
cristiana un altro trattato, il Sefer ha Bahir’di autore sconosciuto.
Nel XVIII° secolo il rabbino Moises Ben Sem Tob de Leon compose forse il più noto fra tutto i
trattati kabalistici il Sefer ha Zohar’, propriamente conosciuto con il semplice nome di Zohar’
il quale raccoglierebbe al suo interno i segreti più riposti della dottrina kabalistica, in ebraico
simboleggiati dalla figura del Merkaba’o Carro celestè.
Notiamo a titolo puramente di cronaca che l’identico nome è stato donato dall’esercito
israeliano moderno al proprio carro armato d’elitè, il Merkaba appunto, con il quale i sionisti
occuparono e presero d’assedio per quasi tre mesi la città e capitale libanese di Beirut.
Abraham Abulaffia, che fu maestro del noto occultista di Valencia, Arnaldo De Vilanova,
compose da parte sua il Sefer ha Hot’.
Ricordiamo inoltre l’altro celebre kabalista, Isaac Loria, che nel XVI° secolo emigro’in
Palestina per costituire una scuola di dottrina kabalistica nota come scuola di Safed’.
La dottrina della kabala è un’insieme complicato e contradditorio di nozioni relative al Segreto
della Genesi dell’umanità, al Suo Creatore, allo sviluppo della Vita.
In effetti ad una prima visione dello spirito kabalistico si noteranno profonde e distinte influenze di origini panteistiche, magiche e persino politeiste.
Nella lettura della Kabala il Dio Assoluto, il Creatore della Vita, viene identificato con il
termine ebraico di En-Sofh’.
Soprattutto nello Zohar’questo concetto, piuttosto difficile e astratto, di un’entità superiore
viene racchiuso nel termine ebraico del Temir micol Temerim’(trad. L’Occulto degli
Occultì) mentre altre volte lo si può identificare come Ilat ha-Ilot’ossia La Causa della
Causè.
Il termine En Sofh’rappresenterebbe pertanto l’infinito, che letteralmente in ebraico si traduce
come un’entità senza limite, o meglio una non entità.
L’Infinito del quale si stà parlando può qui essere associato al Vuoto Primordiale, al Caos
primigenio, al Nulla dell’Inizio.
Ma crediamo che niente di quanto finora abbiano scritto per descrivere meglio e dare un senso
alla parola ebraica En Sofh’racchiude esattamente ciò che essa significa.
En Sofh’è il Nulla.
Abbiamo avuto occasione nel nostro precedente volume L’Islam e l’Occidentalizzazione del
Mondo’di soffermarci meglio sul concetto di Stato pre-cosmico e di Nascita della Vita,
cercando nella Tradizione una risposta relativa alla nascita dello stato delle cose.
In effetti l’ebraismo ha forse racchiuso dentro di sè nella lettura kabalistica precedenti strutture dottrinarie relative alla nascita dell’Universo, intendendo questo fatto pero’come una casualità inesplicabile del quale responsabile verrebbe ad essere appunto En Sofh’, il Niente Primigenio.
Il rabbino Asriel di Girona cerco’di segnalare questo stato di vuoto assoluto, ricercando nella
parola ebraica Anì letteralmente Io’la sua contraria Ayin’che significa Nientè il senso
comune e la natura dell’annullamento del tutto nel Niente, dell’Io, Essenza, nel Niente.
è quì importante segnalare come l’entità denominata En Sofh’stà, per i kabalisti, al di sopra
del Dio ebraico Yahvè’, poiché se quest’ultimo risulta essere il Dio Storico della Tradizione
Ebraica, il primo indicherebbe in realtà il Suo Superiore sconosciuto, occulto.
Non è chiaro per esempio se con l’espressione Anziano tra gli Deì, che si può incontrare nel
7° capitolo del Libro di Daniele, si alludesse a En Sofh’oppure a Yahvè’certamente ciò
conferma una notevole confusione e una dicotomia nel rapporto di subordinazione del secondo rispetto al primo.
Il simbolismo di En Sofh’è nella kabala la circonferenza.
Ora la circonferenza nella Tradizione rappresenta uno dei simbolismi più spesso utilizzati in
distinte occasioni per racchiudere in uno spazio un Insieme, per visualizzare un Tutto Infinito.
Lo stesso Renè Guenon, noto in Occidente per aver ricercato e sviluppato massimamente i suoi studi sulla dottrina dell’Unità delle Tradizioni, ne cita spesso l’utilizzo da parte di distinte
realtà tradizionali e i significati più profondi.
Nella lingua araba solo per fare un esempio la circonferenza designa anche il numero zero, in
arabo kafar’, che verrà riutilizzato dagli europei (a contatto proprio con i mussulmani) per
designare invece le cifre, così questa si trasformo’nell’italiana cifra’, nella francese chiffrè’
, nella tedesca ziffer’e nell’inglese cifrè.
Ma ritornando all’essenza di En Sofh’và ricordato come questa sia essenzialmente un’Infinito
inconoscibile all’occhio e alla percezione umana.
Non viene descritto da alcun attributo, né può venir raffigurato, di questa entità non è permesso parlare, pero’un dato momento dalle tenebre primordiale questo Infinito si manifesto’attraverso quelle che, nella tradizione kabalistica, sono le dieci sephirot’.
Le dieci sephirot’appaiono nel Libro della Creazione come i dieci numeri primigeniti, i quali –
assieme ad En Sofh’– andarono a formare un sistema numerico a base 11.
Tale libro conferisce inoltre un ruolo fondamentale anche alle 22 lettere dell’alfabeto ebraico.
Il noto studioso ebreo di Talmud, Gershom Scholem, fra i più importanti rappresentanti dei
circoli universitari di teologia di Gerusalemme afferma, in merito agli 11 numeri e alle 22 lettere
che questi rappresentano l’insieme delle forze occulte la cui convergenza ha prodotto le diverse combinazioni che si possono osservare nel miracolo della creazione: esse rappresentano i 32 sentieri della Sapienza con i quali Dio ha creato ciò che esistè.
D’altra parte è quì utile rilevare come 11 numeri e 22 lettere diano per risultato 33 che sono i
gradi istituiti dalla Massoneria moderna all’inizio del XIX° secolo dalla Loggia riservata agli
ebrei di Charleston e diretta dal banchiere sionista Esteban Morin.
E’ così che, appropriandosi di numerologia e simbologia ebraiche, la Libera Muratoria compie
da due secoli i propri rituali e le proprie cerimonie.
Il grado 33° della gerarchia massonica moderna corrisponde quindi, né più né meno, ad En
Sofh’, supremo Gran Maestro.
Circa i contenuti dei libri cabalistici possiamo dire che non ci discostiamo molto dalla dottrina
gnostica. Il Pleroma, il Dio-Tutto valentiniano, è chiamato nello Zohar’l'In sé (En Sof=non
limitato), l’Essere Immutabile, eternom,ineffabile,infinito che racchiude in sé ogni cosa.’(1°)
I dieci sephirot del Libro della Creazionè non sono esattamente identici a quelli che sono
descritti nello Zohar’o Libro dello Splendorè.
I primi secondo Adolf Frank, professore ebreo di teologia, non si possono applicare che all’
universo creato, lasciando al di fuori del suo ambito la Causa o Essenza Immutabile dell’
universo stesso, mentre i secondi servono da intermediari fra l’Essere Infinito e la creazione,
questi ultimi ci mostrano il principio assoluto delle cose molto prima che il mondo venisse
creato, arrivando a costituire per gradi l’’Essenza Divina, dandosi tutti quelli attributi ad essa
mancanti, convertendosi così nel mezzo più appropriato per la realizzazione di ciò che più
tardi creerà assumendo così le caratteristiche della stessa eternità, prima di espandersi verso l’esterno fino ad arrivare a riempire con il suo splendore lo spazio ed il tempo.’
En Sofh’prima di manifestarsi genero’un punto quasi impercettibile, corrispondente secondo
gli studiosi di kabala alla lettera ebraica Yod’.
Da questo primo punto sorgerà il primo sephirah, voce ebraica singolare di sephirot, il quale è
denominato all’interno dell’albero delle sephirot come Keter’in ebraico Corona’.
La lettera ebraica Yod’è d’altra parte l’iniziale del nome biblico di Yahvèh o Jehova, il nome
con il quale Dio apparve a Mosè sul monte Sinai.
In effetti il nome Yahvèh’è la contrazione di Eyeheh Ascher Eyeheh’che in lingua ebraica
significa Io sono quello che sono’.
In un certo modo il mosaismo indica la Divinità più come un essenza indipendente il cui solo
esistere ne rappresenta la Massima Espressione in quanto Yahvè è comunque inimmaginabile e inconoscibile.
Identificandolo con Keter’la dottrina kabalistica pone il Dio Yahvè al di sotto di En Sofh’e
presenta l’intera storia della creazione come una forma di emanazione propria del panteismo e di forme di culto magico-naturalistiche.
Lo Zohar’distingue quattro fasi distinte della creazione parallelamente a quattro mondi.
Il primo fra questi mondi è ciò che viene comunemente riconosciuto dal kabalismo come Olam
Azilut’o Mondo dell’Emanazione Primigenia’costituito dall’albero delle dieci sephirot che in
sequenza risultano essere:
1) Keter la Corona; 2) Hohma spesso trascritto in ebraico come Chocmach ossia la Sapienza;
3) Binah l’Intelligenza; 4) Hesed o Gedulah’ossia la Grazia o Misericordia; 5) Din o
Geburah ossia la Giustizia; 6) Tiferet la Bellezza; 7) Netsah la Forza o la Vittoria; 8) Hod
il Regno; 9) Yesod il Fondamento o Base e infine 10) Malkut la Realizzazione.
Il percorso completo delle sephirot è essenzialmente racchiuso nell’espressione ebraica Keter
Malkut’usata da Salomon ben Gabirol per definire appunto la Corona Realè.
Nei tre sephirot superiori, che si differenziano chiaramente dagli altri cinque in ordine alla loro
importanza e significato, si è soliti assegnare un carattere a-sessuale a Keter’, uno maschile a
Hohma’ed uno femminile a Binah’.
Questi ultimi due sephirot sono anche riconosciuti dal kabalismo come il Padre e la Madre i quali andranno a concepire un figlio il quale non figura nell’albero sephirotico poiché esso andrebbe a rappresentare la Conoscenza, la Sapienza e viene designato con il nome ebraico di Deyat’.
I tre sephirot superiori insieme formano, a loro volta, la testa dell’Asam Kadmon (l’Adamo
Celeste), l’uomo primordiale per eccellenza, la trasfigurazione divina dell’umanità, il quale
rappresenta la perfezione assoluta del Creato che ritroveremo espressa anche nell’Islam
attraverso l’Adamo Ruhani.
Gli altri sephirot sono invece quelli che si ripartiscono tra il petto, le braccia, la metà inferiore
del corpo, le gambe e la base che sostiene i suoi piedi.
Al di sotto dell’Olam Azilut si trova invece l’Olam Beriah, in ebraico il mondo della creazione
dove si trova l’Angelo Metatrono.
Questa creatura è ritenuta, dall’ebraismo, inferiore all’Adam Kadmon, perché non
discenderebbe direttamente da En Soph’.
Il nome greco di Metatrono probabile vestigia della filosofia alessandrina di Filon indica
chiaramente che esso si situa esattamente al di sotto del Trono Divino e, tra le sue funzioni, ha quella di governare il mondo visibile e quindi di mantenere l’ordine cosmico.
Nella kabala ebraica talvolta si dice che Metatrono sia l’abbigliamento di Dio chiamato in
ebraico Saday’che significa Misericordioso’anziché Yahvè.
Qualcuno ha voluto sottolineare una analogia con i 99 nomi di Allah che formano nell’Islam la
serie di attributi che i mussulmani riconoscono al loro Signore il primo fra i quali è proprio al
Rahman’(il Misericordioso).
Al livello inferiore, al terzo della scala kabalistica, si trova invece l’Olam Yetsirah in ebraico il
Mondo della Creazione Formativa nel quale si situerebbero gli Angeli.
Questi ultimi, così come per la teologia cristiana – che dall’ebraismo ha sicuramente attinto
gran parte delle sue interpretazione essendone comunque una derivazione – sarebbero suddivisi in dieci cori, e rappresenterebbero delle emanazioni dell’Angelo Metatrono.
La teologia cristiana ammetterebbe solamente nove cori angelici, tutti creati da Dio Onnipotente : i serafini, i cherubini, i troni, le dominazioni, i principati, la potesta’, la virtù, l’arcangeli e gli angeli propriamente detti.
Nel quarto livello infine si situa l’Olam Asiah il mondo della Fabbricazione nel quale vivono
uomini, animali e vegetali.
A contrastare i piani divini vi sarebbero pero’i demoni, o angeli caduti, i quali operando nell’Olam Asiah si opporrebbero per traviare gli uomini e offuscare la Luce Divina che, per questo motivo, si manifesterebbe solamente in maniera parziale.
I demoni della kabala ebraica si suddividono a loro volta in dieci cori capitanati da Belzebù
formanti un’unità chiamata Khulipah’; i loro nomi sono: Nebo, Belial, Asmodeo, Satan,
Merinim, Abaddon, Astarot, Mammon e Behemot acerrimi avversari di Dio e oppositori ai Suoi
Angeli.
Gli angeli, per contro, avrebbero una identica situazione di gerarchia interna e fra loro
assumerebbero un rilievo soprattutto Raziel, Uriel, Nuriel, Rachmiel, Zadchiel, Nogah,
Meodin, Tahariel, Padael, Yosem Ha-schammaim.
Per il kabalismo ebraico i nomi dei demoni non sono sempre gli stessi, per esempio Nebo, che
era in origine una divinità caldea, avuto come figlio Marduk (nel cui tempio si officiavano
oracoli) è stato spesso designato anche con il termine greco di Piton, nome che allude alla sua
funzione spirituale.
Non da meno per gli ebrei assumono tratti demoniaci e sono inclusi negli elenchi della kabala i
nomi di alcune divinità appartenenti ai loro avversari palestinesi.
Così il Dio degli ammoniti, Moloch, viene incluso fra i demoni e annoverato tra i più maligni
degli avversari di Dio.
Un volume di origine antichissima intitolato La Clavicola di Salomonè – di chiara impronta
kabalistica – che si suppone fosse stato dettato e rivelato dal mitico re Salomone a suo figlio
Roboam, menziona una lista di dieci demoni primari che identifica come: Lucifero, Belzebù,
Astarot, Lucifugo, Satanakia, Agliaref, Fleuretty, Sargatanas, Nebirus e Masbakes.
A dare un notevole valore al testo in questione, malgrado le riserve espresse da altri
rappresentanti dell’ebraismo contemporaneo, sarebbero le dichiarazioni e l’assoluta sicurezza
con le quali il noto kabalista Eliphas Levi (2°) lo utilizza anche per i suoi scopi di provare una
antichissima filiazione della Massoneria speculativa moderna alla quale lo stesso Levi era
affiliato.
Il volume in questione ci dimostra la chiara natura panteistica di una determinata corrente del
kabalismo europeo, soprattutto l’utilizzo di tecniche particolari di iniziazione e di preparazione
esoterica inerenti l’invocazione di determinati demoni per fini non propriamente ortodossi e
regolari.
Il trinomio kabalismo-esoterismo-magia accompagnerà del resto l’esperienza del talmudismo in Europa per tutto il medioevo (3°), così come verrebbe confermato dalla leggendaria storia del Golem di Praga, una creatura invocata durante un rito kabalistico dai rabbini del Ghetto della città boema e resa celebre dall’omonimo testo romanzato di Gustav Meyrink.
Il romanzo Il Golem’di uno degli autori ebrei più vicini all’occultismo, il cui valore e
legittimità viene riconosciuto dallo stesso Julius Evola, potrebbe anche essere interpretato come un messaggio trasversale all’ebraismo kabalistico europeo del XX° secolo, una sorta di avviso lanciato dal Meyrink ai suoi correligionari a non proseguire in simili esperienze al limitè.
Il Golem è un essere creato da un rito iniziatico e magico condotto a Praga dal rabbino Low il
quale riuscì a donargli la vita scrivendogli sulla fronte la parola ebraica emet’che significa
Verità’.
Ritorneremo più diffusamente su questo interessante documento di iniziazione kabalistica.
A livello popolare inoltre non si dovrà tralasciare l’importanza che ebbe un’altro noto libello di
origine ebraica, conosciuto come I Segreti dell’Inferno’, il quale ci dimostra chiaramente l’
utilizzo rituale di dette tecniche di invocazione di presenze sub-liminali, sotto la soglia della
coscienza, di entità dell’aria’, indecifrabili e perciò di natura infera.
Ovviamente non è possibile conoscere tutti i segreti della pratica iniziatica kabalistica, non
esistendo un testo scritto che ne racchiuda i riti e le formule, solamente questi libelli che, per
ovvi motivi, sono stati misconosciuti dalle comunità ebraiche.
Anche se di segno inverso l’esoterismo ebraico contenuto in determinate pratiche kabalistiche e in determinati trattati talmudici rimane comunque un esoterismo, quindi una scuola di iniziazione occulta e riservata a pochi eletti.
L’ambiguità morale della kabala potrà comunque essere descrittà mediante l’utilizzazione della
figura simbolica del serpente.
Nel Sepher Bereschit’o Il Libro della Genesi di Mosè’, il Serpente appare come la
personificazione di Satana il quale tenta Eva aggrovigliandosi sinuosamente lungo il tronco dell’albero proibito’.
Questo sentimento di malvagia furbizia, questo ruolo di tentatore infido e seducente verrà
successivamente trasmesso anche al cristianesimo e all’Islam.
è singolare pero’notare come invece nell’antichità erano parecchi i popoli che riconoscevano
al serpente degli attributi positivi, arrivando a definirlo come la personificazione dell’
Intelligenza, sia positiva che negativa, e sotto alcuni aspetti la Kabala ne indica la stessa
valenza.
E’ per questi motivi che possiamo ammettere che il serpente della kabala ebraica è derivato
molto probabilmente da un antico culto zoolatrico.
Né possiamo dimenticare che Mosè nel deserto costruì un serpente di bronzo che colloco’al di
sopra di una croce dalle miracolose virtù.
Tale atto iniziatico servirà a proteggere il popolo d’Israele dai morsi degli animali selvatici
durante i quarant’anni di peregrinazioni nel deserto del Sinai.
Questo serpente di bronzo incominciò, con l’andare del tempo, a diventare oggetto di culto e
di idolatria, venne posto al’interno del Tempio di Gerusalemme e venerato come un Dio.
In onore del serpente di bronzo venivano commemorate delle cerimonie iniziatiche, si bruciava
incenso in suo onore, si celebravano i miracoli che la sola presenza di questo procurava a
Israele.
Tale situazione duro’fino all’VIII° secolo a.C. quando il re Ezechia lo fece distruggere.
Attualmente il serpente di bronzo corrisponde al 25° grado dell’ebraico Rito Scozzese della
Massoneria speculativa.
Ricordiamo infine che esiste un altro serpente per la dottrina kabalistica, ancor più importante
e simbolicamente efficace di quello costruito da Mosè.
E’ l’uroboro, o il serpente che ruotando attorno a sè stesso in orario circonda il mondo intero
della sua presenza fino a formare un circolo e a mordersi la coda.
Questo Uroboro ha una particolare e evidente connotazione di sovranità, esso infatti simboleggia il potere del popolo eletto, di Israele, a livello planetario; ricorda agli ebrei la promessa di yahvè di dominio assoluto sulle altre nazioni.
Lo Zohar’, il Libro dello Splendore, afferma che quando i tempi saranno conclusi Israele
otterrà la sovranità sull’intero universo’.
L’Uroboro, il serpente che si morde la coda, ha nell’esoterismo diverse chiavi interpretative
così come scrive Ephiphanius a pag. 258 del suo Massoneria e Sette Segrete, La Faccia
Occulta della Storia’, laddove lo indica come immagine della coincidenza dei contrari, dottrina
della doppia verità che assurdamente sostiene la possibilità di conciliare l’inconciliabile in una
sintesi improponibile: Dio-Satana-bene-male-vero-falso ecc..’cui l’Alta Massoneria attribuisce
valore di Legge Eterna, che tende sempre a conciliare gli opposti e a produrre l’armonia
finale.’
Il disegno egemonico del Sionismo appare anche in diversi passi del Vecchio Testamento,
soprattutto in forma di profezia escatologica,anche se non sono pochi i commenti che
attribuiscono a questi passaggi una connotazione assolutamente priva di valore, trattandosi – si dice – di manipolazioni e falsi adeguatamente studiati dall’elitè rabbinica e perciò apocrifi.
Il trattato talmudico Chaniga’del resto è molto chiaro in merito alla strategia di dominio
planetario dei sionisti: L’Altissimo parlo’agli israeliti così: voi mi avete riconosciuto come
unico dominatore del mondo, è per questo che io faro’di voi i soli dominatori del mondo.’.
Il rabbino Abravanel, espulso nel XV° secolo dai re cattolici della reconquista spagnola, era
solito dire ai propri discepoli che: Quando verrà il Messia, figlio di Davide, sterminerà tutti i
nemici. Pero’tale venuta sarà preceduta da un conflitto globale che vedrà perire i 2/3 dell’
umanità. Agli ebrei saranno sufficienti 7 anni per distruggere le armate nemiche.’
Il messianismo sionista arriverà a sviluppare forme di assolutismo razzista che non si limiteranno alla sola avversione verso i non ebrei, disprezzati tutti come Goym o Gentili, ma svilupperanno movimenti di natura speculativa e sovversiva che si faranno portatori di una dottrina contro-iniziatica e per loro natura ribelle.
Non bisogna dimenticare che come l’ideologia sionista sarà una costante nella storia del popolo ebraico allo stesso modo il razzismo ad esso inerente rientrerà a pieno titolo fra le pratiche kabalistiche di derivazione panteistica.
Secondo i maggiori commentatori ebraici della kabala il primo uomo, Adamo, la cui
denominazione proviene dall’ebraico Adamah’che significa Terra Rossa, è un essere
logicamente terreno pero’– come abbiamo avuto modo di osservare in precedenza – esso è stato creato a immagine e somiglianza all’Adam Kadmon di divina emanazione.
Per riprodursi necessito’di una fase di sdoppiamento dalla quale venne originata Eva, nome
quest’ultimo che nella lingua ebraica assume un doppio significato: Hava’vuol dire difatti
Vita’e Haya’che invece significa Serpentè (incontriamo ancora una volta questo rettile).
Alla luce della dottrina kabalistica attraverso una serie successiva di degenerazioni sono nate e si sono sviluppate le altre razze umane.
Tutti gli uomini – secondo il kabalismo – consterebbero allora di quattro elementi costitutivi: il
Guf’o corpo fisico, il Nefesch’o corpo sottile, il Ruah’o anima e il Neschamah’o spirito
puro.
Per i rabbini della kabala lo spirito puro è propriamente di natura divina, anche se si
manifesterebbe in maniera limpida soltanto nella stirpe di Jacob, cioè nel popolo eletto d’Israele , il quale ne sarebbe portatore e in una forma alquanto particolare centro catartico’.
Apparterebbero al popolo d’Israele appunto dei requisiti sovrumani che ne farebbero il Deus
et Machina della storia universale, come ha rilevato qualcuno Israele diviene l’orologio del
mondo in quanto ad eventi escatologici e all’approssimarsi dell’Ultima Ora.
Per effetto delle degenerazioni delle quali si è detto in precedenza nelle altre razze umane questo spirito puro sarebbe completamente oscurato, alcuni ebrei arrivano ad affermare che neanche esisterebbe.
Il testo Kabbalah ad Pentateucum’dice chiaramente: L’ebreo è il Dio vivente, il Dio
incarnato. Egli è l’uomo celestiale, l’Adam Kadmon. Gli altri sono terrestri di razze inferiori
create soltanto per servire l’ebreo. Sono animali inutili e dannosi.’
Questo razzismo biologico che paragona le razze umane e le nazioni diverse da Israele allo stato di sotto-uomini o animali. non è solamente una manifestazione dottrinale che possiamo rilevare in quei movimenti deviati di cui sopra, ma appare come la costante storica e l’essenza stessa dell’ebraismo.
Questa idea che venne inizialmente espressa in modo palese dal Talmud, priva di un qualunque supporto filosofico, si ritrova in modo ancor più esplicito nel trattato Babà Mezià’dove si può trovare scritto che: Voi israeliti siete chiamati uomini, mentre le altre nazioni del mondo non meritano l’appellativo di uomini ma quello di bestie.’
Lo stesso Zohar’, considerato il più rilevante trattato kabalistico non è da meno nei giudizi sui
non ebrei, in questo libro dello Splendorè si può trovare questi versi: I popoli gentili
costituiscono il prepuzio del genere umano che è doveroso circoncidere…Così come il letamaio
è l’insieme di escrementi e carogne d’animali, sul quale si gettano cani e asini morti allo stesso
modo i cimiteri dove sono sotterrati i discendenti di Esau’e Ismaele (ossia cristiani e
mussulmani) sono recipienti per cani morti.’
Né è possibile ritenere queste dichiarazioni retaggio di un passato lontano se, ancora ai giorni
nostri, i Protocolli dei Savi Anziani di Sion’recitano testualmente. La nostra forza, nelle
attuali traballanti condizioni dell’autorità civile, sarà maggiore di qualsiasi altra, perché sarà
invisibile, sino al momento che saremo diventati tanto forti da non temere più nessun attacco per quanto astutamente preparato.’Ed ancora Il nostro motto dev’essere. Qualunque mezzo di forza ed ipocrisia!’’. In politica vince soltanto la forza pura, specialmente se essa si nasconde nell’ingegno indispensabile per un uomo di stato.’(4°).
Uno scrittore ebreo contemporaneo, Elia Wiesel, ha del resto sintetizzato duemila anni di
terrorismo sionista in una frase, estratta dal Talmud, che pone quale epigrafe nel suo libro Il
Giuramento di Kolvillag’: Se i popoli e le nazioni avessero saputo quanto male si facevano
distruggendo il Tempio di Gerusalemme, avrebbero pianto più dei figli d’Israele.
Teologicamente il razzismo biologico del kabalismo sionista oltre a basarsi su falsificazioni
volontarie delle sacre scritture accentua notevolmente la condanna dei Goym’arrivando a
contraddire sè stesso, spesso non senza una irrazionale e parossistica contraffazione della
verità.
Così può accadere, per esempio, che oltre a particolari errori nell’albero genealogico dei
profeti sacri ad Israele si può trovare affermazioni di condanna totale verso tutti i discendenti di Esaù, dimenticando che molti ebrei di origine sefardita appartengono anch’essi alla stirpe
idumea.
La confusione regna sovrana quando per esempio sono considerati idumei i seguaci del Cristo e ismaeliti i seguaci di Mohammad o quando viene trascritta aprioristicamente la storia sacra d’
Israele, come nel caso del sacrificio che Abramo è chiamato a compiere – in nome e a gloria di
Yahvè – uccidendo il suo primogenito Isacco, quando in realtà il primogenito era Ismaele, il
padrè del popolo arabo che il Patriarca ebbe dalla schiava Ahjiar poi ripudiata nel deserto e
salvata dall’Altissimo.
Tutte queste contraddizioni e questi errori sono il risultato di una serie di volontarie falsificazioni , di interpretazioni errate e di una volontà deliberata della gerarchia rabbinica di far ricadere determinate colpe sui non ebrei.
Non è un caso se nella bibbia si trovano due aggettivi che indicano i non ebrei, entrambi
utilizzati a seconda del contesto e del versetto.
Così le parole Ger’che significa straniero si mescola con la parola Goym’che significa
gentile.
Questo significa, in linea teorica, che un Ger’, uno straniero, potrebbe anche praticare la
religione mosaica, mentre un Goym rimane confinato al di fuori dell’ebraismo e etichettato alla
stregua dei politeisti e dei pagani idolatri.
Importante è considerare che questo utilizzo discriminatorio si applico’diffusamente dapprima
solamente nei confronti dei popoli pagani con i quali gli ebrei vennero in contatto dopo l’arrivo
nella Terra Promessa’(confermando quindi che la Palestina era abitata da altre nazioni) e poi,
successivamente con l’avvento del cristianesimo, venne esteso ai nazareni o cristiani e infine a
islamici e alle altre confessioni religiose presenti sulla terra ma diverse dall’ebraismo.
Ha Johannes Pohl nel suo Il Talmud’: Le dottrine talmudiche anticristiane e immorali sono
accertate. è un dato di fatto storico anche che gli ebrei nel corso dei secoli fino ai nostri giorni
hanno perpetrato in massa le infamie riferite dal Talmud. Ma l’ebreo che vive oggigiorno è
ancora realmente legato al Talmud? è una questione di grande importanza. Infatti non è la stessa cosa se il popolo ebraico se ne va per la sua infame strada seguendo solo l’istinto della sua razza oppure se dietro a tutte queste macchinazioni ebraiche c’è il Talmud, il quale, per la sua autorità religiosa assoluta, costituisce la causa di ogni male.’(5°)
E’ anzi essenziale che si riconosca nell’incidenza del trattato religioso, il principale responsabile dell’essenza diabolica che si cela dietro l’Internazionale Ebraica. Per un ebreo che rispetta il Talmud non possono sussistere dubbi: cristiani o mussulmani, indù o buddisti, americani o cinesi, russi o africani, l’insieme dei popoli non ebrei, dei Goym, dev’essere ammazzato, perché impuro, perché indegno di affiancare la razza eletta d’Israele.
Così il non ebreo, il Goym, diventa forzatamente un idolatra, un pagano, anche se adora un
solo Dio, così come era già accaduto in passato con il popolo ammonita e con quello moabita,
discendenti di Lot, che pure discendevano dalle storiche 12 Tribu’d'Israele.
Per l’ebraismo dunque qualsiasi religione o credo distinto dalla Torah e dall’appartenenza
razziale ad Israele assume connotazioni idolatriche, quindi blasfeme e condannabili
teologicamente a servire il popolo eletto’o a venire da quest’ultimo sterminate. (6°)
Analizzeremo compiutamente cosa dicono in proposito i trattati talmudici e kabalistici sui
rapporti di qualsivoglia tipo con i non ebrei, quali disposizioni sono state consegnate dal
Sinedrio al suo popolo e come quest’ultimo le ha applicate alla lettera, praticando indisturbato
nell’arco di tremila anni un fanatico razzismo fondamentalista ed esclusivista.
************************
Note al Capitolo 6° -
1° – Epiphanius – Massoneria e Sette Segrete. La Faccia Occulta della Storia’edizioni
sconosciute, Trento 1993
2° – Eliphas Levi Zahed (1810-1875), noto occultista del XIX° secolo, si chiamava in realtà
Alphonse Louis Constant, prete apostata che rinnovò completamente il modo di studiare i segreti kabalistici e l’occultismo. Membro della Società Rosa-Croce, fu autore di numerose opere fra le quali la principale La Chiave dei Grandi Misterì (1871) si riproponeva di svelare i misteri della Kabala trattando i principali libri d’ispirazione talmudica: lo Zohar, il Sepher Jezirah, la Claviculas Salomonis. Autentico ispiratore di una folta schiera di occultisti cristiani, il Levi diede le chiavi del suo sapere ad un altro grande esoterista, il martinista Stanilas De Guaita. L’influenza esercitata dal Lev nel sottobosco neo-spiritualista ed occultista dell’intero XIX° secolo è considerevole anche alla luce dei numerosi contatti con ambienti del palladismo, della teosofia, del martinismo e simili.
3° – Ha scritto Giuseppe Panonzi: …dopo sette secoli di vita materiale, (gli ebrei ndr)
sollevarono l’intelletto a più spirabili aere, ebbero accademie e rinomate scuole, a Narbona,a
Beziers, a Montpellier, a Marsiglia, nella diocesi di Maghelona, ed altrove, e si resero famosi i
loro rabbini, fra cui rabbi Salomone Jarchi,… dottissimo nelle lingue antiche e nella filosofia,
riuscì grande nella interpretazione dei libri sacri e del Talmud….Si resero illustri pure i tre
rabbini Kimchi Giuseppe e i suoi figli Mosè e David, che ci lasciarono una grammatica ed un
lessico ebraico…. Fiorì l’autore dello Zohar…fiorirono il filosofo Joseph ben Zadik ed il teologo
Abraham Ibn Daud che compose il suo libro della Fede Sublimè. Superiore a tutti però fu il
rabbino Maimonide AbuAmram Musa ben Abdallah, ovvero Mosè ben Maimon, che nazque a
Codova nel 1135 e morì nel 1204…..Maimonide fu primo medico del sultano Saladino. Cultore
e difensore di Maimonide fu Levi ben Gerson 8Ralbag) autore del Milchamod Adonai lavoro
lodato da Pico della Mirandola, dal Reuchlin e dal Kepler.’
Per ulteriori informazioni si veda di Giuseppe Panonzi L’Ebreo attraverso i secoli e nelle
questioni sociali dell’età moderna’edizioni anastatica Arnaldo Forni, Bologna 1991
dall’originale edita in Treviso nel 1898.
4° – L’INTERNAZIONALE EBRAICA – I Protocolli dei Savi Anziani di Sion’– edizione de
La Vita Italiana – Roma 1938, estratto dal Protocollo numero 1.
5° – Johannes Pohl – Il Talmud’articolo estratto da AA.VV. – Studi sul Talmud’edizioni
All’Insegna del Veltro’, Parma 1992
6° – recita in proposito il maestro rabbino Simon ben Yohaj, in una raccolta di tre suoi detti
(Yer.Kid. 66c, Massek, Soferim XV, 10 Mek Beshllah 27 a Tan.Waera eed. Buber 20): Tob
shebe Goyym harog’(= il Migliore dei Gentili dev’essere ammazzato) citazione estratta dalla
The Jewish Encyclopedia, New York 1901-1906, Vol. V, pag. 617.
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CAPITOLO 7°
DALL’ESCLUSIVISMO RAZZIALE AGLI OMICIDI RITUALI
Se l’essenza della filosofia talmudica appare dunque come esclusivamente anti-tradizionale e l’
esoterismo della kabala quantomeno singolare, alla luce di quanto abbiamo potuto valutare nel precedente capitolo, con le loro sfumature sincretiste e la loro visione panteista sorretta da elementi magico-occultistici, l’attività pratica che dalle prime due si sarebbe sviluppata in seno all’elitè sacerdotale ebraica appare a dir poco abominevole, soprattutto per l’odio atavico con il quale le comunità ebraiche sparse per i quattro venti dalla diaspora avrebbero interpretato detti precetti e dette legislazioni sociali.
Supportate da errate interpretazioni di rabbini e di dotti ebraici, le comunità degli ebrei
incominciarono a utilizzare la loro esperienza nel campo finanziario e commerciale per infiltrare
astutamente sia le società cristiane d’Europa che quelle islamiche d’Asia e Africa e dirigerne le
politiche contrapponendo sovrani e stati in dispute di natura commerciale o attizzando il fuoco
sotto le ceneri degli odii religiosi così come avvenne durante le dispute territoriali nella penisola iberica fra mussulmani e cristiani.
All’interno delle società cristiane soprattutto gli ebrei saranno sempre considerati come un
elemento sostanzialmente estraneo ed ostile, verranno fatti oggetto di limitazioni e di restrizioni dalle ordinanze dei diversi stati e dalle bolle pontificie che miravano soprattutto ad impedirne l’assimilazione e la conseguente possibile attività di infiltrazione e cospirazione.
Gli ebrei saranno in effetti trattati come inaffidabili sudditi dai sovrani cristiani e ipocriti estranei dalla Chiesa cattolica, pronti a cambiare bandiera e a sostenere i nemici islamici alla prima occasione, sostanzialmente un elemento orientalè e levantino in territorio europeo mai
organicamente assimilabile e interno alla totalità organica delle società medievali cristiane.
D’altro canto per le comunità ebraiche le cose non andarono poi molto meglio nell’area di
dominio dell’Islam e dei distinti califfati che si sarebbero succeduti alla guida del mondo
mussulmano.
Gli arabi ritenevano inaffidabili e scaltri abilmente negli affari e nel commercio gli ebrei, pur
rispettandoli come monoteisti, avevano insegnato dal Sacro Corano la loro naturale
predisposizione al tradimento e al voltafaccia, il loro odio atavico inoltre per il Profeta
dell’islam Muhammad ne confermava la doppiezza e la inaffidabilità.
Gli ebrei – scrive lo storico Litvinoff – gia ne avevano fatto la conoscenza, nella fattispecie
quegli ebrei che avevano trattato con disprezzo Maometto venuto dalla Mecca a Medina per
proclamarvi la propria missione….. Non avevano tempo, quegli israeliti, per il nuovo profeta, e
pagarono cara la loro ostilità: tutti gli uomini uccisi, tutte le donne e i bambini deportati come
schiavi. Era il 627, anno quinto dell’Egira. Dura lezione sul prezzo del disprezzo: d’ora in poi gli
ebrei sarebbero stati ben consci di quanto fosse pericoloso sottovalutare gli arabi, anche se la
Cristianità s’ostinava a vedere in loro solo dei barbari.’(1°)
Malgrado ciò nelle terre governate dall’Islam, nel dar al Islam, la condizione delle comunità
ebraiche fu sensibilmente migliore di quanto avvenne in Europa, e tra alti e bassi si può dire
che i mussulmani ne rispettassero il culto e l’auto-organizzazione in comunità autonome.
Per i mussulmani, del resto, ciò risultava naturale, così come per le molte distinte chiese
cristiane d’Oriente sparse dal Marocco all’Iran lungo l’asse mediterraneo e accettate in virtù
della loro fedeltà al Governo del Califfo.
La condizione di ebrei e cristiani si poteva ritenere sostanzialmente tollerabile avendo garantite le loro attività religiose in quasi tutte le zone del vasto impero islamico, entrambi i due gruppi erano rispettati e veniva loro solamente prescritto di non fomentare rivolte né operare per l’evangelizzazione o la conversione dei mussulmani.
Come scrive l’ebreo Litvinoff: Una volta compreso che né ebrei né cristiani si sarebbero arresi
in massa al Corano, i musulmani consentirono loro di vivere come preferivano, ma a patto di
starsene relegati nello stato d’inferiorità decretato per gli infedeli: protetti, ma per questo soggetti al pagamento d’un pesante tributo. Designati come dhimmi, condizione a suo modo privilegiata, agli infedeli non era lecito far del male, popoli assoggettati i cui diritti potevano essere concessi o revocati ad arbitrio del sovrano di turno.’(2°)
Nelle terre rette dalla legislazione islamica inoltre la garanzia del potere centrale di evitare
opposizioni o infiltrazioni era anche data dalla superiorità ritenuta Verità Assoluta del Verbo
Coranico, così come dalla proibizione ai non mussulmani di rivestire cariche di governo o di far
parte dei quadri superiori delle potenti forze armate del Califfo.
E’ quì importante sottolineare come,alla corte dei califfi prima e dei sultani ottomani poi,
saliranno nelle vesti di ascoltati consiglieri molti insigni rappresentanti delle comunità ebraiche e cristiane.
Gli ebrei dunque, sempre sospesi fra tolleranza e virulente vampate di ostilità, sopravviveranno come l’acqua nell’olio senza mescolarsi alle rispettive società, islamiche o cristiane, nelle quali erano costretti a vivere sui due lati del mediterraneo.
Per una singolare ironia del destino – scrive Batault – allorché – prima col cristianesimo e poi
con l’Islam – il dio esclusivo e geloso dei Giudei trionfò assieme ai suoi compagni inseparabili
(l’intolleranza e il fanatismo), questo dio si rivoltò contro il popolo eletto’e ne accrebbe le
miserie. Dato che il popolo eletto non ha mai avuto un’arte, né una scienza, né una vera civiltà
originariamente proprie: che non ha mai costruito un grande impero sulla né sul mare, al pari
degli Assiri o dei Fenici, pur essi popoli semitici; che il suo apporto alla civiltà universale si
limita a una concezione religione la cui originalità più sorprendente, sotto il profilo psicologico,
risiede nell’esclusivismo…’ (3°)
Utilizzando la loro potente arma di coercizione e di imposizione, il Kahal Supremo disporrà la
più ferrea disciplina alle comunità ebraiche, adottando un esclusivismo di massima che – secoli
più tardi – sarebbe servito quale pretesto per richiedere pieni diritti e libertà dimostrandosi così vittime dei poteri teocratici cristiani e islamici intolleranti e fanatici del Medioevo.
L’arma dell’ebraismo in questo contesto di oggettive difficoltà di manovra, sarà sempre quella
del commercio e della influenza economica.
Gli ebrei inizieranno – passati i periodi di crisi e quelli di guerra – a sostenere attraverso il
prestito ad interesse (l’usura proibita a cristiani e islamici) l’uno o l’altro dei contendenti,
fornendo a principi e re, califfi ed emiri, vaste risorse finanziarie necessarie per affrontare
conflitti e crisi cicliche dovute a carestie e indigenza altrimenti insostenibili.
Soprattutto in Europa, all’interno dei differenti regni cristiani, l’ombra dell’usurocrazia di
matrice ebraiche si sarebbe manifestata potentemente, elaborando una fitta tela di traffici e
scambi, di qualsivoglia materia prima così come di armamenti, che avrebbero finito per
determinare l’insostenibile posizione di subordinazione di intere nazioni europee al potere
economico del Gran Sinedrio.
La nascita del sistema creditizio – scrive Bochaca – fu segnata da un incremento del livello di
perversione della struttura commerciale. La commercializzazione di ogni bene aveva richiesto
l’assunzione di un valore astratto per ogni merce. Con il sistema del prestito di denaro da parte del banchiere, anche questo mezzo di intermediazione (merce per eccellenza) diviene entità puramente astratta. Fondamento del credito non è, infatti, il possesso di denaro ma la
presunzione di solvilibilità. Il banchiere in realtà non presta ma avalla, con il suo buon nomè e
con la sua garanzia, l’anticipo di danaro che colui che richiede il prestito intende utilizzare a fini
produttivi,’ (4°)
Si tratta del principio economico che ha portato alla nascita del moderno capitalismo, della fase storica che ha visto il passaggio dall’economia naturale a quella capitalistica. Gli ebrei saranno ovviamente i principali protagonisti in questa fase, già predisposti da una secolare esperienza nel settore, estendendosi i loro tentacoli in maniera organica sulle principali società europee prima e su quelle nord-americane poi.
Come questo sia stato possibile è ovviamente una storia a parte che tenteremo di descrivere in altro contesto, varrà per tutti l’esempio delle prescrizioni talmudiche di seguito riportate per
comprendere l’operato ebraico:
Dio ha ordinato di praticare l’usura con un gentile e di non prestare a lui sino a quando non
paghi tutti gli interessi, in modo tale che così – anziché facilitargli la vita – gliela renderemo
assolutamente insostenibile.’
è proibito prestare senza usura al non ebreo’citato nel trattato Hadra’.
Lo stesso Gran Sacerdote Ezra aveva, molti secoli prima, ordinato a tutti gli ebrei sparsi nel
mondo di non prendere per coniuge un Goym, né di procurare ai non ebrei pace, prosperità o
serenità.
Il rabbino Albe nel suo trattato Sefer Haikharim’confermava testualmente che Dio ha dato agli
ebrei fortuna e potere di vita o morte sugli altri popoli della terra.’
Il trattato Jalkhut Simeoni ad Pentateucum’e, in alcuni sezioni anche il trattato Masseh
Sopharim’, stabilisce che Colui che farà scorrere il sangue degli empii, offrirà un grande
sacrificio a Dio.’
Il Talmud – ha scritto Maurizio Lattanzio – ha rappresentato il tessuto unificante e l’elemento di coesione che ha garantito all’ebraismo della Diaspora la conservazione della sua profonda
identità religiosa,spirituale ed etico-culturale, a dispetto della sua dispersione nel mondo. In esso e nella cultura dell’ebraismo diasporico sono rintracciabili i più solidi riferimenti storici e
religioso-culturali del fenomeno mondialista.’ (5°)
Sarà pertanto partendo dall’etica del Talmud che si riuscirà a comprendere l’ebraicità,
sedimentata nell’anima razziale di un popolo il quale, sul sangue e sull’esclusivismo teologico-
razziale, servirà’quale oggettivo supporto antropologico alle Forze della Sovversione.
Tale processo arriverà a coinvolgere e avvolgerè letteralmente le società cristiane, ottenendo
quella mercantilizzazione dell’esistenza che trovò,almeno in sette secoli di storia europea
(effettualmente, data l’europeizzazione del mondo, oggi si può dire purtroppo della storia
mondiale), nell’anima ebraica la sua matrice più frenetica e virulenta, e nell’ebreo il suo tipico,
più incisivo e potente, veicolo d’infezione. (6°)
Ebraicizzate le società cristiane e resi ebrei nell’anima i cristiani era giocoforza una partita vinta quella che l’Usurocrazia Finanziaria Giudaica avrebbe condotto spavaldamente contro i popoli Goym’di turno.
Ovviamente non stupirà che per i rabbini, cristiani e islamici appartengano a questa speciale
categoria… oltreché empi, difatti gli ebrei ci chiamano impuri, ipocriti, idolatri e
carogne d’animali.
E’ chiaro che, partendo da questi presupposti dottrinali e da questi precetti talmudici, è
normale che alcuni storici e studiosi cristiani abbiano potuto vedere nell’ebraismo la principale
causa di scismi e divisioni, così come per molti eminenti religiosi islamici essi rispondano
invero alla descrizione che – nei testi islamici – si è data delle orde dei combattenti per Gog e
Magog’al servizio di al-Shaytan’, il Demonio. (7°)
Così come questa serie di trattati talmudici non facessero altro che pregiudicare la posizione
delle comunità ebraiche poste sotto la cristianità o sotto l’Islam.
In questi trattati è difatti possibile ravvisare una sorta di giustificazione morale per i cosiddetti
crimini rituali che, come avremo modo di vedere meglio altrove, di lì a poco avrebbero finito
per contrassegnare in Europa, ma anche in Medio Oriente, gli ebrei come autentici emissari del
demonio’, praticanti riti di sangue e di estrema crudeltà.
Come detto avremo modo di osservare meglio, in altro capitolo, questo fenomeno dei cosiddetti omicidi rituali ebraici, al momento riteniamo utile di constatare solamente che – contrariamente a ciò che si è soliti credere – tali pratiche abominevoli e sadiche non vennero pratiche dagli ebrei nella sola Europa ma anche nel Vicino Oriente islamico e non soltanto in epoca medievale ma anche in tempi a noi più’recenti.
Note al Capitolo 7° -
1° – Barnet Litvinoff – Il Roveto Ardente – Storia dell’Antisemitismo’– Edizioni Mondadori,
Milano 1988
2° – Barnet Litvinoff – ibidem
3° – Georges Batault – Aspetti della Questione Giudaica’– Edizione di Ar’– Padova 1983
4° – Joacquin Bochaca – La Finanza e il Poterè – Edizioni di Ar’– Padova 1982
5° – Maurizio Lattanzio – Il Mondialismo’articolo pubblicato sul mensile Orion’(Nr° 15 del
dicembre 1985) e ripreso da Avanguardia’(Nr° 77 del marzo 1992)
6° – Franco Freda – I Protocolli dei Savi Anziani di Sion’, edizioni di Ar’Padova 1976
7° – Sarà opportuno riflettere su quanto riporta Roberto Giammanco nel suo volume
’l’Immaginario al Potere – Religione,media e politica nell’America Reaganiana’(Antonio
Pellicani Editore, Roma 1990) allorché cita alcune frasi di un dialogo fra l’ex presidente degli
Stati Uniti, Ronald Reagan, e Johm Mills uno dei vari telepredicatori protestanti americani
cosiddetti messianici (chiamati anche cristiani sionisti): Ma non lo vedi come tutto si sta
avverando? – ribattè Ronald Reagan…..- Non può essere troppo lontano. Ezechiele dice che i
nemici del popolo di Dio (Israele ndr) saranno spazzati via da una tempesta di fuoco e cenere
bollente e ciò vuol dire che a distruggerli saranno le armi nucleari che in passato non c’erano ma oggi ci sono. Ezechiele ci dice che Gog, la nazione che guiderà tutte le altre potenze delle
tenebre contro Israele, verrà dal Nord. Per generazioni gli studiosi della bibbia hanno detto che Gog dev’essere la Russia e, infatti quale altra nazione di quella potenza c’è a nord d’Israele? Nessuna. Tutto questo sembrava assurdo prima della rivoluzione bolscevica, perché la Russia era una nazione cristiana, ma ora che è diventata comunista e atea, ora che si è messa decisamente contro Dio, risponde perfettamente alla descrizione di Gog!’. Il fatto che un presidente degli Stati Uniti possa aver prestato orecchie a echi lontani di profezie bibliche, a pastori protestanti e tele-predicatori fanatici non deve stupire, specialmente se si considera l’influenza e il ruolo che hanno nella società W.A.S.P (White Anglo-Saxon Protestant) questi ultimi e il loro esclusivo rapporto con Israele e il popolo eletto’. Ricordiamo solamente come l’American Forum for Jewish-Christian Understanding, sia solamente la punta di diamante delle milizie protestanti pro-sionistè. A queste folte schiere si devono aggiungere la Moral Majority di Jerry Falwell (un telepredicatore evangelico che assisteva anche a segretizzime riunione della NSC, l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale), il Word of Lies Ministries’di Jack Wrytzen, la National Religious Broadcasters’(la rete unificante i televangelisti), la Tav Evangelical Ministries tutti organismi e fondazioni collegate direttamente con le organizzazioni dei fanatici ebrei del Tempi: dall’American Jerusalem Temple Foundation al Chazon Yehezkel’il movimento estremista fondato dal rabbino ultra-ortodosso Meir Kahane (l’ala più oltranzista dell’attuale parlamento israeliano è rappresentata dagli eredi del Kahane riuniti nel Kach e nel Fronte della Torah, due partiti che sostengono apertamente l’attuale Governo di Ariel Sharon).
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CAPITOLO 8°
OMICIDI RITUALI NELLA STORIA
La storia dei popoli dell’antichità è zeppa di riti e di cerimonie che esigevano l’assassinio di
neonati e di vergini consacrati a divinità feroci e spietate, alle quali i sacerdoti e i regnanti
sacrificavano volentieri le loro paure ancestrali chiedendo una improbabile purificazione per sé e per le rispettive comunità.
Organizzate in tribù e in comunità tribali, spesso sedentarie ma anche nomadi, le popolazioni
che adottarono questi sistemi di adorazione e di espiazione furono relativamente numerose
nel mondo antico, ma comunque sempre presenti e attive.
Abbiamo avuto la conferma che le antiche comunità d’Israele adottassero numerosi riti e
abitudini tradizionali di quei popoli con i quali entrarono in contatto l’indomani della loro fuga
dall’Egitto.
Non escluderemmo a priori che, proprio in occasione di questi miscugli di credenze e di
differenti fedi, il popolo d’Israele possa aver adottato forme di idolatria e ritualità nelle quali
l’assassinio di bambini e di donne avesse un posto centrale, soprattutto se queste vittime innocenti non appartenevano al proprio popolo ma a coloro che per gli israeliti erano i Goym’, i Gentili, i non ebrei.
Non di meno comunque determinate cerimonie venivano praticate anche fra il popolo d’Israele,
il quale al suo arrivo in terra di Palestina mise e passo’a fil di spada i propri avversari rei
solamente di non appartenere al popolo eletto’e quindi di non aver stipulato il patto con il Dio
Unico Yawhè.
Questi stermini di massa erano autentiche cerimonie con le quali Israele offriva in olocausto al
suo Dio le nazioni impure presenti sulla terra, a sua Gloria e Onnipotenza.
Con la costituzione della struttura kabalistica attorno ad un corpo di trattati e di editti rabbinici
l’assassinio rituale sarebbe diventato un mezzo per raggiungere determinati obbiettivi esoterico-magici.
Già l’antica storia d’Israele è costellata da inaudite stragi che hanno trovato conforto’perfino
nelle sacre scritture: Metti a fil di spada tutti i maschi, ma le donne, i bambini, il bestiame e tutto ciò che sarà nella città, tutto quanto il suo bottino, portalo via con te e goditi dei beni dei tuoi nemici che il Signore Dio tuo ti avrà dato’(Deuteronomio 20, 13-14), e ancora Io manderò innanzi a te il mio terrore, metterò in rotta ogni popolo in mezzo al quale tu entrerai (Esodo 23,27). Per il Dio sanguinario di Israele, per Yawhè così come lo deformeranno i rabbini nelle loro scritture esegetiche, il disprezzo e l’assassinio sono all’ordine del giorno.
Secondo le disposizioni del loro Signore Non devono essere lasciati superstiti (Giosuè 11) quindi non deve sorprendere che un popolo che si autonomina Dio e si innalza al rango della Divinità sia autorizzato dalla propria casta rabbinica a compiere omicidi rituali
contro quelli che ritiene i Goy, i popoli impuri, i popoli che sarebbero stati creati solo per servire Israele.
Avvenne così che sulla scia dei precedenti del Purim anche le singole comunità ebraiche si
doteranno di una propria Kahiljja (l’assembea rabbinica collegata al Gran Sinedrio) e dirette dai rabbini fanatici incominceranno a macchiarsi del sangue di vittime sacrificali innocenti scelte
soprattutto fra bambini e ragazze delle comunità cristiane europee e successivamente di quelle islamiche mediorientali.
Gli ebrei si sono sempre difesi dalle accuse di omicidio rituale sostenendo che all’origine vi
fossero pregiudiziali antisemitiche e prove di colpevolezza estorte con la forza da tribunali
ecclesiastici particolarmente oppressivi. In realtà la storia delle accuse alle comunità ebraiche di compiere omicidi rituali in determinati periodi dell’anno in coincidenza con alcune festività
ebraiche non coincide affatto con l’epoca cristiana, ma se vogliamo la precede, così come questi assassinii sono stati commessi anche in aree religiosamente e culturalmente diverse da quelle dominate dalla religione cristiana.
Le comunità cristiane è vero, specie durante il Medio Evo, erano portate a credere che i giudei
durante le loro feste (soprattutto la Pasqua) fossero soliti utilizzare sangue cristiano per far
lievitare il pane azzimo.
Lo stesso Martin Lutero, il riformatore protestante tedesco, difendeva questa storia che soltanto in tempi a noi molto recenti sarebbe stata squalificata al rango di leggenda soprattutto attraverso l’opera di revisione che B’nai B’rith e associazioni israelitiche internazionali hanno imposto alla Chiesa Cattolica. L’attuazione di molti decreti che imponeva la soppressione del culto dei Santi canonizzati nei secoli scorsi dalla Chiesa e da questa riconosciuti Martiri della Fede in Cristo e vittime di sacrifici rituali giudaici (come per esempio San Simonino da Trento o il Beato Andrea da Rin) venne ottenuta attraverso le pressioni che comunità israelitiche e Massonerie, organi di stampa e movimenti modernisti hanno condotto implacabilmente per decenni contro la Chiesa Cattolica obbligata a innumerevoli mea culpa.
(1°)
Alla luce di quanto la storia ha scritto noi riportiamo fedelmente episodi e avvenimenti tutti
collegabili, in una qualche maniera, agli omicidi rituali ebraici. L’elenco piuttosto lungo potrà
apparire monotono e forse – in taluni casi – approssimativo ma, in ogni modo, non perde il suo
valore di testimonianza:
1350 circa a.C. quando gli israeliti invadono la Palestina provenienti dal Deserto Egiziano
inviati da Giosuè occuperanno la città cananea di Gerico passando a fil di spada tutti i suoi
abitanti, saccheggiando e dividendosi il bottino. L’unica superstite riconosciuta del massacro di
Gerico sarebbe una prostituta di nome Rahab, perdonata perché anteriormente al massacro aveva salvato due emissari dell’armata israelita. Secondo la genealogia biblica questa Rahab figura nell’albero genealogico di Davide e di Gesù Cristo.
880 a.C. i re di Giudea, Israele e Edom attaccano il loro fratello consanguineo Mesà allora
regnante di Moab. Quest’ultimo assediato offrirà in sacrificio il proprio figlio. La storia venne
ritrovata su una stele in lingua ebraica antica attualmente conservata al museo Louvre a Parigi.
La Bibbia condanna il sacrificio moabita.
770 a.C. Ozias ben Amasias elimina il profeta Amos.
722 a.C. il re Ezechia, uomo devoto alla Legge Mosaica – ordina la distruzione del Serpente di
bronzo depositato nel Tempio Sacro di Gerusalemme e fino a quel momento venerato come una Divinità dal popolo israelita.. Ancora oggi il Purim è il carnevale che si
celebra annualmente nello stato sionista d’Israele dove – attraverso rappresentazioni e ballate popolare – il popolo ebraico ricorda l’assassinio dei suoi oppositori e onora Esther, Regina dei Giudei.
165 a.C. Durante il saccheggio del Tempio di Gerusalemme, il re Epifanes, scopre un greco in
catene all’interno di una camera segreta. Il prigioniero liberato dirà al re che i giudei lo avevano preparato per un sacrificio rituale. Tale rivelazione sarebbe alla base della proibizione successiva del Giudaismo in tutta la Siria.
163 a.C. l’introduzione nel Tempio di Gerusalemme del culto a Zeus (nome che in greco
significa Dio) scatena la rivolta popolare giudaica della fazione maccabea. Il capo di questa
insurrezione è il sacerdote Modin chiamato Matatias, il quale – si racconta – diede inizio alla
sollevazione popolare con un sacrificio di un giudeo passato al culto ellenico.
159 a.C. Judah Maccabeo, dopo aver riconquistato Gerusalemme, compie una serie di eccidi
nei villaggi circostanti di Galaad, Bosor e Karmain.
145 a.C. Gionata Maccabeo, in guerra contro i capi greco-siriaci Demetrio e Apollonio, dà
ordine al suo esercito di sterminare i nemici a Azot e di distruggere il tempio dei filistei
presso Dagon.
35 d.C. i giudei lapidano il correligionario Esteben per aver sostenuto pubblicamente che
Gesù Cristo era il Messia atteso da Israele. è una delle molte azioni anti-cristiane che si
susseguono alla morte di Gesù.
42 d.C. il re Erode Agrippa manda alla decapitazione Santiago il Maggiore.
48 d.C. Uno schiavo dell’imperatore viene rapito sulla strada per Gerusalemme da una
fazione giudea che si oppone all’amministrazione del procuratore romano Ventidio
Cumano. Non si ebbero mai più notizie di questo schiavo e mai venne ritrovato il
cadavere. Si suppone sia stato sacrificato.
63 d.C. il sommo sacerdote Anania ordina di buttare da una torre del Tempio Santiago il
Minore. Il corpo verrà lapidato dalla folla dei fanatici maccabei. A seguito di questa
esecuzione inizierà una lenta emigrazione di cristiani da Gerusalemme.
66 d.C. gli ebrei in rivolta conquistano la città di Gerusalemme. Una pattuglia di romani
circondata viene fatta prigioniera. I legionari che avevano trattato per aver salva la vita
verranno sterminati su ordine del Sinedrio Ebraico. La città di Sebaste Samaria è posta sotto
assedio e ridotta in cenere, è l’inizio della rivolta giudaica di cui parla anche l’ebreo Flavio
Giuseppe.
70 d.C. Le armate di Tito riconquistano la Palestina, entrano trionfanti in Gerusalemme e
distruggono il Tempio del quale rimane in piedi soltanto il Muro del Pianto.
116 d.C. le comunità ebraiche si sollevano in molte province dell’Impero: in Libia, Egitto a
Cipro si susseguono i massacri. Approfittando della temporanea assenza dell’Imperatore
Traiano – in guerra contro i Parti – i giudei eliminano migliaia di oppositori.
117 d.C. Marcio Turbo sconfigge con le sue legioni il capo ebreo Luca mettendo così fine
all’insurrezione di Cirene.
132 d.C. Il Gran Rabbino Akiba proclama Messia d’Israele l’ebreo Simon Bar Kokhbà.
Quest’ultimo dichiara guerra ai romani dando inizio alla terza rivolta giudaica contro
l’Impero. Si narra che siano rimasti uccisi oltre 100mila fra cristiani, samaritani e greco-
siriaci, oltre a numerosi romani.
135 d.C. Le armate dell’Imperatore Adriano sconfiggono definitivamente Bar Kohkbà e i
suoi fedelissimi. La reazione romana è pesantissima. Da allora è proibito ai giudei di risiedere
in Palestina, Gerusalemme cambia il proprio nome in quello latino di Aelia Capitolina e la
Palestina diviene colonia romana a tutti gli effetti.
178 d.C. Un ebreo informa lo storico romano Celso (noto per i suoi scritti contro i cristiani)
che Gesù era figlio di una giudea chiamata Maria e di un mercenario straniero chiamato
Pandira o Panthira. Lontano dall’esser vergine dunque Maria sarebbe stata ripudiata dal suo
sposo Giuseppe con l’accusa di adulterio. Inizia con questa delazione la menzogna anti-
cristiana diffusa dall’ebraismo per secoli.
383 d.C. l’imperatore Teodosia il Grande con un editto ordina ai giudei di non detenere
schiavi cristiani. Il motivo di questa proibizione è duplice: da un lato si teme che questi schiavi
potrebbero abbandonare il Cristianesimo (da alcuni decenni religione di stato dell’Impero),
dall’altro potrebbero essere strumenti di ritorsione delle famiglie ebree più facoltose.
418 d.C. il cardinale Baronio dà per primo notizie della crocifissione di un bambino cristiano
per mano degli ebrei della cittadina di Hims, a nord di Damasco (Siria). Iniziano numerose
segnalazioni di analoghi episodi.
419 d.C. Crimine rituale giudaico nel distretto di Immestar, secondo quanto riporta lo storico
bizantino Socrates. Sicuramente si tratta però della stessa notizia che diffuse il card.Baronio.
425 d.C. Baronio dà notizia della crocifissione di un altro bambino cristiano.
506 d.C. Il re dei Goti, Alarico II°, nel suo Codice, proibisce ai giudei di avere schiavi
cristiani, rinnovando tutti i precedenti editti imperiali posteriori.
508 d.C. gli ebrei di Arlès (Francia) offrono il loro aiuto ai franchi per scacciare dalla città i
Goti provenienti dalla penisola iberica.
589 d.C. il re dei Goti Ricardo, in occasione del terzo concilio di Toledo (Spagna) rinnova la
proibizione agli ebrei di tenere schiavi cristiani.
612 d.C. Il re Sisebuto di Spagna ordina a tutti gli ebrei di porre in libertà tutti i loro schiavi
cristiani. Anche il servizio a pagamento nelle case degli ebrei viene proibito a tutti i sudditi di
fede cristiana.
615 d.C. il re persiano Cosroe sconfigge l’Imperatore Heraclito e conquista Gerusalemme.
Questo episodio viene citato nel Corano all’inizio della 30ma Sura (o Versetto) che
successivamente profetizzerà anche la successiva riconquista cristiana. Molti schiavi cristiani
verranno venduti dal re persiano Cosroe alle comunità ebraiche.
629 d.C. un’ebrea di nome Sainab o Zenobia cerca di avvelenare il profeta dell’Islam
Muhammad.
654 d.C. le leggi promulgate a Toledo da re Rscvinto affermano testualmente sulla
malvagità dei giudei che stà appestando il regno’.
673 d.C. il re Wamba ordina di sotterrare vivi tutti i giudei di Narbonne per aver preso parte
al movimento dei conti ribelli Hilderico e Paolo.
694 d.C. Nel XVII° concilio di Toledo il re Egica accusa i giudei di intendersela con i loro
correligionari del Maghreb e con le armate degli arabi per sottomettere la Spagna al dominio
islamico.
703 d.C. Fine del regno della Kahina, la regina di Geruas, una comunità di berberi
giudaizzanti che si erano opposti alle armate arabe.
710 d.C. Il generale mussulmano Tarif ben Maluk con una spedizione militare occupa la zona
di Tarif, emulato l’anno successivo dal generale Tarik ben Siyad. Inizia la conquista della
Spagna che diverrà islamica.
711 d.C. Il vice-di Tarik occupa Cordoba fra l’esultanza dei giudei della città spagnola.
712 d.C. Gli ebrei di Siviglia aiutano il generale arabo Musa a sottomettere la città. Dopo una
sorta di governatorato ebraico sulla città i cristiani di Siviglia si ribelleranno costringendo gli
ebrei a ricorrere all’aiuto delle armate islamiche.
718 d.C. Kaulan el Yehudi, un comandante berbero di fede giudaica, tradisce l’emiro arabo
Al Hurr cercando di trasformare la Spagna in una nazione a dominio giudaico. Il suo
movimento pre-sionista verrà spazzato via dalla reazione mussulmana. Termina così l’idilio
fra arabi e ebrei.
740 d.C. Convinto dai mercanti ebrei della Crimea, il Gran Khan cazaro Bulan, si converte
al Giudaismo. A partire da questo momento i cazari approvigioneranno di schiavi cristiani
russi i mercanti arabi di Damasco, Il Cairo e Cordoba. L’eresia cazara – la più grande
conversione di massa di un popolo al Giudaismo, avrebbe comportato la costituzione di una
massa ebraico-orientale, di lingua yiddish, di razza distinta da quella d’Israele e di Giudea. è
il movimento degli ebrei askhenaziti (tedesco-polacchi) da sempre in conflitto con gli ebrei
sefarditi (spagnoli e mediterranei) per la supremazia in Israele e più vastamente all’interno del
Giudaismo Internazionale.
794 d.C. il medico ebreo Soliman ben Jerir, spia per conto del califfato di Baghdad, avvelena
re Idris I° sovrano del Marocco.
829 d.C. Sant’Agobardo, arcivescovo di Lione (Francia), protesta contro Ludovico Pio per
l’influenza di cui godono gli ebrei alla corte imperiale. Tra i principali principi giudaizzanti
figura Judith di Germania, seconda sposa dell’Imperatore, e l’erudito Rabano Mauro abate di
Fulda (Germania).
839 d.C. Il sacerdote tedesco Bodo e suo cugino, convertitosi al Giudaismo, approfittando di
un pellegrinaggio a Roma per vendere i loro schiavi alle comunità ebraiche italiane. Bodo
assumerà il nome di Eleazar e si sposerà poi con una giudea trasferendosi con la famiglia a
Saragozza dove viveva una fiorente colonia ebraica sotto il Governatorato Mussulmano.
840 d.C. Bodo (Eleazar) si presenta a Cordoba alla corte dell’emiro Abdel Rahman II° per
convincerlo a promulgare un editto per bandire i cristiani e proibire la religione cristiana
dall’emirato. Argomentando che il culto alle immagini di Gesù e Maria sia una forma di
idolatria l’ex sacerdote cercherà di dimostrare che i mozarabe (i cristiani iberici) dovevano
de facto sceglier tra la conversione al Giudaismo o quella all’Islam.
845 d.C. si riunisce a Meaux, vicino Parigi, un concilio di vescovi franchi per analizzare la
nefasta influenza giudaica nei territori dell’Impero.
847 d.C. i cristiani di Spagna inviano una missiva a Carlo il Calvo perché solleciti l’emiro
Abdel Rahman II° a estradare Bodo (Eleazar) e la sua cricca a causa delle ripetute violenze e
oppressioni subite dalla comunità cristiana.
850 d.C. Abdel Rahman II° convoca i vescovi spagnoli per restaurare la concordia fra i
seguaci dell’Islam e quelli di Cristo. Il concilio si chiude con un rinnovato spirito di amicizia
tra le due comunità
920 d.C. il re scandinavo Canuto il Grande dopo aver conquistato e sottomesso l’Inghilterra
decreta l’immediata espulsione degli ebrei dal paese.
960 d.C. l’ebreo Hasday ben Waprut, consigliere dell’Emiro, intrattiene una fitta
corrispondenza con il sovrano della Kazaria, Yusef Khan. La Guardia Slava di Cordoba è
formata essenzialmente da cristiani provenienti proprio dalla Kazaria.
965 d.C. il principe Sviatislao distrugge Itil, il principale centro del Kanato giudaico del
Volga.
1016 d.C. un’offensiva russo-britannica sconfigge definitivamente i resti dell’esercito
giudeo-kazaro. Dopo questa offensiva i cazari non riusciranno più a organizzare un loro stato
indipendente disperdendosi per l’intera Europa Orientale.
1035 d.C. si produce un’eccidio di ebrei a Cstrogeriz, in Spagna, come reazione della
popolazione cristiana alla richiesta dei prestamonete usurai ebrei di fare schiavi tutti i debitori
morosi.
1066 d.C. i mussulmani di Grenada si sollevano contro il tirannico Yusef ben Samuel,
ministro dell’emiro. Durante la sollevazione l’ebreo Yusef verrà eliminato assieme a 4mila
suoi correligionari
1067 d.C. con Guglielmo il Conquistatore gli ebrei penetrano nuovamente in Gran Bretagna.
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