Terremoto Irpinia: 65 miliardi ingoiati e c’è ancora il commissario | L'Indipendenza
Notizia passata in secondo piano. Ci è voluto Monti per chiudere...
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de mita pensionato dal pci? addirittura? senza vergogna eh..
-Ma dai, sarà la bora..
-Ma non siamo a Trieste!


Terremoto Irpinia vs Terremoto Friuli.
Trova le differenze.
Nessuno si crea, nessuno si distrugge, tutti si ricandidano.


ci provo...statistiche alla mano lo Stato ha cacciato piu' soldi(pro capite) al friuli nonostante l'area interessata e la distruzione fosse molto piu' piccola.
In piu' in irpinia sono arrivate le cavallette...leggiamo l'articolo di Gian Antonio Stella:
Stella Gian Antonio
Decine di imprese, spesso del Nord, hanno fatto affari d' oro
speculando con i lavori del dopo sisma. Il caso pių clamoroso a Lioni
con la ĢIatoģ che doveva assemblare fuoristrada Ma la fabbrica piena
di rifiuti tossici č ancora lė E' chiusa, nelle f ondamenta arsenico,
cadmio e residui di lavorazione dei metalli che rischiano di inquinare
il fiume Ofanto DAL NOSTRO INVIATO LIONI (Avellino) - Č una gara con
in palio la pelle: arriveranno prima le ruspe del risanamento o quelle
migliaia di tonnell ate di veleni che stanno affondando nelle falde
dello sventurato Ofanto? Venti anni dopo il terremoto e il via alla
ricostruzione miliardaria che un convegno Dc salutō entusiasta come
Ģla pių grande mai compiuta in Europaģ, il cadavere di cemento del la
Iato, la fabbrica morta con la pancia gonfia di rifiuti tossici
sepolti di nascosto nelle fondamenta, č ancora lė. In attesa di essere
sventrata, svuotata, ripulita. Ci vogliono almeno 5 miliardi. Firma
dopo firma, pare che l' approvazione del fin anziamento faticosamente
s' avvicini. Goccia dopo goccia, l' arsenico e il piombo e le altre
scorie portate dal nord si avvicinano alla falda. Il fiume č lė, a
pochi passi. E ogni giorno che trascorre i pių pessimisti cercano una
risposta nella salut e del gregge che il burbero ĢBertoneģ pascola
davanti ai capannoni decrepiti e disseta con l' acqua pescata in due
pozzi artesiani: Ģ"Bertone", come stanno le pecore?ģ. Grugnisce:
ĢBene...ģ. Sono stati tanti gli imprenditori venuti dal Nord che hanno
fatto i soldi col dopo-terremoto in Campania. Si pensi ai consorzi
crea ti per fare incetta delle grandi commesse per le infrastrutture
tipo quello che dietro la Pizzarotti di Milano vedeva allineati la
Pessina di Rho, la Grassetto di Padova, la Bon atti di Parma, la
Furlanis di Fossalta di Portogruaro e la Cifa di Rovigo. O a quel
veneto coperto d' oro per metter su un cantiere nautico (mai aperto) a
Morra de Sanctis, che stava a 860 metri di altitudine e a 100
chilometri dal mare. O a quell' a ltro padovano che si fece finanziare
una fabbrica di camicie a Nusco per poi confezionare solo una lettera
in cui prometteva centinaia di assunzioni una settimana prima delle
elezioni. O alle schiere di architetti, geometri e ingegneri
settentrionali che si spartirono, secondo il rapporto della St. John'
s University di New York, Ģalmeno seimila miliardiģ. Poche storie come
quella della Iato illustrano perō quanto nel buco nero della
ricostruzione, salutato dal libro di Andrea Cinquegrani e Rita
Pennarola col titolo feroce di ĢGrazie, sismaģ, si siano saldati
insieme l' affarismo di certi politici meridionali e la
spregiudicatezza di certi imprenditori settentrionali magari pronti a
sparare sui Ģterroni che si mangiano i soldoniģ. Perché i liguri della
Iato non si accontentarono di farsi dare dei soldi per mettere su un'
impresa fantasma: riuscirono perfino a farsi pagare prima lo
smaltimento dei rifiuti tossici e poi l' acquisto degli stessi rifiuti
come materiale inerte per costruire lo stabilimento. Se li ricordano
ancora, a Lioni, i camion che arrivavano nell' area industriale a metā
strada tra Lioni e Nusco carichi di una poltiglia di uno strano
colore. Ne arrivarono per settimane e settimane. Centoventi
autorimorchi, forse d i pių. Che portavano almeno 3.600 tonnellate di
arsenico, cadmio e vari residui della lavorazione del piombo che la
Metalli e Derivati di La Spezia aveva rastrellato qua e lā. Buttarono
tutta quella roba, la quale secondo Legambiente ha ancora oggi u na
concentrazione seimila volte superiore al tollerabile, nella grande
fossa costruita per le fondamenta. A pochi metri dalla falda che
rifornisce l' Ofanto, che scorre a 300 metri. Coprirono tutto e ci
costruirono sopra la fabbrica. E che fabbrica! Benedetta da un
sontuoso finanziamento pubblico e fortissimamente voluta da Paolo
Pofferi e gli altri protagonisti della Metalli e Derivati di La
Spezia, destinati a essere presto arrestati per altri scandali e poi
travolti in una catena d' una dozzi na di fallimenti, la Iato sarebbe
dovuta essere uno dei punti di forza dell' area industriale, assumere
un sacco di gente e assemblare fuoristrada. Roba di buon livello,
sulla carta. Con motori della Fiat e scocche di una speciale
vetroresina costrui te dalla Passat, un' impresa bulgara di Mit churim
che come fiore all' occhiello vantava la produzione di sofisticati
sommergibili per l' Unione Sovietica. ĢSolo che per ogni scocca in
vetroresina perfetta, coi suoi strati da 4 millimetri, ce ne arri
vavano tre cosė scadenti da essere inservibili. Le accatastavamo sul
retro e le lasciavamo lėģ, ricorda Pasquale Mattia, uno dei dipendenti
finiti sulla strada, ĢCon la "nostra" vetroresina laggių c' era chi si
faceva gli sci, chi la barca...ģ. Fatti i conti, ogni fuoristrada
veniva a costare alla produzione una quarantina di milioni. Troppi,
per competere sul mercato. Finė che in quattro anni, invece di
quattromila come era stato previsto, la Iato produsse 250 esemplari.
In buona parte rimasti per mesi e mesi nel parcheggio e poi svenduti,
chiusa la fabbrica e licenziati gli operai, a prezzi stracciati. L'
inchiesta sulla truffa, cominciata dal pm di Sant' Angelo dei Lombardi
Mario Pezza, č finita a La Spezia. Dove giā la magistratura avev a
accumulato due stanze stracolme di faldoni sulle varie avventure
fallimentari della Metalli e Derivati e delle sue sorelle. Come quella
della Metalli e Derivati Sud, aperta e chiusa a Buccino dopo avere
ingoiato 16 miliardi. O della Idaf-Igc, coinv olta nello scandalo
delle Ģlenzuola d' oroģ per le Ferrovie dello Stato. O ancora della
Omtes di Buccino, che grazie agli accordi seguiti alla fine della
guerra fredda aveva incredibilmente vinto (nonostante i titolari
fossero giā stati incriminati p er altre vicende giudiziarie) un
ricchissimo appalto per smantellare e distruggere 633 carri armati
M47. Carri armati smontati ma finiti, invece che in una fonderia,
nelle caserme di bellicosi Paesi in via di sviluppo sottoposti a
embargo internazion ale come la Libia, la Somalia o la Costa d'
Avorio. Quanto all' inchiesta sui rifiuti tossici seppelliti sotto lo
stabilimento, partita in gravissimo ritardo e solo grazie ai rimorsi
di un operaio che a distanza di anni denunciō di aver partecipato a
ll' operazione, č finita lā dove finiscono tutte queste inchieste: in
prescrizione. E i cinque miliardi necessari per rimuovere e ripulire
tutto chi li paga? Noi. Gian Antonio Stella
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Ultima modifica di venetoimpenitente; 05-08-12 alle 21:46
I "sud tirolesi":"Noi non ci sentiamo padani perché abbiamo un patrimonio genetico basato sulla legalità, sulla convivenza, sul rispetto delle diverse tradizioni culturali purché non lesive della libertà altrui..."


130 mila miliardi di lire?!?
Come dire che se davano un miliardo a famiglia, in Irpinia ci sarebbero state 130 mila famiglie miliardarie fin dagli anni ottanta del secolo scorso...
Paga somaro lombardo, egoista e razzista!
"... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"
(G. D'Annunzio)




per festeggiare adeguatamente l'evento è prevista una commissione composta da consiglieri regionali, provinciali, parlamentari e delle FFAA. ciascuno dei 150 membri della commissione percepirà un assegno simbolico di 1 euro a seduta, in onore dell'austerity montiana.
però per rendere più attiva la commissione ogni membro segnalerà un collaboratore personale, un autista e un segretario che saranno assunti come dirigenti dai consorzi di bonifica irpini.
la commissione dura 5 anni rinnovabili per altri 25.


Troppi? Io dico pochi.


"... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"
(G. D'Annunzio)