Federico Rampini su Repubblica ha pubblicato un interessante articolo in cui da conto di inchieste attualmente in corso negli Stati Uniti su accertati accordi fra grandi società finanziarie che hanno deciso di provocare sconvolgimenti nell' economia mondiale al fine di lucrare sui crolli da essi provocati, e si parla proprio della crisi attualemnte in corso
La prima data è l’8 febbraio 2010: i più importanti hedge fund (Soros, Paulson, Greenlight, Sac Capital) concordano un attacco simultaneo all’euro in una cena segreta a Wall Street. Goldman Sachs e Barclays partecipano. L’accusa è contenuta in una dettagliata inchiesta del Dipartimento di Giustizia Usa.
Un episodio successivo è datato 12 dicembre 2010. Quel giorno il New York Times rivela le «cene del terzo mercoledì di ogni mese»: riuniscono 9 membri di una élite di banchieri a Midtown Manhattan che rappresentano Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Morgan Stanley, Citigroup, Bank of America, Deutsche Bank, Barclays, Ubs e Credit Suisse. In quella “cupola” si concordano operazioni sui derivati. Fonte dell’accusa è nientemeno che Gary Gensler, capo della Commodity Futures Trading Commission cioè proprio l’authority di vigilanza sui derivati.
Il primo settembre 2011 è il Wall Street Journal a rivelare che lo stratega di Goldman Sachs Alan Brazil, in un rapporto confidenziale di 54 pagine, consiglia ad alcune centinaia di grossi clienti della banca delle operazioni di speculazione ribassista contro l’euro, con l’uso dei credit default swaps per lucrare dai fallimenti delle banche europee, spagnole in testa. In conflitto d’interessi, perché al tempo stesso Goldman Sachs è consulente del governo di Madrid.
Infine è del 10 novembre 2011 il “giallo” mai chiarito della falsa notizia su un imminente downgrading della Francia: l’indiscrezione esce dalla Standard & Poor’s, suscitando violente oscillazioni sui mercati.
Viene seguita da una smentita, ma intanto il danno è fatto: l’indagine della magistratura francese è tuttora in corso.
Aggiunge però Rampini che la speculazione non può colpire a caso e la precondizione è che stati e sistemi economici siano stati gestiti male , tanto da indurre la speculazione a colpire loro e non altri e termina dicendo
Oggi molte nazioni orientali hanno le finanze pubbliche più in ordine del mondo, i conti con l’estero in attivo, ricche riserve valutarie per consentire alle banche centrali di difendere le rispettive monete. E dietro ci sono economie reali con i “fondamentali” in ordine: a cominciare dalla competitività. Inseguire teorie del complotto non aiuta a capire le ragioni profonde di questa crisi. A cominciare da una ultradecennale perdita di competitività di tutte le nazioni mediterranee nei confronti dell’azionista di maggioranza dell' euro, la Germania
Questo l' articolo
http://giacomosalerno.wordpress.com/...erico-rampini/
Bell' articolo si diceva , da cui si possono trarre alcune osservazioni
1) gli accordi fra potentati finanziari per trarre lucro da tracolli economici di itnere nazioni o continenti esistono , quei tracolli non avvengono in base a "invisibili leggi di mercato" di cui nessuno è responsabile qualcuno decide che per incrementare il proprio patrimonio bisogna causare o comunqeu accellerare ingenti danni che creano , disoccupazione infelicità ed anche suicidi.
2) Questi accordi non necessitano di alcuna società o loggia segreta , i "grandi" della finanza si consocono fra di loro e con qualche telefonata si vedono al ristorante o nell' ufficio di qualcuno di loro. L' idea che ci siano delle sedi ufficali destinate a produrre complotti continua a non trovare alcuna conferma.
3) il fatto che le vittime se la siano un pò cercata con politiche dissennate nulla toglie alla responsabilità dei danneggiatori: se una banda in un porto decide di aggredire i marinai ubriachi per togliergli il portafoglio, il fatto che il marinaio abbia fatto male a ubriacarsi e aggirarsi in luoghi malfamati non impedisce di chiamare ladri e rapinatori i ladri e rapinatori




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