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Discussione: La Trinità di Dio e la divinità del Cristo, dalla Genesi all'Apocalisse

  1. #1
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    Predefinito La Trinità di Dio e la divinità del Cristo, dalla Genesi all'Apocalisse

    Scopo di questo thread è quello di evidenziare come la differente traduzione di uno stesso passo biblico possa essere usata per condurre le menti verso una conclusione dottrinale o un'altra.

    Intanto si riportano di seguito alcuni esempi di versioni bibliche, nell'attesa se ne aggiungano altri, muovendo una sorta di ricerca scientifica ed obiettiva su quali scritti possano ritenersi più accreditati.

    Il passo in esame è tratto dalla Genesi, primo capitolo, i primi cinque versetti.

    GENESI 1: 1-5

    1 Nel principio Dio creò i cieli e la terra.
    2 La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell'abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque.
    3 Dio disse: «Sia luce!» E luce fu.
    4 Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre.
    5 Dio chiamò la luce «giorno» e le tenebre «notte». Fu sera, poi fu mattina: primo giorno. (NUOVA RIVEDUTA 1994)

    1 In principio Dio creò il cielo e la terra.
    2 La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
    3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu.
    4 Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre
    5 e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno. (C.E.I. 1974)

    1 Nel principio Iddio creò i cieli e la terra.
    2 E la terra era informe e vuota, e le tenebre coprivano la faccia dell'abisso, e lo spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque. E Dio disse:
    3 'Sia la luce!' E la luce fu.
    4 E Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre.
    5 E Dio chiamò la luce 'giorno', e le tenebre 'notte'. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il primo giorno. (LUZZI / RIVEDUTA 1925)

    1 NEL principio Iddio creò il cielo e la terra.
    2 E la terra era una cosa deserta e vacua; e tenebre erano sopra la faccia dell'abisso. E lo Spirito di Dio si moveva sopra la faccia delle acque.
    3 E Iddio disse: Sia la luce. E la luce fu.
    4 E Iddio vide che la luce era buona. E Iddio separò la luce dalle tenebre.
    5 E Iddio nominò la luce Giorno, e le tenebre Notte. Così fu sera, e poi fu mattina, che fu il primo giorno. (DIODATI 1607 / ED. 1821)

    1 In principio Dio creò i cieli e la terra.
    2 Ora la terra risultò essere informe e vuota e c’erano tenebre sulla superficie delle acque dell’abisso; e la forza attiva di Dio si muoveva sulla superficie delle acque.
    3 E Dio diceva: “Si faccia luce”. Quindi si fece luce.
    4 Dopo ciò Dio vide che la luce era buona, e Dio operò una divisione fra la luce e le tenebre.
    5 E Dio chiamava la luce Giorno, ma chiamò le tenebre Notte. E si faceva sera e si faceva mattina, un primo giorno. (TRADUZIONE DEL NUOVO MONDO 2010)

    1 In the beginning God created the Heauen, and the Earth.
    2 And the earth was without forme, and voyd, and darkenesse was vpon the face of the deepe: and the Spirit of God mooued vpon the face of the waters.
    3 And God said, Let there be light: and there was light.
    4 And God saw the light, that it was good: and God diuided the light from the darkenesse.
    5 And God called the light, Day, and the darknesse he called Night: and the euening and the morning were the first day. (KING JAMES BIBLE 1611)

    1 In principio creavit Deus cælum et terram.
    2 Terra autem erat inanis et vacua, et tenebræ erant super faciem abyssi: et spiritus Dei ferebatur super aquas.
    3 Dixitque Deus : Fiat lux. Et facta est lux.
    4 Et vidit Deus lucem quod esset bona : et divisit lucem a tenebris.
    5 Appellavitque lucem Diem, et tenebras Noctem : factumque est vespere et mane, dies unus. (VULGATA CLEMENTINA 1592)

    1 ἐν ἀρχῇ ἐποίησεν ὁ θεὸς τὸν οὐρανὸν καὶ τὴν γῆν
    2 ἡ δὲ γῆ ἦν ἀόρατος καὶ ἀκατασκεύαστος καὶ σκότος ἐπάνω τῆς ἀβύσσου καὶ πνεῦμα θεοῦ ἐπεφέρετο ἐπάνω τοῦ ὕδατος
    3 καὶ εἶπεν ὁ θεός γενηθήτω φῶς καὶ ἐγένετο φῶς
    4 καὶ εἶδεν ὁ θεὸς τὸ φῶς ὅτι καλόν καὶ διεχώρισεν ὁ θεὸς ἀνὰ μέσον τοῦ φωτὸς καὶ ἀνὰ μέσον τοῦ σκότους
    5 καὶ ἐκάλεσεν ὁ θεὸς τὸ φῶς ἡμέραν καὶ τὸ σκότος ἐκάλεσεν νύκτα καὶ ἐγένετο ἑσπέρα καὶ ἐγένετο πρωί ἡμέρα μία (VERSIONE DEI SETTANTA II / III secolo A.C.)
    ........ma il dono di Dio è la vita eterna, in Cristo Gesù, nostro Signore.
    (Romani 6:23)

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  2. #2
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    Predefinito Re: La trinità di Dio e la divinità dell'Unigenito nei primi cinque versi della Genes

    Salve, e ben trovati.
    Innanzitutto grazie dell'invito.

    Prima ragionare su questo argomento, desidero chiedere però di spiegare innanzitutto qual è l'idea di partenza. Ovvero, in che modo dai primi 5 versetti della Genesi si evince la Trinità di Dio e la Divinità dell'Unigenito?

    L'unica cosa che, credo, possa essere contestata (dato che è così) è il modo in cui è tradotto il versetto due riguardo il termine "we-rùach". Quindi al max si potrebbe ragionare se bisogna tradurlo Spirito o altro. Ma non si parlerebbe nè di Trinità di Dio, nè di Unigenito. Forse non capisco qualcosa io?

  3. #3
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    Predefinito Re: La trinità di Dio e la divinità dell'Unigenito nei primi cinque versi della Genes

    @ Theokratik

    Le do il benvenuto.

    Credo intanto si possa convenire rispetto al fatto che, talvolta, la lettura e la rilettura di uno stesso passo biblico possa farne riscoprire dei particolari che in altro tempo non erano stati notati.

    Come si cercherà di spiegare con delle semplici e pacifiche considerazioni, i versetti sopra riportati illustrano molto bene, a mio parere, il senso della divinità del Figliuolo di Dio e la trinità che è in Dio stesso seppure necessitano di incroci con altri passi scritturali che meglio ne armonizzano la spiegazione.

    Al di là di cosa possa mai leggersi in quelle lettere però, forse è bene stabilire in via quanto più condivisa possibile quali vocaboli e quali traduzioni possano ritenersi più adatte.

    Cosa ne pensa a riguardo?
    Ultima modifica di nomeutente; 19-07-12 alle 19:39
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  4. #4
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    Predefinito Re: La trinità di Dio e la divinità dell'Unigenito nei primi cinque versi della Genes

    Se mediante incroci con altri versetti si può dedurre "il senso della divinità del Figliuolo di Dio e la trinità che è in Dio", bisognerebbe farli allora questi incroci, per poterli analizzare. Ma, ripeto, da quello che leggo nei primi 5 versetti della Bibbia, non vedo particolari differenze, qualunque traduzione si usi e trovo difficoltoso vederci alcun riferimento trinitario.
    L'unica differenza che vedo con la Traduzione del Nuovo Mondo (che chiamerò TNM- e per precisare, non mi pare che esista una versione 2010 come leggo nel post, ma l'ultima versione è 1987, se non che c'è quella in francese del 1995) rispetto alle altre menzionate è la parola "forza attiva" invece di "Spirito".

    Di solito è contestata perchè si vedrebbe in questo passo la descrizione della terza persona della trinità - lo Spirito di Dio.

    Quello che posso dire, è che di per sè, a parer mio ,questo non mostra nessuna trinità anche se tradotto con "spirito", infatti comunque la TNM con riferimenti in nota legge: "“E . . . forza attiva (spirito)”: ebr. werùach. Oltre a essere tradotto “spirito”, rùach è anche tradotto “vento” e con altre parole indicanti un’invisibile forza attiva. Vedi nt. a 3:8, “brezza”, e nt. a 8:1".
    Inoltre, se fai caso la CEI traduce spirito in minuscolo, mentre di solito quando si intende Spirito come persona lo si traduce con la maiuscola, come fa la NR e la ND.

    Ti riporto altre traduzioni bibliche che non traducono con "spirito" o "Spirito":

    An American Translation (1939), dice (tradotto): “Quando Dio cominciò a creare i cieli e la terra, la terra era una distesa desolata, con tenebre che coprivano l’abisso e un vento tempestoso che infuriava sulla superficie delle acque”

    (TILC) : "Il mondo era vuoto e deserto, le tenebre coprivano gli abissi e un vento impetuoso soffiava su tutte le acque"

    BO rende "un vento divino", PIB e MAR rendono con "il soffio di Dio";
    e ancora: "un vento fortissimo" (TPC); "the power of God" (TEV); "a divine wind" (NJB) e ve ne sono altre.

    Siccome la parola ebraica "rúach" contiene l’idea di azione e movimento, i traduttori l’hanno resa “soffio, respiro, brezza, tempesta, vento, forza attiva”, oltre che “spirito”. Per questa ragione il contesto in cui si trova la parola ebraica permette di determinare se la parola si debba tradurre “spirito” o altrimenti
    Tenendo presente che "rúach" significa una forza invisibile all’opera, la TNM in italiano rende Genesi 1:1,*2 "forza attiva".

    La Garofalo in nota dice: "cioè, la potenza creatrice di Dio".
    E per citare un dizionario biblico: "...non nel senso che questo sia concepito come una persona, ma come una fonte sostanziale di forza e di attività. E' la forza- creatrice di Yahweh (Gn. 1,2....)"(J.L. McKenzie p. 947- 1981)

    Quindi lo "spirito" del versetto 2 non viene inteso da molti traduttori come una persona.
    Ultima modifica di Theokratik; 20-07-12 alle 20:55

  5. #5
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    Predefinito Re: La trinità di Dio e la divinità dell'Unigenito nei primi cinque versi della Genes

    Il riferimento alla TNM 2010 è il seguente: Bibbia on-line: Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture - Sito ufficiale dei Testimoni di Geova

    A piè pagina c'è l'indicazione di un copyright 2010 e per questo non ho potuto fare altrimenti che riportarlo.

    Non so se c'è la possibilità di recuperare on line la prima versione TNM in lingua italiana, a meno che questa non fosse proprio la 1987, nè conosco bene quali fossero i riferimenti di traduzione biblica "in lingua italiana" usati dai pionieri d'Italia, missionari della Watch Tower Society.

    Prima di proseguire vorrei però sottolineare una questione che riguarda il "metodo di traduzione".

    A mia considerazione infatti, la maggior parte dei testi biblici usati oggi si sono un tantino allontanati dalla genuinità degli scritti originali.

    Capisco la necessità di "italianizzare" il linguaggio e le espressioni, così come capisco le esigenze delle Case editrici di stampare nuove copie e nuovi formati da distribuire.

    Ma ciò che per me deve suscitare delle serie considerazioni è il fatto che con queste "nuove traduzioni" si è cercato troppo spesso di vestire ed orientare "la lettera" verso determinate concezioni dottrinali a dispetto di ciò che invece, dovrebbe essere un terreno quanto più obiettivo possibile.

    Spero di essere stato abbastanza chiaro e di aver reso l'idea.
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  6. #6
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    Predefinito Re: La trinità di Dio e la divinità dell'Unigenito nei primi cinque versi della Genes

    A parte il fatto che non capisco dove stiano i riferimenti alla Trinità nei primi 5 versi di Genesi; mi chiedo piuttosto se si stia parlando della creazione del sistema solare, delle stelle e dei pianeti e non di qualcos'altro...
    Ultima modifica di donerdarko; 21-07-12 alle 12:21
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  7. #7
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    Predefinito Re: La trinità di Dio e la divinità dell'Unigenito nei primi cinque versi della Genes

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    A parte il fatto che non capisco dove stiano i riferimenti alla Trinità nei primi 5 versi di Genesi; mi chiedo piuttosto se si stia parlando della creazione del sistema solare, delle stelle e dei pianeti e non di qualcos'altro...
    Credo possa trovarsi accordo tendenzialmente unanime nell'affermare che la Luce di cui si parla nella narrazione del "primo giorno" non è riferita ad astri e pianeti.

    La creazione di questi ultimi infatti, è meglio descritta nel "quarto giorno".
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  8. #8
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    Predefinito Re: La trinità di Dio e la divinità dell'Unigenito nei primi cinque versi della Genes

    Citazione Originariamente Scritto da nomeutente Visualizza Messaggio
    Il riferimento alla TNM 2010 è il seguente: Bibbia on-line: Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture - Sito ufficiale dei Testimoni di Geova

    A piè pagina c'è l'indicazione di un copyright 2010 e per questo non ho potuto fare altrimenti che riportarlo.

    Non so se c'è la possibilità di recuperare on line la prima versione TNM in lingua italiana, a meno che questa non fosse proprio la 1987, nè conosco bene quali fossero i riferimenti di traduzione biblica "in lingua italiana" usati dai pionieri d'Italia, missionari della Watch Tower Society.

    Prima di proseguire vorrei però sottolineare una questione che riguarda il "metodo di traduzione".

    A mia considerazione infatti, la maggior parte dei testi biblici usati oggi si sono un tantino allontanati dalla genuinità degli scritti originali.

    Capisco la necessità di "italianizzare" il linguaggio e le espressioni, così come capisco le esigenze delle Case editrici di stampare nuove copie e nuovi formati da distribuire.

    Ma ciò che per me deve suscitare delle serie considerazioni è il fatto che con queste "nuove traduzioni" si è cercato troppo spesso di vestire ed orientare "la lettera" verso determinate concezioni dottrinali a dispetto di ciò che invece, dovrebbe essere un terreno quanto più obiettivo possibile.

    Spero di essere stato abbastanza chiaro e di aver reso l'idea.
    Credo che quel "2010" non si riferisca alla versione della Bibbia, ma a qualcos'altro, probabilmente a quando è stata aggiornata l'ultima volta quella pagina web.

    Riguardo ai metodi di traduzione, dovresti essere più specifico a cosa ti riferisci.

    Capisci bene che una certa parola greca può significare diverse cose in un altra lingua. Quindi è il contesto che determina come deve essere tradotto un termine, se questo ha più significati. ma questo non vale solo per il greco e solo per la traduzione della Bibbia. Ciò vale per qualunque traduzione di testi.

    Pensa che una volta, confrontando una rivista italiana, con una tradotta in polacco, una lunga frase italiana era tradotta con una sola parola polacca. Questo per spiegarti che non è sempre possibile rendere un termine perfettamente letterale a mò di interlineare, perchè quella non sarebbe più una traduzione.

    Così, il termine ebraico ruach ( pneuma il suo equivalente greco) non è possibile tradurlo sempre in un modo, anche perchè basilarmente significa "vento"- "respiro". Pensi che si dovrebbe tradurre sempre "spirito"? Ma non è possibile. Pensa per fare un esempio al salmo 35 che dice "Siano come pula al vento(ruach)"; pensi potrebbe essere tradotto "Siano come pula allo spirito"?
    Ed è un solo, banale esempio.

    Un Dizionario Biblico (G. Miegge 1992) dice per esmpio: "In GEN. 1:2 sembra doversi tradurre non "Spirito" ma "vento da parte di Dio"..."

    Quindi non credo si possa generalizzare dicendo "si è cercato troppo spesso di vestire ed orientare "la lettera" verso determinate concezioni dottrinali", almeno in questo caso. Posso essere d'accordo che in alcunoi casi è così, ma bisogna stabilire caso per caso, e poi non sono d'accordo che di per sè "queste nuove traduzioni" si allontanino dagli scritto originali, ma può succedere che Bibbie antiche avrebbero bisogno d'essere riviste. Anzi purtroppo, credo, che proprio per basarsi su antiche traduzioni, come la KING JAMES, si va fuori strada. Nel tempo la conoscenza del greco è migliorata e quindi anche le traduzioni.
    Poi che il problema del pregiudizio ci sia, sono pienamente d'accordo, e il traduttore non ne è esente.

    Ma, detto ciò, non mi pare che questo riguardi i passi che stiamo analizzando.

    E dire che quando lì si parla di "Luce" stia parlando dell'Unigenito, è una forte interpretazione, basata più su un preconcetto già impresso sulla propria mente, più che un concetto tratto dal testo stesso.
    Bisognerebbe avere forti indizi biblici per dedurre ciò.
    Puoi mostrarli?
    Ultima modifica di Theokratik; 23-07-12 alle 19:22

  9. #9
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    Predefinito Re: La trinità di Dio e la divinità dell'Unigenito nei primi cinque versi della Genes

    Citazione Originariamente Scritto da Theokratik Visualizza Messaggio
    Credo che quel "2010" non si riferisca alla versione della Bibbia, ma a qualcos'altro, probabilmente a quando è stata aggiornata l'ultima volta quella pagina web.

    Riguardo ai metodi di traduzione, dovresti essere più specifico a cosa ti riferisci.

    Capisci bene che una certa parola greca può significare diverse cose in un altra lingua. Quindi è il contesto che determina come deve essere tradotto un termine, se questo ha più significati. ma questo non vale solo per il greco e solo per la traduzione della Bibbia. Ciò vale per qualunque traduzione di testi.

    Pensa che una volta, confrontando una rivista italiana, con una tradotta in polacco, una lunga frase italiana era tradotta con una sola parola polacca. Questo per spiegarti che non è sempre possibile rendere un termine perfettamente letterale a mò di interlineare, perchè quella non sarebbe più una traduzione.

    Così, il termine ebraico ruach ( pneuma il suo equivalente greco) non è possibile tradurlo sempre in un modo, anche perchè basilarmente significa "vento"- "respiro". Pensi che si dovrebbe tradurre sempre "spirito"? Ma non è possibile. Pensa per fare un esempio al salmo 35 che dice "Siano come pula al vento(ruach)"; pensi potrebbe essere tradotto "Siano come pula allo spirito"?
    Ed è un solo, banale esempio.

    Un Dizionario Biblico (G. Miegge 1992) dice per esmpio: "In GEN. 1:2 sembra doversi tradurre non "Spirito" ma "vento da parte di Dio"..."

    Quindi non credo si possa generalizzare dicendo "si è cercato troppo spesso di vestire ed orientare "la lettera" verso determinate concezioni dottrinali", almeno in questo caso. Posso essere d'accordo che in alcunoi casi è così, ma bisogna stabilire caso per caso, e poi non sono d'accordo che di per sè "queste nuove traduzioni" si allontanino dagli scritto originali, ma può succedere che Bibbie antiche avrebbero bisogno d'essere riviste. Anzi purtroppo, credo, che proprio per basarsi su antiche traduzioni, come la KING JAMES, si va fuori strada. Nel tempo la conoscenza del greco è migliorata e quindi anche le traduzioni.
    Poi che il problema del pregiudizio ci sia, sono pienamente d'accordo, e il traduttore non ne è esente.

    Ma, detto ciò, non mi pare che questo riguardi i passi che stiamo analizzando.

    E dire che quando lì si parla di "Luce" stia parlando dell'Unigenito, è una forte interpretazione, basata più su un preconcetto già impresso sulla propria mente, più che un concetto tratto dal testo stesso.
    Bisognerebbe avere forti indizi biblici per dedurre ciò.
    Puoi mostrarli?
    Non credo sia perfettamente esatto affermare che oggi sia più facile che ieri tradurre in lingua italiana un testo "greco, latino o ebraico" che fosse.

    Questa mia convinzione mi porta a ritenere infatti, che i testi dei secoli scorsi possano ritenersi di per sè più accreditati di quelli attualmente in circolazione.

    La mia versione biblica preferita resta la cosiddetta Diodati, considerata uno dei principali capolavori della lingua italiana del 1600.

    Presenta molti particolari interessanti; tra questi ad esempio l'inserimento di parole in corsivo, utili ad evidenziare il fatto che le stesse sono state aggiunte dal traduttore benchè non presenti nel testo originario.

    Tra l'altro credo che per un pò di anni sia stata il punto di riferimento anche dei primi missionari della Società Torre di Guardia.

    Non so quale sia il tuo parere a riguardo ma, se preferisci, puoi pure prendere la cosiddetta "traduzione del nuovo mondo" come tuo riferimento.

    Di tal modo si può proseguire nella discussione.
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    Predefinito Re: La trinità di Dio e la divinità dell'Unigenito nei primi cinque versi della Genes

    Citazione Originariamente Scritto da nomeutente Visualizza Messaggio
    Non credo sia perfettamente esatto affermare che oggi sia più facile che ieri tradurre in lingua italiana un testo "greco, latino o ebraico" che fosse.

    Questa mia convinzione mi porta a ritenere infatti, che i testi dei secoli scorsi possano ritenersi di per sè più accreditati di quelli attualmente in circolazione.

    La mia versione biblica preferita resta la cosiddetta Diodati, considerata uno dei principali capolavori della lingua italiana del 1600.

    Presenta molti particolari interessanti; tra questi ad esempio l'inserimento di parole in corsivo, utili ad evidenziare il fatto che le stesse sono state aggiunte dal traduttore benchè non presenti nel testo originario.

    Tra l'altro credo che per un pò di anni sia stata il punto di riferimento anche dei primi missionari della Società Torre di Guardia.

    Non so quale sia il tuo parere a riguardo ma, se preferisci, puoi pure prendere la cosiddetta "traduzione del nuovo mondo" come tuo riferimento.

    Di tal modo si può proseguire nella discussione.
    No, ma guarda che io leggo diverse versioni. In genre leggo la TNM, ma faccio continui confrointi con le altre, compresa la Diodati.
    Anche se devi ammettere, che la Diodati usa termini più difficili da comprendere per un italiano moderno.
    Ma va benissimo per me.

    In un nostra rivista veniva fatto questo commento: "Nel 1607 Giovanni Diodati, un pastore calvinista discendente da genitori nativi di Lucca fuggiti in Svizzera per evitare la persecuzione religiosa, pubblicò a Ginevra un’altra traduzione della Bibbia in italiano dalle lingue originali. Questa versione divenne per molti secoli la Bibbia dei protestanti italiani ed è considerata, per l’epoca in cui fu prodotta, una traduzione in un pregevole italiano. Grazie alla Bibbia del Diodati gli italiani avrebbero potuto comprendere gli insegnamenti biblici, ma su quella e altre traduzioni in volgare si abbatté la censura del clero".


    Anche la TNM ha diversi pregi (ovviamente a mio parere).
    Per esempio riporta fra parentesi quadre, quello che la Diodati riporta in corsivo. E' una traduzione perlopiù letterale, precisamente ad "equivalenza formale". L'edizione "Rb8" ha numerose note in calce in cui si segnalano eventuali traduzioni alternative, nonchè un elenco specifico di manoscritti antichi su cui ci si è basati per tradurre certe espressioni.

    Inoltre una pubblicazione dei TDG dice: "Alcuni versetti possono non essere espressi nel modo a cui è abituato il lettore. Qual è la traduzione giusta? I lettori sono invitati a esaminare i manoscritti citati a sostegno nelle note in calce dell’edizione con riferimenti della Traduzione del Nuovo Mondo, a leggere le spiegazioni contenute nell’appendice e a paragonare la traduzione con varie altre versioni. Di solito riscontreranno che ci sono altri traduttori che hanno ritenuto opportuno rendere quell’espressione in modo analogo".

    Io ho voluto fare le specificazioni su, solo perchè si parlava di "traduzione più corretta". Ma nei passi che stiamo esaminando, a prescindere dall'interpretazione che se ne voglia dare, mi pare che non ci sia una sostanziale differenza fra le traduzioni bibliche riportate.

    Riguardo a ciò che dici:
    "Non credo sia perfettamente esatto affermare che oggi sia più facile che ieri tradurre in lingua italiana un testo "greco, latino o ebraico" che fosse.
    Questa mia convinzione mi porta a ritenere infatti, che i testi dei secoli scorsi possano ritenersi di per sè più accreditati di quelli attualmente in circolazion
    e"

    Non ho detto che oggi è più facile tradurre, e comunque sulla base di cosa affermi che oggi sia più difficile?
    Perchè pensi che non si sia fatto progresso nella comprensiaone della lingua?
    Un conto, poi, è parlare di "testi" dai quali tradurre, un'altro conto è parlare di traduzioni bibliche.
    Non esiste una traduzione migliore. Tutte possono essere soggette a revisioni. Per questo è bene fare il confronto.
    Credi che la vecchia Diodati sia migliore della Nuova Diodati? In genere le versioni nuove ricevono dei miglioramenti. (Ma può anche darsi in qualche caso il contrario, ma è più difficile).

    Spero di essermi spiegato.
    Ultima modifica di Theokratik; 24-07-12 alle 19:55

 

 
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