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  1. #1
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    Predefinito Quale critica muovono i liberali in genere alla teoria marxiana del valore?

    Quale critica muovono i liberali in genere alla teoria marxiana del valore?

    ps: non giudizi del tipo "merda da zecche da comunisti da centro sociale blablabla gulag ahrf ahrf", inoltre preferirei anche se avete qualche link a riguardo o saggi di studiosi autorevoli e così via, grazie

    Legittimismo Targaryen
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  2. #2
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    Predefinito Re: Quale critica muovono i liberali in genere alla teoria marxiana del valore?

    La questione non è tanto liberali vs socialisti, anche perchè i primi liberali (smith e ricardo) avevano la stessa teoria del valore di marx. (Marx la mutuò da loro la teoria del valore-lavoro).
    La questione è che semplicemente la ricerca economica è andata avanti e si è scoperto che la teoria del valore-lavoro (quella di marx e adam smith) semplicemente era sbagliata, era fallata nella logica. (la teoria del valore-lavoro non poteva spiegare come mai una montagna di merda che ha richiesto svariate ore di lavoro per essere costruita, possa valere meno di un bicchiere d'acqua riempito da un ruscello (che richiede pochissimo lavoro).
    Con la scoperta della nuova teoria del valore si è passati dalla scuola classica alla scuola neoclassica (nel tardo '800).

    Cmq nel 3d dedicato alla scuola austriaca, quello in rilievo, tra le lezioni del prof. de soto c'è una lezione dedicata alla teoria del valore.
    Ultima modifica di -Duca-; 18-07-12 alle 23:30
    La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.

    L. von Mises

    SILENDO LIBERTATEM SERVO

  3. #3
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    Predefinito Re: Quale critica muovono i liberali in genere alla teoria marxiana del valore?

    Citazione Originariamente Scritto da Stille Volk Visualizza Messaggio
    Quale critica muovono i liberali in genere alla teoria marxiana del valore?

    ps: non giudizi del tipo "merda da zecche da comunisti da centro sociale blablabla gulag ahrf ahrf", inoltre preferirei anche se avete qualche link a riguardo o saggi di studiosi autorevoli e così via, grazie
    La teoria dl valore-lavoro è di Ricardo non di Marx. Ricardo stesso si rese conto che non stava in piedi perchè in equilibrio il saggio di profitto è uguale per tutte le merci e quindi il suo valore è indipendente dalla quantità di lavoro necessaria alla sua produzione se non ovviamente in un unico caso: tutte le merci sono prodotte con lo stesso mix di capitale e lavoro.
    Marx cerco' di aggirare il problema "inventando" la trasformazione del plusvalore in profitto e quindi dei valori in prezzi. Un matematico (L. Bortkiewitz...forse l'ho scritto male) dimostro' che algebricamente le condizioni imposte alle trasformazioni non potevano esprimere una soluzione coerente al problema

    Quindi oggi chi critica la teoria del valore neoclassica ricorre a Piero Sraffa (...e ai suoi seguaci Pasinetti, Garegnani, Petri, Kurtz & Co). Un tizio che passo' la vita a fare il bibliotecario e a commentare l'opera di Ricardo. Ma la misura del valore che egli ha identificato non è riconducibile al lavoro ma una "merce tipo" che è costruita per essere indipendentemente dalla variazione dei prezzi.
    I neoclassici rispondono che questo sistema non è altro che un caso particolare di un modello lineare di crescita in equilibrio (tipo von Neumann cioè non a' la Walras) in cui non esistono produzioni congiunte
    .

  4. #4
    Cancellato
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    Predefinito Re: Quale critica muovono i liberali in genere alla teoria marxiana del valore?

    Non ho altro da aggiungere, posso solo essere sintetico. È una teoria che non spiega i prezzi e ignora la domanda. Pagine di pippe mentali su valore d'uso e valore si scambio quando il problema non si pone proprio visto che il valore è soggettivo

  5. #5
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    Predefinito Re: Quale critica muovono i liberali in genere alla teoria marxiana del valore?

    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    La questione non è tanto liberali vs socialisti, anche perchè i primi liberali (smith e ricardo) avevano la stessa teoria del valore di marx. (Marx la mutuò da loro la teoria del valore-lavoro).
    La questione è che semplicemente la ricerca economica è andata avanti e si è scoperto che la teoria del valore-lavoro (quella di marx e adam smith) semplicemente era sbagliata, era fallata nella logica. (la teoria del valore-lavoro non poteva spiegare come mai una montagna di merda che ha richiesto svariate ore di lavoro per essere costruita, possa valere meno di un bicchiere d'acqua riempito da un ruscello (che richiede pochissimo lavoro).
    Con la scoperta della nuova teoria del valore si è passati dalla scuola classica alla scuola neoclassica (nel tardo '800).

    Cmq nel 3d dedicato alla scuola austriaca, quello in rilievo, tra le lezioni del prof. de soto c'è una lezione dedicata alla teoria del valore.
    Citazione Originariamente Scritto da Phileas Visualizza Messaggio
    La teoria dl valore-lavoro è di Ricardo non di Marx. Ricardo stesso si rese conto che non stava in piedi perchè in equilibrio il saggio di profitto è uguale per tutte le merci e quindi il suo valore è indipendente dalla quantità di lavoro necessaria alla sua produzione se non ovviamente in un unico caso: tutte le merci sono prodotte con lo stesso mix di capitale e lavoro.
    Marx cerco' di aggirare il problema "inventando" la trasformazione del plusvalore in profitto e quindi dei valori in prezzi. Un matematico (L. Bortkiewitz...forse l'ho scritto male) dimostro' che algebricamente le condizioni imposte alle trasformazioni non potevano esprimere una soluzione coerente al problema

    Quindi oggi chi critica la teoria del valore neoclassica ricorre a Piero Sraffa (...e ai suoi seguaci Pasinetti, Garegnani, Petri, Kurtz & Co). Un tizio che passo' la vita a fare il bibliotecario e a commentare l'opera di Ricardo. Ma la misura del valore che egli ha identificato non è riconducibile al lavoro ma una "merce tipo" che è costruita per essere indipendentemente dalla variazione dei prezzi.
    I neoclassici rispondono che questo sistema non è altro che un caso particolare di un modello lineare di crescita in equilibrio (tipo von Neumann cioè non a' la Walras) in cui non esistono produzioni congiunte
    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    Non ho altro da aggiungere, posso solo essere sintetico. È una teoria che non spiega i prezzi e ignora la domanda. Pagine di pippe mentali su valore d'uso e valore si scambio quando il problema non si pone proprio visto che il valore è soggettivo

    Dunque, secondo tali studiosi, posso riassumere il tutto -stupidamente- in 4 parole "Il plusvalore non esiste"?

    Legittimismo Targaryen
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  6. #6
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    Predefinito Re: Quale critica muovono i liberali in genere alla teoria marxiana del valore?

    In questo momento sono a Cracovia. Chiedo del comunismo e poi faccio sapere. Ma mi sa che non hanno voglia di riprovare.

  7. #7
    Cancellato
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    Predefinito Re: Quale critica muovono i liberali in genere alla teoria marxiana del valore?

    Citazione Originariamente Scritto da Stille Volk Visualizza Messaggio
    Dunque, secondo tali studiosi, posso riassumere il tutto -stupidamente- in 4 parole "Il plusvalore non esiste"?
    No, non esiste. Sicuramente non nei termini marxiani

  8. #8
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    Predefinito Re: Quale critica muovono i liberali in genere alla teoria marxiana del valore?

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    Non ho altro da aggiungere, posso solo essere sintetico. È una teoria che non spiega i prezzi e ignora la domanda. Pagine di pippe mentali su valore d'uso e valore si scambio quando il problema non si pone proprio visto che il valore è soggettivo
    Sempre saggio il nostro feliks :mmm: In effetti non si può spiegare perchè a uno gli piace proprio "quella" passera.
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

  9. #9
    Gianicolo, 1849
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    Predefinito Re: Quale critica muovono i liberali in genere alla teoria marxiana del valore?

    Citazione Originariamente Scritto da Stille Volk Visualizza Messaggio
    Dunque, secondo tali studiosi, posso riassumere il tutto -stupidamente- in 4 parole "Il plusvalore non esiste"?
    Si, se lo chiami "valore aggiunto".
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

  10. #10
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    Predefinito Re: Quale critica muovono i liberali in genere alla teoria marxiana del valore?

    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    La questione non è tanto liberali vs socialisti, anche perchè i primi liberali (smith e ricardo) avevano la stessa teoria del valore di marx. (Marx la mutuò da loro la teoria del valore-lavoro).
    La questione è che semplicemente la ricerca economica è andata avanti e si è scoperto che la teoria del valore-lavoro (quella di marx e adam smith) semplicemente era sbagliata, era fallata nella logica. (la teoria del valore-lavoro non poteva spiegare come mai una montagna di merda che ha richiesto svariate ore di lavoro per essere costruita, possa valere meno di un bicchiere d'acqua riempito da un ruscello (che richiede pochissimo lavoro).
    Con la scoperta della nuova teoria del valore si è passati dalla scuola classica alla scuola neoclassica (nel tardo '800).

    Cmq nel 3d dedicato alla scuola austriaca, quello in rilievo, tra le lezioni del prof. de soto c'è una lezione dedicata alla teoria del valore.
    Aggiungerei due cose:

    1. Le teorie Liberali moderne che rifiutano la teoria del valore-lavoro nascono con l'opera di Menger, Walras e Jevons, anche se a mio parere è Menger il più sofisticato dei tre. Con Menger nasce la Scuola Austriaca di Economia, l'unica ancora in auge, la stessa di Mises, Hayek, Rothbard, De Soto.

    2. Le teorie Marginaliste erano già presenti prima di Smith e Riccardo, già dal 1300 con San Tomaso D'Aquino. Per me, per per i sostenitori della Scuola Austriaca attuali, per gli studiosi austriaci stessi, l'epoca di Smith e Riccardo, per non parlare di quella di Marx, è stata una sorta di "medioevo" per il pensiero economico.
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


 

 
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