Una questione di soldi
Perchè la sinistra non è credibile
di Florian
Tempo fa ho visto per la prima volta in televisione un vecchio film, un classico degli anni ottanta, ovvero "Il grande freddo" di Lawrence Kasdan. L'ho fatto in un mio momento di particolare simpatia per la rivoluzione sociale e culturale degli anni Sessanta, una rivoluzione che sta a monte del vissuto dei protagonisti del film e i cui ideali sembra siano stati disattesi od abbiano maturato effetti contrari a quelli propugnati dai giovani di allora. E' questa la morale del film, ammesso che di morale si tratti, perchè l'opera è molto ambigua al riguardo.
Dico subito che il film non mi è piaciuto, che mi ha fatto anzi incazzare. Non mi è piaciuto perchè ipocritamente assolutorio di una generazione passata dalle piazze occupate col pugno chiuso ai ricchi conti in banca e alle villette nei sobborghi con l'amico poliziotto a controllare la proprietà. Una generazione che se non è morta nel frattempo (uno dei protagonisti, se vogliamo il convitato di pietra e presenza-assenza di tutto il film, è l'amico capobanda suicidatosi) si è arricchita conservando dei vecchi tempi i gusti musicali, una certa disinvoltura sessuale e - massimo gesto rivoluzionario concessosi - rollarsi nelle occasioni speciali una canna.
Come ha fatto, mi chiedo, questa generazione a diventare così ricca e influente al punto da conquistare persino la vetta più alta del potere, quella per altro teoricamente detestata, di Presidente degli Stati Uniti d'America? Il grande freddo narra infatti le gesta dei baby-boomers, la generazione clintoniana che negli ultimi decenni è diventata il nuovo establishment, da radical a yuppie, felice di comandare il mondo a ritmo rock e col sostegno di un corso yoga di quelli che ti insegnano che non è importante cambiare il mondo quanto cambiare se stessi.
E questi sessantottardi apparentemente sono cambiati e molto. Poveri non lo sono mai stati, potendo contare sulle eredità spesso congrue del papà reazionario. Il lavoro l'hanno trovato subito perchè il numero non era ancora chiuso ed ecco che con la pancia piena hanno potuto liberare la mente (mens sana in corpore sano, dicevano giustamente gli antichi). Quando non si hanno problemi di grana si ragiona meglio, ci si ama di più, ci si crede immortali. E questa generazione a tirare le cuoia non ci pensa nemmeno lontanamente, piuttosto diventa "vegana", vive "bio", si dà al "reiki" o al "tantra", ed è in perenne contatto spirituale col proprio angelo custode.
E' la generazione che vive in terra il suo paradiso e che è riuscita a combinare il sogno alla realtà. Il "mondo nuovo" è adesso, ed è bellissimo come ci dicono Rosemary Altea e Deepak Chopra, ovviamente quando tutti i tuoi bisogni primari sono assicurati da permetterti l'evoluzione spirituale.
Odio questa gente. Odio i miei zii che rappresentano in piccolo una personificazione di quanto detto. Salvo solo chi quel sogno l'ha vissuto fino a perdersi scontando sulla propria pelle le proprie illusioni. Salvo chi non ce l'ha fatta e si è arreso. Salvo chi non si è arreso ed è rimasto dov'era oppure se n'è partito facendo perdere le tracce. Ma sull'autonominatasi "meglio gioventù" io ci sputo sopra, mi fa schifo. E' una questione di soldi. Una schifosissima questione di soldi.




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