Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Una questione di soldi

  1. #1
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Una questione di soldi

    Una questione di soldi
    Perchè la sinistra non è credibile


    di Florian



    Tempo fa ho visto per la prima volta in televisione un vecchio film, un classico degli anni ottanta, ovvero "Il grande freddo" di Lawrence Kasdan. L'ho fatto in un mio momento di particolare simpatia per la rivoluzione sociale e culturale degli anni Sessanta, una rivoluzione che sta a monte del vissuto dei protagonisti del film e i cui ideali sembra siano stati disattesi od abbiano maturato effetti contrari a quelli propugnati dai giovani di allora. E' questa la morale del film, ammesso che di morale si tratti, perchè l'opera è molto ambigua al riguardo.

    Dico subito che il film non mi è piaciuto, che mi ha fatto anzi incazzare. Non mi è piaciuto perchè ipocritamente assolutorio di una generazione passata dalle piazze occupate col pugno chiuso ai ricchi conti in banca e alle villette nei sobborghi con l'amico poliziotto a controllare la proprietà. Una generazione che se non è morta nel frattempo (uno dei protagonisti, se vogliamo il convitato di pietra e presenza-assenza di tutto il film, è l'amico capobanda suicidatosi) si è arricchita conservando dei vecchi tempi i gusti musicali, una certa disinvoltura sessuale e - massimo gesto rivoluzionario concessosi - rollarsi nelle occasioni speciali una canna.

    Come ha fatto, mi chiedo, questa generazione a diventare così ricca e influente al punto da conquistare persino la vetta più alta del potere, quella per altro teoricamente detestata, di Presidente degli Stati Uniti d'America? Il grande freddo narra infatti le gesta dei baby-boomers, la generazione clintoniana che negli ultimi decenni è diventata il nuovo establishment, da radical a yuppie, felice di comandare il mondo a ritmo rock e col sostegno di un corso yoga di quelli che ti insegnano che non è importante cambiare il mondo quanto cambiare se stessi.

    E questi sessantottardi apparentemente sono cambiati e molto. Poveri non lo sono mai stati, potendo contare sulle eredità spesso congrue del papà reazionario. Il lavoro l'hanno trovato subito perchè il numero non era ancora chiuso ed ecco che con la pancia piena hanno potuto liberare la mente (mens sana in corpore sano, dicevano giustamente gli antichi). Quando non si hanno problemi di grana si ragiona meglio, ci si ama di più, ci si crede immortali. E questa generazione a tirare le cuoia non ci pensa nemmeno lontanamente, piuttosto diventa "vegana", vive "bio", si dà al "reiki" o al "tantra", ed è in perenne contatto spirituale col proprio angelo custode.

    E' la generazione che vive in terra il suo paradiso e che è riuscita a combinare il sogno alla realtà. Il "mondo nuovo" è adesso, ed è bellissimo come ci dicono Rosemary Altea e Deepak Chopra, ovviamente quando tutti i tuoi bisogni primari sono assicurati da permetterti l'evoluzione spirituale.

    Odio questa gente. Odio i miei zii che rappresentano in piccolo una personificazione di quanto detto. Salvo solo chi quel sogno l'ha vissuto fino a perdersi scontando sulla propria pelle le proprie illusioni. Salvo chi non ce l'ha fatta e si è arreso. Salvo chi non si è arreso ed è rimasto dov'era oppure se n'è partito facendo perdere le tracce. Ma sull'autonominatasi "meglio gioventù" io ci sputo sopra, mi fa schifo. E' una questione di soldi. Una schifosissima questione di soldi.
    SADNESS IS REBELLION

  2. #2
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Una questione di soldi

    Uno dice: voto per la sinistra perchè sto coi poveri.

    Lasciamo stare la destra e concentriamoci su quest'affermazione. Dove stanno più i poveri a sinistra? Oggi persino alla "sinistra" quella di cambiare il mondo per renderlo più egualitario pare essere una presunzione troppo grande. Ma perchè poi cambiare il mondo quando si sta bene? Cambiarlo in funzione di che... di chi, visto che adesso il potere ce l'hai tu, il potere sei tu... Cambiare vorrebbe allora dire cedere o abdicare (giammai), e allora meglio accontentarsi di un'ambizione piccina come il matrimonio gay.

    Giovani borghesi benestanti e FIGLI DI PAPA', come Pasolini ebbe giustamente modo di sottolineare. Quei giovani non sono stati anticapitalisti abbastanza perchè erano ricchi abbastanza di loro da prendersi a cuore quello che non avevano su altri fronti... lasciando alle generazioni successive il peso di una differenza sociale alla cui formazione anch'essi hanno dato un bel contributo. Ecco perchè io non mi dirò mai "liberal" quanto semmai "socialista". Perchè io non mi batto per la redistribuzione di diritti astratti, che possono interessare solo chi la pancia ce l'ha già piena, quanto di più volgari pagnotte.

    Le donne che si sono conquistate il diritto di voto erano donne borghesi, benestanti da poter essere istruite e per questo in grado di pretendere ciò che non avevano. Tuttavia se tu non hai un lavoro, se non puoi farti una famiglia, se hai difficoltà a programmare un futuro, del diritto di voto (come per altri, ben più risibili diritti) te ne sbatti. Ed è quello che succede al giorno d'oggi, quando sempre più persone decidono di non esercitare più quel diritto, visto che chi dovrebbe difendere i tuoi interessi non c'è.

    Le generazioni precedenti a quella sessantottina una consapevolezza anticapitalista ce l'avevano, eccome. Ed è grazie a QUELLE generazioni che si poterono avere le conquiste riguardo al welfare che sono ancora patrimonio della sinistra (e non solo). E' invece colpa storica del Sessantotto quella di aver anteposto al tema del lavoro questioni individualistiche e liberali, del tutto estranee alla tradizione social-comunista, come a quelle cattolica e fascista, e proprie invece dell'immaginario politico radicale.

    Alla fine la verità non è Romney e non è Obama, non è bianca e non è marrò. La verità che ci sono i ricchi e ci sono i poveri. Ecco i due partiti. E se stai coi poveri non puoi comprarti la villa, avere la piscina, girare il mondo e goderti la vita. Se stai coi poveri devi essere un po' povero anche te.
    Ultima modifica di Florian; 27-07-12 alle 20:12
    SADNESS IS REBELLION

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    04 Jul 2012
    Messaggi
    3,323
     Likes dati
    389
     Like avuti
    565
    Mentioned
    141 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: Una questione di soldi

    Non ho visto il film ma so bene di cosa parli e sono pure d'accordo con te.
    Secondo me la generazione del baby-boom era quella la cui funzione storica era di rivoluzionare all'interno del capitalismo, facendo passare quest'ultimo dalla forma borghese a quella post-moderna.

    In questo senso il 68, sempre inteso nella continuità del capitalismo e della riproduzione sociale, ha rappresentato il momento di svolta, durante il quale si è proclamato il carattere obsoleta del padre-padrone, della morale cattolica, etc, a favore di un essere sociale più centrato sull'individuo - inaugurando cosi il nascere di quel che diventerà un altra piaga del tardo-capitalismo, il narcisismo a-sociale, indifferente, vuoto e conformista.

    Con le nuove contradizioni capitaliste che determinano oggi la gravissima crisi, tutto questo continente sociale e culturale conquistato dai baby-boomer si mostra per quel che è: uno schifo, una montagna di merda.

    Tu Florian che ti dici conservatore, cosa vuoi conservare in questo?
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  4. #4
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Una questione di soldi

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Non ho visto il film ma so bene di cosa parli e sono pure d'accordo con te.
    Secondo me la generazione del baby-boom era quella la cui funzione storica era di rivoluzionare all'interno del capitalismo, facendo passare quest'ultimo dalla forma borghese a quella post-moderna.

    In questo senso il 68, sempre inteso nella continuità del capitalismo e della riproduzione sociale, ha rappresentato il momento di svolta, durante il quale si è proclamato il carattere obsoleta del padre-padrone, della morale cattolica, etc, a favore di un essere sociale più centrato sull'individuo - inaugurando cosi il nascere di quel che diventerà un altra piaga del tardo-capitalismo, il narcisismo a-sociale, indifferente, vuoto e conformista.

    Con le nuove contradizioni capitaliste che determinano oggi la gravissima crisi, tutto questo continente sociale e culturale conquistato dai baby-boomer si mostra per quel che è: uno schifo, una montagna di merda.

    Tu Florian che ti dici conservatore, cosa vuoi conservare in questo?
    Di questo, niente. Il mio conservatorismo precede il '68, è il rimpianto di un mondo beneordinato e passabilmente felice. Anche perchè ho avuto modo di vivere nella casa che fu di mio nonno, e ho sempre respirato l'aria di un'epoca lontana in cui il valore di un uomo non si valutava in base al denaro.

    Fino a qualche tempo fa ho vissuto nell'illusione che una reazione "restauratrice" fosse possibile, ma i governi delle varie destre, indistinguibili da quelli delle varie sinistre, mi hanno costretto a fare i conti col disincanto.

    Negli USA il Partito repubblicano è indegnamente capitalista e strettamente connesso a potenti lobby, tuttavia in Europa, dove le destre strictu sensu sono ghettizzate, lo spazio per una rivoluzione anticapitalista da destra forse c'è. Ed in tal modo la destra tornerebbe alle sue antiche origini di denuncia del mondo industriale e delle oligarchie liberali. Bisogna fare presto, però, prima che questo spazio lo occupi giocoforza qualcun altro.
    SADNESS IS REBELLION

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    04 Jul 2012
    Messaggi
    3,323
     Likes dati
    389
     Like avuti
    565
    Mentioned
    141 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: Una questione di soldi

    A parte che non credo per nulla che ci sia in Europa una destra conservatrice nel senso che dici tu, ti voglio chiedere se per caso conosci lo storico Christopher Lasch?
    Lui in un certo modo, anche se ci arriva dalla sinistra, dipinge una società di quelle che ti sarebbe piaciuta.
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  6. #6
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Una questione di soldi

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    A parte che non credo per nulla che ci sia in Europa una destra conservatrice nel senso che dici tu, ti voglio chiedere se per caso conosci lo storico Christopher Lasch?
    Lui in un certo modo, anche se ci arriva dalla sinistra, dipinge una società di quelle che ti sarebbe piaciuta.

    Conosco benissimo Lasch, le cui osservazioni critiche sulla "cultura del narcisismo" sono state apprezzate anche dalla destra conservatrice e comunitaria. E ovviamente concordo con lui.
    Io non ho detto che esiste in Europa una destra conservatrice critica del tardo-capitalismo. Ho segnalato due cose:
    1) che la sinistra non è più credibile nel porsi quale bandiera della questione sociale. E' ormai in toto una forza liberale, persino nelle sue componenti più estreme, vedi Negri, che ha rimodellato il marxismo in direzione anarchica.
    2) che la destra, di fatto, non esiste. In nessun paese europeo, con la parziale eccezione della Gran Bretagna, esiste una destra contrapposta alla sinistra. C'è invece il centro, moderato o liberale, e non si può fare carico a chi non c'è dei disastri compiuti in sua assenza. Anche se è vero che una colpevole compartecipazione a questa deriva, da parte di forze conservatrici o tradizionaliste pure c'è stata. Bisognerebbe invertire la rotta senza perdere l'identità. Operare per ciò che sarà, ma anche per ciò che è stato. Perchè se è vero che dobbiamo qualcosa ai nostri figli, è altrettanto vero che dobbiamo qualcosa anche ai nostri padri e ai nostri nonni.
    SADNESS IS REBELLION

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    04 Jul 2012
    Messaggi
    3,323
     Likes dati
    389
     Like avuti
    565
    Mentioned
    141 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: Una questione di soldi

    Sono d'accordo con te sia per la sinistra che per la destra, anche se io per comodità chiamo "destra" quel che tu chiami "centro moderato o liberale". Questa destra e questa sinistra hanno confluito nel pensiero unico e il politicamente corretto. (la lezione di Tarchi)

    Se si vuole in campo antagonista fondamentalmente si ha l'idea di comunità - e non ricordo adesso gli antagonismi che vedeva Veneziani come strutture del campo politico.
    Secondo me dovresti riflettere su questa idea di comunità, perché la comunità come totalità sociale è anche una categoria storica, la sua riproduzione presuppone una temporalità che invece il capitalismo poteva solo negare, in quanto la merce si muove in una temporalità astratta quando invece il rapporto comunitario si iscrive sempre in un significato spazio-temporale singolare e specifico.

    Non è un caso che la destra conservatrice era al massimo della sua influenza quando il capitalismo non faceva che cominciare la sua opera di distruzione individualista. Allora c'era un mondo di significati ancora potente e i conservatori potevano richiamarsi a questo patrimonio societale.
    Il problema è che poi la borghesia liberale (filosoficamente) si è mangiato poco a poco questo patrimonio, fino al giorno d'oggi dove tutto è deserto, tutto è merce.
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

 

 

Discussioni Simili

  1. IL GRAN BALLO DELL'UNITA' D'ITALIA: SOLDI SOLDI SOLDI
    Di x_alfo_x nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 08-06-09, 11:13
  2. Risposte: 27
    Ultimo Messaggio: 07-12-08, 20:31
  3. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 26-04-05, 17:02
  4. Rai, Mieli verso il gran rifiuto: questione di soldi!
    Di Österreicher nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 43
    Ultimo Messaggio: 15-03-03, 20:13

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito