



SCRITTORI: NICOLAI LILIN, NON CAPISCO CHI MI CHIEDE DI NON ANDARE A CASAPOUND = L'AUTORE DI 'EDUCAZIONE SIBERIANÀ IL 26 SETTEMBRE OSPITE IN VIA NAPOLEONE III
Roma, 9 set. - (Adnkronos) - «Non capisco il motivo. Rifiutare e negare alla gente partecipazione alla manifestazione culturale, è come negare a un umano soccorso medico, perchè lui politicamente non è corretto. Un simile comportamento è contro la mia etica e la mia morale». Lo scrive Nicolai Lilin, autore del bestseller 'Educazione Siberianà (Einaudi), che, in una nota pubblicata su Facebook, racconta di aver ricevuto «numerose lettere» con cui «molti dei miei lettori e amici mi invitano a rifiutare la partecipazione alla manifestazione di Casapound», lo stabile occupato di via Napoleone III, a Roma, dove lo scrittore sarà ospite sabato 26 settembre. «Ho amici di destra e anche di sinistra - racconta Lilin - Mi trovo bene con loro, perchè non li vedo come dichiarati politicamente, ma come persone, come gente che pensa e condivide alcuni idee con me. Ricordo anche che è impossibile essere tutti uguali, io da bambino e adolescente ho già vissuto l'alba dell'impero che cercava di far diventare tutti uguali, e vi posso dire con tutta la mia sincerità che l'unica cosa che faceva diventare tutti 'ugualì nell'Urss era solo il colore del sangue con il quale loro hanno sporcato la coscienza sociale. Il resto rimaneva semplicemente umano, come Dio ha fatto, tutti diversi, a soffrire per la causa della propria personalità. Quindi, non facciamo gli stessi sbagli, siamo più comprensivi e onesti, forse cosi abbiamo più possibilità di costruire un mondo più bello, giusto e pulito». (Zla/Pn/Adnkronos) 09-SET-09


L'ho comprato sabato.
Non l'ho ancora iniziato perchè ne ho in giro un altro da finire, ma sono convinta che siano stati 20 euro ben spesi.
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Se non sai di che morte morire, scegli me.




Questo libro di Lilin è stato presentato anche da un circolo di Azione Giovani e leggendone il resoconto nè veniva fuori un articolo anti-putiniano, della peggior propaganda.




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Nicolai Lilin a Dedalo 2009, dalla Siberia con onoreDi Maurizio Marrone
Cosa ottieni se metti un giovane “criminale onesto” siberiano - tatuatore e tatuato dalla testa ai piedi con i simboli della lotta contro il regime sovietico e post-sovietico - sul palco di Dedalo 2009, la festa nazionale di Azione Universitaria e Studenti per la libertà? Un momento degno di essere ricordato.
Nicolai Lilin, autore del best seller dell’anno “Educazione siberiana”, era ospite a Dedalo per presentare il suo libro insieme ad una notevole “scuderia” di colleghi, tra cui ricordiamo Gabriele Marconi con il romanzo storico “Le stelle danzanti”, Giorgio Ballario con il noir “Morire è un attimo” e Pietro Ferrari con il saggio “La rivoluzione contro il Medioevo”.Il giovane scrittore siberiano ha stregato per ore la platea di centinaia di ragazzi e ragazze che affollavano il campo di formazione sulla spiaggia viareggina. Più scorrevano il tempo e le parole e più Nicolai e gli universitari presenti scoprivano di parlare una lingua comune. Beninteso non solo l’Italiano, idioma che Nicolai padroneggia benissimo e in cui ha direttamente scritto il suo primo romanzo, bensì la lingua dei valori, dell’ostilità di fronte alla dittatura comunista e al vuoto consumista, dell’amore per le proprie tradizioni e per la propria libertà, del coraggio di sfidare poteri forti che si vendicano con gli strumenti della minaccia e della diffamazione.
Sono bastate la lettura (o più correttamente il divoramento) del romanzo di Nicolai ed una chiacchierata con il suo autore per capire che le coincidenze non si fermavano più.
Non si può rimanere indifferenti davanti alle avventure del Nicolai adolescente, appartenente all’ultima generazione che ha combattuto per la sopravvivenza del suo popolo siberiano, fieramente ribelle contro ogni potere autocratico (dallo Zar al Soviet a Putin), identitariamente religioso ma anticlericale, tradizionalista ma sorprendentemente libertario, spietato con i nemici quanto solidale con gli appartenenti alla comunità.
I “criminali onesti” - apparente ossimoro per noi occidentali - sono tutti quelli che sceglievano di vivere al di fuori delle catene omologatrici del socialismo reale, contro lo Stato, le sue guardie, la sua proprietà e, dal momento che in URSS la sola dissidenza bastava a definirti “criminale”, rivendicavano la loro diversità e “onestà” rispetto a chi delinqueva per profitto o droga.
Impossibile, quindi, non farsi catturare dalla storia di “Educazione siberiana”, in cui memorie leggendarie di briganti antistalinisti si mescolano alle violente risse all’arma bianca che vedono i ragazzini siberiani del quartiere “Fiume basso” difendere strenuamente la propria comunità nel disastro sociale e multietnico della Transnistria (post?)sovietica.
Anche il fatto che la Russia sia riuscita a spazzare via la resistenza dei “criminali onesti” servendosi della mafia narcos e filo-regime deve far riflettere noi, che ogni 19 luglio ricordiamo il sacrificio di Paolo Borsellino.
Nicolai giustamente rivendica la propria apoliticità, dal momento che la sua voce di ribelle Urka non avrebbe più la stessa forza se venisse strumentalizzata da questo o quel partito e nemmeno dobbiamo noi cedere alla tentazione di piantare bandierine ideologiche sui liberi intelletti, viziaccio marxista che lasciamo volentieri a certa sinistra… ma, perché c’è un ma, i ragazzi di Dedalo 2009 hanno imparato da “Educazione siberiana” che veramente dai Pirenei agli Urali una sola è la Tradizione e che per questo benedetto continente europeo il nemico ha cambiato casacca ma è sempre il medesimo.
Inoltre va ricordato che Nicolai è stato oggetto di pesanti minacce per la sua opera di libera informazione sulla situazione, finora ignorata al pubblico occidentale, della Transnistria, terra di nessuno formalmente rientrante nella Moldavia, di fatto sotto controllo militare russo: lì, a due passi dal territorio dell’UE, dove l’URSS teneva i depositi di armi per tutto l’impero, si è costituita sotto l’ala russa della mafia-parastato un intreccio di traffici illeciti che spaziano dagli ordigni bellici alla droga, dalla prostituzione alla pedopornografia.
Nonostante i pericoli che corre, Nicolai Lilin prosegue alla luce del sole nella sua opera di verità.
Anche per questo motivo abbiamo accolto e salutato Nicolai come un fratello in attesa di averlo nuovamente con noi.




Effettivamente mi pare estremamente ZOG come personaggio.
Una specie di Saviano antiPutin.
Preferisco di no.

