
Originariamente Scritto da
blob21
Mio fratello vive a Milano e mi ha raccontato che con la sua compagna una notte hanno dovuto girare ben 16 ospedali prima di poter ottenere la pillola del giorno dopo in quanto nei primi 15 hanno trovato esclusivamente medici obiettori di coscienza.
Ora , io ritengo che l'obiezione di coscienza sia anche un principio nobile, basti pensare al fatto che storicamente il suo terreno elettivo si è rinvenuto nell'ambito del servizio militare e della guerra. E credo che se avessi dovuto fare il militare anche io avrei obiettato.
Tuttavia l'obiezione non può arrivare a tal punto da impedire l'esercizio di un diritto pubblico, altrimenti la propria morale, tutelata, finisce per essere imposta su quella altrui.
D'altra parte l'etica di altre religioni da noi viene riconosciuta solo fintantochè non lede diritti altrui. Esempio : i genitori Testimoni di Geova se rifiutano di consentire le trasfusioni al figlio possono essere indagati per omicidio o lesioni.
Inoltre per altri lavoratori non viene affatto riconosciuto il diritto all'obiezione. Nel lavoro che andrò a fare non potrò rifiutarmi di decidere un caso laddove la mia etica mi porterebbe a farlo o ad assolvere un comportamento che invece lo Stato condanna.
Le riflessioni di cui agli ultimi due periodi mi inducono a ritenere che più di un diritto all'obiezione, si tratti in realtà di fatto dell'imposizione della morale di una religione di Stato.
Sembrerà forzato e già detto, ma è così, mi spiace..