Articolo di una banalità sconcertante
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Ha fatto scalpore (per chi si ricordava chi fosse) la conversione di Giovanni Lindo Ferretti, già voce dei CCCP prima e dei CSI poi, passato dal comunismo militante a quello cattolico. In molti tra i suoi fan si sono chiesti come fosse possibile che un personaggio che aveva intonato “Punkislam” si potesse ritrovare poi a pronunciare parole di sincera commozione per l’operato di Benedetto XVI. Però a ben guardare GLF non è l’unico esempio di tale fenomeno. Le commistioni tra chi è ex/post/para comunista e gli officianti di Dio sono molto più numerose di quanto si potrebbe immaginare. Gli oratori brulicano di mancati militanti di centri sociali, imbevuti di progressismo e lo stesso si può dire dei quadri delle organizzazioni scout a matrice cattolica, come l’Agesci, dove non rado la toppa con l’effige del Che (che triste fine…) affianca quella delle decorazioni al merito. Per non parlare della Caritas, i cui operatori rasentano un livello di fanatismo simile a quello di Lotta Comunista, con intenti altrettanto vicini. Eppure, persiste nell’immaginario collettivo la dicotomia Don Camillo-Peppone, per non parlare della profonda convinzione di chi si ritiene di “destra” dell’avversione dei valori cattolici a quelli progressisti. Più ci si spinge a destra sullo scacchiere politico più tale credenza si fa crescente se è vero che per le estreme destre la Chiesa rappresenta l’ultimo baluardo dell’Occidente contro l’invasione allogena dell’Islam, che la crisi dei valori dell’Europa va rintracciata nel fatidico 1789 quando il trono e l’altare furono spazzati via da “orde sobillate dal demonio” e che solo un ritorno ai valori cristiani potrà salvarci tutti. Tutti quanti sembrano ignorare come in realtà la Chiesa sia invece un’agente tra i più attivi per la proliferazione e l’affermazione del mondialismo; e non da poco tempo per di più. Nella sua ansia di omologazione e di rieducazione (ed ecco qui le prime coincidenze con il comunismo) non si fa scrupoli di nascondersi dietro concetti come la carità e la fratellanza per perpetuare sé stessa e la propria visione del mondo. E’ sotto gli occhi di tutti la crisi di vocazione presso gli Europei e allora ecco che le parrocchie di riempiono di preti africani, sudamericani e asiatici che convertendosi al loro nuovo credo hanno tutto da guadagnarci. Da qui i continui e ripetuti moniti al Governo affinché non adotti provvedimenti atti a contrastare l’immigrazione ma anzi la incoraggi il più possibile. E si trovano su questa identica linea politica tutte le componenti del corpus della “sinistra”, dai veteromarxisti ai radical chic più alternativi, che fanno dell’accoglienza ipocrita e del disprezzo verso il popolo italiano un loro cavallo di battaglia. A dimostrazione di quanto sia fittizia la contrapposizione cattolici/comunisti c’è l’assoluta disinvoltura con la quale convivono all’interno dello stesso soggetto (il Pd) quadri strategici dell’ex Pci (e anche oltre, basta ricordarsi della partecipazione di Adriano Sofri al varo del partito) e agenti dell’Opus Dei. Tutto ciò è possibile perché alle loro frizione (minime) antepongono le somiglianze (massime) del loro progetto: cioè la creazione di un mondo globale senza confini, senza specificità, governato da un unico pensiero e livellato verso il basso, dove conti solo il potere esercitato fine a se stesso. Bisognerebbe rendersi conto di ciò che sono veramente: comuni alfieri in un mondo di mercanti.




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