Ritorna Silvio: nel Pdl è già finita l’era di Angelino

Giovedì 28 Giugno 2012 09:29



«In pratica era il quarto coordinatore, un gregario». Giorgio Stracquadanio sul Fatto quotidiano affonda la lama nella triste parabola di Angelino Alfano. Il delfino, l’erede, il futuro del centrodestra italiano ridotto ormai a una comparsa, costretto a inseguire il vero leader che non ha la minima voglia di farsi da parte. Dai tempi del celebre “quid” si era capito che per Berlusconi la stagione del giovane segretario siciliano si avviava a un precoce tramonto.

«Non ha carisma, non ha la stoffa del leader», ripeteva costantemente il fondatore del Pdl ai suoi. E loro contribuivano inviando segnalazioni, lamentele, proteste contro la gestione fallimentare del partito. Forse era proprio questo - a voler essere machiavellici - lo scopo del Cav: dimostrare che senza la sua guida, il primo partito d’Italia sarebbe diventato il secondo, il terzo, il quarto. Obiettivo centrato.

E così l’ex premier può tornare a dire: «Datemi il 51% e governerò l’Italia». Ennesimo delfino divorato da Silvio-Crono, isolato da un partito che non lo ama (fatta eccezione per la cerchia dei quarantenni, Frattini e Gelmini in testa). Ennesima dimostrazione della “anormalità” politica di Berlusconi e del Pdl. Certo, lui ci ha messo del suo, dimostrandosi incapace di dettare e perseguire una qualunque linea (che fosse di sostegno o di opposizione a Monti, di ricucitura con la Lega o con il terzo polo) senza aspettare il Verbo del Leader.

E ora, ultima cattiveria, non è escluso che per togliersi di torno il segretario, il Cav decida di candidarlo alla guida della Regione Sicilia. Come dire: per fare il premier c’è tempo...
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Perche lo posto...? perchè era evidente che Berlusconi è come Pannella o Stalin... un siluratore delle persone che si mettono in evidenza... dopo di lui sarà il nulla (nel senso che del suo partito resteranno le macerie)