A Berlino gli omosessuali pagano meno tasse - News - Italiaoggi
Berlino gli omosessuali pagano meno tasseDi Roberto Giardina
Berlino sarebbe la capitale degli omosessuali in Europa. Circa il 10% della popolazione, che è di 3,5 milioni, apparterrebbe a questa minoranza che altrove vive male, o non come vorrebbe. Non so come si facciano simili calcoli, ma penso che sia vero. Qui non sono discriminati, semplicemente «non esistono», in quanto nessuno ritiene che i gusti sessuali siano un problema per la società.
Alcuni italiani che conosco, uomini e donne, sono venuti a vivere intorno alla Porta di Brandeburgo anche per questo motivo. Quel che mi meraviglia, diciamo come storico, è vedere che la loro roccaforte sia sempre il quartiere di Schöneberg, dove abitava Christopher Isherwood poco prima dell’avvento di Hitler. Una lapide nella Nollendorfplatz al numero 17 ricorda la sua pensione, quella di Cabaret, dove abitò dal 1929 al febbraio del 1933. Quando arrivò Hitler se ne ripartì. Passano due dittature, una guerra, la divisione del Muro, e non si cambia quartiere.
Ora, per motivi di equità, il governo vuole estendere anche alle coppie omosessuali gli sgravi fiscali concessi a ogni tedesco, lo splitting, che è un bel vantaggio per gli sposati. Si sommano i redditi di lui e di lei, e si fa la media: se un partner, non importa di che sesso, guadagna cento e l’altro zero, si pagherà su due volte 50, e il totale delle tasse, com’è intuibile, diminuisce di parecchio. Perché non fare la media anche tra «lui» e «lui» o «lei» e «lei»? Il costo per le finanze pubbliche sarebbe sopportabile, meno di 30 milioni di euro, una percentuale dello 0,2% rispetto ai 30 miliardi che lo Stato non incassa per favorire i coniugi.
Naturalmente, lo sconto potrà essere chiesto solo dalle coppie sposate. Il matrimonio omosessuale, anche se è solo un contratto tra due cittadini, è stato introdotto nel 2001. Papa Wojtyla protestò e ingiunse ai deputati cattolici, di qualsiasi partito, di votare contro. I giornali si limitarono a ignorare il pontefice polacco. I luterani erano favorevoli. Diversi loro pastori hanno fatto outing, come si dice, senza che i loro fedeli abbiano avuto niente a che ridire. Da ricordare che la comunità dei parrocchiani sceglie il suo Pfarrer e può anche licenziarlo.
Non ci fu una corsa in municipio. In questo decennio, le nozze omosessuali a Berlino sono state circa 4.500, e 23 mila in tutto il paese. Non servono, appunto perché non si hanno fastidi. Neanche il borgomastro della capitale, il socialdemocratico Wowereit, che in piena campagna elettorale ammise: «sì, lo sono, e va bene così», si è sposato con il suo compagno. Questi Pac alla tedesca non valgono per le coppie eterosessuali. Non c’è motivo. Se lo desiderano si sposano, oppure no, non cambia nulla. Anzi, in certi casi è meglio risultare single, per esempio se si ricevono gli assegni dell’assistenza sociale, che vengono decurtati per i coniugi.
Un mio amico italiano convive senza essere sposato con il suo amico, steward della Lufthansa. Lui l’ha comunicato alla compagnia, che invia al partner un regalo a Natale, e gli offre biglietti omaggio. Nell’anno in corso, già dodici tribunali hanno dato ragione alle coppie omosessuali che avevano presentato ricorso contro il fisco. Ora della questione se ne occupa la Corte costituzionale. Ma il ministro delle Finanze Wolfgang Schaüble ha messo il veto alla riforma, su pressione dei cristianosociali bavaresi. «Ma non concedere questa agevolazione non dipende da una questione di soldi», commenta la Süddeutsche Zeitung.
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