Speciale Spagna:Bonos al 7,18% Come da Pronostico Sono Diventati Subordinati. Una volta che Accetti gli Aiuti, non Ne esci più.
18 giugno 2012 Di FunnyKing


Nel lazzaretto europeo la Spagna è il malato più contagioso, troppo grande per fallire ma (più) fatalmente vicino alla bancarotta. I riflettori dei media sussidiati per tutto il 2011 si sono concentrati sul dramma greco e presto lo faranno su quello portoghese. Nel frattempo, mese per mese le condizioni economiche e sociali del paese iberico diventano sempre più insostenibili, alcuni aggregati fondamentali sono già oggi come e peggio quelli di Grecia e Portogallo (disoccupazione spagnola 2011 al 20%, giovanile oltre il 40%).

Per questo motivo Rischio Calcolato ha deciso di seguire con una serie di speciali ciò che accade in Spagna.

Chi accetta gli aiuti muore…. o meglio, se hai in mano titoli di stato di una nazione che accetta gli aiuti europei, sei morto. Ti trovi in mano delle simpatiche obbligazioni subordinate.

Esattamente come vi avevamo anticipato, il debito Spagnolo “regolare” cioè quello non emesso a favore di un qualche organismo europeo sovranazionale sta già cominciando prezzare come subordinato.

Perchè in effetti di subordinato si tratta.

E’ evidente che nemmeno un centesimo sarà dato alla Spagna (come NON è stato dato alla Grecia) se non sotto la clausola che esso abbia la precedenza nel rimborso rispetto a qualsiasi altro debito spagnolo.

Come noto le obbligazioni subordinate danno un premio al rischio maggiore di quelle senior, eccovi dunque il tracollo del Bons.

Ora però siamo di fronte all’ennesimo paradosso europeo.

La Spagna a questi tassi non può permettersi di emettere quasi nulla (qualcosina a 3 mesi … forse), dunque i 100 miliardi per le banche sono per forza di cose solo l’antipasto. A ogni scadenza dei vecchi Bonos serviranno altri prestiti ad un tasso minore a quello sul libero mercato. Le conseguenze sulla sovranità iberiche sono ovvie.

Quale il rimedio possibile: nessuno per la verità.

Rimane solo un pericoloso tampone di breve periodo, le rotative della BCE. Lo ripetiamo per l”ennesima volta, ammesso che l’Euro voglia essere tenuto in vita, non esiste più altra via se non quella di costringere i tassi dei paesi periferici entro una certa soglia limite (10 anni al 3-4%) attraverso l’immissione forzata di nuova moneta nel sistema.

Servirà solo a comprare tempo, non a risolvere il problema. Per quello è necessario che qualcuno paghi i debiti, sia esso debitore, creditore, o l’intera colletività.


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