Ho letto ultimamente un libro di Nuto Revelli, La guerra dei poveri, Giulio Einaudi Editore, 1977.
Raconta l'esperienza dell'autore sul fronte russo, durante da seconda guerra mondiale.
Tra l'altro l'autore ci dice che c'era tanto odio tra italiani e tedeschi.
Un esempio:
(p. 132)In un'isba vicina vedo alcuni tedeschi messi in riga, a gambe larghe, da un angolo all'altro della stanza. Il più vicino, sulla porta, mi mette le mani addosso per non farmi entrare. Interviene il capitano, urla che sono un... ufficiale [in nota: Non un "italiano", un "alleato".], che posso entrare. Adesso capisco perché sono schierati in riga, questi tedeschi della malora: sono organizzati in tutto, questi porci. Stanno buttando fuori dalle isbe i soldati italiani: se li passano come sacchi, anche i feriti, anche i congelati, proprio tutti, sghignazzando. Porci, porci, cani vigliacchi: questi campioni della civiltà!
Sapevo di tensioni entro soldati italiani e tedeschi, ma non che si andava fino a questo punto.
Ho due domande:
1. è tutto vero oppure è solo il punto di vista dell'autore, che da fascista diventò antifascista?
2. esistono libri dove quest'odio tra gli alleati è documentato?




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