Ieri pomeriggio o l’altro ieri ho visto su Rai 3 un interessante programma documentario.
Mostravano la vita in un villaggio sudamericano. Non ricordo se fosse un luogo messicano o di qualche altro Stato del sudamerica.
Una zona con poche città che assomigliano ai dei paesini italiani e parecchi villaggi di campagna, lontani dalle città.
In questo villaggio le persone vivono in delle tende-capanne, senza elettricità. La loro vita si svolge coltivando patate e altri ortaggi, curando il bestiame, allevando i figli, incontrandosi a chiacchierare e talvolta unirsi per qualche partita amatoriale di calcio. Vivono in mezzo alle colline, senza strade per le auto, senza industrie, senza negozi e centri commerciali, senza vestiti firmati, senza auto, cellulari, pc, insomma il nulla: solo erba dei prati, terra, qualche albero, le capanne e le colline. Per arrivare alle città occorre camminare per qualche chilometro, prima arrivando alle strade e poi farsi accompagnare da qualche auto o camion che va in città.
Noi qui abbiamo avuto a disposizione scuole per studiare fino a 20-25-30 anni. Abbiamo case con elettricità, televisione, internet, radio, cellulari, auto e via discorrendo. La vita è una corsa frenetica per avere questo e quell'altro, per diventare questo e quell'altro.
Abbiamo potuto vivere una vita con tanti privilegi, abbiamo potuto apprendere tante cose, usufruire di tante cose. Eppure questo nostro stile di vita non è lo stile di vita caratteristico dell'umanità. L'umanità ha vissuto per millenni in quelle condizioni di quel villaggio. Ancora oggi ci sono centinaia di milioni di persone che fanno quella vita.
Fa riflettere che spesso ci arrabbiamo perché il computer che abbiamo non è il più nuovo, perché l'auto che abbiamo non è bella come la vorremmo, perché non abbiamo questo e non abbiamo quell'altro. Si diventa isterici se qualche giorno non funziona internet.
Eppure abbiamo molto di più di quanto la grande parte dell'umanità poteva o può sperare. Pare che siamo come bicchieri col fondo bucato: ci si versa dentro acqua (il benessere materiale) e restiamo sempre vuoti.
Dovremmo svegliarci ogni mattina pieni di serenità per i privilegi che abbiamo e invece vediamo solo quello che ancora non abbiamo o non siamo.
Ovviamente non voglio dire che tutto va bene così. Ci sono tante cose per le quale è giusto incazzarsi e lottare per cambiarle.
Voglio solo invitare a riflettere sul pericolo di diventare bicchieri col fondo bucato. A ricordare che la vita può essere vissuta in modo tranquillo come la quasi totalità degli esseri umani ha fatto per millenni, senza avere neanche lontamente i privilegi che abbiamo noi.




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