Ricevo e pubblico volentieri questo lungo commento di un Lettore, che desidera restare anonimo, su come gli si presenta l’India, ove attualmente vive e lavora. Le idee espresse sono ovviamente quelle del Lettore, e la pubblicazione non implica che la Redazione condivida quanto riportato.

Giusto per dare una prima misura della moralità comune, qui il matrimonio e’ ancora, un affare economico e basta! I pochi che si sposano per amore, vengono di solito emarginati da entrambe le famiglie. Il padre della sposa e’ un poveretto che deve mettere insieme una dote spropositata, di solito nelle famiglie umili, significa anni di lavoro per ripagare strozzini di villaggio, ma anche nelle classi ricche, l’approccio e’ lo stesso, si compra un marito per la propria figlia.

Se uno degli atti piu’ importanti della vita, la scelta del partner soggiace a questi pesanti vincoli economico-sociali, possiamo farci un’idea del livello generale di corruzione del paese: essa e’ ……non molto, ……..ma molte volte maggiore della nostra, non e’ possibile spiegarlo cosi’ su due piedi, ma mi creda quello che abbiamo visto in Italia e’ ben misera cosa, un gioco da ragazzi. Qui ci sono i veri professionisti, e questo e’ a mio parere, un grande elemento di debolezza. Basta considerare che la rupia ora sta franando su dollaro, ma il ridicolo e’ che siamo anche a nuovi minimi assoluti sul misero euro…. L’inflazione, quella ufficiale, gia’ era alta con la rupia stabile, 8-10%. Ora cosa diventerà?

Non hanno welfare, ma hanno la cultura del welfare, non arriveranno ai nostri eccessi soltanto perché essendo decenni in ritardo, possono evitare di fare, almeno in parte I nostri errori, perche ci vedono affondare in real time, comunque esiste un welfare pubblico per i dipendenti dello stato ( e sono una casta enorme ) gli altri devono arrangiarsi e pensarci da soli.

L’agricoltura e’ un mostro, non esiste un prezzo che si possa formare secondo le leggi di mercato, tutto e’ sussidiato, regolato, scoraggiato o incoraggiato dallo stato. Ecco perché si suicidano I contadini, non per colpa della Monsanto come vogliono farci credere I sinistri, ma perché l’agricoltura e’ una attività profondissimamente intrecciata con gli apparati statali. Non sono imprenditori ma esecutori di ordini contradditori che piovono dall’alto, ma alla fine il cerino in mano scotta le loro dita, non quelle dei burocrati che condizionano dalle distanti scrivanie le loro scelte.

Un solo esempio, gli agricoltori non pagano l’energia elettrica cosi pompano enormi quantità di acqua, senza ottimizzare il costo in rapporto ai rendimenti delle colture, distruggendo le falde acquifere che ormai dove vivo io sono salate anche a 10 km dal mare….Ma cosa succederebbe se di colpo il ministero decidesse che devono pagare? Semplice, non sarebbero capaci ad adattarsi alle condizioni del clima e del suolo del luogo dove vivono, mettendo a coltura quelle produzioni ed usando quelle tecniche adatte alla reale disponibilità di acqua e/o energia. E allora ecco I suicidi come nascono.

L’utenza civile paga (parlo del sud dove vivo) la corrente a prezzo politico, meno di 2 rupie al KW, ma il costo di produzione e’ 8/10, in queste condizioni l’ente elettrico pubblico non fa nuovi investimenti da molti anni, quindi, soprattutto nelle zone rurali, ci sono 4/8 ore al giorno di power cuts. Ci vorrebbero 10 anni per mettersi in pari con la costruzione di nuove centrali, e altre infrastrutture.

C’e un ente statale unico che consegna il carbone a tutte le centrali del paese, e non riesce, perché pubblico naturalmente, a rifornirle con continuità, e qualche volta devono mandare alcune centrali al minimo perché spengere le centrali a carbone, tecnicamente non e’ semplice.

L’intrusione della politica nella formazione dei prezzi e’ arrivata al punto che nel passato, hanno anche proposto di introdurre il divieto di shortare il riso ed altri prodotti alimentari sui mercati futures sulle commodities, (… ma se per legge non ci sono ribassisti che vendono futures & options ….. i rialzisti non possono comprare, il mercato non esiste piu’ ). Nessuna risata collettiva ha accolto queste proposte politiche, perche’ il dibattito culturale e politico, langue come sul Corriere e Repubblica, non c’e’ differenza alcuna, ma qui mancano i blogs come il vostro.

Secondo me competono alla grande con il vecchio mondo per il basso costo del lavoro, una donna di servizio a tempo pieno costa circa 50 euro al mese. Nell’ IT ci sono alti stipendi per I dirigenti, ma la truppa guadagna poco, se va bene, molto bene, 100 euro al mese. Ecco perché non ho fiducia sul lungo termine, finché dura questa situazione ci faranno concorrenza, le masse rurali sono ancora enormi come in Cina, ma c’e’ un limite a tutto.

Per quello che vedo, i BRICS non hanno inventato niente di nuovo, si limitano a fare a più basso costo, magari anche meglio, quello che noi abbiamo inventato, non c’e’ disonore in questo, ma prima di dichiarare che l’occidente ha esaurito la sua spinta propulsiva, ci penserei bene.

Infine… la cultura con la C maiuscola, appartiene a noi, creda a me, i miei amici indiani sono (benché laureati) esterrefatti dalle conoscenze in ogni campo, che noi occidentali abbiamo, invariabilmente quando a tavola al ristorante parla un europeo o americano, rimangono sconcertati, e comprendono la povertà del loro sistema scolastico, sono preparatissimi su quello che dovranno applicare nella vita reale, ma di cultura generale non ne hanno.

Se non hai gli strumenti culturali e psicologici per organizzare le tue mete nella vita, con la sola capacità lavorativa a basso costo non vai lontano come singolo, tantomeno come collettività. Mentre si sviluppava la rivoluzione industriale, nel vecchio mondo, si sviluppava anche le scienze, anche quelle meno correlate alla realtà quotidiana per esempio il Darwinismo, che non aveva niente a che fare con la tecnologia del vapore allora dominante, perciò utilitaristicamente inutile, ma che ci ha fornito comunque gli strumenti culturali per capire il procedere della nostra civiltà, dal punto di vista biologico, ma anche, sociale ed economico.

Ma perché voi occidentali sapete cosi tante cose su ogni argomento? Questo mi chiedono!

No, non ci sostituiranno, saremo nuovamente noi a mostrare la via dopo l’inevitabile fallimento, intanto tifiamo per Ron Paul.

Da li parte il riscatto morale. Abbasso i diritti e viva i doveri!


Come un Lettore vive e vede l’India odierna. | Rischio Calcolato