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Discussione: Rete L'Abuso: esposto di accertamento nei confronti di cardinali.

  1. #1
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    Exclamation Rete L'Abuso: esposto di accertamento nei confronti di cardinali.

    Rete L'Abuso: esposto di accertamento nei confronti dei Cardinali Dionigi Tettamanzi, Tarcisio Bertone e Angelo Bagnasco



    Rendiamo noto che Rete L’ABUSO ha depositato questa mattina 24/05/2012 per mano del portavoce Francesco Zanardi, un esposto presso la Procura della Repubblica di Genova.


    L’accertamento che chiediamo alla Procura di Genova è conseguenza diretta del provvedimento emesso dal GIP Fiorenza Giorgi della Procura di Savona lo scorso 8 maggio (Allegato 1), nei confronti dell’ex vescovo di Savona, ora a Cremona, Dante Lafranconi.

    Il provvedimento di cui sopra è indubbiamente da considerarsi storico per l’Italia e potrebbe portare la maggior parte di vescovi italiani a dover rispondere di probabili omissioni e favoreggiamenti nei confronti di preti pedofili a danni di minori. L’accusa incardinata dalla Procura di Savona non è di molto differente da quella che ha portato, già nel 2004, l’allora Cardinale Ratzinger davanti ai giudici degli Stati Uniti, la stessa che ha portato molti Cardinali, anche in Europa a dover rendere conto alla legge laica di analoghe omissioni.

    Nell’esposto (Allegato 2) diretto all’attuale Vescovo di Genova, Cardinal Angelo Bagnasco, vengono sottolineate diverse dichiarazioni rilasciate dai sacerdoti genovesi e riferite direttamente al caso di don Riccardo Seppia.

    La prima è quella rilasciata da don Schiappacasse durante la trasmissione Matrix, che vide ospiti nel marzo scorso proprio il portavoce de L’ABUSO Francesco Zanardi, l’avvocato di Seppia, Don Di Noto, e tre vaticanisti. In quella circostanza il sacerdote dichiarava ai mezzi di informazione di essersi reso conto delle tendenze pedofile del Seppia e di averle denunciate già parecchi anni prima all’allora vescovo di Genova.

    E’ verosimile quindi che i Cardinali Tettamanzi, Bertone e l’attuale Arcivescovo di Genova, Bagnasco siano stati, come nel caso savonese, al corrente delle tendenze pedofile del Seppia ma che abbiano scelto di non intervenire a scapito delle vittime e quindi a tutela della chiesa.

    Altre ipotesi che proverebbero questa modalità di non intervento e che emergono da altre testimonianze, uscite anche sui giornali e mai smentite dal clero, coinvolgerebbero come persona informata sui fatti anche il Vescovo di Albenga Mario Olivieri.

    In questo caso, grazie al provvedimento del GIP di Savona Fiorenza Giorgi, graverebbe anche qui la responsabilità stabilita dal secondo comma dell’art.40 del codice penale secondo il quale “Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo.”

    Un’ulteriore verifica che viene chiesta alla Procura di Genova riguarda la notizia appresa dalla stampa: mentre Riccardo Seppia si trovava in carcere ed era in stato di isolamento, ha ricevuto la visita del vescovo Angelo Bagnasco il quale è riuscito ad incontrare Seppia nonostante il divieto di visite disposto dal Magistrato.

    L’avvocato Carla Corsetti del foro di Frosinone, difensore dell’associazione, ipotizza che alla luce di questo importante precedente creatosi a Savona, anche la Procura della Repubblica di Genova interverrà doverosamente effettuando quanto meno le stesse indagini, procedendo all’acquisizione della medesima documentazione prelevata dalla procura nella Diocesi di Savona-Noli anche nell’Arcidiocesi di Genova.

    Nel fascicolo depositato oggi alla procura di Genova abbiamo ritenuto doveroso allegare le linee guida (Allegato 3) divulgate pochi giorni fa, ai fini di un eventuale esame che potrebbe dimostrare la volontà della CEI in merito a quanto già sottolineato nel provvedimento savonese (Allegato 1 pagina 6 da riga 14).

    Rete L’ABUSO, tramite gli associati sul territorio italiano sta provvedendo a divulgare quanto più è possibile alle magistrature, studi legali e associazioni, il provvedimento prodotto dalla Procura di Savona l’8 maggio scorso, fondamentale informazione oggi applicabile anche in Italia, di utilità giuridica per i procedimenti in materia di pedofilia clericale attualmente aperti o non ancora prescritti nel nostro paese.

    Non possiamo tenere conto solo del profilo penale ma anche del fatto che, in questo caso, esiste un dovere morale e di tutela non solo verso coloro che hanno già subito abusi da preti pedofili e ai quali la chiesa nega qualunque tipo di supporto, venendo indubbiamente meno al civile dovere di responsabilità, ma anche di prevenzione e di garanzia che i vescovi DEVONO dare ai minori e alle famiglie che li affidano alle parrocchie italiane.

    Le arroganti ed incivili linee guida diffuse dalla CEI (solo in Italia ed improponibili nel resto di paesi europei colpiti dalla pedofilia clericale) sostanzialmente non cambiano dalla Crimen Sollicitationis (Allegato 4), non contengono alcun riferimento alla tutela delle vittime ma sono volte solo alla tutela dell’immagine della chiesa che si riconferma priorità rispetto alla salute dei minori: i vescovi si autoeleggono protettori dei pedofili, negando qualunque tipo di garanzia;
    1) Nessun obbligo di denuncia 2) Nessuna apertura degli archivi vaticani e diocesani dei casi di preti criminali 3) Nessun risarcimento alle vittime e nessun sostegno 4) Nessuna collaborazione attiva e spontanea, ma solo il non ostacolo alla legge 5) Nessuna chiusura dei luoghi di allevamento dei preti pedofili e abusatori sessuali (seminari) 6) Nessun automatismo sulla espulsione dei preti macchiatisi di crimini sessuali 7) Nessuna indagine e rimozione delle cause della pedofilia clericale.

    C'è n'è abbastanza per chiarire che le linee guida sono lo strumento della CEI a protezione dei loro adepti e per soffocare lo scandalo. La parola d’ordine per i vescovi sarà: omertà. Di fronte a questa posizione della CEI insorgono anche le associazioni cattoliche, che la condannano pienamente.
    Sempre allo scopo di informazione e tutela preventiva nei confronti dei minori affidati al clero, Rete L’ABUSO ha cominciato (attualmente su Cremona e Savona) a divulgare tramite le inserzioni sponsorizzate di Facebook il provvedimento del’8 maggio, allo scopo di farlo conoscere quale strumento che eventuali vittime possono utilizzare in sede penale.

    Ma è anche importante che si conoscano i meccanismi utilizzati dalla chiesa per coprire gli abusi. A questo scopo abbiamo utilizzato la documentazione riguardante prelevata in curia dalla magistratura, riguardo il caso di Savona, che spiega come la chiesa è riuscita a coprire (malgrado fosse al corrente e preoccupata delle tendenze pedofile di Giraudo, dall’anno stesso in cui prese i voti) per ben 32 anni un conclamato pedofilo senza mai denunciarlo, fino a che la magistratura non è intervenuta.

    Rete L'Abuso: esposto di accertamento nei confronti dei Cardinali Dionigi Tettamanzi, Tarcisio Bertone e Angelo Bagnasco*-*Quotidiano online della provincia di Savona

    “In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

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  2. #2
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    Predefinito Re: Rete L'Abuso: esposto di accertamento nei confronti di cardinali.


    “In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

  3. #3
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    Predefinito Re: Rete L'Abuso: esposto di accertamento nei confronti di cardinali.

    Purtroppo

    Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana che apporta modificazioni al concordato lateranense

    da cui


    ART. 4

    1. I sacerdoti, i diaconi ed i religiosi che hanno emesso i voti hanno facoltà di ottenere, a loro richiesta, di essere esonerati dal servizio militare oppure assegnati al servizio civile sostitutivo.

    2. In caso di mobilitazione generale gli ecclesiastici non assegnati alla cura d'anime sono chiamati ad esercitare il ministero religioso fra le truppe, oppure, subordinatamente, assegnati ai servizi sanitari.

    3. Gli studenti di teologia, quelli degli ultimi due anni di propedeutica alla teologia ed i novizi degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica possono usufruire degli stessi rinvii dal servizio militare accordati agli studenti delle università italiane.

    4. Gli ecclesiastici non sono tenuti a dare a magistrati o ad altra autorità informazioni su persone o materie di cui siano venuti a conoscenza per ragione del loro ministero.

  4. #4
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    Predefinito Re: Rete L'Abuso: esposto di accertamento nei confronti di cardinali.

    C'è una totale incomprensione del tema, noto, e la stampa e i media hanno amplificato - distorcendo, ovviamente - un problema gravissimo che andava (o meglio, andrebbe) affrontato in maniera molto diversa.
    Sono state dette troppe bugie. La Chiesa ha un proprio ordinamento, una propria legge canonica, e le norme che compongono quell'ordinamento sono differenti dalle nostre, a monte, per il non trascurabile fatto che sono ispirate e corredate da un significato religioso che le nostre norme certamente non hanno. Sicché il nostro delitto contro la persona non è certamente più grave del delitto contro la morale, così come viene inteso nell'accezione teologica cattolica. Mentre per un ateo o un non cattolico la scomunica, per esempio, può sembrare una sanzione ridicola e di poco spessore, per un cattolico *dovrebbe* costituire una gravissima sanzione.

    L'equivoco di fondo nasce dalla cattiva interpretazione, a opera soprattutto di anglosassoni, di taluni documenti quali il Crimen Sollecitationis (sulla cui attuale efficacia si continua a discutere, pure se di sicuro è stato modificato dalla nuova legge canonica dell'83). La legge penale canonica, contrariamente a quanto si è detto, non impedisce a nessuno di denunciare alle autorità civili i casi di pedofilia (e del resto non potrebbe neppure farlo); semplicemente disciplina il procedimento successivo imponendo il principio di assoluta segretezza. E' contestabile? Per certi versi forse sì, per altri una maggior segretezza permette di garantire meglio i diritti dell'imputato che non sempre è veramente colpevole. La segretezza permette inoltre che non sorgano scandali e manipolazioni. Del resto se non si ha notizia di processi contro preti pedofili ciò avviene proprio perchè c'è la massima segretezza.
    Il problema vero è che la Chiesa non dispone di poteri tali per cui il colpevole possa essere messo in condizione di non nuocere più nessuno: a quel punto ad intervenire dovrebbe essere l'autorità civile. Anche perchè al termine del processo canonico, sebbene segretissimo (pena scomunica latae sententiae), l'eventuale sanzione - che può giungere fino alla dimissione dallo stato clericale - ha una manifestazione pubblica che non può essere ignorata.
    Giustizia è malinconia.
    Thomas Mann

  5. #5
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    Predefinito Re: Rete L'Abuso: esposto di accertamento nei confronti di cardinali.

    Citazione Originariamente Scritto da Kuran Visualizza Messaggio
    C'è una totale incomprensione del tema, noto, e la stampa e i media hanno amplificato - distorcendo, ovviamente - un problema gravissimo che andava (o meglio, andrebbe) affrontato in maniera molto diversa.
    Sono state dette troppe bugie. La Chiesa ha un proprio ordinamento, una propria legge canonica, e le norme che compongono quell'ordinamento sono differenti dalle nostre, a monte, per il non trascurabile fatto che sono ispirate e corredate da un significato religioso che le nostre norme certamente non hanno. Sicché il nostro delitto contro la persona non è certamente più grave del delitto contro la morale, così come viene inteso nell'accezione teologica cattolica. Mentre per un ateo o un non cattolico la scomunica, per esempio, può sembrare una sanzione ridicola e di poco spessore, per un cattolico *dovrebbe* costituire una gravissima sanzione.

    L'equivoco di fondo nasce dalla cattiva interpretazione, a opera soprattutto di anglosassoni, di taluni documenti quali il Crimen Sollecitationis (sulla cui attuale efficacia si continua a discutere, pure se di sicuro è stato modificato dalla nuova legge canonica dell'83). La legge penale canonica, contrariamente a quanto si è detto, non impedisce a nessuno di denunciare alle autorità civili i casi di pedofilia (e del resto non potrebbe neppure farlo); semplicemente disciplina il procedimento successivo imponendo il principio di assoluta segretezza. E' contestabile? Per certi versi forse sì, per altri una maggior segretezza permette di garantire meglio i diritti dell'imputato che non sempre è veramente colpevole. La segretezza permette inoltre che non sorgano scandali e manipolazioni. Del resto se non si ha notizia di processi contro preti pedofili ciò avviene proprio perchè c'è la massima segretezza.
    Il problema vero è che la Chiesa non dispone di poteri tali per cui il colpevole possa essere messo in condizione di non nuocere più nessuno: a quel punto ad intervenire dovrebbe essere l'autorità civile. Anche perchè al termine del processo canonico, sebbene segretissimo (pena scomunica latae sententiae), l'eventuale sanzione - che può giungere fino alla dimissione dallo stato clericale - ha una manifestazione pubblica che non può essere ignorata.
    Sti cazzi , dove esiste una legislazione nazionale non prona ai volerii del vaticano le diocesi perdono anche le mutande per la protezioni ai preti pedofili.

    In Italia grazie al concordato non è possibile , semplice semplice.

    Il resto sono cazzate.

  6. #6
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    Predefinito Re: Rete L'Abuso: esposto di accertamento nei confronti di cardinali.

    Di fatto se il fedele denuncia alle autorità civili casi di pedofilia non c'è niente che possa impedire alla giustizia penale di fare il suo corso. Quindi si tratta di inutili strumentalizzazioni mediatiche per creare un caso laddove in realtà non c'è.
    Normative simili prescindono inoltre dalla presenza del Concordato. Mi chiedo poi cosa c'entri il mettere in discussione il Concordato (e a questo punto il relativo Trattato) che rappresenta senza ombra di dubbio il sistema migliore per equilibrare i difficilissimi rapporti tra Stato Italiano e Chiesa Cattolica, una realtà che penetra in maniera profondissima il tessuto sociale, storico e culturale del nostro paese.

    Il resto non sono cazzate, il resto è la sostanza del discorso. Prescinderne significa solo non voler capire.
    Giustizia è malinconia.
    Thomas Mann

  7. #7
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    Predefinito Re: Rete L'Abuso: esposto di accertamento nei confronti di cardinali.

    Citazione Originariamente Scritto da Kuran Visualizza Messaggio
    Di fatto se il fedele denuncia alle autorità civili casi di pedofilia non c'è niente che possa impedire alla giustizia penale di fare il suo corso. Quindi si tratta di inutili strumentalizzazioni mediatiche per creare un caso laddove in realtà non c'è.
    Normative simili prescindono inoltre dalla presenza del Concordato. Mi chiedo poi cosa c'entri il mettere in discussione il Concordato (e a questo punto il relativo Trattato) che rappresenta senza ombra di dubbio il sistema migliore per equilibrare i difficilissimi rapporti tra Stato Italiano e Chiesa Cattolica, una realtà che penetra in maniera profondissima il tessuto sociale, storico e culturale del nostro paese.

    Il resto non sono cazzate, il resto è la sostanza del discorso. Prescinderne significa solo non voler capire.
    In altra legislazioni accertata che la diocesi sapeva e non ha fatto nulla è stata obbligata a pagare pagare pagare.

    Se un vescovo sa che un suo prete è in odor di pedofilia e non fa nulla m anche se il diriito canonico (di merda aggiungo io) è dalla sua parte riamne lo stronzio che è , come d'altronde chi è d'accordo con la sua condotta.

    IIl resto sono cazzate , fumisterie da avvocati e da curia.
    Ludwig Feuerbach likes this.

  8. #8
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    Predefinito Re: Rete L'Abuso: esposto di accertamento nei confronti di cardinali.

    Esisteva un epoca in cui i Concordati non esistevano... anzi quando venne introdotto il Concordato in italia ci furono delle discussioni nella pubblica opinione...

    Sto semplicemente cercando di dire che si può vivere bene senza concordato... e che il Concordato ha, di fatto, trasformato l'Italia nostra in un Vatican State...

 

 
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