L'economista (?) Oscar Giannino lascia intendere durante la sua trasmissione a Radio24 che sarà in lizza nel 2013.
Capito perché c'ha messo decenni per ammettere certe schifezze berlusconiane?


L'economista (?) Oscar Giannino lascia intendere durante la sua trasmissione a Radio24 che sarà in lizza nel 2013.
Capito perché c'ha messo decenni per ammettere certe schifezze berlusconiane?
Ultima modifica di Zdenek; 13-07-12 alle 16:58
Niente reputazioni ma opere di bene. Grazie.
Che tristezza dev'essere ricevere un "ILike" da un cretino.
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un altro predicatore che cavalca l'onda del momento
che due maroni
l'italiano ha un tale culto per la furbizia che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno.
jesus died for somebody's sins but not mine


Qu'ils mangent de la brioche.


ora torna tutto...infatti non riuscivo proprio a spiegarmi la sua inversione ad U degli ultimi 2 anni.
Ora non rimane altro che capire che ha preso ad un altro giornalista: Paragone.
Prima era il solito cazzaro giornalista di stampo leghista...dopo e' diventato quasi apprezzabile, forse pure troppo (indimenticabile quando si e' messo con la chitarra a cantare in trasmissione).
I "sud tirolesi":"Noi non ci sentiamo padani perché abbiamo un patrimonio genetico basato sulla legalità, sulla convivenza, sul rispetto delle diverse tradizioni culturali purché non lesive della libertà altrui..."




Mah !Entrerà in politica Oscar Giannino in vista delle elezioni del 2013? Stando a chi lo frequenta da molto vicino parrebbe di sì, si tratterebbe solo di aggiustare e calibrare i tempi ed i modi. Se metterà per davvero la sua faccia – si mormora – lo farà in solitudine, dando vita o ad un soggetto politico o, più probabilmente, ad un cartello di partiti e movimenti che si riconoscono in quel liberalismo coerente che è parte del suo dna. Se a sinistra gli elettori hanno solo l’imbarazzo della scelta, sul fronte opposto – come si legge su siti e sui giornali d’area – il fronte è sguarnito, soprattutto dopo la débacle del tycoon di Arcore, che dopo aver promesso la “rivoluzione liberale di massa” ha fatto sprofondare ulteriormente l’Italia nell’inferno statalista. Certo, c’è ci sta tirando per la giacchetta Montezemolo (anch’egli vicinissimo all’Istituto Bruno Leoni, dato che il suo vice – Nicola Rossi, già senatore Pd – ne è presidente ), ma per taluni è troppo vicino all’apparato confindustriale ed ai poteri forti. Lo stesso Giannino non è mai stato tenero col Cordero di casa Agnelli. Ciononostante, qualche osservatore non esclude che “l’Italia futura” del presidente della Ferrari possa trovare posto sotto un ombrello comune.
Certamente, se Giannino farà il salto verrà seguito da qualche ex parlamentare Pdiellino, scontento dell’ultimo triennio passato al governo e, soprattutto, convinto del fallimento berlusconiano.
Ultima modifica di Zdenek; 13-07-12 alle 17:19
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Emanuele BuzziMILANO—«Accadrà tutto entro una decina di giorni»: il messaggio è sibillino e anticipa una svolta. Una nuova voce per i liberali e, all’orizzonte, un nuovo partito in vista delle Politiche 2013. Con una firma tagliente. Oscar Giannino lancia radiofonicamente l’iniziativa, che comprenderà— come spiega al Corriere— «persone che fanno parte dell’imprenditoria e della società civile, nessuno legato all’establishment politico». Il nome? Ancora top secret, ma le intenzioni sono palesi. Giovedì su Radio 24 nel corso del programma «Nove in punto, la versione di Oscar» il giornalista ha parlato di un appello rivolto a quei «liberali offesi e presi in giro in tutti questi anni», un progetto «per meno Stato, meno spese, meno tasse, per un percorso di ripresa dell’economia italiana che metta insieme quelli che diventeranno ex produttori e quelli che non lo diventeranno mai». «Sottoscriveremo un appello comune, c’è un segmento che manca nell’offerta politica— dice —. L’appello rinvia a un documento programmatico più ampio: se otterrà molte adesioni, cosa che ovviamente mi auguro, si trasformerà in qualcosa d’altro». Giannino smentisce l’ipotesi di una sua discesa in campo diretta: «Sono abbastanza vecchio, la mia militanza l’ho già fatta». Secondo il giornalista, che apre da tempo il suo programma con «This is the end» dei Doors a segnare il difficile momento dell’economia, «in questo momento, con la crisi dei partiti, non si può attendere oltre, ma bisogna vincere le prudenze e vedere le risposte». E ripete: «Non sono io a proporlo, ma tante persone di rilievo della società civile». Giannino è critico nei confronti del berlusconismo e non lo nasconde: «C’è gente delusa da come ha votato in questi 18 anni, dalle risposte che non sono arrivate, dalle promesse mancate». Alla radio ha parlato dell’appello come necessità «di reagire» alla notizia del ritorno del Cavaliere. E il governo Monti? «Non ci riconosciamo nella linea fatta da più tasse, che è stata esattamente uguale a quella dei venti anni precedenti —ha detto nel corso del programma— e che, come vedete, aggrava il Pil e deperisce il gettito, noi non ci riconosciamo nella linea delle patrimoniali che già ci sono, l’Imu, il conto titoli, auto di lusso, aerei, elicotteri, le barche». Non una novità, visti i toni polemici di Giannino contro l’esecutivo. Intanto, il nuovo progetto politico prende corpo: «Pensiamo a un soggetto che non guardi anche solo al vecchio mondo liberale», spiega. Poi ammicca: «Bisogna dare una mano a chi nella società civile si è già impegnato, come Italiafutura negli ultimi tre anni, per dare voce al disagio di buona parte del Paese».
ebuzzi@corriere.it
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i bananas si riciclano


Non capisco come il fior fiore degli economisti italiani non prenda spunto dai ragionamenti degli esperti di PIR. Via l'Euro e si torni alla lira. Checcevò?
Ripercussioni: zero, anzi... Tutti improvvisamente più ricchi e felici.
Ad alcuni deve essere rimasta impressa quella geniale idea di Berlusconi secondo la quale si sarebbero vendute più Fiat cambiando il nome semplicemente in Ferrari. Uguale uguale... :giagia:
Corriere della Sera - «La Fiat va male? Chiamiamola Ferrari»
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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