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    Predefinito Se la politica non frena la finanza speculativa, lo farà la rabbia popolare

    Se la politica non frena la finanza speculativa, lo farà la rabbia popolare


    di Paolo Cirino Pomicino


    pubblicato su ” Il Foglio” il 24 luglio 2012


    Diventa difficile comprendere il giudizio positivo sull’azione del governo Monti e nel contempo ignorare i responsabili delle turbolenze finanziarie in atto che rischiano di mettere in ginocchio anche paesi come la Spagna e l’Italia. Molti accreditano la responsabilità di questo stato di cose che dura da un anno e che ieri ha fatto volare lo spread ad oltre 520 punti facendo crollare di nuovo le borse europee ai debiti sovrani e ai ritardi e alle incertezze dell’Unione europea. E’ vero che bisogna continuare nel risanamento delle finanze pubbliche e che una maggiore integrazione europea bancaria, fiscale e politica sarebbe, forse, in condizione di porre un freno ai mercati impazziti. Ma qui casca l’asino. Chi sono “ i mercati”, quali sono le volontà che guidano quella che più volte è stata definita la speculazione e quali responsabilità esse hanno avuto nel creare la crisi finanziaria che, nata nel 2007 negli Usa, ha travolto l’intero pianeta come uno tsunami? Per dirla in maniera ancora più precisa, quali sono i motivi per cui per la prima volta nella storia del mondo, a generare una grave depressione economica non è l’economia reale ma la finanza internazionale che scarica da anni sulle popolazioni e sulle rispettive economie i propri intenti speculativi e i suoi comportamenti spesso dolosi? Non è una condanna moralistica la nostra ma solo il tentativo di capire perché la politica europea e quella del G20 abbia consentito in venti anni la crescita di quel capitalismo finanziario selvaggio che sta ammazzando l’economia di mercato e che mette in discussione il modello democratico dell’Occidente. Non a caso, infatti, nell’Est del pianeta a quel capitalismo finanziario è stata messa la mordacchia dopo che nel passato la stessa finanza internazionale, con i suoi flussi e deflussi, aveva messo in ginocchio alcune economie regionali di quell’area ( Thailandia, Indonesia, Filippine e Corea del Sud). Col senno di poi, potremmo dire che la crisi del Sud-Est asiatico della seconda metà degli anni ’90 fu la prova della potenza distruttrice di un capitalismo finanziario che si era geneticamente modificato trasformandosi, grazie alla massiccia deregolamentazione dei mercati, alla globalizzazione e al superamento dell’antica distinzione tra banche commerciali e banche d’investimento, in un’industria a se stante abbandonando il vecchio ruolo di infrastruttura a sostegno della produzione di beni e servizi. La politica ha oggi la forza per ricondurre la finanza dentro regole che, senza mortificare il profitto finanziario, tuteli l’economia reale e il benessere delle popolazioni o dobbiamo attenderci un’esplosione popolare in quasi tutti i paesi occidentali con forme di violenza che alimenteranno nuovi terrorismi? Se così stanno le cose, è giusto richiedere ed ottenere dall’Europa in tempi brevissimi l’integrazione bancaria ( dalla vigilanza affidata alla Bce alla garanzia europea sui depositi bancari) e quella fiscale così come una maggiore libertà della Bce per intervenire a difesa della stabilità dell’euro. Senza, però, una contestuale immediata e forte iniziativa per porre regole nuove e nuovi divieti ai mercati finanziari, le economie reali saranno sempre alla mercè del capitalismo finanziario che ogni giorno muove in un mondo globalizzato flussi di migliaia di miliardi di dollari alla ricerca di profitti spesso irragionevoli. Il profitto va difeso così come lo abbiamo sempre difeso perché è fonte di libertà individuale e collettiva ma se diventa l’assassino di quelle libertà e nel contempo del benessere delle popolazioni esso va contrastato con regole ferree per evitare comportamenti erratici e spesso dolosi ( vedi l’ultimo caso dell’indice Libor che sta coinvolgendo la responsabilità di grandi banche e delle autorità di controllo). I mercati, insomma, non possono essere i nuovi totem che agiscono senza regole e dinanzi ai quali si piegano la politica, i popoli e le loro speranze. I mercati sono strumenti per far crescere la libertà e il benessere di tutti e se mutano la direzione di marcia o saranno fermati dalla politica o dalla rabbia popolare. Siamo convinti che il Presidente Monti lo abbia saputo spiegare bene al club dei miliardari tenutosi qualche giorno fa in un’amena località dell’ Idaho.


    Se la politica non frena la finanza speculativa, lo farà la rabbia popolare | Paolo Cirino Pomicino | Blog
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    Predefinito Re: Se la politica non frena la finanza speculativa, lo farà la rabbia popolare

    Scusa ma cosa dice di tanto originale?
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  3. #3
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    Predefinito Re: Se la politica non frena la finanza speculativa, lo farà la rabbia popolare

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Scusa ma cosa dice di tanto originale?
    Beh, a parlare apertamente di un capitalismo selvaggio che ha ucciso l'economia di mercato era stato finora solo colui che oggi da parte della sinistra, e anche di una certa destra, viene considerato l'artefice della crisi italiana.
    SADNESS IS REBELLION

  4. #4
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    Predefinito Re: Se la politica non frena la finanza speculativa, lo farà la rabbia popolare

    Veramente a me non interessa il "capitalismo selvaggio" se è per dire che c'è un capitalismo "non selvaggio".
    Non nascondiamoci dietro la speculazione, la radice del problema è il capitalismo in se.
    Per la critica del "capitalismo selvaggio" già c'è Vendola o quella DR che fa la distinzione entre il buon Capitale nazionale e il cattivo Capitale cosmopolita.
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  5. #5
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    Predefinito Re: Se la politica non frena la finanza speculativa, lo farà la rabbia popolare

    bell'artciolo di Cirino Pomicino
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 28-07-12 alle 23:44

 

 

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