Castelli e palazzi storici, il catalogo per chi vuole comprare un pezzo d'Italia



La spending review è legge e 350 edifici, il più delle volte abbandonati, da anni sono in vendita. 19 milioni di euro per Palazzo Diedo a Venezia, 31 milioni per Palazzo Bolis Gualdo a Milano, 28 milioni per Palazzo Villa a Torino: il Wall Street Journal pubblica il catalogo per chi vuol comprare un pezzo d'Italia. Ma anche per i castelli c'è la crisi del settore immobiliare



Il decreto sulla spending review è legge e, come previsto, lo Stato italiano deve ora mettere in vendita un buona fetta del proprio patrimonio per recuperare circa 42 miliardi di liquidità.





350 tra castelli e palazzi di prestigio finiscono così in un catalogo, simile a quello delle vendite per corrispondenza, pubblicato oggi dal Wall Street Journal.

Si tratta per lo più di edifici dismessi e abbandonati da tempo o che lo saranno con il riordino di tribunali e Province. Investitori e miliardari che vorranno togliersi lo sfizio di possedere un pezzo d'Italia, potranno così scegliere tra diverse caserme a Bologna, precedentemente occupate dal Ministero della Difesa o il Castello Orsini di Soriano nel Cimino in Lazio, costruito da un Papa nel 1270 e successivamente utilizzato come carcere.

Per appena 19 milioni di euro poi, si potrà acquistare il Settecentesco Palazzo Diedo, che è stato per anni un tribunale penale a Venezia e che è in vendita insieme ad altri 17 immobili. Va meglio a chi cerca casa a Milano, dove si può scegliere tra più di 100 edifici, tra cui il Palazzo Bolis Gualdo, nel quadrilatero della moda, ad "appena" 31 milioni di euro.

Torino ha messo in piedi un'altra strategia: i 19 immobili sono stati trasferiti ad un fondo di cui la città detiene il 35%. Il restante è andato a Equiter SpA (del gruppo Intesa Sanpaolo) e all'immobiliare Prelios Group. Ad acquistare il fondo sono stati imprenditori locali, come il gruppo Laro SpA, che ha acquistato la centralissima Palazzo Villa per 28 milioni di euro e ne ha convertito tre piani in 16 appartamenti che saranno completati entro il 2013 e ha venduto alcuni spazi a Giorgio Armani.

Eppure la crisi del settore immobiliare potrebbe colpire anche i prestigiosi edifici dello Stato italiano: "Alcuni investitori istituzionali stanno essenzialmente evitando l’Italia per i suoi problemi finanziari", scrive il Wsj che ricorda come "chi decide di investire in Italia si deve far carico dei rischi legati alla notoriamente lenta burocrazia italiana e alla difficoltà di trovare affittuari in tempi di recessione".

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EVVAIIIIII!!!

PELANDA, GIANNINO, TREMONTI, MARTINO, BRUNETTA, PARSI, PORRO...e tanti altri illuminati...

questa in parte è anche una vostra vittoria!!



hefico: