Come da titolo.
Come da titolo.


non vedo dove sia il problema,almeno da parte mia


Una donna con un figlio è come se fosse "macchiata" e quindi è un problema per molti uomini, me incluso. Io non voglio alimentare il figlio di un'altro.




Non c'è problema, basta che non me la debba sposare.
L'arte di essere P.A.


l'ho già fatto...lei aveva 28 anni ed un figlio di 12
eh sì...errori di gioventù
il nostro rapporto è finito.....ma il problema non era il figlio di lei
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


Bè, non vedo proprio perchè non dovrei.
In fin dei conti ognuno di noi ha un passato.
Tra l'altro, i sentimenti non stanno tanto a guardare se si è liberi entrambi, se si hanno figli, ecc.. i sentimenti arrivano e basta.
:giagia:


Ti chiedo scusa (perchè mi rivolgo in maniera molto diretta pur senza conoscerti), ma credo che la risposta che hai dato sia in un certo senso la più schifosa che is possa sentire.
Inrealtà è una risposta molto comune (nel profondo dell'animo molti uomini pensano la stessa identica cosa) , ma si tratta di una schifosa banalità, ripeto.
Dire che ci si può mettere in una situazione del genere ma precisare che il matrimonio poi non potrebbe esserci, è una presa di posizione assai ambigua. Come dire "sei abbastanza buona per intrattenermi con piacere per qualche momento allegro (o di piacere), ma non sei abbastanza pura per essere eletta al rango di papabile al matrimonio".
Per concludere con una doverosa autocritica, affermo in tutta onestà che non me la sentirei di crescere il figlio di un altro. Lo ammetto. Sono come il 90% degli altri. Mi sembra essere non in linea con l'immagine di un nucleo familiare compatto e naturale come io lo concepisco : è una presa di posizione legittima di per sè.
Tuttavia, stando così le cose, un uomo che si rispetti dovrebbe perlomeno non degradare la donna in questione. Risparmiarne la dignità, non intraprendendo con lei una relazione "di serie B". O piuttosto......avere il coraggio delle proprie opinioni : comunicare nel giusto modo (che non so nemmeno quale sia) come stanno le cose alla persona in questione.


Tengo presente, ed evito di rispondere in modo personale.
D'altronde prediligo, sia per attitudine che per visione del mondo, l'impersonalità del concetto.
Inizio a dire che non c'è proprio nulla di schifoso nella mia affermazione. Piuttosto si tratta di qualcosa di molto onesto e franco.
Ambiguo sarebbe promettere o dare ad intendere qualcosa che, già in partenza, si rifiuta. Se non si fanno promesse che non si possono mantenere, si resta su di un piano di correttezza.Dire che ci si può mettere in una situazione del genere ma precisare che il matrimonio poi non potrebbe esserci, è una presa di posizione assai ambigua. Come dire "sei abbastanza buona per intrattenermi con piacere per qualche momento allegro (o di piacere), ma non sei abbastanza pura per essere eletta al rango di papabile al matrimonio".
Peraltro oggi la maggior parte delle relazioni (perlomeno nelle società occidentali) non implicano in nessun modo lo scopo del matrimonio, nemmeno implicitamente.
Ma neppure io lo farei, non credo ci sia neppure bisogno di particolare autocritica, in fondo è abbastanza spontaneo.Per concludere con una doverosa autocritica, affermo in tutta onestà che non me la sentirei di crescere il figlio di un altro. Lo ammetto. Sono come il 90% degli altri. Mi sembra essere non in linea con l'immagine di un nucleo familiare compatto e naturale come io lo concepisco : è una presa di posizione legittima di per sè.
Poi intendiamoci, qui non si parla di fornire un qualche sostentamento, di curarsi dell'educazione di un giovane, di interessarsi del suo futuro (è qualcosa che si fa tranquillamente non solo con i propri figli, ma anche coi nipoti, i figli di amici o di chi ci sia, per qualche ragione, particolarmente legato) ma proprio di crescerlo in prima persona.
Non credo nella parità tra uomo e donna, né all'eguaglianza fra gli uomini. Di conseguenza, non credo neppure all'eguaglianza fra le donne (e fra le relazioni). Ovviamente non ho mai avuto problemi ad esternare le mie visioni.Tuttavia, stando così le cose, un uomo che si rispetti dovrebbe perlomeno non degradare la donna in questione. Risparmiarne la dignità, non intraprendendo con lei una relazione "di serie B". O piuttosto......avere il coraggio delle proprie opinioni : comunicare nel giusto modo (che non so nemmeno quale sia) come stanno le cose alla persona in questione.
L'arte di essere P.A.


Già fatto.
Alla lunga ha rappresentato un problema.
Lo rifarei mille volte, è stata una storia bellissima.