Come cambia il sistema sanitario nazionale

Bilanci e ospedali, la nuova sanità

Certificazione dei conti, parametri di efficienza e standard di dimensioni per le strutture

http://www.corriere.it/economia/09_l...4f02aabc.shtml

ROMA — Certificazione dei bilanci, rispetto di parametri di efficienza con l'introduzione di «standard di dimensione ospedaliera», e per le Regioni che entro l'anno non si sono adeguate scatta un taglio automatico «minimo» del 20% dei posti letto e delle prestazioni specialistiche ambulatoriali nelle strutture private convenzionate. Non solo tetti ma anche premi per le Regioni più virtuose.

Il governo avrebbe deciso di stringere per mettere sotto controllo la spesa sanitaria e avrebbe predisposto un emendamento con il quale ripropone — con modifiche — il Patto sulla Salute stralciato dal Consiglio dei ministri del 26 giugno su richiesta del ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto nel tentativo di trovare un accordo con i Governatori. L'accordo non c'è stato e ora il governo pensa di mettere alle strette le Regioni senza rompere il dialogo: «Qualora non venga raggiunta l'intesa-patto entro il 30 settembre» scatterebbe il piano di rientro con una serie di automatismi di risparmio compresi meccanismi «premiali del 3%» per le Regioni con i conti a posto. Nel braccio di ferro tra l'esecutivo e la Conferenza Stato-Regioni ci sono in gioco circa 7 miliardi nel biennio 2010-2011. Quello è il delta tra lo schema previsionale predisposto dal ministero dell'Economia e le aspettative delle Regioni che — secondo alcuni tecnici del Tesoro — hanno inventato una specie di «inflazione sanitaria» superiore a quella reale. Nel testo non viene cifrato il valore economico dell'emendamento ma — secondo gli esperti del ministero del Welfare — dovrebbe garantire un aumento di spesa del Fondo sanitario nazionale di circa 4 miliardi di euro, sempre nel biennio.

Nel provvedimento si fa riferimento alla «obbligatorietà della sottoscrizione del piano di rientro, con proroga di commissariamento, anche in caso di insufficienza della effettiva capacità fiscale libera su Irap e addizionale Irpef di fronteggiare il disavanzo sanitario». Entro il 31 dicembre di ogni anno a partire dal 2009, le Regioni sono tenute a una «valutazione straordinaria della situazione contabile con certificazione dei bilanci delle aziende sanitarie e di quello regionale». I regolamenti per la certificazione di tutte le strutture sanitarie (fondazioni, policlinici universitari, aziende ospedaliere, etc) verranno emanati entro il prossimo ottobre. All'articolo 1 sono previste le seguenti modifiche: le Regioni che entro il 31 dicembre 2009 non abbiano provveduto a «completare il processo di accreditamento definitivo delle strutture sanitarie private e dei professionisti con contestuale cessazione degli accreditamenti provvisori» subiranno tagli automatici con decorrenza 1 febbraio 2010. La mannaia del governo riguarda le strutture private «operanti in regime di accreditamento» per le quali si prevede una riduzione minima del 20% sia dei posti letto che degli importi economici previsti «dagli accordi contrattuali per il 2009». Stessa sforbiciata per le «prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale» stipulate «con professionisti o strutture private». Patto-salute a parte, oggi decolla una settimana cruciale.

La Commissione bilancio e finanza della Camera questa mattina avvia l'esame sul decreto anti-crisi con probabili innesti di altri emendamenti governativi in tema di innalzamento graduale dell'età di pensionamento delle donne del pubblico impiego (richiesto da Bruxelles) e di estensione della platea per una moratoria sulle scadenze del credito alle imprese e per la detassazione degli utili reinvestiti. Su questo secondo tema ci sarà in settimana un incontro tra il ministro del Tesoro Giulio Tremonti, il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e quello dell'Abi Corrado Faissola. Domani è previsto il vertice a Palazzo Chigi tra governo e parti sociali per l'illustrazione del Dpef e probabile ennesima richiesta da parte dei sindacati di introdurre bonus per sostenere i redditi bassi. Infine lo scudo fiscale: il governo ha smentito le ipotesi in circolazione. Se mai ci sarà, dovrà essere euro-compatibile.

Roberto Bagnoli

13 luglio 2009