Per chiudere la settimana, una bella notizia.
L’Uganda ha deciso di proibire per legge la pratica della mutilazione genitale femminile, diffusissima nella società rurale del paese africano e responsabile, oltre che di problemi sessuali e psicologici correlati al danno permanente causato ai genitali, anche di una mortalità altissima (sia immediatamente dopo l’incisione che durante il parto) e di un maggiore rischio di infezione da HIV. Il presidente Yoweri Museveni ha dichiarato che va bene la cultura, ma causare inutili sofferenze alle persone sulla base di credenze non supportate dai fatti non è accettabile.
La mutilazione genitale non è un fenomeno esclusivamente femminile: la circoncisione in età infantile è una pratica di routine in molti paesi del mondo, non sempre per questioni religiose o culturali. In alcuni paesi del mondo, però, la circoncisione viene effettuata in condizioni di igiene molto precarie, che possono portare alla morte o a danni permanenti. Come succede ai bambini Xhosa, in Sudafrica: solo quest’anno ne sono morti trentasei, dissanguati, disidratati, per effetto dell’ipotermia o delle infezioni sviluppate mentre attendevano la guarigione, isolati dal mondo come vuole il rituale di passaggio all’età adulta. Qui la buona notizia la stiamo ancora aspettando.
http://blog.donnamoderna.com/worldwi...-il-sudafrica/




Rispondi Citando