Che tra le esperienze di Socialismo Reale e il “marxismo” europeo, idealista e compenetrato di libertarismo, vi sia una divisione netta, non è una novità. I cosiddetti marxisti occidentali, pur distinguendosi e rimarcando le proprie differenze rispetto all’ideologia borghese, ne sono profondamente compenetrati. La prova concreta di tale influenza sta proprio nel confronto con il socialismo applicato. Le società socialiste del Patto di Varsavia e quelle tutt’ora esistenti, erano e sono profondamente nazionaliste.
L’identità nazionale non è disgiunta dal marxismo-leninismo, poiché in esso trova un fattore di valorizzazione e rilancio, mentre in Europa occidentale assistiamo al processo inverso: il comunismo diventa profondamente cosmopolita, avulso ad ogni tematica identitaria e del tutto funzionale al processo di globalizzazione capitalistica e unipolare.
In Corea del Nord o nella Romania Socialista, in Cina o nella Polonia di Gomulka, non vi era spazio per la retorica multiculturalista, né tolleranza per tossicodipendenti e oziosi. Laddove il Partito Socialista o Comunista ha guidato il processo di liberazione nazionale, ha instaurato un regime di moralità pubblica imperniato sulla solidarietà sociale, la famiglia e l’amor patrio. Lo scioglimento del Patto di Varsavia e la successiva restaurazione capitalistica oltre ad aver reintrodotto lo schiavismo, hanno diffuso la degenerazione culturale borghese: prostituzione, droga, depravazione sessuale ecc. Quella degenerazione sovrastrutturale al modo di produzione capitalistico sostenuta dai cosiddetti partiti di sinistra in tutta l’Unione Europea.
L’incapacità di costruire la cosiddetta ”alternativa al capitalismo” è soprattutto culturale poiché i suddetti partiti subiscono passivamente l’egemonia totalizzante della borghesia imperialista e ne fanno propri i temi e i cavalli di battaglia, attraverso i quali la classe dominante promuove i propri interessi. Ed è questo il motivo principale per cui troverete migliaia di attivisti di sinistra pronti a sostenere le battaglie antiproibizioniste, multiculturaliste, per il riconoscimento delle coppie omosessuali, e non a lottare assieme ai lavoratori e ai disoccupati italiani. Oppure a manifestare contro la Repubblica di Siria, a sostegno dell’imperialismo euro-statunitense, piuttosto che a difesa del socialismo arabo.
Il movimento “Stato & Potenza” ripudia i fenomeni degenerativi tipici della società borghese, così come affermato nel manifesto-programma, poiché sorge proprio in contrapposizione all’egenomia borghese e si distingue rispetto agli altri gruppi per il carattere socialista e patriottico autentico, che ne determina l’azione politica e culturale.
“Il governo cinese considera la Cina lo stato guida di una civiltà sinica alla quale tutte le altre comunità cinesi dovrebbero guardare [...] L’identità cinese viene ad essere definita in termini di razza. Cinesi sono tutti quelli di uguale ‘razza, sangue e cultura’, come ha affermato uno studioso della Repubblica popolare: un concetto, questo, ripetuto sempre più spesso, alla metà degli anni Novanta, da fonti cinesi sia ufficiali che private” (da “Lo Scontro delle Civiltà e il nuovo ordine mondiale”, S. Huntington, Garzanti – Milano, 1996, pp. 244-245)
L’etica del socialismo contro la degenerazione liberale - Stato & Potenza





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