E' una canzone che non avevo mai ascoltato con attenzione. Mi limitavo a canticchiare la prima strofa con quel bel giro armonico in crescendo il ritornello dell'alleluia. Un bel giorno sbircio il testo completo e mi accorgo di strare di fronte a una poesia dello stesso calibro di hotel california degli eagles. Il primo dubbio: è una canzone religiosa o no? Parla di un uomo che abbandona la solitudine e quindi la sua arte, per dedicarsi all'amore terreno verso una donna che lo abbaglia mentre fa il bagno sotto i raggi della luna, gli carpisce la forza e poi lo detronizza.
Ma i riferimenti biblici non si limitano all'alleluia.
C'è l'arpa di David che suonava al Re Saul:
“Now I’ve heard there was a secret chord
that David played, and it pleased the Lord"
Il David, diventato Re, che s'invaghisce di Betsabea:
"her beauty and the moonlight overthrew you"
Sansone e Dalila:
"and she cut your hair"
Un'altra cosa incredibile del testo, è il preambolo come nella sceneggiatura di una commedia teatrale, si danno i ruoli si descrivono i personaggi nella prima strofa, così:
"It goes like this
the fourth, the fifth
the minor fall, the major lift"
Cohen fa coincidere l'arpa di David al giro della sua canzone. La musica realmente va sul quarto e quinto accordo, e poi scende ad un accordo minore, poi sale a un accordo maggiore, come previsto dal testo.
"a secret chord that David played, and it pleased the Lord"
Chiunque la canti, sarà sempre nei panni di Re David e Re David parlava intimamente con Dio.
Se dunque il cantante/Cohen è David e david parlava con Dio, Cohen introduce la seconda voce narrante, Dio:
"There was a time you let me know
what’s really going on below
but now you never show it to me, do you?
And remember when I moved in you
the holy dove was moving too
and every breath we drew was Hallelujah"
Se a parlare non fosse Dio, se fosse ancora Cohen, dovremmo pensare che si stia rivolgendo ancora alla sua donna, che ha perso l'amore in un grido di dolore. Invece Cohen risponde a Dio nella strofa successiva:
"You say I took the name in vain
I don’t even know the name
in every word"
Si giustifica per aver nominato il nome di Dio invano, dicendo che il nome di Dio "non l'ha mai saputo".
Avrebbe nominato invano il nome di Dio, lodando l'amore per la sua donna con Alleluia, che in ebraico significa lode a Dio e si giustifica dicendo che non conosce il nome di Dio perché in effetti è vero che di Dio, le religioni monoteiste non conoscono il nome, essendo uno solo. ("Io sono colui che sono").
Cohen va oltre, assegna alla parola alleluia un significato estatico:
"There’s a blaze of light
in every word"
un'esperienza mistica dell'uomo che può essere sia sacra che incerta
"the holy or the broken Hallelujah"
un alleluia che è, sia una marcia trionfale ispirata da Dio, che un incerto e freddo amore terreno
"love is not a victory march
it’s a cold and it’s a broken Hallelujah"




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2010:

