Lei, la Luna, lassù, signora del cielo, nel silenzio di mille e mille notti, da secoli, da sempre.
Luce essenziale per viaggiatori sperduti, sfera di cristallo per agricoltori, nel decidere tempi di semina e di raccolto, compagnia per marinai e pescatori, cagione di alte e basse maree, amica e complice di innamorati, inesauribile fonte di ispirazione, per scrittori, poeti e musicisti.
Nessuno è sfuggito mai all' abbraccio del suo fascino.
Incantati da quella sua luminosità, un po' argentata, l'abbiamo cercata, osservata, vivendo i nostri sogni, nell' oscurità di qualche notte.
Ed allora, ancora, quel 20 luglio 1969, eravamo lì, col naso all' insù, o con gli occhi fissi ai televisori, a cercare di capire, increduli, come poteva accadere, se fosse accaduto, che qualcuno, l’uomo stesso, potesse imbrigliare quella magica luce notturna, per farla diventare fredda roccia, sotto i piedi di tre astronauti.
L' intero pianeta seguiva, quella notte, attimo dopo attimo, l'incredibile evento.
C' era molta curiosità ed ansia di sapere.
Ma c'era anche chi, il retrogrado, l'uomo che ha paura di uscire dalle certezze conclamate, che si poneva mille domande, che temeva l'ignoto.
La svolta era davvero unica!
Colombo aveva scoperto le Americhe, Marco Polo aveva esplorato l' Oriente, ma, mai, nessuno si era spinto nello spazio, per penetrare il mistero che lo avvolge.
Cosa avrebbe provocato tutto questo ardire ?
Già, agli albori della vita, un uomo e una donna avevano osato spingere la loro curiosità oltre lo stabilito ed avevano disobbedito, peccando di superbia e presunzione, animati da un celato desiderio di eguagliare l'Onnipotente e questo aveva causato la cacciata dal Paradiso in cui si trovavano e le conseguenti sofferenze, loro e nostre.
Cosa sarebbe accaduto adesso? Dopo?
Stavamo cogliendo, per la seconda volta, il "frutto proibito"?
Noi, uomini, piccoli, piccoli, dove ci stavamo dirigendo?
Questi erano gli interrogativi, i pensieri, le emozioni di chi "C'ERA".
Noi, ancora ingabbiati nella nostra umanità, ma, nello stesso tempo, conquistati dalla brama di sapere, dal desiderio inesauribile di scovare l'Impossibile, lo Sconosciuto e di andare sempre avanti, sempre un po' più in là.
La scienza, davvero, ci ha fatto viaggiare oltre l'inverosimile, facendoci conoscere realtà impensabili.
Ed oggi, dopo 43 anni, ora, che lo sbarco sulla luna sembra, a chi non lo ha vissuto, una tappa come tante, che la storia ha raggiunto, ora che siamo proiettati verso Marte, verso Venere e chissà... forse, un giorno, anche oltre la nostra galassia, mi interrogo sugli effetti di quella scoperta.
Certamente sappiamo che sulla luna non c'è vita, che le sue rocce hanno 3 miliardi di anni, che non c'è acqua, che i mari lunari sono distese di lava solidificata, che i crateri si sono formati per impatti di meteoriti; abbiamo trovato risposte a molte delle nostre domande, siamo arrivati là, dove sembrava impossibile arrivare.
Ma noi che riusciamo a navigare nello spazio infinito, per arricchirci di conoscenze, non riusciamo ancora a "navigare" dentro di noi, per scoprire il segreto capace di migliorarci nel nostro piccolo mondo terreno.
Noi, oggi, dopo millenni, con tutte le nostre vantate scoperte, siamo ancora Adamo ed Eva, siamo Caino che uccide Abele, siamo Giuda che tradisce Cristo, siamo Erode, che fece strage di piccoli innocenti, siamo Bruto, che pugnalò il padre Giulio Cesare e non voglio nominare i contemporanei, anch'essi, ancora, sempre pronti a colpire nell'ombra.
Troveremo mai, nella nostra scalata al progresso, la chiave, per modificare le nostre più infime tendenze?
Forse sarà proprio quello il punto d'arrivo, il traguardo di questo perpetrarsi di cicli storici, di questo roteare di vite, che scompaiono e riappaiono, susseguendosi.
Intanto, però, incuranti di tutto, siamo sempre qui, gli stessi, ad aspettare la notte, per stare, instancabilmente, a naso all' insù, ad ammirare quella "nostra Luna", un po' sconsacrata, ma pur sempre "magica"!




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e pesare che adesso n mtte paura più a nessuno con gli effetti speciali che abbiamo, questo è ente, ma nel 69 una scena così era paurosa.
iaociao:
