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Discussione: La storia e’ una soltanto

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    Predefinito La storia e’ una soltanto

    Condivido questa bellissimo articolo di GIANNETTO Bordin, con vero piacere, e facendolo colgo l'occasione per consigliare ai vari X con scenziati al seguito, di leggerlo attentamente, MOLTO, MOLTO attentamente, neanche a scriverlo, ho affrontato l'oggetto della discussione molti anni fa, attingentdo alle stesse fonti che riporta il GIANNETTO e viva Dio, arrivando, alle stesse inequivocabili conclusioni, non è un caso se l'autore cita tra le fonti, personaggi come DE FELICE e PISANO'.
    Aggiungo solo una piccola riflessione personale, per quanto si sia tentato, con decenni di falsità e millanterie, di ricatti e minacce, di mettere a tacere la verità, essa, prepotentemente tende ad affermarsi, questo sia da monito a tutti i fancazzisti che hanno fatto della storia, una cosa zozza e maleodorante, piagandola alla bisogna.
    Qui sotto, troverete il perchè i revisionisti vengono in molte parti del mondo perseguitati con leggi liberticide, incarcerati eb trattati peggio degli stupratori, seviziatori e dei pedofili.
    L'altra sera, la RAI, trasmettendo una puntata inedita della "LA GRANDE STORIA, MUSSOLINI, MARCIA,MORTE E MISTERI" ha finalmente e definitivamente preso atto che la versione storicamente accreditata della presunta fuga e morte di Mussolini è un FALSO.
    VIVA DIO, in questa devastata e succube Italia, ancora si vedono scintille di verità, questo mi da la forza di guardare al futuro con un pizzico di speranza.
    Buona lettura.
    Ringhio.



    Gli Storici si affannano per anni e anni dedicando il loro tempo e i loro studi, con giobbesca pazienza alla ricerca della verità su quanto accaduto nel tempo e, quando riscontrano notizie palesemente false, contraffatte o anche semplicemente lacunose, si affrettano a ripristinare la verità affinché i cittadini godano di una informazione il più veritiera possibile.
    Allo stato dei fatti, doloroso constatarlo ma purtroppo vero, possiamo affermare che ben quattro generazioni di italiani succedutesi dal 1945 in poi sono stati volutamente e colpevolmente tenuti all’oscuro di un importante periodo della loro storia patria. Sono stati costretti a conoscere esclusivamente la versione imposta dai vincitori, infarcita di menzogne, mezze verità e omissioni, propinateci da cattivi maestri, da storici prezzolati, dalla televisione, da ogni altro mezzo di informazione e, soprattutto, dalla scuola ad ogni livello. Per cui anche gli attuali docenti che siedono in cattedra (fatte salve alcune rarissime eccezioni), coloro insomma che oggi “insegnano”, hanno a loro volta conosciuto e appreso una versione falsa e distorta di quella Storia che riguarda la prima metà del secolo ventesimo. Pertanto, essendosi pigramente ben guardati dall’approfondire, non possono che continuare a divulgare pappagallescamente le false verità apprese al tempo in cui essi stessi occupavano i banchi di scuola.
    Questo castello di menzogne eretto dal vincitore su quanto accaduto in quegli anni, fu costruito allo scopo di additare al ludibrio del mondo alcuni milioni di connazionali, cercando di precipitarli in una virtuale foiba della Storia appositamente creata per loro.
    Con grande fatica e testardo impegno, pochissimi coraggiosi hanno tentato in qualche modo di opporsi con i loro scritti al diffondersi della “grande bugia”. Costoro sono stati definiti con disprezzo “revisionisti”. Quasi che il primo dover di uno storico, quello cioè di accertare con la ricerca di nuove prove la verità dei fatti, fosse cosa deplorevole.
    Tra coloro che gli autori della storiografia ufficiale definiscono appunto “revisionisti”, in chiave spregiativa, il vero pioniere di tale corrente è stato Giorgio Pisanò (scrittore, giornalista, combattente RSI e senatore per ben quattro legislature) che tutti conosciamo, il quale, con la sua “Storia della Guerra Civile”, ed altri importanti libri, ha praticamente trascorso buona parte della sua vita dedicandola a scomode e pericolose inchieste ristabilendo spesso la verità su quanto accaduto in Italia nel breve (per la “storia”) periodo di tempo che corre dal 1943 al 1945.
    Purtroppo i suoi lavori rimasero per molti anni una lettura di nicchia, un interesse di pochi, dal momento che nessun editore di rilievo (tutti “irreggimentati”) si impegnò a divulgarli perché non si doveva “ disturbare il manovratore.
    Ci sono voluti decenni prima che altri scrittori o storici, già cari al regime ma tutt’un tratto fattisi “curiosi”, riuscissero - almeno in parte - (quasi sempre attingendo allo stesso Pisanò) a far conoscere al grosso pubblico importanti fette di quella Verità sulle quali egli stesso aveva faticosamente sollevato la pesante coltre di opprimente silenzio calata dai nuovi padroni del vapore sui fatti di quegli anni.
    In ordine di tempo, dopo Pisanò, è doveroso citare il più importante dei cosiddetti “revisionisti”: Il professor Renzo De Felice. Docente universitario, Storico accreditato, ebreo, proveniente dalla sinistra, il quale, con una onestà difficilmente riscontrabile in chi proviene da quelle file, con anni di ricerca, dopo lunghe indagini, ha pubblicato (tra gli anni ‘60 e ‘90), in otto ponderosi volumi, per i tipi di Einaudi, una dettagliata, documentata e accettabile Storia del fascismo, incentrata sulla vita di Benito Mussolini.
    Questi tomi di circa un migliaio di pagine ciascuno, avevano però un grave difetto: costavano “un’iradiddio” e quindi erano acquistati principalmente da gente del mestiere e da qualche privato - cultore di storia patria - molto spesso al prezzo - oltre quello di copertina - di togliersi di bocca un considerevole numero di ... bistecche, pur di possederli.
    Malauguratamente l’impegno del De Felice, causa la sua morte avvenuta nel 1996, dovette interrompersi prima che potesse affrontare quel particolare periodo, già affrontato da Pisanò, quello che va dall’8 settembre 1943 in poi.
    Negli ultimi tre decenni altri (rari) onest’uomini provenienti dall’estrema sinistra, pertanto insospettabili di simpatia per il fascismo, improvvisamente divenuti “curiosi”, dopo aver nutrito dubbi su quanto la storiografia ufficiale proponeva, hanno potuto fornire con le loro ricerche, poi pubblicate, un discreto contributo alla conoscenza della Verità. Tra costoro ricordiamo il professor Romolo Gobbi, ricercatore presso l’Università di Torino, proveniente dall’estrema sinistra, che con alcuni libri frutto delle sue ricerche (“Il mito della Resistenza”, Rizzoli 1992; “Una revisione della Resistenza”, Bompiani 1999 e “Chi ha provocato la seconda Guerra Mondiale?”, Muzio editore 1995), concordando con Pisanò, ha demolito in poche documentate pagine buona parte della falsa storiografia resistenziale. Fatto questo che gli ha attirato le ire del senato accademico, non uso ad accettare verità diverse da quelle imposte dalla storiografia ufficiale. Questi libri non hanno avuto però una adeguata diffusione.
    Più fortunato è stato invece negli anni recenti il noto scrittore e giornalista, anche lui di sinistra, Gianpaolo Pansa, il quale con i suoi “I vinti non dimenticano” -”Il sangue dei vinti” - “La grande bugia” ed altri interessanti libri (gran parte delle cui notizie attinte e rielaborate dagli scritti di Giorgio Pisanò) è riuscito a raggiungere un elevato numero di lettori che hanno finalmente potuto conoscere quelle verità già accertate da Pisanò, scoperchiando almeno in parte quel pentolone ribollente di menzogne e omissioni rifilateci dalla storiografia ufficiale.
    Se possiamo quindi ben affermare che Giorgio Pisanò è stato il PRIMO STORICO (anche se lui non amava definirsi tale) antesignano dei REVISIONISTI, non possiamo dimenticare che - a onor del vero - prima di lui vi fu un altro lodevole tentativo: quello di un altro grande storico, inviso però al vincitore, Attilio Tamaro, con il suo “Due anni di Storia, (Roma Tosi, 1948/1949-Completamente ignorato dalla critica, e riedito da Volpe nel 1981)
    Inutile dire che tutti i suddetti sono stati sempre e comunque osteggiati, insultati e minacciati pesantemente dal “potere” che non ama essere smentito, ed ha tremato nel vedere le ampie crepe che andavano producendosi nel suo castello di menzogne ormai vicino allo sgretolamento. Menzogne che imperterriti continuano a diffondere in ogni occasione attraverso tutti i mezzi ancora saldamente nelle loro mani.
    Durante il suo lavoro di ricerca, iniziato negli anni cinquanta Pisanò ha dedicato gran parte del suo tempo rincorrendo e intervistando probabili testimoni che gli potessero rivelare qualche particolare sulla morte di Benito Mussolini e Claretta Petacci. Per anni alti “personaggi” ed altri cosiddetti “minori”, ma non certo meno importanti, presenti su quella scena, ripetutamente interrogati da Pisanò, se pur si lasciavano andare a qualche ammissione concludevano sempre l’intervista con un “qui lo dico e qui lo nego”. Rendendo pertanto impossibile riferire documentatamente qualsiasi notizia di una certa importanza.
    Sino a che finalmente un freddo ma fortunato giorno del febbraio 1995 - cioè dopo mezzo secolo di scarpinate su strade e sentieri del lago di Como, riuscì, grazie ad una importante e volontaria testimonianza oculare, a scoprire il modus operandi in cui vennero assassinati (è la parola) Benito Mussolini e la povera Claretta Petacci (avendo personalmente collaborato con Pisanò in questa parte conclusiva dell’inchiesta ne sono testimone diretto).
    La conclusione dell’inchiesta con le sue rivelazioni è poi stata pubblicata nel 1996 da “Il Saggiatore” nel libro/documento “GLI ULTIMI CINQUE SECONDI DI MUSSOLINI”. Un libro che, questa volta, anche se scritto dal reprobo Giorgio Pisanò, pubblicato però da un editore che avendo compreso l’importanza storica delle rivelazioni in esso contenute, ne ha garantito la diffusione - ha visto inaspettati traguardi di vendita, raggiungendo le centomila copie vendute.
    Ma veniamo al punto, al “perché” di questa lunga premessa.
    Ora, se riguardo alle rivelazioni riportate da Pisanò sul drammatico episodio, si possono comprendere (ma non certo giustificare) i livorosi storici antifascisti che si sono inutilmente arrampicati sugli specchi cercando di inficiare la validità della ricerca, non possiamo però accettare né capire coloro che - pur appartenenti alle nostre file - insistono nel fare propria e/o difendere e diffondere la falsa versione della “fucilazione” di Mussolini e della Petacci come avvenuta a Giulino di Mezzegra davanti al cancello di Villa Belmonte, dettata dalla favolistica resistenziale, fondata su notizie provenienti da chi ha tutto l’interesse a far sì che non si conosca una verità che danneggerebbe considerevolmente non solo una certa parte politica, ma tutto l’entourage di uomini di politici e di governo che si sono succeduti dal 25 aprile 1945 ad oggi.
    Da quando, nel 1996 è uscito il succitato libro di Pisanò, nessuno, dicesi nessuno storico o presunto tale, si è preso la briga di scrivere qualcosa negando (documentatamene, non “ipotizzando”!) - le rivelazioni di Pisanò, il cui risultato dell’inchiesta è ormai unanimemente e definitivamente acquisito.
    Soltanto qualche personaggio ingenuo o in malafede può mettere in dubbio i risultati acquisiti da Pisanò, riproponendo trite e ritrite dichiarazioni e false o interessate “testimonianze” fatte da inaffidabili personaggi, ormai abbondantemente smentite dagli storici più accreditati e da chiunque abbia seriamente indagato su quanto avvenuto in quei giorni di fine aprile.
    Uno dei tanti improvvisati “testimoni” è stato un certo Geninazza, autista partigiano, sulle cui dichiarazioni e affermazioni si basa il nuovo libro di certo Pietrangelo Pavesi, ultimamente dato alle stampe da editore sconosciuto.
    Il Pavesi (è questo è un lato “antipatico” della faccenda) che si muove freneticamente nel tentativo di accreditarsi come storico” è stranamente un “camerata” che, avendo anticipato il contenuto del suo libro dall’accattivante titolo “Sparami al petto!” (frase ripresa dal racconto del Geninazza, secondo il quale sarebbero state le ultime - improbabili - parole di Mussolini) in un articolo pubblicato con faciloneria giornalistica da LIBERO nel 2009, si è visto praticamente demolire le cervellotiche affermazioni pubblicate, dal serio e documentato ricercatore storico Maurizio Barozzi.
    Sarebbe troppo lungo qui riportare quanto il Barozzi ha contestato al Pavesi. Se però questo giornale ritiene di pubblicarle, con l’autorizzazione dell’autore, glie le faremo avere. Oppure il Barozzi potrà personalmente inviargliele con i suoi commenti.
    Anche in anni più lontani, ogni tanto qualche articolista ebbe a riportare agli “onori” della cronaca il Geninazza e le sue incredibili dichiarazioni e affermazioni mai sostenute dalla necessaria documentazione se non quella di un suo improbabile diario che nessuno aveva mai visto e pare sia uscito allo scoperto dopo la sua morte, che riporta “notizie” sempre regolarmente confutate, con dati alla mano, dai vari storici e giornalisti interessati all’argomento. Una “testimonianza” - quella del Geninazza - ormai accantonata da qualsiasi serio ricercatore.
    Anni addietro l’autore di “Sparami al petto” mi anticipò il contenuto del libro che aveva in animo di scrivere e rimasi sorpreso del fatto che specialmente un dilettante volesse scrivere una sua verità opponendola a quella scaturita dall’inchiesta di Giorgio Pisanò, ovunque e comunque accettata come la sola attendibile.
    A quel tempo sconsigliai quel “camerata” di perseguire nel suo intento, e demordere da tanto inutile e vanitoso impegno, basato sulle dichiarazioni di un personaggio ormai passato in giudicato.
    Confesso che personalmente non ho letto il libro del Pavesi, ma conoscendone il contenuto so ugualmente bene di ciò che parlo. (D’altronde nessun critico legge completamente tutti i libri che recensisce!)
    La mia dichiarazione di ritenere inutile la lettura del libro di Pierangelo Pavesi è poi supportata anche dal fatto che nel passato mi sono già sorbito parecchie letture del genere. Molto spesso robaccia scritta da improbabili aspiranti “storici” o da imbolsiti partigiani; da “resistenti” d’ogni specie o da volgari assassini come Orfeo Landini; da megalomani ognuno dei quali si attribuiva “l’onore” dell’uccisione di Mussolini e della Petacci. Parlo di Bruno Lonati, Lamberto Bocconi, di tale Malcom Smith, dei fratelli Arturo e Carlo Allievi, e di impuniti falsari del calibro di Valter Audisio e Aldo Lampredi. E tanti altri ancora. Tutti personaggi che non possono trovare alcuno spazio di credibilità presso il lettore.
    Sull’argomento purtroppo vi è l’insana e diffusa abitudine di voler apparire con inutili scritti su qualche compiacente giornale, per annunciare nuove “rivelazioni”, avanzando le ipotesi più strampalate. Scrittori e giornalisti in debito d’ossigeno, pennivendoli, editori e compagnia cantando. Gente interessata solamente a “guadagnare” qualche quattrino, o aumentare la tiratura del giornale con un argomento che suscita sempre l’interesse del lettore, intorpidendo le acque e fregandosene della verità storica.
    Qui sta proprio l’essenza della questione. Tutti parlano, tutti scrivono, tutti congetturano, tutti proprio e solamente per alimentare un filone... economico.
    Anche il Pavesi sostiene che il suo libro si basa su documenti e testimonianze” (naturalmente attinte dal Geninazza). Una di queste (come mi ha scritto lui stesso) tanto per fare un esempio, è che “in casa De Maria abitavano almeno 22 persone”. Ohibò! Ma chi mai glielo avrà detto?
    E’ mai possibile che Pisanò il quale per oltre quarant’anni si è interessato della faccenda (interrogando e intervistando nel corso di mezzo secolo decine di volte i De Maria, i loro parenti, centinaia di ex partigiani, parroci, marescialli dei carabinieri, sindaci del lungolago, notai, fotografi eccetera [io stesso a visitare casa DE Maria ho iniziato negli anni ‘50]) e gli altri ricercatori, in tutte le loro inchieste, non ne sarebbero venuti a conoscenza! Ma allora costoro erano proprio un branco di coglioni! Suvvia, non facciamo ridere!
    A meno che la “STORIA”, col suo cartiglio zeppo di segreti - snobbando, con Giorgio Pisanò, quel branco di “incapaci” quali Franco Bandini, Alessandro Zanella, e tanti altri ancora, aspettava con ansia di veder apparire all’orizzonte un novello “storico”, per rivelargli ipso facto testimonianze e documenti negate a quei quattro gatti, storici di professione, immeritevoli dei suoi “favori”. Gran brutta bestia “Madama la Storia”!
    Fortunatamente durante l’ultima trasmissione sull’argomento mandata in onda su RAITRE sabato 7 luglio alle 21,30 è stata rivalutata la testimonianza oculare di Dorina Mazzola rilasciata a Giorgio Pisanò, che ha costituito la base del libro “Gli ultimi cinque secondi di Mussolini” .
    Si tratta di un riconoscimento tardivo ma doveroso, che implicitamente denuncia e riconosce come falsa la favolistica versione resistenziale della fucilazione davanti al cancello di Villa Belmonte, come qualche sprovveduto ancora insiste nel credere.
    Una “mazzata” per tutti i presenti e futuri.. Pavesi.


    La storia e? una soltanto | Storia | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale
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    Predefinito Re: La storia e’ una soltanto

    xxxx ha una impostazione totalmente diversa che ha sviluppato per conto suo nel corso di un 25 ennio di letture di saggi storici:

    si è frantumato le palle di leggere i de felice.

    è passato direttamente alle fonti. e da li trae le sue impressioni.

    ad esempio. credo sia molto ma molto più utile per farsi una idea propria leggere i mattinali dei carabinieri o i documenti delle riunioni di fabbrica o le schede della polizia politica relativa agli oppositori che 10000 pagine (già lette peraltro) dove un superstorico interpreta una fottuta mole di documenti.

    va da se che la visione che ne hai parte dal basso ma ti garantisco che se hai le basi storiche è molto ma molto meglio.

    difficile reperire i testi. ma non ho fretta.
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    Predefinito Re: La storia e’ una soltanto

    beh... che buona parte dei testi sulla resistenza siano molto parziali è ovvio e direi NORMALE.

    quanto a pansa... definirlo uno storico è una bestemmia. il suo sangue dei vinti è storicamente 'robaccia': non dice nulla di nuovo. e il vecchio lo tratta con un rigore minimo di fatto saccheggiando testi precedenti e racconti orali. il che non significa affatto che scriva menzogne. semplicemente non approfondisce praticamente nulla, non contestualizza le vicende.... scrive una sorta di elenco del telefono di omicidi ed eccidi senza accennare minimamente al contesto nel quale sono avvenuti. (un paio di quegli episodi li ho stra-approfonditi per fattacci miei e te lo posso garantire al 1000per1000)

    per ultimo ma non meno importante....

    ogni 'revisione' storica è bene accetta dal mio punto di vista. ma una revisione storica accettabile non deve presentarsi come ideologicamente orientata. e buona parte di quella attuale e (perdonami) tutta quella che posti tu lo è.

    per cui: se puoi avere anche ragione nel considerare politicamente orientata buona parte della storiografia della cd guerra civile NON vedo perchè cercare di sostituirla con altra storiografia di segno ideologico diverso.

    perchè va da se che si deve scegliere si sceglie per vicinanza ideologica. ma non parliamo più di storia. ma di politica.
    Ultima modifica di -----; 12-07-12 alle 17:59
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    Predefinito Re: La storia e’ una soltanto

    Citazione Originariamente Scritto da xxxx Visualizza Messaggio
    xxxx ha una impostazione totalmente diversa che ha sviluppato per conto suo nel corso di un 25 ennio di letture di saggi storici:

    si è frantumato le palle di leggere i de felice.

    è passato direttamente alle fonti. e da li trae le sue impressioni.

    ad esempio. credo sia molto ma molto più utile per farsi una idea propria leggere i mattinali dei carabinieri o i documenti delle riunioni di fabbrica o le schede della polizia politica relativa agli oppositori che 10000 pagine (già lette peraltro) dove un superstorico interpreta una fottuta mole di documenti.

    va da se che la visione che ne hai parte dal basso ma ti garantisco che se hai le basi storiche è molto ma molto meglio.

    difficile reperire i testi. ma non ho fretta.
    Ma che fai, parli in terza persona?
    Bha, per il resto, non concordo nenanche per il ciufolo, se non studi seriamente DE FELICE, non riesci a comprendere cosa fu il Fascismo e soprattutto come si sviluppo durante il ventennio.
    Poi tu puoi pensarla legittimamente come ti pare, ma per quanto mi riguarda, al lavoro di reprimento diretto delle fonti, ho affiancato DE FELICE, non mi accontento della mediocrità, pretendo il massimo possibile.
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    Predefinito Re: La storia e’ una soltanto

    Citazione Originariamente Scritto da xxxx Visualizza Messaggio
    beh... che buona parte dei testi sulla resistenza siano molto parziali è ovvio e direi NORMALE.

    quanto a pansa... definirlo uno storico è una bestemmia. il suo sangue dei vinti è storicamente 'robaccia': non dice nulla di nuovo. e il vecchio lo tratta con un rigore minimo di fatto saccheggiando testi precedenti e racconti orali. il che non significa affatto che scriva menzogne. semplicemente non approfondisce praticamente nulla, non contestualizza le vicende.... scrive una sorta di elenco del telefono di omicidi ed eccidi senza accennare minimamente al contesto nel quale sono avvenuti. (un paio di quegli episodi li ho stra-approfonditi per fattacci miei e te lo posso garantire al 1000per1000)

    per ultimo ma non meno importante....

    ogni 'revisione' storica è bene accetta dal mio punto di vista. ma una revisione storica accettabile non deve presentarsi come ideologicamente orientata. e buona parte di quella attuale e (perdonami) tutta quella che posti tu lo è.

    per cui: se puoi avere anche ragione nel considerare politicamente orientata buona parte della storiografia della cd guerra civile NON vedo perchè cercare di sostituirla con altra storiografia di segno ideologico diverso.

    perchè va da se che si deve scegliere si sceglie per vicinanza ideologica. ma non parliamo più di storia. ma di politica.
    Su Pansa nulla quaestio, sul resto, mi sembra che generalizzi e mischi tutto e il suo contrario, contento te di cercare questo nuovo approccio per smontare quello che posto e quello che scrivo, contenti tutti.
    Io produco e giro molti documenti che trattano diversi momenti e diversi contesti, anche in paesi diversi, pertanto, quando parlo dell'Italia e di quello che gli è connesso uso storici italiani, in primisi DE FELICE, in seconda istanza altri, ma potrei utilizzarne a decine e decine, tanta e tale e la mia preparazione nello specifico, ho letto moltissimio, e anche se non posso scrivere tutto, ti assicuro che sul ventennio, il tuo approccio è a dir poco RIDICOLO.
    Per quanto concerne glia ltri contesti, utilizzo gli storic revisionisti, e CI MANCHEREBBE ALTRO cosa altro dovrei fare?
    Indi, e per favore, quando mi contesti dei comportamenti, ti chiedo genilmente di contestualizzarli e circostanziarli a dovere, onde potermi permettere di controbattere, nello specifico e non restando sul vago.
    Non mischio la politica e la passione per l'IDEA con la Storia, almeno tento di non farlo, e di norma riesco a essere abbastanza obiettivo.
    Ti perdono, ma dovresti usarmi la genilezza di spiegare perchè definisci quello che posto io di parte, se si tratta di un tuo pensiero, m'interessa poco, se è un giudizio storico, potrebbe anadre bene purchè tu sia in grado di sostenerlo, se invece, come penso è un approccio, allora, perdonami tu, ma non ti reputo in grado di dare pagelle agli storici revisionisti, senza un minimo di approfondimento.
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
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    Predefinito Re: La storia e’ una soltanto

    Citazione Originariamente Scritto da Ringhio Visualizza Messaggio
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    Per quanto concerne glia ltri contesti, utilizzo gli storic revisionisti, e CI MANCHEREBBE ALTRO cosa altro dovrei fare?
    Indi, e per favore, quando mi contesti dei comportamenti, ti chiedo genilmente di contestualizzarli e circostanziarli a dovere, onde potermi permettere di controbattere, nello specifico e non restando sul vago.
    Non mischio la politica e la passione per l'IDEA con la Storia, almeno tento di non farlo, e di norma riesco a essere abbastanza obiettivo.
    Ti perdono, ma dovresti usarmi la genilezza di spiegare perchè definisci quello che posto io di parte, se si tratta di un tuo pensiero, m'interessa poco, se è un giudizio storico, potrebbe anadre bene purchè tu sia in grado di sostenerlo, se invece, come penso è un approccio, allora, perdonami tu, ma non ti reputo in grado di dare pagelle agli storici revisionisti, senza un minimo di approfondimento.
    ah... guarda...

    hai postato articoli di un giornale che pigliavano articoli di

    von thadden che NON è UNO STORICO, ma è (stato) un politico di estrema destra

    l'avvovcato catalano che NON è UNO STORICO

    nelle fonti del primo si citano: irving (squalificato dal 99% degli storici del mondo) courtois che di fatto almeno dal 1982 FA POLITICA più che storia e non ricordo chi altri.

    passi de felice (che non mi piace MA è uno storico). ma questi se sei DAVVERO uno storico SAI BENISSIMO che non contano un cazzo. servono SOLO a far propaganda.

    poi oh... continua così. io preferisco di gran lunga leggermi direttamente le carte dell'epoca.
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    Predefinito Re: La storia e’ una soltanto

    Citazione Originariamente Scritto da xxxx Visualizza Messaggio
    ah... guarda...
    hai postato articoli di un giornale che pigliavano articoli di
    von thadden che NON è UNO STORICO, ma è (stato) un politico di estrema destra
    l'avvovcato catalano che NON è UNO STORICO
    nelle fonti del primo si citano: irving (squalificato dal 99% degli storici del mondo) courtois che di fatto almeno dal 1982 FA POLITICA più che storia e non ricordo chi altri.

    poi oh... continua così. io preferisco di gran lunga leggermi direttamente le carte dell'epoca.


    se uno storico sostenesse le teorie di IRVING , verrebbe ferocemente attaccato da tutto il mondo accademico politico intelettuale che vive e che si è fatto una carriera su teorie opposte , verrebbe subito licenziato e la sua carriera accademica sarebbe finita, probabilmente verrebbe portato in tribunale e quindi alla rovina economica x se e x la propria famiglia ...senza considerare il rischi di finire aggredito e linciato da masse di balordi politicametne schierati (Irving è finito diverse volte in ospedale picchiato e malmenato)

    hai un bel coraggio, spudoratezza e faccia tosta a dire ke il 99% degli storici del mondo abiura le tesi di Irving
    ...a quelle condizioni vorrei vedere

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    Predefinito Re: La storia e’ una soltanto

    Citazione Originariamente Scritto da xxxx Visualizza Messaggio
    ah... guarda...

    hai postato articoli di un giornale che pigliavano articoli di

    von thadden che NON è UNO STORICO, ma è (stato) un politico di estrema destra


    Ma scordi che gli articoli che ho postato avevano altre fonti, di cui ti dimentichi, vai a ritroso e vedi se scrivo idiozie, inoltre, anche PISANO' non era uno storico ma un giornalista, questo non gli ha impedito di scrivere libri di livello e di portare avanti studi storici che hanno smascherato le falsità inerenti la morte di Mussolini e della Petacci, ora, se credi che continuare a screditare le fonti sia la strada giusta, continua, resta il fatto che la VERITA' E' UNA SOLA, pertanto, oggi, per quanto concerne la morte di MUSSOLINI; tutti gli storici immondizia di sinistra che hanno dato credito alla versione di comodo ma inventata sono stati smascherati DEFINITIVAMENTE, mettiti l'anima in pace.
    COSI' E'.

    l'avvovcato catalano che NON è UNO STORICO

    nelle fonti del primo si citano: irving (squalificato dal 99% degli storici del mondo) courtois che di fatto almeno dal 1982 FA POLITICA più che storia e non ricordo chi altri.

    passi de felice (che non mi piace MA è uno storico). ma questi se sei DAVVERO uno storico SAI BENISSIMO che non contano un cazzo. servono SOLO a far propaganda.

    poi oh... continua così. io preferisco di gran lunga leggermi direttamente le carte dell'epoca.
    Decontestualizzi e giudichi quello che riportano solo tenendo conto delle tue idee, non entri nel merito e non confuti le loro tesi con metodo, dimmi tu chi è superficiale, inoltre, l'indagine diretta richiede tempo ed è prerogativa degli storici, se fai questo sei uno storico, io non ho il tempo per l'indagine diretta.
    Mi devo accontentare dello studio indiretto.
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


    VUOI SAPERE COS'E' L'ANTIFASCISMO? E' non avere cura del Creato, disboscando, inquinando, cementificando tutto nel nome dello Sviluppo.

  9. #9
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    Predefinito Re: La storia e’ una soltanto

    Citazione Originariamente Scritto da Ringhio Visualizza Messaggio
    Decontestualizzi e giudichi quello che riportano solo tenendo conto delle tue idee, non entri nel merito e non confuti le loro tesi con metodo, dimmi tu chi è superficiale, inoltre, l'indagine diretta richiede tempo ed è prerogativa degli storici, se fai questo sei uno storico, io non ho il tempo per l'indagine diretta.
    Mi devo accontentare dello studio indiretto.
    ah... adesso sono io che 'decontestualizzo'.

    ti ricordo che nei post precedenti ti ho tirato fuori un paio di numeri (i 300.000 mila fascisti morti ammazzati secondo l'AVVOCATO catalano )

    vuoi che ti citi il pisanò per dimostrare che ha scritto una cazzata????

    non critico quando posti de felice.

    ti critico quando posti QUELLE cazzate. al cui confronto pisanò è un gigante. pur NON essendo uno storico ed essendo di parte.

    no. non sono uno storico. ma almeno sulle cose locali mi arrangio.
    EURIDICE and amaryllide like this.
    Continuare a scrivere su TP e' collaborazionismo

  10. #10
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    Predefinito Re: La storia e’ una soltanto

    Citazione Originariamente Scritto da xxxx Visualizza Messaggio
    ah... adesso sono io che 'decontestualizzo'.

    ti ricordo che nei post precedenti ti ho tirato fuori un paio di numeri (i 300.000 mila fascisti morti ammazzati secondo l'AVVOCATO catalano )

    vuoi che ti citi il pisanò per dimostrare che ha scritto una cazzata????

    non critico quando posti de felice.

    ti critico quando posti QUELLE cazzate. al cui confronto pisanò è un gigante. pur NON essendo uno storico ed essendo di parte.

    no. non sono uno storico. ma almeno sulle cose locali mi arrangio.
    Lo sai chi fu il primo a fare riferimento alla cifra di 300000 mila morti fascisti all'indomani della fine della guerra?
    NON LO SAI VERO, il Catalano prese spunto da un deputato del PCI, il quale, durante una seduta della CAMERA, disse che i partigiani avevano giustiziato 300000 servi tra fascisti, preti e spalleggiatori e che erano stati pochi, il tutto risulta agli atti degli archivi della Camera, se mi dai un po di tempo, ti posso dare il nome del Deputato, e le coordinate sulla seduta incriminata.
    La cifra più accreditata storicamente non è 300000 mila ma 30000 mila, non mi servi tu per saperlo, fermo restando che il datto di 300000 mila non è un dato revisionista, ma di paternità resistenziale, ed io so anche perchè quel simpatico deputato del PCI era così orgoglioso di sventolarlo in aula, segno evidente di cosa avete fatto alla storia per circa 60 anni.
    Io ho tentato di farti comprendere che non sei ingrado di tenermi testa, ma tu ti ostini a non volerci credere, e pensi che utilizando questi giochetti da quattro soldi riuscirai a mettere in confusione chi legge.
    L'oggetto della discussione è chiarissimo, la puntata a cui faccio riferimento la trovi on-line, penso sia il caso che tu la veda, il libro di PISANO' che circostanzia e contestualizza i fatti io lo posseggo da svariati anni, tu non sai neache cosa vi è scritto.
    Vai a naso e butti come viene le cose, sperando che ti vada bene, ma va da se, con me non servono questi giochetti, con me serve preparazione e onestà, ambedue le cose di cui sei più sprovvisto.
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


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