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Discussione: Tutto ció che ha un inizio ha anche una fine

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    رباني
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    Predefinito Tutto ció che ha un inizio ha anche una fine

    Questa frase nella sua banalità, ha scatenato in me, la prima volta che l’ho sentita, un vero e proprio shock.

    La mia data di nascita era, fino a quel punto, una roccia nel trascorrere del tempo.

    Quel sabato del mese di luglio sono nato IO.

    Improvvisamente, dopo aver letto quella frase, la roccia nel percorso del tempo diventò una maledizione.

    Tutto ciò che è iniziato quel sabato del mese di luglio, avrà una fine.

    Forse domani o fra un mese o fra trent’anni.

    Che importanza ha?

    Alla parola “fine” non c’è seguito. È solo al cinema che a un Rocky uno segue un Rocky due e così via.

    Ho dovuto farci l’abitudine ma la cosa ancora occupa gran parte dei miei pensieri.

    Se tutto questo avrà una fine, quali sono le cose salienti da realizzare qui e adesso?

    Che cosa è più importante? Costruire una casa che dopo di noi forse nessuno abiterà o lasciare le poche monete del resto della spesa nella cassetta della croce rossa?

    Si racconta che di due ladroni appesi alla croce romana, si salvò quello che pochi istanti prima di morire si scandalizzò per la crocefissione di un innocente.

    Basta così poco?

    Pare che la maggior preoccupazione della nostra vita consista nel fare di noi un personaggio rispettato, riverito e amato, forse anche temuto o invidiato.

    Una delle nostre occupazioni quotidiane è senz’altro quella di farci accettare, producendo una qualche caratteristica particolare che susciti in chi ci sta attorno, stupore e meraviglia.

    Tanto che a un certo punto dimentichiamo di essere attori e ci identifichiamo completamente col personaggio che abbiamo creato. Come Frankenstein e la sua creatura mostruosa.

    A ogni puntata della nostra vita, la creatura si arricchisce di dettagli e cresce a dismisura così da darci l’impressione di una sua esistenza indipendentemente dalla nostra volontà.

    “Non posso fare altrimenti, io son fatto così”.

    Che sciocchezza!

    Cosa ci obbliga a essere milanisti, vegetariani, marxisti o keynesiani?

    Praticamente nulla. Sono definizioni che abbiamo assunto per dare un contorno a noi stessi da presentare in pubblico. In realtà, più ostentiamo la nostra appartenenza a questo o a quel gruppo, a questa o quella categoria sociale, e più abbiamo alzato palizzate e fili spinati per proteggerci dalla consapevolezza del nostro vuoto interiore e dalla paura delle nostre debolezze e vulnerabilità.

    Il nostro personaggio è, in poche parole, un’illusione che noi stessi abbiamo creato.

    E questo personaggio, anche se ci riuscirà difficile ricordarcene consapevolmente, ha un inizio, scatenato da una situazione contingente.

    Alcuni eventi della nostra vita diventano poi motivi scatenanti per la fine di questa farsa. Una gravidanza mette fine all’idea di una vita spensierata e senza responsabilità. Una malattia improvvisa mette fine alla nostra idea di invulnerabilità. La vicinanza alla pensione mette fine all’idea dell’indispensabile necessità del nostro contributo per il successo della ditta presso la quale lavoriamo. Le difficoltà della vita e la disillusione ci riportano con i piedi per terra.

    Se abbiamo davvero la possibilità di fare una pausa e di riflettere su ciò che ci è toccato fino a qui, ci rendiamo conto che, di là dall’affetto dei nostri cari, sono veramente poche le cose della vita che hanno un valore intrinseco.

    Con l’età e con l’aiuto della misericordia divina che pervade il creato, l’illusione, l’inganno, la cecità, hanno una fine.

    All’inizio questo processo ha sicuramente i contorni della tragedia e della morte, ma a morire è il mostro che avevamo creato e che ci ha tenuto prigionieri quasi tutta la vita.

    In realtà questo fenomeno è una liberazione.

    Un pellegrino, stanco del viaggio, si era addormentato sul ciglio della strada.

    Mentre dormiva all’ombra della quercia, un serpente si infilò nella sua bocca aperta e si sistemò comodamente nello stomaco.

    Una volta svegliatosi, il serpente si rivolse così al pellegrino: “ Salve, sono il serpente e mi sono sistemato nel tuo stomaco. Se non fai ciò che voglio, sono in grado con un morso di ucciderti”. Per il pellegrino cominciò una vita al costante servizio del serpente tanto da dimenticare lo scopo del suo viaggio. Così col passare degli anni dimenticò cosa fosse una vita libera dai capricci e dalle voglie del serpente e cessò in lui anche il desiderio di qualcosa d’altro che non fosse la volontà dettata dal suo prepotente padrone.

    Dopo una vita passata a servire la serpe, un pomeriggio d’estate, il pellegrino si addormentò all’’ombra di una quercia e, con suo grande stupore, al suo risveglio la serpe se n’era andata.

    Seguirono parecchi mesi di smarrimento, paure, perfino terrore prima che il pellegrino divenisse consapevole della sua raggiunta libertà e riprendesse il suo viaggio verso la meta prefissa.

    Il punto rilevante di tutta la storia, è che il serpente è un personaggio della nostra fantasia e che non è mai entrato in noi e che quindi siamo in grado di “liberarcene” in ogni momento.

    Il secondo punto rilevante della storia, è che anche alla nostra vita è posto un termine che ci è sconosciuto e che quindi vale senz’altro la pena di orientarci verso quei valori che riguardano la natura stessa della nostra esistenza.

    Chi sono io? A quale scopo sono qui? Chi è Dio?

    Il resto è superfluo e il tempo a nostra disposizione è limitato.

    Ciò che ha avuto un inizio avrà una fine e la differenza la fará l’aver trovato una risposta alle nostre domande.

    Un soffio del vento, dice Qoèlet,

    tutto non è che un soffio del vento.


    [Qoélet, 12,8]

    Tutto ció che ha un inizio, ha anche una fine. « Il Derviscio
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  2. #2
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    Predefinito Re: Tutto ció che ha un inizio ha anche una fine

    Citazione Originariamente Scritto da Abdullah Visualizza Messaggio

    “Non posso fare altrimenti, io son fatto così”.

    Che sciocchezza!

    Cosa ci obbliga a essere milanisti, vegetariani, marxisti o keynesiani?





    Tutto ció che ha un inizio, ha anche una fine. « Il Derviscio
    se l'anatomia e la fisiologia insieme all'elettrica dei corpi sono sciocchezze allora pace,altrimenti da una determinata complessione di organi,un sangue piò o meno denso e pastoso,la composizione neuronale unita al clima in cui si vive e al cibo che simangia determinano questo o quello.C'è da dire che quest'ultime cose dipendono sempre dalle prime,infatti una persona con un fegato più robusto e spesso assorbirà più grassi e alcool,una persona emaciata con uno stomaco ruvido sarà quassi solo vegetariano e via discorrendo,non vedo misteri.

  3. #3
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    Predefinito Re: Tutto ció che ha un inizio ha anche una fine

    Citazione Originariamente Scritto da Gavaliero Visualizza Messaggio
    se l'anatomia e la fisiologia insieme all'elettrica dei corpi sono sciocchezze allora pace,altrimenti da una determinata complessione di organi,un sangue piò o meno denso e pastoso,la composizione neuronale unita al clima in cui si vive e al cibo che simangia determinano questo o quello.C'è da dire che quest'ultime cose dipendono sempre dalle prime,infatti una persona con un fegato più robusto e spesso assorbirà più grassi e alcool,una persona emaciata con uno stomaco ruvido sarà quassi solo vegetariano e via discorrendo,non vedo misteri .e poi ti prego non ti tormentare con l'eternità l'anima et cetera,le popolazioni aborigene della Tasmania usavano lasciare i cadaveri dei propri cari vicino alle piante da frutto o di sostenamento per ingrassarle e tenerli sempre vivi..
    Ultima modifica di Gavaliero; 08-07-12 alle 12:35

  4. #4
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    Predefinito Re: Tutto ció che ha un inizio ha anche una fine

    Citazione Originariamente Scritto da Gavaliero Visualizza Messaggio
    se l'anatomia e la fisiologia insieme all'elettrica dei corpi sono sciocchezze allora pace,altrimenti da una determinata complessione di organi,un sangue piò o meno denso e pastoso,la composizione neuronale unita al clima in cui si vive e al cibo che simangia determinano questo o quello.C'è da dire che quest'ultime cose dipendono sempre dalle prime,infatti una persona con un fegato più robusto e spesso assorbirà più grassi e alcool,una persona emaciata con uno stomaco ruvido sarà quassi solo vegetariano e via discorrendo,non vedo misteri.
    Siamo cioé il risultato di un ammucchiamento di fattori biologici?
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  5. #5
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    Predefinito Re: Tutto ció che ha un inizio ha anche una fine

    Citazione Originariamente Scritto da Abdullah Visualizza Messaggio
    Siamo cioé il risultato di un ammucchiamento di fattori biologici?
    bè a questo punto tu fai entrare in scena altre considerazioni di ordine differente.

  6. #6
    رباني
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    Predefinito Re: Tutto ció che ha un inizio ha anche una fine

    Citazione Originariamente Scritto da Gavaliero Visualizza Messaggio
    bè a questo punto tu fai entrare in scena altre considerazioni di ordine differente.
    Dovendo scegliere fra
    -la credenza che l'allineamento casuale degli aminoacidi é da solo la causa prima dei nostri pensieri,del nostro carattere, delle nostre conoscenze,
    -la credenza che un'entitá innafferrabile chiamata ego sia l'artefice delle nostre disgrazie e delle nostre fortune e
    -la credenza di una lotta eterna tra un ego legato a valori terreni e un sé legato a valori divini e immutabili,
    preferisco la terza.
    Rerum cognoscere causas

  7. #7
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    Predefinito Re: Tutto ció che ha un inizio ha anche una fine

    ma i valori "divini" chi li ha messi in circolazione? e perchè dovremmo seguirli?
    e perchè sarebbero immutabili se sulla terra non esiste alcuna cosa che possa resitere alla corruzione e alla degenerazione?

    scusa se rispondo con altre domande

  8. #8
    رباني
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    Predefinito Re: Tutto ció che ha un inizio ha anche una fine

    In circolazione non li ha messi nessuno.
    Forse si potrebbe dire che sono i valori intrinseci dell'universo, come la preservazione della vita.
    Dovremmo seguirli perché ci permettono una vita in armonia con il tutto, ma non siamo obbligati.
    Sono immutabili perché valori e non oggetti, quindi non soggetti alla corruzione e alla degenerazione.
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  9. #9
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    Predefinito Re: Tutto ció che ha un inizio ha anche una fine

    le 10 tavole,Licurgo,quell'altro farfallone di mosè e via discorrendo..qualcuno le ha messe in giro queste idee a cui conformarsi e altri gli sono andati dietro..poi i "valori" cambiano a seconda del clima in cui ti trovi,anche se ormai vanno piallandosi un pò in tutto il mondo,sono anche essi corruttibili perchè ispirati dalla tribolazione neuronale dell'uomo che prima o poi li dovrà cambiare a seconda delle sue esigenze. scusa il tono colloquiale quasi da strada ma fà caldo=)

  10. #10
    رباني
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    Predefinito Re: Tutto ció che ha un inizio ha anche una fine

    Gavaliero, scusa il ritardo.
    Ho provato a risponderti qui:
    "Leggi terrene e leggi divine"
    Rerum cognoscere causas

 

 
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