Risultati da 1 a 10 di 10

Discussione: IVA

  1. #1
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    08 Apr 2009
    Località
    Ελευσίνα
    Messaggi
    17,701
     Likes dati
    3,634
     Like avuti
    6,649
    Mentioned
    32 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito IVA

    IVA
    Scritto da Uriel Fanelli


    Dopo la decisione del governo spagnolo di aumentare l' IVA per far cassa, mi e' stato chiesto a chi di preciso giovi, perche' e' la scelta piu' seguita, e che effetti abbia a breve e lungo termine. Alcuni di questi effetti sono noti a tutti -l'impatto sui consumi- mentre altri lo sono di meno. Pochi capiscono, per esempio, che si tratti di una misura protezionista.


    Innanzitutto, pochi hanno chiaro come funziona il meccanismo dell' IVA. Molti credono che l' IVA sia un problema di chi ha partita IVA, che la paga, mentre non si vuole dire -essenzialmente per non accusare di evasione chi compra in nero, ma solo chi vende in nero- che l' IVA e' una tassa a carico di due entita'.

    Mettiamo che un prodotto venga generato da un produttore P, e poi venduto al Distributore, che poi lo vende al grossista, che poi lo vende al negozio, che poi lo vende al cittadino. Supponiamo che l' IVA sia al 20%, cosi' non ci perdiamo in decimali. E che il prodotto costi 100.

    Il Produttore lo vende a 100 + IVA = 120. Paga 20 di IVA e scarica una quantita' variabile, a seconda di quanta merce soggetta ad IVA compri per produrre.
    Il Distributore lo compra a 100 + IVA (20) e lo rivende a 110 + IVA (22)= 122. Paga 22 di IVA e scarica 20 di IVA. Bilancio: paga 2.
    Il grossista lo compra a 110 + IVA (22) e lo vende al grossista a 140 + IVA (28). Scarica 22 di IVA e ne paga 28. Bilancio: paga 6 di IVA.
    Il negozio compra il prodotto a 140 + IVA (28) e lo vende a 160+ IVA(32) . Scarica 28 di IVA e paga 32 . Bilancio: paga 4.
    Il cliente compra il prodotto a 160+IVA. Non scarica niente e paga 32 di IVA.


    Cosi', il meccanismo dell' IVA colpisce essenzialmente TRE entita' in maniera diversa.

    Il produttore paga l' IVA per il valore dell'oggetto al momento della produzione. Scarica l' IVA delle fatture che ha, il che significa che per avvicinarsi al pareggio gli conviene farsi fatturare. In questo caso, migliora il cash flow se usa PIVA invece di dipendenti, o se compra la merce semilavorata da altri.
    Il distributore, il grossista e il negozio comprano i prodotti scaricando IVA e poi pagano l'iva per il prezzo che rivendono: in totale pagano veramente solo la differenza, da cui il nome "imposta sul valore aggiunto".
    Il cliente finale paga l' IVA per intero, sul prezzo finale al dettaglio.(1)

    E' abbastanza facile adesso immaginare cosa succeda se aumentiamo l' IVA, punto per punto.

    Il produttore si trova con un giro incredibile di tasse da pagare, dal momento che vende con IVA, e deve poi versare l' IVA allo stato mensilmente/trimestralmente/semestralmente, a seconda. Se il compratore paga in ritardo resta scoperto. Dunque, aumenta l'urgenza del produttore di diminuire l' IVA. Escludendo l'evasione, tutto quello che puo' fare il nostro produttore e' comprare (con IVA a detrarre) i prodotti gia' semilavorati. In questo modo potra' detrarre l'iva di acquisto da quella di vendita, e avra' un cash flow migliore.

    Sul produttore, quindi, l'aumento dell' IVA coincide con la necessita' di outsourcing. Meno produce internamente, piu' il cash flow migliora. Per quanto riguarda i dipendenti, con cui NON scarica IVA, e' meglio per lui avere dei fornitori che fatturino con IVA, cioe' far fare le cose fuori.

    Il primo punto, cioe', e' che l' IVA globalmente aumenta la disoccupazione, o perlomeno riduce di dimensioni le aziende, e rende piu' difficile la vita alle aziende che hanno la filiera all'interno. Avendo la filiera all'interno la differenza di costo tra materie prime e prodotto finito aumenta, e questo produce un aumento dell' IVA.

    1) L'aumento dell' IVA polverizza la produzione e riduce di dimensione le aziende.

    Andiamo al secondo passaggio, cioe' ai secondi passaggi. La catena di distribuzione. Poiche' si tratta di una imposta sul valore aggiunto, essenzialmente essa privilegia il rivenditore che lavori con basso margine. Il piccolo distributore, grossista o negozio che cercano di fare margine avranno un cash flow pessimo , peggiore rispetto a quelli che possono permettersi margini piu' bassi.

    Di conseguenza, un enorme distributore che fa cifre enormi puo' permettersi un margine del 4%, paga in totale meno IVA di una serie di piccoli commercianti che cerchino di applicare un margine del 5% sulla stessa quantita' di merce.

    Il risultato e' che la catena di distribuzione coi soggetti piu' grandi vince.

    Ma non solo: vince la catena di distribuzione piu' corta. Poiche' ogni soggetto ha delle spese fisse per vivere e quindi applichera' un margine, e' ovvio che applichera' un aumento di prezzo, che incidera' sul valore IVA, che poi dovra' pagare. Questo peggiora il cash flow delle catene di distribuzione lunghe (produttore->distributore->grossista->negozio) mentre aiuta la grande distribuzione (produttore->negozio).

    2) L'aumento dell' IVA accorcia la catena di distribuzione e/o aiuta la grande distribuzione.

    Infine c'e' l'effetto sull'utente. E' abbastanza chiaro che la zona che ha piu' interesse ad evadere sia quella che paga di piu', ovvero il negozio al dettaglio. D'altro canto, la somma totale dell' IVA la sborsa l'utente finale, che ha quindi il cash flow peggiore in assoluto nel processo. Poiche' tutta l'evasione e tutto il peso si concentrano li', o aumenta il nero o diminuiscono i consumi. Ma qui, credo di non stare dicendo nulla di nuovo. Quindi ci metto una cosa in piu': l' IVA e' un'imposta sul prezzo, e per molti prodotti (per esempio cibo, o altro) il consumo del ricco e' uguale a quello del povero. Cosi', se compriamo che so io della carne, che il ricco ed il povero consumano allo stesso modo, un aumento dell' IVA e' una percentuale piu' alta del reddito dei poveri che dei ricchi, almeno per quanto riguarda i consumi essenziali.

    3) L'aumento dell' IVA colpisce di piu' i meno abbienti.

    Se andiamo a sommare i tre effetti, sappiamo cosa possiamo aspettarci da un aumento dell' IVA:

    La polverizzazione delle aziende e la loro esternalizzazione. Normalmente questo peggiora le condizioni del mercato del lavoro, deprimendo i redditi. Piccolo e' bello solo per il padrone, l'operai nel piccolo guadagna meno e ha meno chances di carriera , promozioni ed aumenti. Aumenta inoltre i rischio d'impresa e annienta ricerca e sviluppo.
    Accorcia la catena di distribuzione. Questo produce molta disoccupazione, e specialmente una disoccupazione difficilissima da combattere, perche' nel piccolo commercio gli operatori non sono abbastanza qualificati, neanche per lavorare nella grande distribuzione, ove ormai si automatizzano magazzini e si informatizza la contabilita'.
    Riduce i consumi laddove la catena di distribuzione e' piu' lunga e presso le fascie meno abbienti. Questo significa che le merci straniere diventano sempre piu' inavvicinabili ai meno abbienti perche' hanno giocoforza una catena di distribuzione piu' lunga (aggiungiamo un importatore, piu' che le spese di trasporto, con tutta la manfrina IVA) . Di fatto e' una misura protezionista.

    Riassumendo: stipendi piu' bassi, disoccupazione, diminuzione di consumi e di importazioni.

    Quando qualcuno mi racconta che il governo Monti sta facendo qualcosa per la ripresa mentre aumenta l' IVA, onestamente mi metto a ridere. E' vero che la serie interminabile di intermediari nel commercio e' semplicemente una casta parassitaria, ma e' anche vero che tutti questi parassiti si aggiungeranno all'indice di disoccupazione, e questo indice essenzialmente non tiene conto di chi se lo meriti e chi no.

    Il rappresentante inetto -perche' normalmente e' un inetto- che non riesce piu' a vivere perche' diminuisce il numero di negozi non e' riciclabile. Dopo 10-20 anni passati a fare un lavoro di nessuna complessita', e privo di qualsiasi know-how, e' semplicemente invendibile sul mercato del lavoro. Specialmente al reddito cui era abituato.

    C'e' una strana e sistematica coincidenza nel fatto che ogni paese consideri ragionevole una misura come l' aumento dell' IVA, non appena la Trojka UE mette le mani sui suoi bilanci (Italia, Spagna, Grecia &co): sembra che la strategia sia quella di diminuire le importazioni extra-ue, frammentare le imprese e potenziare la grande distribuzione nei paesi soggetti ad attacchi.

    Questa sembra essere la strategia seguita sinora, e ha origine da una considerazione: gli USA sono ormai dichiaratamente in recessione, il momento del "taxmageddon"(2) si avvicina , stanno arrivando 1.3 trilioni di dollari di tagli -che costeranno almeno 1.000.000 di disoccupati solo nel settore difesa, e come se non bastasse non hanno quasi un welfare.

    Il concetto cioe' e' che i paesi della UE possono resistere molto piu' degli USA ad una recessione per via del welfare , per cui il gioco "vediamo chi rimane di piu' senza respirare" e' un gioco che avvantaggia la UE. Quello che si fa con le misure recessive e' di togliere , contemporaneamente, esportazioni agli USA -la zona UE e' sinora IL grande importatore di merci USA- e peggiorare la loro economia. E questo mentre Obama e' in campagna elettorale, il che significa "o fermi i tuoi gangster di wall street, o tra un pochino ci pregherai in ginocchio di smetterla di ridurre il debito e di praticare austerity".

    Naturalmente questa e' una mossa dolorosa dal punto di vista UE, ma considerando che la guerra l'hanno voluta altri, sarebbe ora che qualcuno iniziasse a prendersela con Londra e Wall Street, se i danni di questa guerra sono dolorosi.

    Di per se', gli USA non possono resistere oltre l'estate a misure recessive europee, e neanche ad un ulteriore calo di valore dell' Euro. Peraltro, chi aveva fuori futures in Euro vincendo tutte le scommesse sull'acquisto di merci, mentre chi li ha in dollari....

    si chiama guerra, e non si e' mai supposto che sia facile o poco dolorosa. Il problema di una guerra e' semplicemente che una volta iniziata devi vincerla.

    Uriel


    (1) Questa e' la ragione per la quale comprando in nero chi evade di piu' e' il cliente finale.

    (2) E' una curiosa situazione per cui Obama deve pregare i suoi avversari di prolungare una esenzione fiscale che i repubblicani avevano fatto durante il governo di Obama, per farsi eleggere. Idiotico, e contemporaneamente un gioco loose-loose.

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    08 Apr 2009
    Località
    Cyborg nazzysta teleguidato da Casaleggio
    Messaggi
    26,843
     Likes dati
    664
     Like avuti
    3,823
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: IVA

    Vedo che anche il buon Uriel è del parere che siamo in guerra valutaria e questo mi fa piacere.

    Credo pero' che debbano essere "ridefiniti meglio" i termini della questione che altro non è che una specie di "lotta di sopravvivenza"

    In primis dei disoccupati USA (o anche UE) non gliene frega un accidente a nessuno, quello che conta, nel perverso meccanismo attuale è il rapporto di cambio. Che deve contemperare due esigenze:
    Il dollaro o la moneta diciamo "forte" serve a costituire vantaggio competitivo nella delocalizzazione delle produzioni, quindi la multinazionale delocalizza la produzione e spende pochissimo per la medesima, ma è costretta altresi' ad avere buona parte del mercato in zona "occidentale", ovviamente finchè è possibile, visto il tracollo delle produzioni (e quindi dei redditi) in zona occidente. Ma tale tracollo è compensato dalla nascita dei "nuovi ricchi" in Oriente et similia, che a loro volta compreranno anche se a prezzi alti tutti i prodotti e i gadget di "moda" dell'Occidente.
    Il problema del "volere politico" e di questioni di nazionalità conta ben poco. Quindi dire "questo per l'america è insostenibile" è improprio, possiamo vederlo solo in funzione elettorale e nemmeno tanto, il sistema massmediatico conta ancora di piu' in termini di "vision" dell'asino medio occidentale, rispetto alla realtà che lo circonda.
    Ultima modifica di Fuori_schema; 12-07-12 alle 12:21
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  3. #3
    Giusnaturalista
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Località
    Giudicato di Cagliari
    Messaggi
    15,648
     Likes dati
    4,698
     Like avuti
    3,818
    Mentioned
    6 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: IVA

    Reagan la considerava la tassa più atroce e truffaldina che sia mai stata inventata. Sta cazzo di IVA. Che se non sbaglio negli USA non esiste.
    Ultima modifica di John Orr; 12-07-12 alle 13:09
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


  4. #4
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    13 Apr 2012
    Località
    Lombardia
    Messaggi
    14,437
     Likes dati
    1,910
     Like avuti
    2,586
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: IVA

    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio
    Reagan la considerava la tassa più atroce e truffaldina che sia mai stata inventata. Sta cazzo di IVA. Che se non sbaglio negli USA non esiste.
    Negli Stati Uniti mi pare che esista la VAT, ma non a livello federale bensì di singoli Stati, quindi ognuno decide la propria aliquota. Cmq è molto più bassa che nell'UE.


    United StatesFurther information: Sales taxes in the United States
    In the United States, currently (2012), there is no federal value-added tax (VAT) on goods or services. Instead, sales tax is common in most US states.

    The state of Michigan used a form of VAT known as the "Single Business Tax" (SBT) as its form of general business taxation. It is the only state in the United States to have used a VAT. When it was adopted in 1975, it replaced seven business taxes, including a corporate income tax. On August 9, 2006, the Michigan Legislature approved voter-initiated legislation to repeal the Single Business Tax, which was replaced by the Michigan Business Tax on January 1, 2008.[13]

    The state of Hawaii has a 4% General Excise Tax (GET) that is charged on the gross income of any business entity generating income within the State of Hawaii. The State allows businesses to optionally pass on their tax burden by charging their customers a quasi sales tax rate of 4.166%.[14] The total tax burden on each item sold is more than the 4.166% charged at the register since GET was charged earlier up the sales chain (such as manufacturers and wholesalers), making the GET less transparent than a retail sales tax.

    [edit] Discussions about a national US VATSoon after President Richard Nixon took office in 1969, it was widely reported that his administration was considering a federal VAT with the revenue to be shared with state and local governments to reduce their reliance on property taxes and to fund education spending. In 1969 Nixon established a task force on business taxation to look at business tax policy. Most of the task force concluded that VAT shouldn’t be adopted as a substitute, in whole or in part, for the existing federal tax structure.[15]

    In October 2009, then-House Speaker Nancy Pelosi stated that a new, national VAT was "on the table" to help the federal government garner needed revenues.[16] After her speech, the Americans for Tax Reform group urged the public to contact their members of Congress to oppose this potential measure.[17] President Barack Obama was reported to be open to a national VAT.[18] One day later, US Treasury Secretary Tim Geithner stated that President Obama does not support a VAT for the US.[19]

    Robert J. Samuelson has estimated that, in order to cover the projected increase in government spending by 2020, a VAT would need to be about 16%. Although an 8% VAT would theoretically suffice, there would be huge pressures to exempt groceries, rent and housing, health care, education, and charitable groups.[20]
    ----------------------------
    fonte: en.wikipedia.org

  5. #5
    Vedo la mano invisibile
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Lussemburgo
    Messaggi
    29,966
     Likes dati
    4,733
     Like avuti
    5,054
    Mentioned
    140 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: IVA

    Il vat la applica solo il venditore al dettaglio.. non è come l'iva che è come una scimmia appesa per tutta la catena produttiva e distributiva..
    La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.

    L. von Mises

    SILENDO LIBERTATEM SERVO

  6. #6
    Libertarian
    Data Registrazione
    13 Apr 2009
    Località
    Non oltre il 30° N
    Messaggi
    29,079
     Likes dati
    529
     Like avuti
    8,818
    Mentioned
    80 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Re: IVA

    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    Il vat la applica solo il venditore al dettaglio.. non è come l'iva che è come una scimmia appesa per tutta la catena produttiva e distributiva..
    Troppo furba, poi come farebbero le società cartiere a far miliardi di fatture false con dei fogli di carta?
    I vincenti hanno sempre una soluzione ad ogni problema, i no(n)euro hanno sempre una scusa.

  7. #7
    Viva la piadina!!!
    Data Registrazione
    20 Nov 2009
    Località
    Miami, FL, USA
    Messaggi
    96,627
     Likes dati
    1,937
     Like avuti
    8,531
    Mentioned
    723 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: IVA

    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    Il vat la applica solo il venditore al dettaglio.. non è come l'iva che è come una scimmia appesa per tutta la catena produttiva e distributiva..
    LA VAT e' la stessa cosa che l' IVA (Value Added Tx = Imposta al Valore A...)


    Quello che c'e' a livello statale e' la SALES TAX, che varia da stato a stato e per un minimo da contea a contea (esempi in florida la ST e' a 6%, nella contea di Miami-Dade, Florida e' al 7%, quel punto percentuale in piu'e' come un' addizionale).

    Cmq, la si applica solo ed esclusivamente all'utilizzatore/compratore finale del prootto o servizio.

    Se sono una ditta che vende una sedia, la applica al cliente,se un fornitroe mi vende una sedia, se la rivendero' non devo pagare il ST, se la compro per utilzizo allora o ago la ST subito oppure entro un anno dovrei dichiarare e pagare la tassa sull' utilizzo, che ha la stessa aliquota della ST. Ovviamente pressoche' nessuno dopo un anno dichiara sta roba.
    Globalizzazione..... si grazie.

  8. #8
    Viva la piadina!!!
    Data Registrazione
    20 Nov 2009
    Località
    Miami, FL, USA
    Messaggi
    96,627
     Likes dati
    1,937
     Like avuti
    8,531
    Mentioned
    723 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: IVA

    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio
    IVA
    Scritto da Uriel Fanelli


    Dopo la decisione del governo spagnolo di aumentare l' IVA per far cassa, mi e' stato chiesto a chi di preciso giovi, perche' e' la scelta piu' seguita, e che effetti abbia a breve e lungo termine. Alcuni di questi effetti sono noti a tutti -l'impatto sui consumi- mentre altri lo sono di meno. Pochi capiscono, per esempio, che si tratti di una misura protezionista.


    Innanzitutto, pochi hanno chiaro come funziona il meccanismo dell' IVA. Molti credono che l' IVA sia un problema di chi ha partita IVA, che la paga, mentre non si vuole dire -essenzialmente per non accusare di evasione chi compra in nero, ma solo chi vende in nero- che l' IVA e' una tassa a carico di due entita'.

    Mettiamo che un prodotto venga generato da un produttore P, e poi venduto al Distributore, che poi lo vende al grossista, che poi lo vende al negozio, che poi lo vende al cittadino. Supponiamo che l' IVA sia al 20%, cosi' non ci perdiamo in decimali. E che il prodotto costi 100.

    Il Produttore lo vende a 100 + IVA = 120. Paga 20 di IVA e scarica una quantita' variabile, a seconda di quanta merce soggetta ad IVA compri per produrre.
    Il Distributore lo compra a 100 + IVA (20) e lo rivende a 110 + IVA (22)= 122. Paga 22 di IVA e scarica 20 di IVA. Bilancio: paga 2.
    Il grossista lo compra a 110 + IVA (22) e lo vende al grossista a 140 + IVA (28). Scarica 22 di IVA e ne paga 28. Bilancio: paga 6 di IVA.
    Il negozio compra il prodotto a 140 + IVA (28) e lo vende a 160+ IVA(32) . Scarica 28 di IVA e paga 32 . Bilancio: paga 4.
    Il cliente compra il prodotto a 160+IVA. Non scarica niente e paga 32 di IVA.


    Cosi', il meccanismo dell' IVA colpisce essenzialmente TRE entita' in maniera diversa.

    Il produttore paga l' IVA per il valore dell'oggetto al momento della produzione. Scarica l' IVA delle fatture che ha, il che significa che per avvicinarsi al pareggio gli conviene farsi fatturare. In questo caso, migliora il cash flow se usa PIVA invece di dipendenti, o se compra la merce semilavorata da altri.
    Il distributore, il grossista e il negozio comprano i prodotti scaricando IVA e poi pagano l'iva per il prezzo che rivendono: in totale pagano veramente solo la differenza, da cui il nome "imposta sul valore aggiunto".
    Il cliente finale paga l' IVA per intero, sul prezzo finale al dettaglio.(1)

    E' abbastanza facile adesso immaginare cosa succeda se aumentiamo l' IVA, punto per punto.

    Il produttore si trova con un giro incredibile di tasse da pagare, dal momento che vende con IVA, e deve poi versare l' IVA allo stato mensilmente/trimestralmente/semestralmente, a seconda. Se il compratore paga in ritardo resta scoperto. Dunque, aumenta l'urgenza del produttore di diminuire l' IVA. Escludendo l'evasione, tutto quello che puo' fare il nostro produttore e' comprare (con IVA a detrarre) i prodotti gia' semilavorati. In questo modo potra' detrarre l'iva di acquisto da quella di vendita, e avra' un cash flow migliore.

    Sul produttore, quindi, l'aumento dell' IVA coincide con la necessita' di outsourcing. Meno produce internamente, piu' il cash flow migliora. Per quanto riguarda i dipendenti, con cui NON scarica IVA, e' meglio per lui avere dei fornitori che fatturino con IVA, cioe' far fare le cose fuori.

    Il primo punto, cioe', e' che l' IVA globalmente aumenta la disoccupazione, o perlomeno riduce di dimensioni le aziende, e rende piu' difficile la vita alle aziende che hanno la filiera all'interno. Avendo la filiera all'interno la differenza di costo tra materie prime e prodotto finito aumenta, e questo produce un aumento dell' IVA.

    1) L'aumento dell' IVA polverizza la produzione e riduce di dimensione le aziende.

    Andiamo al secondo passaggio, cioe' ai secondi passaggi. La catena di distribuzione. Poiche' si tratta di una imposta sul valore aggiunto, essenzialmente essa privilegia il rivenditore che lavori con basso margine. Il piccolo distributore, grossista o negozio che cercano di fare margine avranno un cash flow pessimo , peggiore rispetto a quelli che possono permettersi margini piu' bassi.

    Di conseguenza, un enorme distributore che fa cifre enormi puo' permettersi un margine del 4%, paga in totale meno IVA di una serie di piccoli commercianti che cerchino di applicare un margine del 5% sulla stessa quantita' di merce.

    Il risultato e' che la catena di distribuzione coi soggetti piu' grandi vince.

    Ma non solo: vince la catena di distribuzione piu' corta. Poiche' ogni soggetto ha delle spese fisse per vivere e quindi applichera' un margine, e' ovvio che applichera' un aumento di prezzo, che incidera' sul valore IVA, che poi dovra' pagare. Questo peggiora il cash flow delle catene di distribuzione lunghe (produttore->distributore->grossista->negozio) mentre aiuta la grande distribuzione (produttore->negozio).

    2) L'aumento dell' IVA accorcia la catena di distribuzione e/o aiuta la grande distribuzione.

    Infine c'e' l'effetto sull'utente. E' abbastanza chiaro che la zona che ha piu' interesse ad evadere sia quella che paga di piu', ovvero il negozio al dettaglio. D'altro canto, la somma totale dell' IVA la sborsa l'utente finale, che ha quindi il cash flow peggiore in assoluto nel processo. Poiche' tutta l'evasione e tutto il peso si concentrano li', o aumenta il nero o diminuiscono i consumi. Ma qui, credo di non stare dicendo nulla di nuovo. Quindi ci metto una cosa in piu': l' IVA e' un'imposta sul prezzo, e per molti prodotti (per esempio cibo, o altro) il consumo del ricco e' uguale a quello del povero. Cosi', se compriamo che so io della carne, che il ricco ed il povero consumano allo stesso modo, un aumento dell' IVA e' una percentuale piu' alta del reddito dei poveri che dei ricchi, almeno per quanto riguarda i consumi essenziali.

    3) L'aumento dell' IVA colpisce di piu' i meno abbienti.

    Se andiamo a sommare i tre effetti, sappiamo cosa possiamo aspettarci da un aumento dell' IVA:

    La polverizzazione delle aziende e la loro esternalizzazione. Normalmente questo peggiora le condizioni del mercato del lavoro, deprimendo i redditi. Piccolo e' bello solo per il padrone, l'operai nel piccolo guadagna meno e ha meno chances di carriera , promozioni ed aumenti. Aumenta inoltre i rischio d'impresa e annienta ricerca e sviluppo.
    Accorcia la catena di distribuzione. Questo produce molta disoccupazione, e specialmente una disoccupazione difficilissima da combattere, perche' nel piccolo commercio gli operatori non sono abbastanza qualificati, neanche per lavorare nella grande distribuzione, ove ormai si automatizzano magazzini e si informatizza la contabilita'.
    Riduce i consumi laddove la catena di distribuzione e' piu' lunga e presso le fascie meno abbienti. Questo significa che le merci straniere diventano sempre piu' inavvicinabili ai meno abbienti perche' hanno giocoforza una catena di distribuzione piu' lunga (aggiungiamo un importatore, piu' che le spese di trasporto, con tutta la manfrina IVA) . Di fatto e' una misura protezionista.

    Riassumendo: stipendi piu' bassi, disoccupazione, diminuzione di consumi e di importazioni.

    Quando qualcuno mi racconta che il governo Monti sta facendo qualcosa per la ripresa mentre aumenta l' IVA, onestamente mi metto a ridere. E' vero che la serie interminabile di intermediari nel commercio e' semplicemente una casta parassitaria, ma e' anche vero che tutti questi parassiti si aggiungeranno all'indice di disoccupazione, e questo indice essenzialmente non tiene conto di chi se lo meriti e chi no.

    Il rappresentante inetto -perche' normalmente e' un inetto- che non riesce piu' a vivere perche' diminuisce il numero di negozi non e' riciclabile. Dopo 10-20 anni passati a fare un lavoro di nessuna complessita', e privo di qualsiasi know-how, e' semplicemente invendibile sul mercato del lavoro. Specialmente al reddito cui era abituato.

    C'e' una strana e sistematica coincidenza nel fatto che ogni paese consideri ragionevole una misura come l' aumento dell' IVA, non appena la Trojka UE mette le mani sui suoi bilanci (Italia, Spagna, Grecia &co): sembra che la strategia sia quella di diminuire le importazioni extra-ue, frammentare le imprese e potenziare la grande distribuzione nei paesi soggetti ad attacchi.

    Questa sembra essere la strategia seguita sinora, e ha origine da una considerazione: gli USA sono ormai dichiaratamente in recessione, il momento del "taxmageddon"(2) si avvicina , stanno arrivando 1.3 trilioni di dollari di tagli -che costeranno almeno 1.000.000 di disoccupati solo nel settore difesa, e come se non bastasse non hanno quasi un welfare.

    Il concetto cioe' e' che i paesi della UE possono resistere molto piu' degli USA ad una recessione per via del welfare , per cui il gioco "vediamo chi rimane di piu' senza respirare" e' un gioco che avvantaggia la UE. Quello che si fa con le misure recessive e' di togliere , contemporaneamente, esportazioni agli USA -la zona UE e' sinora IL grande importatore di merci USA- e peggiorare la loro economia. E questo mentre Obama e' in campagna elettorale, il che significa "o fermi i tuoi gangster di wall street, o tra un pochino ci pregherai in ginocchio di smetterla di ridurre il debito e di praticare austerity".

    Naturalmente questa e' una mossa dolorosa dal punto di vista UE, ma considerando che la guerra l'hanno voluta altri, sarebbe ora che qualcuno iniziasse a prendersela con Londra e Wall Street, se i danni di questa guerra sono dolorosi.

    Di per se', gli USA non possono resistere oltre l'estate a misure recessive europee, e neanche ad un ulteriore calo di valore dell' Euro. Peraltro, chi aveva fuori futures in Euro vincendo tutte le scommesse sull'acquisto di merci, mentre chi li ha in dollari....

    si chiama guerra, e non si e' mai supposto che sia facile o poco dolorosa. Il problema di una guerra e' semplicemente che una volta iniziata devi vincerla.

    Uriel


    (1) Questa e' la ragione per la quale comprando in nero chi evade di piu' e' il cliente finale.

    (2) E' una curiosa situazione per cui Obama deve pregare i suoi avversari di prolungare una esenzione fiscale che i repubblicani avevano fatto durante il governo di Obama, per farsi eleggere. Idiotico, e contemporaneamente un gioco loose-loose.

    hmmm la recessione qua ancora non c'e', c'e' stato un rallentamente da inizio anno, questo si, ovviamente sulla scia dei problemi dell' Eurozona.

    Per la parte del welfare, beh solita leggenda metropolitana di chi palra senza conoscere molto bene gli USA.

    Una visitina alla pagina del Social Security aiuterebbe...
    Globalizzazione..... si grazie.

  9. #9
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    13 Apr 2012
    Località
    Lombardia
    Messaggi
    14,437
     Likes dati
    1,910
     Like avuti
    2,586
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: IVA

    A proposito chi è Uriel Fanelli?

  10. #10
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    08 Apr 2009
    Località
    Ελευσίνα
    Messaggi
    17,701
     Likes dati
    3,634
     Like avuti
    6,649
    Mentioned
    32 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Re: IVA

    IVA II
    Scritto da Uriel Fanelli


    Dopo lo scorso post ho ricevuto diverse email adirate da parte di commercialisti i quali sostengono che -in maniera scleronoma- l' IVA e' sempre uguale a zero. E' una puttanata spaventosa, per una semplice ragione: alla FINE DEL CICLO DI PAGAMENTO l'i IVA e' uguale a zero e l'ha pagata tutta l'utente finale. Ma le cose non stanno esattamente cosi' se usciamo dal bilancio e vediamo la cosa nel tempo.




    Prendiamo una catena di distribuzione produttore => distributore => grossista => negozio => cliente.

    Nella migliore delle ipotesi, e dico nella migliore, l'unico momento in cui l' IVA si compenserebbe e' quello tra negozio e cliente, per una ragione: il negozio viene pagato contestualmente dal cliente stesso.

    Facciamo un esempio: vi tolgo l'acqua per un anno, quella che bevete, e a fine anno ve la rido' tutta. Un commercialista vi direbbe che alla fine non e' cambiato nulla: il vostro bilancio idrico non e' cambiato.(1) Ma la verita' e' che il vostro bilancio e' stato pessimo per 364 giorni, e poi e' tornato in pareggio per l'ultimo giorno.

    Questo il commercialista non lo vede, e vi dice "il tuo bilancio idrico annuo e' lo stesso di prima". Cosi', il commercialista crede davvero che l' IVA non si paghi, perche' lui dice che, in termini di bilancio calcolato in tempi infiniti, tutti i soldi di IVA pagati dal cliente finale finiscono col coprire le spese della filiera.

    Non ho voglia di entrare in dettagli tecnici sulla dedicibilita', per cui questo ciclo NON si chiude perche' lungo la filiera qualcuno NON potra' scaricare tutta l' IVA. E non voglio neanche far presente che se il cliente finale ha partita IVA, a sua volta scarichera' una parte dell'IVA stessa, se non tutta, per cui il ciclo non si chiude tanto , per esempio nei beni di consumo delle aziende.

    Quello che pero' il commercialista non vede e' che una filiera che lavora a 60/90/120/180 gg di pagamento, in qualche passaggio puo' mangiarsi UN ANNO prima che il ciclo si chiuda.

    Il commercialista, ovvero il ragioniere d'alto bordo, vede una filiera CHE NON PAGA IVA.

    Le cose non stanno esattamente cosi'. Anche tralasciando il fatto che non tutta l'iva si scarichi, il problema e' che qualcuno NON HA I SOLDI DELL' IVA IN CASSA.

    E se quando ti servono quei soldi per essere solvibile non li hai, sei tecnicamente fallito.

    Qundi, se si discute di impatto sulla filiera, il commercalista ti dira' che non alcun impatto, dal momento che il ciclo si chiude a zero. Non bere nulla per un mese, e poi a fine mese bevi tutta l'acqua del mese. Sembra funzionare, se non fosse che morirai molto prima.

    Cosi' torno alle mie affermazioni iniziali: un aumento dell' IVA impatta sulla filiera perche' OGNI ELEMENTO rimane SENZA soldi in cassa per un certo periodo. E questo periodo ha un valore per una ragione: innanzitutto perche' sei meno solvibile, in secondo luogo perche' se usi del fido vai sotto, in terzo luogo perche' sono soldi che non puoi investire per la tua azienda.

    Quindi insisto: alzando l' IVA, tutta la catena ci perde. Certo, a fine anno il disastro non lo vede il commercialista: lui riceve le fatture e fa un bilancio finale, e da una singola fotografia pretende di avere la fotografia dell'azienda stessa. Ma non e' cosi: se l' IVA e' al 20%, ho 4 aziende cui mancano in cassa quei soldi per un certo periodo. Se la alzo al 22%, ho 4 aziende cui manca il 22% anziche' il 20%.

    Adesso confrontiamo la filiera lunga e quella corta:

    produttore => distributore => grossista => negozio => cliente
    produttore => negozio => cliente



    Nel primo caso, l'unico che vede i soldi istantaneamente e' il negozio. Tutti gli altri i soldi dell' iva se li vedono mancare dalla cassa per 30,60,90.120,180 giorni. Il punto, quindi, e' che su una catena lunga o laddove il pagamento non sia istantaneo, l'aumento dell' IVA si spalma sulla filiera come pressione sul flusso di cassa, e piu' e' lunga la filiera e piu' aziende pagano il prezzo di questa pressione.

    Solo dopo MESI la pressione finanziaria finisce e la cassa torna a zero.

    Chi dice che l'IVA non si "paga" non distingue tra "non pagare" e "pagare e poi venire rimborsati tra qualche mese". Per loro e' "non pagare" in entrambi i casi.

    Ma se un'azienda e' fuori di una cifra per l'80% dell'anno, HA PAGATO ECCOME.

    Ora, il commercialista mi dice che io confondo lo stato patrimoniale col bilancio, eccetera: ma la verita' e' che VOI confondete la situazione patrimoniale col bilancio quando dite che l' IVA la filiera non la paga. Ma non vi preoccupate, non vi spieghero' la differenza logica: so che non capireste.

    Ma quando io vado a fare un esame sistemico della cosa, ottengo che:

    Nella filiera piu' lunga i soldi mancano per piu' tempo.
    Nella filiera piu' lunga i soldi mancano a piu' aziende.

    Nemmeno questo si vede sul bilancio globale,


    Il secondo punto di cui si discute, e sul quale non mi troverete MAI d'accordo , e' la storia della tassazione dei redditi.

    Prendiamo un sistema simile al primo sistema fiscale romano: ogni contadino doveva dare 4 quintali (2)di grano allo stato. Cosi', il contadino che produceva 4 quintali era rovinato. Quello che ne produceva 14 aveva una pressione fiscale altina, ma viveva. Quello che ne produceva 40 aveva una pressione fiscale bassa, e quindi ci gongolava.

    Questo produceva una esigenza : ingrandirsi almeno sino al punto in cui la pressione fiscale sul reddito non fosse minima o trascurabile, almeno sostenibile.

    Quindi il primo effetto positivo della tassazione c'era: le aziende agricole dovevano espandersi e produrre molto.

    Il prolbema sorge subito col latifondo: succede che io devo pagare 4 quintali di grano /anno. Possiedo tutta l' Emilia Romagna, con cui produco solo 400 quintali di grano. E' una cifra ridicola, ma per me basta ad avere tasse per l' 1% del reddito e un reddito apprezzabile. Il guaio e' che l'intera popolazione dell' Emilia Romagna dovra' sfamarsi cn 400 quintali di GDP totale.

    Cosi', occorre una SECONDA tassa, sui mezzi di produzione, proporzionale alla loro dimensione. In questo modo, se diventi 10 volte piu' grande paghi 10 volte piu' tasse, e quindi perche' ti convenga devi fare economia di scala.

    Hai un minimo di 4 quintali di grano procapite, ma anche una tassa sui mezzi di produzione.

    Quindi siamo a due tasse:

    Una tassa forfettaria fissa per persona,qualsiasi sia il reddito (=vi conviene arricchire)
    Una tassa proporzionale al mezzo di produzione (=vi conviene aumentare la produttivita')

    Rimane un problema: la rendita. Io compro un appartamento al solo scopo di vederlo aumentare di prezzo senza far nulla. Oppure compro un'opera d'arte che si riprezza. Se io faccio solo le tasse 1 e 2, (situazione tipicamente rinascimentale) otterro' che tutto il capitale si sposta sulle proprieta' di rendita. Otterro' palazzi bellissimi, opere d'arte a sfare, ma essenzialmente il capitale si immobilizzera' tutto su proprieta' improduttive che aumentano di valore.

    Cosi', occorre una terza tassa, cioe' una patrimoniale, crescente col valore, ovvero se hai il doppio paghi piu' del doppio. In questo modo costringo la proprieta' di rendita, il patrimonio, a non fermarsi su fenomeni speculativi.

    Quindi -e mi spiace, potete pupparmelo quanto volete e saziarvi di Anticristo se non siete d'accordo- il sistema fiscale migliore possibile per la crescita fa:

    Una tassa forfettaria fissa per persona, qualsiasi sia il reddito (=non vi conviene diminuire di dimensioni)
    Una tassa proporzionale al mezzo di produzione (=vi conviene aumentare la produttivita' oltre che crescere di dimensioni)
    Una tassa piu' che proporzionale (=progressiva) sui capitali "non aziendali" (=non vi conviene lasciar fermi i soldi bloccandoli in proprieta')


    Ovviamente TUTTI si metteranno a strillare. Dico "tutti" perche' essenzialmente tutte le filosofie fiscali moderne dicono esattamente il contrario.

    Nell' 800 e in seguito la sinistra ha detto che la ricchezza e' lo sterco del demonio. Idea modernissima e mai sentita prima, certamente. Cosi' ha deciso che il reddito alto sia un peccato da espiare pagando una aliquota crescente.

    Il risultato di tutto questo e' semplicemente evasione fiscale.

    Le destre inoltre si sono accanite sul secondo punto: siccome l'azienda produce, allora noi tassiamo la produzione e non lo strumento. E lo facciamo pure in maniera progressiva, anche se indirettamente. Cosi', il risultato e' che le aziende diventano piu' piccole.

    Le componenti cattoliche e borghesi in genere ce l'hanno col terzo sunto, perche' siccome le proprieta' immobili apparentemente non producono redditi, allora non fanno peccato, e quindi non vanno tassate , tantomeno progressivamente.

    Tutti i sistemi occidentali, e ripeto tutti, sono basati su assunti sbagliati. E questo spiega come mai non ci sia un solo stato senza un debito enorme, e non ci sia un solo stato che non abbia problemi di crescita: si tratta di sistemi fiscali COMPLETAMENTE SBAGLIATI.

    Non esiste in occidente un sistema fiscale che non abbia il problema di frenare la crescita, per la semplice ragione che tutti sono basati su presupposti sbagliati. Per questo non c'e' in occidente un solo sistema che funzioni: persino il tanto blasonato sistema USA e' un colabrodo di scappatoie , con le quali i ricchi ormai non pagano piu' nulla.

    Chi si chiede come mai in occidente le risorse siano tutte in mano a poche famiglie semplicemente non vuole guardare alla realta': il sistema fiscale occidentale e' basato su presupposti SBAGLIATI.

    L'unica tassazione che deve essere progressiva NON e' quella sul reddito, ma sul patrimonio.

    L'unica tassazione che deve essere proporzionale non e' quella sul valore aggiunto, ma quella sui mezzi di produzione.

    L'unica tassazione che deve essere forfettaria non e' quella sui patrimoni, ma quella sul reddito.

    Esattamente il contrario di quello che si sta facendo.

    Per cui, il problema non e' SE gli stati occidentali arriveranno o meno al disastro. Il problema e' solo QUANDO. Perche' tutti, indistintamente, hanno un fisco che scoraggia la crescita (chi ha il fisco migliore si oppone meno, ma sempre si oppone), produce evasione, elusione, e incoraggia il patrimonio improduttivo e speculativo.

    Che genere di effetto pensavate di ottenere, cosi'?

    Uriel



    (1) Anzi, siccome non avete pisciato (siete morti di sete dopo 4 giorni circa) , forse e' addirittura migliorato.

    (2) In realta' era una misura molto piu' piccola, ma e' un esempio: era una quantita' fissa.

 

 

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito