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    Predefinito Berlusconi e la Mafia: la Lettera

    http://www.lastampa.it/redazione/cms...5130girata.asp

    Da La Stampa di Lirio Abbate

    I boss mafiosi nei primi anni Novanta minacciavano Silvio Berlusconi e i suoi familiari perchè volevano avere «a disposizione» una della sue reti televisive. La richiesta sarebbe stata fatta all’allora imprenditore della Fininvest, ancora lontano dalla politica, attraverso una lettera che sarebbe stata scritta dai «corleonesi». Questa missiva, vergata a mano, è adesso agli atti dei pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, ed è stata sequestrata insieme alle carte personali di Vito Ciancimino, l’ex sindaco mafioso della città, amico fidato di Bernardo Provenzano, e referente politico dei corleonesi di Totò Riina. I documenti erano nascosti in un magazzino a Palermo. La lettera è stata sequestrata dai carabinieri nel febbraio 2005 durante la prima perquisizione a cui è stato sottoposto il figlio di Vito Ciancimino, Massimo, condannato a cinque anni e otto mesi per riciclaggio. E dal verbale redatto dai militari dell’Arma, a firma del capitano Angeli, si legge: «Parte di foglio A4 manoscritto, contenente richieste all’On. Berlusconi per mettere a disposizione una delle sue reti televisive». Il pezzo di carta è strappato nella parte iniziale, il testo è incompleto, e ciò che si legge è un «invito» a Berlusconi affinchè accolga le richieste che gli sono state fatte, «altrimenti dovrà essere compiuto il luttuoso evento».

    Sullo scenario giudiziario che si apre, prendendo spunto dal documento fino adesso inedito, i magistrati della Dda, Antonio Ingroia e Nino Di Matteo, hanno avviato un’inchiesta riservatissima. Sono stati fatti interrogatori e altre persone devono essere convocate. E’ stato sentito anche Massimo Ciancimino, che da quasi un anno collabora con diverse procure, rendendo dichiarazioni ai pm sull’economia mafiosa e intrecci con la politica. E proprio a Ciancimino i pm hanno mostrato questa lettera durante un interrogatorio. Il dichiarante sarebbe rimasto sorpreso nel vedere nelle mani dei magistrati quel documento - di cui gli avrebbe parlato il padre - che pensava fosse stato smarrito fra le tante perquisizioni subìte, o nei traslochi che ha effettuato. E invece era lì. Fra le carte processuali - ancora a disposizione della procura - che fanno parte del processo in cui è stato condannato per riciclaggio. Su questo procedimento è in corso l’appello, e dunque la procura ha inviato alla Corte una copia del documento.

    Intanto i pm hanno già disposto accertamenti, uno dei quali ha verificato che la missiva sarebbe stata scritta intorno al 1991. Una perizia calligrafia avrebbe escluso che sia la scrittura di Vito o Massimo Ciancimino, e gli inquirenti vogliono far esaminare la grafia di alcuni uomini di fiducia di Riina. Dalle ipotesi investigative emergerebbe che il messaggio è stato scritto dai corleonesi (la grafia è facilmente leggibile e non presenta errori di grammatica), che sarebbe stato girato a Provenzano, per poi passarlo al suo amico Vito Ciancimino. Quest’ultimo avrebbe avuto il compito di comunicare a «un referente» il messaggio per Berlusconi. A questa vicenda gli inquirenti potrebbero collegare una telefonata intercettata il 17 febbraio 1988 fra Berlusconi e Renato della Valle, immobiliarista milanese amico del premier. Lo scenario in quel periodo era quello dei rapporti difficili tra Cosa nostra ed alcuni soggetti del Psi con i quali era intervenuto l’accordo elettorale del 1987, di cui ha parlato il pentito Nino Giuffrè.

    Nella telefonata a Della Valle, Berlusconi confida che: «C’ho tanti casini in giro, a destra, a sinistra. Ce n’ho uno abbastanza grosso, per cui devo mandar via i miei figli, che stan partendo adesso per l’estero, perchè mi han fatto estorsioni... in maniera brutta». Berlusconi spiega che si tratta di «una cosa che mi è capitata altre volte, dieci anni fa, e... sono ritornati fuori». Poi aggiunge: «Sai, siccome mi hanno detto che, se entro una certa data, non faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio a me e espongono il corpo in piazza del Duomo...». La lettera trovata fra le carte di Vito Ciancimino potrebbe dunque essere collegata a questa intercettazione in cui Berlusconi denuncia di aver ricevuto pesanti minacce, che riguardavano i suoi figli. In quel periodo, erano gli anni Ottanta, come dieci anni prima, Cosa nostra aveva aumentato la posta, e lo aveva fatto nell’unico modo in cui era in grado di fare, con la violenza.

    Marco Travaglio dedica all'evento il suo commento

    [video type=youtube]4pmM3QrriSU[/video]


    Come segnala Travaglio, trovo scandaloso che Repubblica dedichi così tanto spazio al caso Noemi e non a questo, che in termini penali è molto più interessante. Dimostrazione forse che Repubblica si è svelata anti-Berlusconiana solo per "necessità" non per "volontà".

    Staremo a vedere come si concluderà il processo a Dell'Utri, che vedrà la sentenza definitiva finita l'estate.

    Modifica: ho cambiato il titolo del thread perchè lo ritengo più indicato e preciso.

  2. #2
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    Predefinito Re:Berlusconi minacciato dalla Mafia?

    beh, Mangano arriva ad Arcore ufficiosamanente per difenderlo dai sequestri

    peccato poi che gli sfugga di mano

    http://www.youtube.com/watch?v=G-kpAJ35On0

    comunque sulla mafia non cadra' mai. L'unica cosa che il B. teme e' il ridicolo.

  3. #3
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    Predefinito Re:Berlusconi minacciato dalla Mafia?

    Ho appena finito di guardare il video di Travaglio: sono onestamente scioccato.

    Chiunque passi di qui e non l'abbia ancora fatto, si conceda 1/2 ora di tempo dopo essersi letto l'articolo di Abbate. Ne vale la pena.

    Il silenzio mortifero su questa vicenda è deprecabile e vergognoso.

    E visto che siamo in tema, segnalo il blog

    www.antefatto.it

    che fa da prologo all'uscita de "il Fatto Quotidiano".


    Per i palati fini, la sentenza completa a Dell'Utri/Cinà del 2004

    http://www.narcomafie.it/sentenza_dellutri.pdf

    Qui la sentenza

    A) del delitto di cui agli artt. 110 e 416 commi 1, 4 e 5 c.p., per avere
    concorso nelle attività della associazione di tipo mafioso denominata
    “Cosa Nostra”
    , nonché nel perseguimento degli scopi della stessa,
    mettendo a disposizione della medesima associazione l’influenza ed il
    potere derivanti dalla sua posizione di esponente del mondo finanziario ed
    imprenditoriale, nonché dalle relazioni intessute nel corso della sua
    attività, partecipando in questo modo al mantenimento, al rafforzamento
    ed alla espansione della associazione medesima
    .
    E così ad esempio:
    1. partecipando personalmente ad incontri con esponenti anche di vertice
    di Cosa Nostra, nel corso dei quali venivano discusse condotte funzionali
    agli interessi della organizzazione;
    2. intrattenendo, inoltre, rapporti continuativi con l’associazione per
    delinquere tramite numerosi esponenti di rilievo di detto sodalizio
    criminale, tra i quali Bontate Stefano, Teresi Girolamo, Pullarà Ignazio,
    Pullarà Giovanbattista, Mangano Vittorio, Cinà Gaetano, Di Napoli
    Giuseppe, Di Napoli Pietro, Ganci Raffaele, Riina Salvatore;
    3. provvedendo a ricoverare latitanti appartenenti alla detta
    organizzazione;
    3
    4. ponendo a disposizione dei suddetti esponenti di Cosa Nostra le
    conoscenze acquisite presso il sistema economico italiano e siciliano.
    Così rafforzando la potenzialità criminale dell’organizzazione in quanto,
    tra l’altro, determinava nei capi di Cosa Nostra ed in altri suoi aderenti la
    consapevolezza della responsabilità di esso DELL’UTRI a porre in essere
    (in varie forme e modi, anche mediati) condotte volte ad influenzare – a
    vantaggio della associazione per delinquere – individui operanti nel
    mondo istituzionale, imprenditoriale e finanziario.
    Con l’aggravante di cui all’articolo 416 comma quarto c.p., trattandosi di
    associazione armata.
    Con l’aggravante di cui all’articolo 416 comma quinto c.p., essendo il
    numero degli associati superiore a 10.
    Reato commesso in Palermo (luogo di costituzione e centro operativo
    della associazione per delinquere denominata Cosa Nostra), Milano ed
    altre località, da epoca imprecisata sino al 28.9.1982
    B ) del delitto di cui agli artt. 110 e 416 bis commi 1, 4 e 6 c.p., per avere
    concorso nelle attività della associazione di tipo mafioso denominata
    “Cosa Nostra”
    , nonché nel perseguimento degli scopi della stessa,
    mettendo a disposizione della medesima associazione l’influenza ed il
    potere derivanti dalla sua posizione di esponente del mondo finanziario ed
    imprenditoriale, nonché dalle relazioni intessute nel corso della sua
    4
    attività, partecipando in questo modo al mantenimento, al rafforzamento
    ed alla espansione della associazione medesima.
    E così ad esempio:
    1. partecipando personalmente ad incontri con esponenti anche di vertice
    di Cosa Nostra, nel corso dei quali venivano discusse condotte funzionali
    agli interessi della organizzazione;
    2. intrattenendo, inoltre, rapporti continuativi con l’associazione per
    delinquere tramite numerosi esponenti di rilievo di detto sodalizio
    criminale, tra i quali, Pullarà Ignazio, Pullarà Giovanbattista, Di Napoli
    Giuseppe, Di Napoli Pietro, Ganci Raffaele, Riina Salvatore, Graviano
    Giuseppe;
    3 . provvedendo a ricoverare latitanti appartenenti alla detta
    organizzazione;
    4. ponendo a disposizione dei suddetti esponenti di Cosa Nostra le
    conoscenze acquisite presso il sistema economico italiano e siciliano.
    Così rafforzando la potenzialità criminale dell’organizzazione in quanto,
    tra l’altro, determinava nei capi di Cosa Nostra ed in altri suoi aderenti la
    consapevolezza della responsabilità di esso DELL’UTRI a porre in essere
    (in varie forme e modi, anche mediati) condotte volte ad influenzare – a
    vantaggio della associazione per delinquere – individui operanti nel
    mondo istituzionale, imprenditoriale e finanziario.
    5
    Con le aggravanti di cui ai commi 4 e 6 dell’art. 416 bis c.p., trattandosi di
    associazione armata e finalizzata ad assumere il controllo di attività
    economiche finanziate, in tutto o in parte, con il prezzo, il prodotto o il
    profitto di delitti.
    Reato commesso in Palermo (luogo di costituzione e centro operativo
    dell’associazione per delinquere denominata Cosa Nostra), Milano ed altre
    località, dal 28.9.1982 ad oggi.
    CINA’ GAETANO:
    C) del delitto di cui all’art. 416 c.p. per avere – in concorso con
    numerose altre persone ed, in particolare, Bontate Stefano, Teresi
    Girolamo, Citarda Benedetto, Mangano Vittorio - fatto parte
    dell’associazione mafiosa denominata “ Cosa Nostra”
    o per
    risultare, comunque, stabilmente inserito nella detta associazione,
    in numero superiore a 10 persone, e per essersi avvalso della forza
    di intimidazione derivante dal vincolo associativo e dalla condizione
    di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere reati contro
    la vita, l’incolumità individuale, contro la libertà personale, contro il
    patrimonio, per realizzare profitti o vantaggi ingiusti
    Con l’aggravante di cui all’art. 416 comma quinto c.p., trattandosi
    di associazione armata.
    Con l’aggravante di cui all’art. 416 comma quinto c.p., essendo
    il numero degli associati superiore a 10.
    6
    In Palermo, Milano ed altrove, sino all’entrata in vigore della
    L.13/09/1982 n°646.
    D) associazione per delinquere di tipo mafioso (artt. 112 nr.1 e 416 bis c.p.)
    per avere, in concorso con numerose altre persone - tra cui Mangano
    Vittorio, Di Napoli Giuseppe, Di Napoli Pietro, Cancemi Salvatore, Ganci
    Raffaele, Riina Salvatore, Pullarà Ignazio, Pullarà Giovan Battista,
    Madonia Francesco - fatto parte dell’associazione mafiosa denominata “
    Cosa Nostra” o per risultare, comunque, stabilmente inserito nella detta
    associazione, in numero superiore a 5 persone e per essersi avvalso della
    forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e dalla condizione
    di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere reati contro
    la vita, l’incolumità individuale, contro la libertà personale, contro il
    patrimonio e, comunque, per realizzare profitti o vantaggi ingiusti nonché
    per intervenire sulle istituzioni e sulla pubblica amministrazione.
    Con l’aggravante di cui all’art. 416 bis comma quarto c.p., trattandosi di
    associazione armata.
    Con l’aggravante di cui all’art. 416 bis comma sesto c.p., trattandosi di
    attività economiche finanziate in parte con il prezzo, il prodotto ed il
    profitto di delitti.

    In Palermo, Milano ed altre località in territorio italiano, dall’entrata in
    vigore della L. 13/9/1982 nr. 646 ad oggi.

  4. #4
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    Predefinito Re:Berlusconi minacciato dalla Mafia?

    http://espresso.repubblica.it/dettag...03848&ref=hpsp

    Il gruppo l'Espresso è ormai in guerra totale contro il PdCM :laugh:
    \"La Giustizia è il potere dei senza potere\"
    Vaclav Havel

  5. #5
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    Predefinito Re:Berlusconi minacciato dalla Mafia?

    probabilmente un B. indebolito ha aperto la strada a nuove investigazioni.
    Pietro Grasso dovrà molte spiegazioni .

    e visto che non ci facciamo mancare niente
    proseguiamo la lettura qua..

    http://www.lavocedellevoci.it/news1.php?id=107
    Red 5

  6. #6
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    Predefinito Re:Berlusconi minacciato dalla Mafia?

    Ho finito di vedere il Passaparola di lunedì or ora.
    Travaglio immenso.
    \"La Giustizia è il potere dei senza potere\"
    Vaclav Havel

  7. #7
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    Predefinito Re:Berlusconi e la Mafia: la Lettera

    1) Quali prove abbiamo che la lettera passata di mano in mano (per "n" mani) sia arrivata a SB?

    2) Secondo voi Travaglio rischia una denuncia da qualcuno (che ha nominato nel suo assolo) per quello che ha detto?

    3) (domanda semiseria :laugh: ): La lettera che mi diede Ciancimino (amico di mio zio) e che avrei dovuto consegnare a D'Alema (un mio conoscente) perchè la facesse avere a Prodi posso continuare a conservarla io oppure devo consegnarla ai magistrati?

    4) Perchè Grasso e il suo collaboratore sono stati così ingenui/maldestri/incauti e se ne sono andati da Palermo dimenticandosi di far sparire quella lettera?

    Devo dire che l'attacco a SB è stato organizzato con estrema cura e nei dettagli...


    Cmq devo ammettere che Travaglio ha una buona padronanza della lingua italiana... :P

  8. #8
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    Predefinito Re:Berlusconi e la Mafia: la Lettera

    cal451 ha scritto:
    1) Quali prove abbiamo che la lettera passata di mano in mano (per "n" mani) sia arrivata a SB?
    Ne parla SB nell'intercettazione con Della Valle. Parla della minaccia (e bomba) della Mafia, che era contenuta nella lettera. Parla di trasferire i figli all'estero per farli fuggire (Della Valle gli propone una sua residenza, ma Berlusconi opta per gli USA) e sostiene di rimanere in Italia perchè dice "ho delle cose da fare".

    cal451 ha scritto:
    2) Secondo voi Travaglio rischia una denuncia da qualcuno (che ha nominato nel suo assolo) per quello che ha detto?
    No, perchè se lo denunciano dovranno poi trovarsi di fronte ad una giuria e lì si dovrà proseguire ad indagini. Potrà al più capitare come per il caso Guzzanti-Carfagna, in cui la Carfagna inizialmente sostenne di querelare la Guzzanti, ma poi si limitò ad indagine civile.

    cal451 ha scritto:
    3) (domanda semiseria :laugh: ): La lettera che mi diede Ciancimino (amico di mio zio) e che avrei dovuto consegnare a D'Alema (un mio conoscente) perchè la facesse avere a Prodi posso continuare a conservarla io oppure devo consegnarla ai magistrati?
    Glisso

    cal451 ha scritto:
    4) Perchè Grasso e il suo collaboratore sono stati così ingenui/maldestri/incauti e se ne sono andati da Palermo dimenticandosi di far sparire quella lettera?
    Può essere che abbiano secretato ma una talpa abbia trovato il tutto perchè sapeva. Non ci vuole Agatha Christie per pensare a tale evenienza.


    cal451 ha scritto:
    Devo dire che l'attacco a SB è stato organizzato con estrema cura e nei dettagli...


    Cmq devo ammettere che Travaglio ha una buona padronanza della lingua italiana... :P
    Sì, un attacco incrociato e QUESTO aspetto della lettera lo trovo MOLTO più importante, almeno per me, perchè voglio riuscire un giorno a sapere esattamente che tipo di personaggio sia Berlusconi. Sto vivendo nel dubbio e qualunque sia la verità, la pretendo come cittadino italiano.

    Per consolarci attendiamo il processo definitivo a Dell'Utri, che se risultasse colpevole, beh, lascio alla tua immaginazione le conseguenze politico-morali del PdC.

  9. #9
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    Predefinito Re:Berlusconi minacciato dalla Mafia?

    Emanuelx ha scritto:
    Ho finito di vedere il Passaparola di lunedì or ora.
    Travaglio immenso.
    Semplicemente splendido. Le domande incalzanti che propone sarebbero tema di una puntata di Blu Notte dell'altrettanto splendido (sebbene SeLLino) Lucarelli.

    C'è ancora una lieve e flebile speranza in questo paesi di giornalai.

  10. #10
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    Predefinito Re:Berlusconi e la Mafia: la Lettera

    MarcoGhiotti ha scritto:
    cal451 ha scritto:
    1) Quali prove abbiamo che la lettera passata di mano in mano (per "n" mani) sia arrivata a SB?
    Ne parla SB nell'intercettazione con Della Valle. Parla della minaccia (e bomba) della Mafia, che era contenuta nella lettera. Parla di trasferire i figli all'estero per farli fuggire (Della Valle gli propone una sua residenza, ma Berlusconi opta per gli USA) e sostiene di rimanere in Italia perchè dice "ho delle cose da fare".

    Fammi capire.
    Nella telefonata con Della Valle SB parla di una lettera che dice di aver ricevuto da dell'Utri che l'aveva ricevuta da Ciancimino che l'aveva avuta da Riina?
    Oppure parla genericamente di minacce contro i suoi figli?
    Abbiamo il testo di quella telefonata?



    cal451 ha scritto:
    2) Secondo voi Travaglio rischia una denuncia da qualcuno (che ha nominato nel suo assolo) per quello che ha detto?
    No, perchè se lo denunciano dovranno poi trovarsi di fronte ad una giuria e lì si dovrà proseguire ad indagini. Potrà al più capitare come per il caso Guzzanti-Carfagna, in cui la Carfagna inizialmente sostenne di querelare la Guzzanti, ma poi si limitò ad indagine civile.

    In sostanza Travaglio può tranquillamente calunniare in quanto il PDC (visto l'attacco organizzato con cura contro di lui) cercherà di evitare ulteriori grane.
    E' vero.


    cal451 ha scritto:
    3) (domanda semiseria :laugh: ): La lettera che mi diede Ciancimino (amico di mio zio) e che avrei dovuto consegnare a D'Alema (un mio conoscente) perchè la facesse avere a Prodi posso continuare a conservarla io oppure devo consegnarla ai magistrati?
    Glisso

    Le domande più delicate le eviti sempre...

    cal451 ha scritto:
    4) Perchè Grasso e il suo collaboratore sono stati così ingenui/maldestri/incauti e se ne sono andati da Palermo dimenticandosi di far sparire quella lettera?
    Può essere che abbiano secretato ma una talpa abbia trovato il tutto perchè sapeva. Non ci vuole Agatha Christie per pensare a tale evenienza.

    Può essere, però io (al loro posto) la lettera la facevo sparire...

    cal451 ha scritto:
    Devo dire che l'attacco a SB è stato organizzato con estrema cura e nei dettagli...


    Cmq devo ammettere che Travaglio ha una buona padronanza della lingua italiana... :P
    Sì, un attacco incrociato e QUESTO aspetto della lettera lo trovo MOLTO più importante, almeno per me, perchè voglio riuscire un giorno a sapere esattamente che tipo di personaggio sia Berlusconi. Sto vivendo nel dubbio e qualunque sia la verità, la pretendo come cittadino italiano.

    Per consolarci attendiamo il processo definitivo a Dell'Utri, che se risultasse colpevole, beh, lascio alla tua immaginazione le conseguenze politico-morali del PdC.
    Se aspettate la fine di quel processo per mettere in difficoltà Berlusconi vuol dire che non vi fidate delle paole di D'Alema: "Prepariamoci a nuove scosse!"

 

 
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