Qualche giorno fa discutevo con un collega... senza stare a riassumere tutta la discussione, costui era molto orgoglioso del fatto che un italo-americano (Leon Panetta) ricoprisse la carica di ministro della difesa degli S.U.d'A.
Io invece trovavo la circostanza completamente indifferente, ed inoltre non provavo nessun particolare senso di vicinanza nei confronti degli statunitensi di origine italiana. In un certo senso (senza voler generalizzare troppo) li ritengo capaci di incarnare i nostri vizi, ma non le nostre virtù... il mio pregiudizio verso l'italo-americano del Nordamerica, qualora costui conservi un qualche carattere tipico (per esperienza so che alcuni sono oramai indistinguibili dagli americani classici, non fosse per il cognome pittoresco), è negativo.
Invece non ho un'opinione così prevenuta verso i discendenti dell'emigrazione verso il Brasile e l'Argentina, ma può darsi dipenda da pregiudizi classisti e letterari. Un italian-american, anche benestante, non riesco proprio a figurarmelo come un gentiluomo, tutt'al più come un arricchito.
Per contro, un argentino di origini italiane potrebbe aver frequentato Borges, diretto un colpo di stato militare, costruito un castello in mezzo alla Patagonia... cose così.
Poi ripeto, senza voler generalizzare.




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