02/07/2012 - L'inventore del fax che aspetta ancora di essere riconosciuto



Ai più il nome dell’inventore del fax non è noto e per saperne di più basta andare su Wikipedia che traccia le fasi dell’invenzione ma manca un nome. Ecco chi c’è dietro la scoperta delle prime macchine di trasmissione dati senza fili.

L’INVENZIONE – Il primo fax era un’invenzione nota non certo per la praticità: un’immagine del tempo ritrae l’inventore italiano al fianco di una grande macchina. Era il 1910 e anche se Wikipedia non conosce il nome, un articolo del New York Times risulta essere una testimonianza importante.

IL TELEFAX – Quello che oggi conosciamo come telefax si basa su un servizio telefonico che trasmette e riceve copie di documenti. L’invenzione all’inizio preoccupava la stampa:

“L’animato incontro del Canadian Daily Newspapers Association è stato dedicato interamente alla discussione delle conseguenze che si avrebbero sul mercato editoriale se il nuovo sistema di distribuzione a mezzo facsimile diventasse, al più presto possibile, un forte concorrente del giornale così come lo intendiamo oggi. Per ora possiamo affermare solamente di non conoscere bene il nuovo mezzo di comunicazione. A breve, acquisendone maggiore padronanza, questo sistema ci permetterà di inviare direttamente nelle case il giornale su carta, nello stesso modo in cui oggi riceviamo radio e televisione. Non saranno più necessarie macchine per la stampa o servizi di distribuzione ed ogni stazione radio potrebbe avviare un proprio quotidiano con una frazione minima degli investimenti necessari per un giornale normale. La Canadian Daily Newspapers Association ritiene che questa evoluzione attrarrà nuovi elementi nel campo del giornalismo e ogni utente di fax sarà in grado di scegliere di ricevere una delle moltissime testate disponibili, in modo simile a come si sintonizza sui programmi radio.”

IL SEGRETO - C’è forse questa paura all’origine del mistero in merito all’origine dell’invenzione? Il primo nome che si associa all’invenzione è quello di Alexander Bain che ha depositato il brevetto del primo fax nel 1843: il funzionamento si otteneva tramite meccanismo elettromeccanico a pendolo. Nel 1855 segue Giovanni Caselli con il Pantelegrafo, l’invenzione venne utilizzata sulle linee telegrafiche Parigi-Lione-Marsiglia dal 1865 al 1870. Caselli si affidò ai tentativi di Bain per creare il nuovo: il pantelegrafo poteva riprodurre caratteri, linee, immagini al tratto. Wikipedia spiega così il funzionamento:

Nell’apparato trasmittente il disegno da inviare era tracciato su un foglio metallico con un inchiostro elettricamente isolante. Una volta essiccato l’inchiostro, un pennino collegato alla linea telegrafica esplorava tutto il foglio riga per volta, chiudendo il circuito dove l’inchiostro era assente ed aprendolo in corrispondenza dell’immagine. Nell’apparato ricevente era riprodotto lo stesso percorso di scansione del pennino, che in questo caso esplora un foglio di carta trattato chimicamente (con ferrocianuro di potassio). Dove si ha passaggio di corrente elettrica avviene una reazione elettrochimica che provoca l’annerimento della carta. Al termine della lunga scansione si ottiene una riproduzione del disegno originale. I due apparati (ciascuno in grado di operare sia da trasmettitore che da ricevitore) devono naturalmente muoversi in perfetta sincronia. Per questo motivo il meccanismo di ciascuna unità è mosso da un pendolo alto circa due metri e mosso da due elettromagneti, la cui oscillazione è sincronizzata per mezzo di impulsi elettrici inviati sulla stessa linea di trasmissione.

Dal 1861 si passa al 1924 con il fotoradiogramma senza fili, come potete notare sulla pagina ufficiale del Telefax e non c’è traccia di Francesco de Bernocchi: chi è?

IL GENIO DIMENTICATO – Sul web non c’è praticamente traccia di Francesco de Bernocchi, nonostante i clamori del tempo che lo portarono ad avere addirittura un articolo sul New York Times, nel 1912. L’inventore del “Wireless Iconograph” , al tempo, era giovanissimo e, a solo 25 anni, poteva vantarsi di aver “firmato” l’attrezzo che permetteva di trasmettere brevi messaggi. Nativo di Torino, adorava gli studi classici salvo scoprire poi un amore per la Fisica che lo portò a impegnarsi negli esperimenti. de Bernocchi faceva i primi studi direttamente in giardino e ha realizzato il primo successo nel Natale del 1907: “Ho fatto qualche esperimento con le onde hertziane del Prof. Righi e improvvisamente la magia della comunicazione senza fili è scoppiata in me”.

MODALITA’ - L’uomo ha cercato di capire come utilizzare quelle onde per la trasmissione di messaggi scritti: “Mi sono esercitato per mesi per ottenere risultati migliori. Non ho mai fatto parola dei miei progressi né con il professor Righi né con Marconi, ho tenuto il segreto per me”. Il torinese ha fatto domanda a Berlino per depositare il brevetto, dopo l’Italia e racconta nell’articolo di essere stato in attesa fino alla primavera del 1910.

I VANTAGGI – Che cosa aveva in più l’invenzione di de Bernocchi? Lo dice lui stesso: “Il mio sistema offre due vantaggi evidenti rispetto a tutte le altre invenzioni senza fili che ci sono attualmente. Per prima cosa si può comunicare senza essere intercettati, a differenza delle macchine precedenti e questo ha attirato subito l’attenzione del Ministro italiano della Difesa, così – prosegue l’inventore – Ho fatto il primo esperimento ufficiale nel gennaio del 1911. Sono riuscito a spedire disegni interi fino a Milano, a chilometri da qui”. Perché la storia ha dimenticato Francesco de Bernocchi?

L’italiano dimenticato dal mondo