30 anni fà l’11 luglio 1979, veniva assassinato Giorgio Ambrosoli, da un sicario ingaggiato dal banchiere siciliano Michele Sindona, sulle cui attività aveva ricevuto incarico di indagare. Ambrosoli avvocato italiano esperto in liquidazioni coatte amministrative, nel corso delle indagini per il fallimento degli Istituti di Credito (capogruppo Sindona), furono accordati dei prestiti alle Banche del gruppo da parte dell’intervento dell’allora Governatore della Banca d’Italia Carli, per mano della Banca di Roma.
Ambrosoli investigò e scoprì un tale marciume che lo indusse a temere per la propria vita, ma da uomo dello Stato andò avanti nelle sue ricerche fino ad arrivare quasi alla radice del “male”. Subì, prima minacce, poi via via le minacce per la sua vita si fecero sempre più pesanti, fino alla sua uccisione che avvenne la sera del 11 luglio 1979, sotto il portone di casa al rientro da una cena con amici. Quando un sicario, fu appurato poi americano, mandato da Sindona, lo freddò a bruciapelo uccidendolo davanti il portone di casa.
Memorabile è una lettera premonitrice che Ambrosoli nel 1975 scrisse alla moglie:
“È indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l'incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un'occasione unica di far qualcosa per il Paese.”
Un persona che a sacrificio della propria vita, ha CERCATO di far luce, su uno degli affari più oscuri del periodo anni ’80.
Caro Giorgio noi Italiani, non la dimenticheremo mai. Rimarrà nella storia della Repubblica come uno dei fatti più oscuri bui e tristi della Nostra Nazione.
Credo che anche chi in quegli anni non era non era ancora nato debba sapere, che è esistito un grande e coraggioso italiano, che a costo della vita ha cercato di far valere giustizia e senso di rispetto per le Istituzioni, la mia opinione: Giorgio Ambrosoli è stato lasciato solo a combattere una guerra più grande di lui.
Questo le fa onore Avvocato, se da lassù leggerà questa mia, sappia che per me cittadino italiano, Giorgio Ambrosoli è ancora vivo nel cuore e non morrà mai.
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