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  1. #1
    Mangiare gli evasori!
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    Thumbs up Odifreddi: La crisi è una scusa per imporre misure antidemocratiche

    Odifreddi: "Mercati scontenti? Monti dovrebbe rallegrarsene" - Faccia a faccia con la crisi - ilGiornale.it

    Lei che è un matematico che idea si è fatto di questa crisi che è economica, quindi fatta di numeri, ma anche valoriale e sociale? "Tutto dipende dagli indicatori che si scelgono per indicare la crisi.

    Quando sei mesi fa è scoppiata la crisi gli indicatori sono diventati lo spread rispetto ai titoli tedeschi oppure gli umori del mercato e da questo punto di vista io credo che una crisi ci sia".

    Ma…
    "Ma io penso che questi indicatori non siano così significativi e non si debbano seguire così pedestremente".

    Una teoria controcorrente la sua…
    "Secondo me, se i mercati non sono contenti di quello che uno stato fa c’è da rallegrarsi e non da preoccuparsi".

    Quindi Monti dovrebbe essere allegro?
    "Non credo che si debbano seguire le misure di politica economica che questo governo sta seguendo perché sono misure che vengono prese all’esterno dell’Italia e del Parlamento e della volontà del popolo. Sono misure imposte dalla Bce, dal Fmi e dalle Borse. E sono una buona scusa per fare cose che non si potrebbero fare democraticamente".

    Per esempio?
    "Monti ha annunciato che farà una grande svendita di beni pubblici. Ecco questo in altri momenti avrebbe suscitato rabbia e indignazione ma adesso con la scusa della crisi lo si farà, lo stesso vale per la riforma delle pensioni. La crisi è una grande occasione per una parte della società di fare grandi affari".

    Dove si nota invece una crisi etica, spirituale e valoriale?
    "La mancanza di etica appartiene a coloro che la crisi prima la creano e poi la sfruttano".

    Lei studia i numeri. Numeri che hanno fatto un imperioso ingresso nel dibattito politico e che però spesso vengono usati magari sfruttando la scarsa conoscenza che di questi ha la popolazione.
    "I numeri non sono così oggettivi come può sembrare. Sicuramente si possono usare e abusare nei confronti di coloro che non hanno una alfabetizzazione e per questo bisogna fare una divulgazione scientifica per evitare di diventare preda di coloro che ci mettono i numeri di fronte agli occhi. Ma i numeri sono necessari altrimenti si rischia di parlare soltanto. L’economia è stata spesso preda di economisti che erano in realtà dei filosofi".

    A chi si riferisce?
    "Se uno prende la teoria della mano invisibile di Adam Smith, che poi non è altro che l’inizio del capitalismo occidentale, in realtà quella è una bella immagine perché ogni operatore economico può fare quello che vuole perché poi intanto tutti i comportamenti individuali si coalizzano in un comportamento collettivo in cui tutti si avvantaggiano. In sostanza, la mano invisibile guida il mercato, ma poi uno si accorge che le cose non stanno così. L’economia è anche ideologia, quando invece si fa economia matematica c’è minore possibilità di presentare i propri pregiudizi come fossero dei fatti".

    C’è collegamento tra la crisi e la religione?
    "Non vedo carenza di religione in Italia. Per esempio le manovre di Monti non hanno tolto un centesimo alla Chiesa e Monti non ci pensava nemmeno. E’ un governo di preti e banchieri, sono tutti baciapile…Non c’è un collegamento diretto tra la Chiesa, la religione e la crisi".

    Che idea si è fatto del fenomeno dei suicidi?
    "Penso che ci siano degli effetti di profezia autoavverantesi, è una questione psicologica, si comincia a trasmettere questa ansia da insolvibilità. E’ possibile che si sia creato un clima psicologico negativo…Se poi ci aggiungiamo che Equitalia funziona un po’ alla maniera sua e assume un po’ questo atteggiamento semiterroristico…"

    Che letture consiglia per uscire, almeno psicologicamente, dalla crisi?
    "Più che guardare al futuro si potrebbe guardare al passato, magari leggersi qualche bel classico, come Port Royal di Sainte-Beuven ambientato in un convento…Port Royal era famoso per le piccole scuole, organizzate in maniera contrapposta a quella di oggi: niente gioco, solo silenzio, studio regolare e sforzo intellettuale".
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  2. #2
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    Predefinito Re: Odifreddi: La crisi è una scusa per imporre misure antidemocratiche

    yawn

  3. #3
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    Predefinito Re: Odifreddi: La crisi è una scusa per imporre misure antidemocratiche

    Citazione Originariamente Scritto da Rasputin Visualizza Messaggio
    [C’è collegamento tra la crisi e la religione?
    "Non vedo carenza di religione in Italia. Per esempio le manovre di Monti non hanno tolto un centesimo alla Chiesa e Monti non ci pensava nemmeno. E’ un governo di preti e banchieri, sono tutti baciapile…Non c’è un collegamento diretto tra la Chiesa, la religione e la crisi"....
    Anche Krugman farebbe una fogura migliore
    .

  4. #4
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    Predefinito Re: Odifreddi: La crisi è una scusa per imporre misure antidemocratiche

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    yawn
    Nella sala di eterodirezione degli spread il prof Odifreddi non è apprezzato? Che stupore!
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  5. #5
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    Predefinito Re: Odifreddi: La crisi è una scusa per imporre misure antidemocratiche

    Le misure antidemocratiche sono sempre in funzione altrimenti le cose non andrebbero così male.

  6. #6
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    Predefinito Re: Odifreddi: La crisi è una scusa per imporre misure antidemocratiche

    l'importante è che ritorni l'antidemocratico giusto. La democrazia è quella condizione sociale che permette l'affermarsi della perversione, dell'immoralità e del vizio
    Ultima modifica di zwirner; 10-07-12 alle 14:14

  7. #7
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    Predefinito Re: Odifreddi: La crisi è una scusa per imporre misure antidemocratiche

    Citazione Originariamente Scritto da zwirner Visualizza Messaggio
    l'importante è che ritorni l'antidemocratico giusto. La democrazia è quella condizione sociale che permette l'affermarsi della perversione, dell'immoralità e del vizio
    zwirner ma stai messo male eh.

  8. #8
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    Predefinito Re: Odifreddi: La crisi è una scusa per imporre misure antidemocratiche

    Citazione Originariamente Scritto da Rasputin Visualizza Messaggio
    Odifreddi: "Mercati scontenti? Monti dovrebbe rallegrarsene" - Faccia a faccia con la crisi - ilGiornale.it

    Lei che è un matematico che idea si è fatto di questa crisi che è economica, quindi fatta di numeri, ma anche valoriale e sociale? "Tutto dipende dagli indicatori che si scelgono per indicare la crisi.

    Quando sei mesi fa è scoppiata la crisi gli indicatori sono diventati lo spread rispetto ai titoli tedeschi oppure gli umori del mercato e da questo punto di vista io credo che una crisi ci sia".

    Ma…
    "Ma io penso che questi indicatori non siano così significativi e non si debbano seguire così pedestremente".

    Una teoria controcorrente la sua…
    "Secondo me, se i mercati non sono contenti di quello che uno stato fa c’è da rallegrarsi e non da preoccuparsi".

    Quindi Monti dovrebbe essere allegro?
    "Non credo che si debbano seguire le misure di politica economica che questo governo sta seguendo perché sono misure che vengono prese all’esterno dell’Italia e del Parlamento e della volontà del popolo. Sono misure imposte dalla Bce, dal Fmi e dalle Borse. E sono una buona scusa per fare cose che non si potrebbero fare democraticamente".

    Per esempio?
    "Monti ha annunciato che farà una grande svendita di beni pubblici. Ecco questo in altri momenti avrebbe suscitato rabbia e indignazione ma adesso con la scusa della crisi lo si farà, lo stesso vale per la riforma delle pensioni. La crisi è una grande occasione per una parte della società di fare grandi affari".

    Dove si nota invece una crisi etica, spirituale e valoriale?
    "La mancanza di etica appartiene a coloro che la crisi prima la creano e poi la sfruttano".

    Lei studia i numeri. Numeri che hanno fatto un imperioso ingresso nel dibattito politico e che però spesso vengono usati magari sfruttando la scarsa conoscenza che di questi ha la popolazione.
    "I numeri non sono così oggettivi come può sembrare. Sicuramente si possono usare e abusare nei confronti di coloro che non hanno una alfabetizzazione e per questo bisogna fare una divulgazione scientifica per evitare di diventare preda di coloro che ci mettono i numeri di fronte agli occhi. Ma i numeri sono necessari altrimenti si rischia di parlare soltanto. L’economia è stata spesso preda di economisti che erano in realtà dei filosofi".

    A chi si riferisce?
    "Se uno prende la teoria della mano invisibile di Adam Smith, che poi non è altro che l’inizio del capitalismo occidentale, in realtà quella è una bella immagine perché ogni operatore economico può fare quello che vuole perché poi intanto tutti i comportamenti individuali si coalizzano in un comportamento collettivo in cui tutti si avvantaggiano. In sostanza, la mano invisibile guida il mercato, ma poi uno si accorge che le cose non stanno così. L’economia è anche ideologia, quando invece si fa economia matematica c’è minore possibilità di presentare i propri pregiudizi come fossero dei fatti".

    C’è collegamento tra la crisi e la religione?
    "Non vedo carenza di religione in Italia. Per esempio le manovre di Monti non hanno tolto un centesimo alla Chiesa e Monti non ci pensava nemmeno. E’ un governo di preti e banchieri, sono tutti baciapile…Non c’è un collegamento diretto tra la Chiesa, la religione e la crisi".

    Che idea si è fatto del fenomeno dei suicidi?
    "Penso che ci siano degli effetti di profezia autoavverantesi, è una questione psicologica, si comincia a trasmettere questa ansia da insolvibilità. E’ possibile che si sia creato un clima psicologico negativo…Se poi ci aggiungiamo che Equitalia funziona un po’ alla maniera sua e assume un po’ questo atteggiamento semiterroristico…"

    Che letture consiglia per uscire, almeno psicologicamente, dalla crisi?
    "Più che guardare al futuro si potrebbe guardare al passato, magari leggersi qualche bel classico, come Port Royal di Sainte-Beuven ambientato in un convento…Port Royal era famoso per le piccole scuole, organizzate in maniera contrapposta a quella di oggi: niente gioco, solo silenzio, studio regolare e sforzo intellettuale".


    Quindi secondo il matematico Berlusconi stava facendo bene???

    Ognuno può dare il suo parre, ma Oddifreddi e la gente in genere non devono pensare che abbia ragione lui solo perchè è uno scienziato. Essere scienziati non significa che abbiano ragione loro. Anzi.

    Tra l'altro la crisi non è economica, ma politica, come vado dicendo da anni. E' la politica che fa debito pubblico, tasse e burocrazia. E sono queste cose che stanno distruggendo l'economia. Monti aumenta le tasse? La crisi aumenta. Aumenta il debito pubblico. Aumentano le tasse, l'economia muore.

    Non è il libero mercato che sta distruggendo l'economia, ma la politica, che tocca proprio il libero mercato, vero volano dell'economia.
    Ultima modifica di John Orr; 10-07-12 alle 14:20
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


  9. #9
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    Predefinito Re: Odifreddi: La crisi è una scusa per imporre misure antidemocratiche

    dal 1945 ad oggi ho visto divorzi , aborti, distruzione di famiglie, ragazzini killer, scuole decadenti , laureati che non vasgono nulla, zoccole in quantità industriali , immigrati, moschee ecc . Dimmi tu qualcosa di positivo che valga la pena a lodare la democrazia.
    Ultima modifica di zwirner; 10-07-12 alle 14:20

  10. #10
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    Predefinito Re: Odifreddi: La crisi è una scusa per imporre misure antidemocratiche

    Citazione Originariamente Scritto da zwirner Visualizza Messaggio
    dal 1945 ad oggi ho visto divorzi , aborti, distruzione di famiglie, ragazzini killer, scuole decadenti , laureati che non vasgono nulla, zoccole in quantità industriali , immigrati, moschee ecc . Dimmi tu qualcosa di positivo che valga la pena a lodare la democrazia.
    MI si consenta una cosa a proposito della Democrazia che è un male di per se stessa: la SocialDmeocrazia occidentale novecentesca è un qualcosa di molto più malefico della LiberalDemocrazia occidentale ottocentesca. La Democrazia per quanto sbagliata è ancora più sbagliata nella sua variante socialista, la SocialDemocrazia, fondata sul politically correct, le tasse, la burocrazia, il sindacato, la sanità pubblica, la scuola pubblica, le pensioni pubbliche, il lavoro pubblico, l'energia pubblica, i telefoni pubblici, i bagni pubblici, le spiagge pubbliche, il lavoro pubblico, le puttane pubbliche.
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


 

 
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