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Discussione: Italia, un popolo privo di memoria

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    Predefinito Italia, un popolo privo di memoria

    Tra le due guerre mondiali il collasso a spirale del sistema liberista del commercio mondiale è stato materia di studio per gli analisti, i ricercatori, le università, e per le grandi successive previsioni dei paesi avanzati.
    Il sistema monetarista attuale è ormai giunto al fallimento grazie alle manovre di apprendisti stregoni. Sempre, in queste occasioni, anzi congiunture storiche, si presenta un abbrivio, un periodo di massimo rendimento per riforme sostenibili se ben predisposte, annunciate gestite ed applicate dai governanti. È il popolo che le vuole, in questo caso, e le accetta solo se, presa coscienza di essere una comunità, si assume per ognuno il proprio dovere di rompere la tradizionale inefficacia del sistema che ha portato al collasso. Si apre cioè una opportunità per cambiare il sistema, occasione vantaggiosa, per un breve periodo limitato, nel tempo dell’agire. Cogliere la palla al balzo e mandarla ad effetto.
    La causa-effetto attuale è di una situazione che corre verso un collasso iper-recessivo, con uno scenario di tensione di guerre lungo i confini di casa, e persino con un ritorno all’incubo nucleare, tutto alle porte di noi europei (europei “rossi” e “atlantici”, cioè dell’ex Patto di Varsavia e della Nato, per intenderci).
    L’Italia che avrebbe potuto svolgere una funzione importante nell’area del Mediterraneo, anzitutto impedendo la vergognosa guerra “umanitaria” contro la Libia, che ha lasciato morti, vuoto e instabilità sulla “Quarta Sponda” e ha innescato altri appetiti di inserimento geopolitico nel Mediterraneo. Un mare, il nostro, nelle cui coste sono emerse a catena rivolte per gli aumenti dei beni di prima necessità e contro la corruzione diffusa nei paesi costieri, sollevazioni passate poi per la gran stampa col falso nome di “primavere arabe”, mentre si è trattato di cambi di regime promossi e protetti – anche a costo di derive fondamentaliste – dai governi dell’Occidente. (È stato solo un lifting, per dirla da premierato all’italiana, aspettare, vedere capire!...)
    Ma così non è stato. Il Mediterraneo è diventato un lago quasi completamente atlantico (salvo la Siria e il porto di Tartous approdo della marina russa), e l’Italia qui è una semplice portaordini degli anglo-americani (o dei francesi ex gollisti e rientrati nell’Alleanza atlantica).
    Eppure, tra il 2009 e il 2011, si sono avute diverse occasioni importanti per celebrare un ritorno della Patria, una religione civile degli italiani che avrebbe potuto essere la base per uno scatto di dignità. Soprattutto le ricorrenze del Risorgimento.
    Tuttavia, da popolo privo di memoria, come ormai siamo stati ridotti, nelle pieghe della Storia italiana unitaria abbiamo perso la nascita del Movimento Futurista (febbraio 1909); dimenticato la guerra italo-turca del novembre 1911 in Tripolitania e Cirenaica e per una nuova Libia, antica terra di “coesione e integrazione”, esaltata dall’idea di Giovanni Pascoli, poeta del riscatto nazionale con il suo contributo di auspicio della nazione con quel “la grande proletaria si è mossa”. ACosì abiamo di fatto anche rimosso la serie dei tre cinquantenari delle tappe della storia contemporanea italiana 1861-1911-1961-2011; tutti appuntamenti che altro non dovevano essere che punto di leva sullo stesso fulcro dell’ “essere italiani”. Il pretesto, lo scatto, un segnale verde di speranza per le coscienze degli italiani, tesi sulla corda verso un rilancio dell’Umanesimo del Rinascimento, facendo fulcro sulla cultura per veicolare nuova linfa di civiltà in una nazione dove ancora si presenta l’anelito di una grande patria, offesa e vilipesa dagli stessi governanti, ma sempre capace di alzarsi farsi sentire, nonostante la vecchia parabola Paese reale Paese legale.
    Questo periodo 2009-2011 appena passato era anch’esso di abbrivio, ma è andato perduto. Dalle memorie della nazione italiana doveva promuoversi l’aspirazione vitale per nuovi progressi, per tutto il genere umano. Un volano di liberazione anche dalla camicia di forza dell’attuale sistema monetarista; una ripresa dell’innovazione nelle fabbriche e nelle campagne con macchine e tecnologie non di certo con neo-schiavi spalmati in ogni dove.
    Ma così non è andata, la controcultura giovanile è stata solo resa melassa ingovernabile dai cattocomunisti a braccetto e a spassetto per coprire tutti gli incarichi (ma proprio tutti) nei gangli della vita istituzionale, politica, sindacale e amministrativa dello Stato. I banksters hanno dal canto loro continuato a devastare la nostra economia, le famiglie annaspano, gli imprenditori si suicidano, e l’Italia è più ferma di prima.


    Italia, un popolo privo di memoria | Storia | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


    VUOI SAPERE COS'E' L'ANTIFASCISMO? E' non avere cura del Creato, disboscando, inquinando, cementificando tutto nel nome dello Sviluppo.

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  2. #2
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    Predefinito Re: Italia, un popolo privo di memoria

    Citazione Originariamente Scritto da Ringhio Visualizza Messaggio
    Tra le due guerre mondiali il collasso a spirale del sistema liberista del commercio mondiale è stato materia di studio per gli analisti, i ricercatori, le università, e per le grandi successive previsioni dei paesi avanzati.
    Il sistema monetarista attuale è ormai giunto al fallimento grazie alle manovre di apprendisti stregoni. Sempre, in queste occasioni, anzi congiunture storiche, si presenta un abbrivio, un periodo di massimo rendimento per riforme sostenibili se ben predisposte, annunciate gestite ed applicate dai governanti. È il popolo che le vuole, in questo caso, e le accetta solo se, presa coscienza di essere una comunità, si assume per ognuno il proprio dovere di rompere la tradizionale inefficacia del sistema che ha portato al collasso. Si apre cioè una opportunità per cambiare il sistema, occasione vantaggiosa, per un breve periodo limitato, nel tempo dell’agire. Cogliere la palla al balzo e mandarla ad effetto.
    La causa-effetto attuale è di una situazione che corre verso un collasso iper-recessivo, con uno scenario di tensione di guerre lungo i confini di casa, e persino con un ritorno all’incubo nucleare, tutto alle porte di noi europei (europei “rossi” e “atlantici”, cioè dell’ex Patto di Varsavia e della Nato, per intenderci).
    L’Italia che avrebbe potuto svolgere una funzione importante nell’area del Mediterraneo, anzitutto impedendo la vergognosa guerra “umanitaria” contro la Libia, che ha lasciato morti, vuoto e instabilità sulla “Quarta Sponda” e ha innescato altri appetiti di inserimento geopolitico nel Mediterraneo. Un mare, il nostro, nelle cui coste sono emerse a catena rivolte per gli aumenti dei beni di prima necessità e contro la corruzione diffusa nei paesi costieri, sollevazioni passate poi per la gran stampa col falso nome di “primavere arabe”, mentre si è trattato di cambi di regime promossi e protetti – anche a costo di derive fondamentaliste – dai governi dell’Occidente. (È stato solo un lifting, per dirla da premierato all’italiana, aspettare, vedere capire!...)
    Ma così non è stato. Il Mediterraneo è diventato un lago quasi completamente atlantico (salvo la Siria e il porto di Tartous approdo della marina russa), e l’Italia qui è una semplice portaordini degli anglo-americani (o dei francesi ex gollisti e rientrati nell’Alleanza atlantica).
    Eppure, tra il 2009 e il 2011, si sono avute diverse occasioni importanti per celebrare un ritorno della Patria, una religione civile degli italiani che avrebbe potuto essere la base per uno scatto di dignità. Soprattutto le ricorrenze del Risorgimento.
    Tuttavia, da popolo privo di memoria, come ormai siamo stati ridotti, nelle pieghe della Storia italiana unitaria abbiamo perso la nascita del Movimento Futurista (febbraio 1909); dimenticato la guerra italo-turca del novembre 1911 in Tripolitania e Cirenaica e per una nuova Libia, antica terra di “coesione e integrazione”, esaltata dall’idea di Giovanni Pascoli, poeta del riscatto nazionale con il suo contributo di auspicio della nazione con quel “la grande proletaria si è mossa”. ACosì abiamo di fatto anche rimosso la serie dei tre cinquantenari delle tappe della storia contemporanea italiana 1861-1911-1961-2011; tutti appuntamenti che altro non dovevano essere che punto di leva sullo stesso fulcro dell’ “essere italiani”. Il pretesto, lo scatto, un segnale verde di speranza per le coscienze degli italiani, tesi sulla corda verso un rilancio dell’Umanesimo del Rinascimento, facendo fulcro sulla cultura per veicolare nuova linfa di civiltà in una nazione dove ancora si presenta l’anelito di una grande patria, offesa e vilipesa dagli stessi governanti, ma sempre capace di alzarsi farsi sentire, nonostante la vecchia parabola Paese reale Paese legale.
    Questo periodo 2009-2011 appena passato era anch’esso di abbrivio, ma è andato perduto. Dalle memorie della nazione italiana doveva promuoversi l’aspirazione vitale per nuovi progressi, per tutto il genere umano. Un volano di liberazione anche dalla camicia di forza dell’attuale sistema monetarista; una ripresa dell’innovazione nelle fabbriche e nelle campagne con macchine e tecnologie non di certo con neo-schiavi spalmati in ogni dove.
    Ma così non è andata, la controcultura giovanile è stata solo resa melassa ingovernabile dai cattocomunisti a braccetto e a spassetto per coprire tutti gli incarichi (ma proprio tutti) nei gangli della vita istituzionale, politica, sindacale e amministrativa dello Stato. I banksters hanno dal canto loro continuato a devastare la nostra economia, le famiglie annaspano, gli imprenditori si suicidano, e l’Italia è più ferma di prima.


    Italia, un popolo privo di memoria | Storia | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale
    Certo che gli italiani sono senza memoria, lo dimostra la ricostitutzione in varie epoche e sotto varie sigle del partito fascista. Se gli italiani avessero memoria quelli come Pansa dovrebbero scrivere decine di libri sul sangue dei vinti.
    amaryllide likes this.
    e come possiamo escludere l'ipotesi che i druidi fossero migliori medici dei medici odierni? (darksunshine)

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    Predefinito Re: Italia, un popolo privo di memoria

    Citazione Originariamente Scritto da Raymond la Science Visualizza Messaggio
    Certo che gli italiani sono senza memoria, lo dimostra la ricostitutzione in varie epoche e sotto varie sigle del partito fascista. Se gli italiani avessero memoria quelli come Pansa dovrebbero scrivere decine di libri sul sangue dei vinti.
    Su Pansa, ribadisco un concetto a me carissimo, NON E' UNO STORICO, escluso un suo lavoro degli anni 50, e soprattutto è un problema tutto interno alla sinistra, tradotto, quello che scrive è oramai acquisito come reale, ma il fatto che lo abbia scritto lui è un problema vostro, siete ambedue comunisti, io comunque, mai ho citato un romanzo di Pansa tra le fonti, e ci mancherebbe altro, sarebbe come citare un libro delle medie o il Bignami.
    Le cazzate inerenti alle presunte ricostituzioni del disciolto partito nazionale fascista, lasciano il tempo che trovano, esiste una legge che lo vieta, pertanto, ribadisco, le tue sono CAZZATE.
    Ultima modifica di Ringhio; 06-07-12 alle 09:39
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


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    Predefinito Re: Italia, un popolo privo di memoria

    Citazione Originariamente Scritto da Ringhio Visualizza Messaggio
    Su Pansa, ribadisco un concetto a me carissimo, NON E' UNO STORICO, escluso un suo lavoro degli anni 50, e soprattutto è un problema tutto interno alla sinistra, tradotto, quello che scrive è oramai acquisito come reale, ma il fatto che lo abbia scritto lui è un problema vostro, siete ambedue comunisti, io comunque, mai ho citato un romanzo di Pansa tra le fonti, e ci mancherebbe altro, sarebbe come citare un libro delle medie o il Bignami.
    Le cazzate inerenti alle presunte ricostituzioni del disciolto partito nazionale fascista, lasciano il tempo che trovano, esiste una legge che lo vieta, pertanto, ribadisco, le tue sono CAZZATE.
    Non hai capito, rileggi bene.
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    e come possiamo escludere l'ipotesi che i druidi fossero migliori medici dei medici odierni? (darksunshine)

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    Predefinito Re: Italia, un popolo privo di memoria

    Citazione Originariamente Scritto da Raymond la Science Visualizza Messaggio
    Non hai capito, rileggi bene.
    Non vi è nulla da rileggere ho compreso, sei tu che stai fuori dalla grazia del Signore, qualunque esso sia.
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


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    Predefinito Re: Italia, un popolo privo di memoria

    Citazione Originariamente Scritto da Ringhio Visualizza Messaggio
    Non vi è nulla da rileggere ho compreso, sei tu che stai fuori dalla grazia del Signore, qualunque esso sia.
    Non hai capito niente..dico che se gli italiani avessero memoria ancora oggi si eleverebebro forche per chi ha ricostituito il partito fascista. Capito mi hai bel pavoncello???????????????
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    e come possiamo escludere l'ipotesi che i druidi fossero migliori medici dei medici odierni? (darksunshine)

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    Predefinito Re: Italia, un popolo privo di memoria

    Citazione Originariamente Scritto da Raymond la Science Visualizza Messaggio
    Non hai capito niente..dico che se gli italiani avessero memoria ancora oggi si eleverebebro forche per chi ha ricostituito il partito fascista. Capito mi hai bel pavoncello???????????????

    Ribadisco, sei fuori dalla grazia del Signore, scrivi cose gravissime e soprattutto le vieni a scrivere in un contesto storico, io sono senza parole e mi chiedo per quale motivo ti viene concesso di trasformare ogni discussione in un verminanio denso di odio, falsità e menzogne, malgrado questo sia vietato dalle regole di questo forum.
    Uscendo sistematicamente dall'oggetto della discussione.
    Ultima modifica di Ringhio; 06-07-12 alle 17:21
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    Canaglia
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    Predefinito Re: Italia, un popolo privo di memoria

    Citazione Originariamente Scritto da Ringhio Visualizza Messaggio

    Ribadisco, sei fuori dalla grazia del Signore, scrivi cose gravissime e soprattutto le vieni a scrivere in un contesto storico, io sono senza parole e mi chiedo per quale motivo ti viene concesso di trasformare ogni discussione in un verminanio denso di odio, falsità e menzogne, malgrado questo sia vietato dalle regole di questo forum.
    Uscendo sistematicamente dall'oggetto della discussione.
    Io faccio cosa? Non scherzare, io dico che è vero che gli italiani sono privi di memoria, ma lo sono perchè si scordano di cosa sia stato il fascismo e di come i germi del fascismo inquinino ancor oggi la nostra società. Se gli italiani avessero memoria non direbebro: non capiterà più .... questa è un'altra epoca...

    Se gli italiani avessero memoria riconoscerebbero la puzza che emanano certi partiti e certi uomini politici. Non la sentono però, e sai perchè? perchè non hanno memoria.
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  9. #9
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    Predefinito Re: Italia, un popolo privo di memoria

    Citazione Originariamente Scritto da Raymond la Science Visualizza Messaggio
    Io faccio cosa? Non scherzare, io dico che è vero che gli italiani sono privi di memoria, ma lo sono perchè si scordano di cosa sia stato il fascismo e di come i germi del fascismo inquinino ancor oggi la nostra società. Se gli italiani avessero memoria non direbebro: non capiterà più .... questa è un'altra epoca...

    Se gli italiani avessero memoria riconoscerebbero la puzza che emanano certi partiti e certi uomini politici. Non la sentono però, e sai perchè? perchè non hanno memoria.
    Fosse vero, non è il contesto giusto per renderlo pubblico, il tuo odio verso il Fascismo e i fascisti va al di la del semplice confronto politico, e fuori da ogni confronto storico, hai scritto cose che sono gravi, in assoluto.
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


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  10. #10
    emv
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    Predefinito Re: Italia, un popolo privo di memoria

    Citazione Originariamente Scritto da Raymond la Science Visualizza Messaggio
    e di come i germi del fascismo inquinino ancor oggi la nostra società. Se gli italiani avessero memoria non direbebro: non capiterà più .... questa è un'altra epoca...

    Se gli italiani avessero memoria riconoscerebbero la puzza che emanano certi partiti e certi uomini politici. Non la sentono però, e sai perchè? perchè non hanno memoria.
    Anche se tu avessi memoria ti verrebbe in mente che stai usando esattamente il linguaggio nazista,
    paragonare i nemici a dei germi... eppure non senti la puzzi che emani, smemorato???
    Ultima modifica di emv; 04-08-12 alle 01:09
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