Pagina 1 di 8 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 78

Discussione: Sudiciume medievale

  1. #1
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    08 Apr 2009
    Località
    Ελευσίνα
    Messaggi
    17,701
     Likes dati
    3,634
     Like avuti
    6,649
    Mentioned
    32 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Sudiciume medievale

    Sudiciume medievale | VICE

    Sudiciume medievale
    Di Thomas Morton

    Stando a quanto affermano Hollywood, i libri di storia, e le credenze comuni, il Medioevo è stato un periodo segnato dalla sporcizia, in cui si andava in giro coperti di pulci e melma e la classe sociale delle persone poteva essere definita dall’odore che emanavano. Sono tutte stronzate. Lo so perché ho passato le ultime due settimane seguendo un regime igienico premoderno e—a parte sgommate sulle mutande, piaghe inspiegabili, quintali di forfora e smegma, e un probabile Fuoco di Sant’Antonio, è andato tutto bene. Ora vi racconto.

    REGOLE

    Ho indossato gli stessi vestiti per tutti e 14 i giorni. Ho optato per un completo totalmente bianco, in modo che la sporcizia potesse lasciare segni evidenti. Inoltre, pensavo che avrebbe dato all'impresa un taglio avventuriero alla Fitzcarraldo, ma solo ora che la cosa è finita sono in grado di confermarlo.













    PIPÌ

    Non sono esattamente un “maniaco” dell’igiene personale, quindi diciamo che per i primi tre giorni il vero cambiamento è avvenuto solo per ciò che ha a che vedere con l’urinare. All’inizio avevo pensato che avrei potuto fare i miei bisogni all’aperto, una cosa alla quale sono perfettamente allenato dopo le innumerevoli sbornie notturne. Ma poi mi sono reso conto che fare pipì in strada, sobrio, alle 10 di mattina, non sarebbe stato il massimo. Così ho optato per un vaso da camera.

    I vasi da camera sono un’invenzione geniale per pisciare, quasi come la vescica. Ci sono state un paio di cosette a cui ho dovuto abituarmi, come tenere il vaso vicino all’inguine invece di cercare di centrarlo, e non iniziare con un flusso continuo. Ma dopo aver asciugato per un paio di volte per terra con le maniche, praticamente l’intero appartamento è diventato il mio cesso.

    L'unico problema era come svuotare la tazza. Rovesciarla direttamente dalla finestra non sarebbe stato accettabile, dato che vivo proprio sopra il mio padrone di casa (inoltre, la pratica è stata definita illegale fin dal 500 d.C., grazie al decreto romano su effusum vel deiectum). La maggior parte delle mattine quindi depositavo i liquidi in un tombino tra due macchine o, se mi sentivo un po’ più civile, in quello sul retro del caseggiato. Mi ci sono voluti tre giorni per capire come riuscirci senza schizzarmi i pantaloni.

    DENTI

    Dopo due giorni di trascuratezza, la placca sulle mie gengive ha iniziato a diventare da gialla a color ocra, e la quantità di resti di cibo incastonato tra i denti è aumentata in modo esponenziale. La mia ragazza ha decretato che il mio alito stava a metà tra puzzo di immondizia e feci umane.

    Il siwak è uno strano bastoncino che il Profeta Muhammad amava così tanto che avrebbe anche potuto sposarlo.
    Non è altro che un semplicissimo antenato dello spazzolino, eppure negli Hadith viene citato ogni tre per due e gli esportatori continuano a descriverlo come uno strumento che “rinforza chi lo usa,” “allontana i cattivi pensieri” ed è “la cura per ogni male, eccetto la morte.”

    Dopo averlo utilizzato un paio di volte ho imparato che il sapore del siwak si avvicina molto all’odore delle pastiglie per igienizzare il WC. Successivamente, seguendo un’antica ricetta egiziana, ho sminuzzato in una ciotola zoccoli di bue, pomice, gusci d’uovo, mirra e ho mischiato tutto insieme con un po’ di sputo fino ad ottenere un impasto granuloso. Sembrava di pulirsi i denti con la sabbia, ma indovinate un po’? È praticamente come un moderno dentifricio, solo senza il fluoro.

    CACCA

    Sono un po’ stitico, quindi per i primi tre giorni ho avuto un Medioevo piuttosto spensierato. Successivamente sono—ahimè—stato costretto a rompere il sigillo e lasciare un ricordino. Ed è stato terribile perché, come ho subito scoperto, liberarsi della puzza è praticamente impossibile.

    Almeno, cagare nel vaso è stato molto più facile di quel che pensassi. L’unica cosa che bisogna essere certi di fare è rannicchiarsi nel punto giusto, liberarsi della propria dignità per un paio di secondi, e lasciare che cada lentamente. Vi sembrerà illogico, ma penso sia utile avere un po' di pipì sul fondo del vaso—non così tanta che possa schizzare fuori, ma abbastanza perché non rimangano residui marroni sui bordi. Ho considerato questa scoperta alla pari dell’invenzione dei moderni impianti idraulici, visto che ha trasformato l’intero processo da un terrificante travaglio di cinque-dieci minuti in un banale pit stop.

    PULIZIA, PARTE PRIMA

    All’inizio di Gargantua e Pantagruel di Rabelais, il giovane Gargantua si ingegna per capire quale sia il "nettaculo" migliore al mondo, per poi scoprire che si tratta del collo di un papero ben piumato. La lista includeva lenzuola, un gatto marzolino, pelle di vitello, una mascherina di velluto da damigella, diversi cuscini e un cappuccio da penitente.

    Non ho potuto mettere le mani su nessuna di queste trovate, ma ho cercato di sostituire la maglietta con le lenzuola del letto. Passarsi tra le chiappe un tessuto soffice è una delle sensazioni più lussuoriose sulla terra, ma solo finché hai il culo pulito. Dopodiché si rimane bloccati, indecisi se buttare il panno incrostato di merda nel vaso da notte o cercare di ripulirlo pisciandoci sopra, come piaceva fare ai Romani. Avevo già svuotato la vescica e non mi andava di conservare la maglietta nella doccia per dopo, quindi ho spostato il mio stronzo caldo per farle un po’ di posto nel vaso. Non è stato divertente.

    Per pulirmi ho fatto ricorso alla vecchia tecnica della frutta. Come primo tentativo, ho utilizzato un paio di banane sbucciate. Il mio primo istinto è stato quello di tenere la buccia dall’esterno e usare la polpa interna per pulirmi. Pivello. La sensazione era simile a quella provocata da una salvietta rinfrescante, ma alla fine mi sono ritrovato con uno spesso strato di banana attaccato ai resti delle feci. Inizialmente soddisfatto del risultato mi sono tirato su i pantaloni, ma quando mi sono seduto, qualche ora dopo, sembrava che l’interno delle mie mutande fosse stato immerso in una glassa da pasticceria.

    Con le bucce d’arancia è andata un po’ meglio, anche se dopo essere rimaste per un’intera notte in mezzo agli escrementi hanno impestato il vaso di un fetore insuperabile. Quello che ho imparato è che le dimensioni della frutta non hanno importanza. La buccia di un pompelmo, ad esempio, potrebbe farvi evitare di ritrovarvi le dita marrone cioccolata, ma in ogni caso, se non portate un’intera cesta di frutta, rischiate comunque di andare in giro coi tarzanelli tra le chiappe. Ma magari è una cosa che succede solo a me.

    Continua nella seconda pagina
    PUZZA, PARTE PRIMA

    Al quarto giorno puzzavo come una capra. Niente di incredibile, ma era un odore abbastanza forte da far esclamare a chiunque mi si sedesse vicino: “Chi sta fumando erba?”, ogni volta che l’aria del ventilatore sulla scrivania del mio collega girava verso la mia ascella. Mentre gli uomini del Medioevo non davano grande importanza alla puzza, nell'Antico Egitto ci si deodorava con palline di farina d’avena. Visto che a quei tempi costruivano piramidi e non orribili chiese, ho deciso di adottare il loro stesso metodo.

    Ho cucinato un po’ di porridge, l’ho fatto raffreddare e me lo sono passato sotto l’ascella. Dopo un po’ di secondi la melma di avena si è solidificata in una patina simile a colla, che è riuscita a coprire l’odore per ben due giorni. Peccato che la stessa si sia fusa con la mia pelle come fosse cemento.

    PELLE

    Mentre stendevo il secondo strato di porridge, qualche giorno dopo, ho notato che la mia maglietta era ricoperta di piccole macchioline di sangue. Mentre cercavo di capirne la causa, ho anche intravisto un'enorme vescica piena di pus poco sopra il gomito. Quasi nessuno le ha apprezzate, eppure io le portavo fiero, considerandole un misto tra stigmate e un tipico segno di bellezza medievale.

    BUCATO

    Il metodo romano di pisciare sui vestiti per pulirli è sufficientemente folle da funzionare (specialmente sapendo che l’urina contiene tracce di ammoniaca). Ho provato questo metodo sulla manica della camicia, ma per quanto strofinassi e risciacquassi, non sono riuscito a levare l’odore di urina. Immagino che ai romani non dispiacesse granché.

    CAPELLI

    Arrivata la seconda settimana, i miei capelli sembravano quelli di Ally Sheedy in The Breakfast Club (ma privati della sua grazia), quindi ho deciso di ricorrere a qualche vecchio stratagemma.

    Anticipando di 3000 anni lo stile dei loro discendenti, gli israeliti inventarono un semplice gel volumizzante per capelli fatto di cenere e olio di pino. Dopo aver sfregato il prodotto in piccole quantità sul mio cuoio capelluto, sembrava che mi fosse esplosa una bomba in mano come in un cartone animato. Inoltre, emanavo un odore molto simile a quello del cibo per criceti. Poco dopo ho scoperto che le leccate di mucca che avevo dato ai miei capelli con quella roba erano permanenti.

    PULIZIA, PARTE SECONDA

    Dopo avere passato una settimana cagando pochissimo, ho deciso che era l’ora, come direbbero in Inghilterra, di “prendermi cura del mio didietro”. Nell'Antica Roma si usava una spugna bagnata in acqua salata e posta sull'estremità di un bastoncino.

    Ricordate di conservare una parte della spugna asciutta per la passata finale.









    PUZZA, PARTE SECONDA

    All’ottavo giorno la frase “Chi sta fumando erba?” era diventata “Chi sta friggendo merda di cane?”. Stavo continuando a spalmare il porridge sotto le ascelle, ma alla seconda passata l’odore di avena aveva iniziato a mischiarsi a quello di sterco, anziché limitarsi a coprirlo.

    Ma la puzza delle ascelle non era neppure lontanamente paragonabile allo strato di sego che ricopriva le mie palle e che aveva reso la zona all'attaccatura del pene di un bel colore grigio. Risultato, ogni volta che mi sedevo su una sedia, il mio naso si trovava ad aspirare una fetida nuvola di formaggio d'uccello.

    Dato che le pratiche in uso ai tempi delle piramidi erano risultate fallimentare, ho deciso di andare avanti di un centinaio d’anni, fino alla Grecia Antica. Ispirandomi liberamente alla ricetta di un farmacista del primo secolo, Pedanius Dioscorides, ho creato un profumo con mirra e radici di alcuni fiori uniti a olio d’oliva bollente. Dopo essermi cosparso l’unguento su tutto il corpo (eccetto le palle—a quel punto erano veramente troppo sudicie per poterci aggiungere anche quello) ero pronto per uscire. Non sono un esperto di profumi, ma sembravo uscito direttamente da una fumeria. Probabilmente, la sostanza conteneva il ferormone che quei furbacchioni dei greci utilizzavano per accalappiare gli altri uomini, dato che nessuna ragazza è riuscita a parlarmi per più di 20 secondi per volta.

    Alla mezzanotte del quindicesimo giorno—a causa dell’insistenza di ogni persona che conosco—mi sono infilato nella vasca da bagno e ho osservato le due settimane di duro lavoro scivolare lentamente dal mio corpo in rivoli marroni. Tutto sommato, credo di aver completato la missione. Purtroppo, l’unico odore che non sono riuscito a combattere è stato quello penetrante e acido del pregiudizio. Magari un bel giorno anche il resto del mondo riscoprirà il piacere delle antiche usanze, ma per il momento credo sia meglio unirmi alla massa e tornare a pulirmi il culo con la carta igienica.

  2. #2
    Crocutale
    Data Registrazione
    02 Apr 2004
    Località
    Parma
    Messaggi
    39,340
     Likes dati
    1,133
     Like avuti
    16,874
    Mentioned
    564 Post(s)
    Tagged
    29 Thread(s)

    Predefinito Re: Sudiciume medievale

    Ma si parla di medioevo o di età classica ? Perchè nell'età classica c'erano le terme e buona parte della vita sociale si svolgeva li dentro, non c'era giorno in cui non facessero il bagno, la sola differenza è che usavano l'olio invece del sapone, che comunque era stato inventato dai galli.
    C'è anche il sapone di Aleppo che è un ibrido tra il sapone normale e l'olio, risale al 2500 a.c. o anche prima.

    Nel medioevo non c'era più una amministrazione ricca che potesse tenere in piedi i bagni pubblici, ma nel privato i mezzi per scaldare l'acqua con fuoco di legna e poi farsi il bagno esistevano. Anche il concetto che nel medioevo non cambiassero i vestiti non so da dove sia uscito.
    Studiare un po di storia prima di scrivere ?
    Religione, Patria, Famiglia e Autogestione dei Mezzi di Produzione.

  3. #3
    paracadute zen
    Data Registrazione
    23 Feb 2011
    Messaggi
    10,534
     Likes dati
    13,639
     Like avuti
    7,350
    Mentioned
    13 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Sudiciume medievale

    tutto ciò è meraviglioso.
    Trollhunter delle 2 Sicilie.

  4. #4
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Jul 2012
    Messaggi
    14,910
     Likes dati
    570
     Like avuti
    2,427
    Mentioned
    108 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Sudiciume medievale

    francamente credo la questionie dell'igiene variessa anche a seconda del ceto sociale; non sono informato sull'argomento ma mi interessa

    A riguardo c'è questo libro,ma non l'ho ancora letto:


    Comunque mi ricordo di aver letto di un cronista del '500 che riportava stupito che "la regina Elisabetta si lava una volta al mese,che ne abbia bisogno o meno".
    E mi pare che a versailles, non so se sia una leggenda,i nobili non disdegnassero di pisciare sulle pareti(negli angoli)

    FONTE: Breve storia della vita privata, di Bill Bryson.
    Ultima modifica di Folco; 06-08-12 alle 17:46

  5. #5
    Chicca, passami l'Autan
    Data Registrazione
    10 Nov 2010
    Località
    Traveller LIPX born
    Messaggi
    32,525
     Likes dati
    11,409
     Like avuti
    21,560
    Mentioned
    843 Post(s)
    Tagged
    22 Thread(s)

    Predefinito Re: Sudiciume medievale

    Ma non si può...
    Ma quanti figli del Perozzi in giro...
    Travel is fatal to prejudice, bigotry, and narrow-mindedness...
    Chi abbandona gli animali è un bastardo!

  6. #6
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    12 Feb 2008
    Messaggi
    20,157
     Likes dati
    73
     Like avuti
    4,685
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Sudiciume medievale

    Citazione Originariamente Scritto da Faria Visualizza Messaggio
    francamente credo la questionie dell'igiene variessa anche a seconda del ceto sociale; non sono informato sull'argomento ma mi interessa

    A riguardo c'è questo libro,ma non l'ho ancora letto:


    Comunque mi ricordo di aver letto di un cronista del '500 che riportava stupito che "la regina Elisabetta si lava una volta al mese,che ne abbia bisogno o meno".
    E mi pare che a versailles, non so se sia una leggenda,i nobili non disdegnassero di pisciare sulle pareti(negli angoli)

    FONTE: Breve storia della vita privata, di Bill Bryson.
    Io mio professore di storia al liceo asseriva che al tempo i contadini curavano molto più l'igiene della nobiltà.
    Dannato Barone Rosso.

  7. #7
    the dark knight's return
    Data Registrazione
    06 Jul 2006
    Località
    Gotham City
    Messaggi
    26,970
     Likes dati
    786
     Like avuti
    1,581
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Sudiciume medievale

    Citazione Originariamente Scritto da Faria Visualizza Messaggio
    francamente credo la questionie dell'igiene variessa anche a seconda del ceto sociale; non sono informato sull'argomento ma mi interessa

    A riguardo c'è questo libro,ma non l'ho ancora letto:


    Comunque mi ricordo di aver letto di un cronista del '500 che riportava stupito che "la regina Elisabetta si lava una volta al mese,che ne abbia bisogno o meno".
    E mi pare che a versailles, non so se sia una leggenda,i nobili non disdegnassero di pisciare sulle pareti(negli angoli)


    FONTE: Breve storia della vita privata, di Bill Bryson.
    Inglesi e francesi son zozzi c'è poco da fare
    "Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
    Antonio Cassano 99

  8. #8
    100% sardu
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Sardìnnia
    Messaggi
    28,940
     Likes dati
    544
     Like avuti
    1,219
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Sudiciume medievale

    Mi ricorda un mio professore...

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    20 Jun 2011
    Messaggi
    3,061
     Likes dati
    540
     Like avuti
    688
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Sudiciume medievale

    Io un anno che non mi lavo i denti e nessunissimo problema. Lo spazzolino lo uso solo per pulire il lavandino e cose così.

  10. #10
    ...
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    24,404
     Likes dati
    3,535
     Like avuti
    3,716
    Mentioned
    111 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: Sudiciume medievale


    Storia della medicina
    L'igiene



    Miniatura del Codice Manesse, 1300




    Cenni storici


    La preistoria: niente vale l'esperienza.
    È difficile formarsi un'idea precisa riguardo alla nozione di igiene in quei tempi remotissimi, ma si può ipotizzare che contasse soltanto l'esperienza. Quelli che sopravvivevano facevano le deduzioni necessarie a proteggersi. La regola di non mangiare tutto ciò che capitava tra le mani doveva essere applicata rigorosamente, dando luogo ai fondamenti dell'igiene alimentare. Gli altri tipi di igiene sarebbero apparsi molto più tardi.
    Una legislazione igienica esisteva già al tempo degli Egizi, assieme ad una seppur rudimentale vera e propria medicina sociale. Per la tumulazione dei cadaveri vigevano esatti precetti; prescrizioni severe istruivano sul modo di tenere pulite le abitazioni, sulle norme per la alimentazione, sulle relazioni sessuali, ecc. Analogamente alla medicina babilonese antica, vi era una combinazione di razionalismo empirico, misticismo e prescrizioni religiose quali base per uno sviluppo della scienza medica.
    La legislazione sacerdotale era severissima nel prescrivere la pulizia del corpo per i sacerdoti, nell'infanzia, nell'alimentazione e per le relazioni sessuali. Grande era la attenzione per la cosmesi l'attività ginnica ed il culto dei morti.
    Nella medicina biblica ed ebraica viene attribuita la funzione medica solo ai sacerdoti. Le prescrizioni igieniche hanno il carattere di precetti religiosi e anche di cerimonie religiose. Lo scopo delle pratiche igieniche è la purezza del corpo di fronte a Dio. Le distinzioni fra puro (taòr) ed impuro (tamè) si estendono tanto alla purezza morale quanto a quella fisica.
    Cerimonie religiose presiedevano alle pratiche relative al contatto con cadaveri, puerperio, mestruazioni, gonorrea, lebbra: un bagno purificatore (in seguito il battesimo) caratterizza l’evoluzione del pensiero medico. Le pratiche non sono limitate ai sacerdoti, ma a tutto il popolo (circoncisione, proibizione di certi cibi, lavacro prima delle preghiere e dei pasti, ecc.) Le prescrizioni sanitarie (come quelle religiose) sono imposte a tutti.
    Analogamente era prescritta una grande attenzione (difesa sanitaria?) nel coprire le deiezioni e di fronte a malattie epidemiche: il contagio prevedeva l’isolamento. Probabilmente di origine dagli antichi popoli semitici e forse anche dai babilonesi, i concetti d’igiene comprendevano l’attenzione a topi, mosche, zanzare ed altri insetti quali possibili apportatori di malattie. Ekron, città dei Filistei, aveva il tempio al dio Baal-Zebub (Il Signore delle mosche), divenuto molto più tardi una divinità infernale (belzebù), all’inizio proteggeva dai pericoli delle mosche.
    Le leggi contro la lebbra (Levitico XII) possono essere considerate il primo modello di legislazione sanitaria.
    L’igiene ha parte importantissima nella medicina indiana.
    Le leggi di Manù prescrivono regole severissime e lavacri abbondanti. Il culto religioso si basa infatti su prescrizioni alimentari (prevalentemente vegetali e contro bevande alcooliche), cura per gli occhi, la donna, le deiezioni. In particolare viene ripetuta la pulizia giornaliera del corpo e l’attenzione e la prevenzione di gravi malattie quali la tisi, l’epilessia, la lebbra bianca o l’elefantiasi. Formule e procedure magiche si associano a vari principi essenziali (Doshas) per la salvaguardia del corpo oltre che dello spirito.
    Bagni a varia temperatura, massaggi, unguenti profumati e sciacquadita: l'igiene deiGreci e dei Romani aveva un significato purificatore, ma evocava anche una dimensione edonistica. Attenti alla cura del corpo, i Romani trascorrevano molto tempo a bagnarsi nelle terme pubbliche, sotto gli auspici della dea Igea, protettrice della salute, dal cui nome è derivata la parola "igiene". Queste usanze si estendevano fino in Oriente, con i bagni turchi nei quali ancor oggi si fondono aspetti purificatori legati al rituale religioso, attenzione al benessere fisico e pratica igienica.
    La cultura Greca e Romana aveva prescrizioni dietetiche ed igieniche fondamentali, grazie all’opera di Celso.
    Veniva raccomandato moderato movimento, frequenti viaggi e soggiorno in campagna, moderazione nel coito e nel bere, astensione da esercizi troppo violenti; tutti gli improvvisi e rapidi passaggi da un clima all’altro sono da evitarsi. Si trovano, nel libro di Celso, esatte prescrizioni per dimagrire, per la gotta e per i reumatismi. Vi sono inoltre indicazioni per l’idroterapia e vari rimedi farmacologici.
    La medicina Romana, in particolare, riconosceva una gran varietà di misure igieniche. Esse erano ispirate anche da prescrizioni e tradizioni di popoli più antichi e riportate in varie scritture. Da Tarquinio Prisco, poi in Vitruvio, nella legge Aquilia, nella legge Cornelia, nella legge dei decemviri, ed altre, veniva posta la massima attenzione alle misure sanitarie ed igieniche, dalla nacita alla morte, dall’acqua di Roma alla più lontana provincia dell’Impero.


    Bagno turco, 1400




    Medioevo: puliti addosso e tutto lo sporco in strada

    In questo periodo, il vaso da notte che aveva fatto la sua comparsa in epoca romana era ancora usato, e si facevano i propri bisogni anche davanti a tutti. Nelle città il senso dell'igiene personale è molto vivo e l'usanza di fare il bagno è diffusa. Esistono bagni pubblici o sale termali che permettono agli uomini di incontrarsi e rilassarsi in una ambiente piacevole. Nella sola Parigi, nel 1292, ne sono state censite 25 per 250.000 abitanti. La moda del bagno e la costruzione di latrine, segno dell'eredità culturale romana, sono all'epoca più o meno diffuse in tutta Europa. Purtroppo, poco alla volta, i bagni pubblici medievali diventano ambienti equivoci; e se in città ci si profuma, ci si acconcia e si affida il vestiario alla cure delle lavandaie, l'igiene delle strade non sembra la preoccupazione principale: è l'epoca in cui si getta tutto fuori dalla porta!
    Così, nelle strade, ci si muove tra pozze e rivoli di acqua sporca e liquame dove navigano escrementi...


    L’acqua e l'igiene nei secoli passati

    Il concetto di igiene ai nostri giorni è diverso dal passato. Non vuol dire però che se noi percepiamo in modo diverso il rapporto con l’acqua, l’uomo dei secoli scorsi non si occupasse della pulizia; solo, la toilette era concepita in altro modo: asciutta e attenta soprattutto alle zone più evidenti. Queste ultime sono mani e viso che vengono “bagnate”, ma generalmente ci si lavava sfiorandosi con un panno asciutto.
    Si credeva che l’acqua fosse nociva perché penetra nei fori della pelle e rompe l’equilibro umorale; il bagno rendeva fiacchi e deboli e quindi predisponeva il corpo al contagio. Era impossibile pensare al bagno senza adottare rigorosi accorgimenti: riposare, rimanere a letto, proteggersi con indumenti adeguati.
    Nel Medioevo e nel Rinascimento il contatto veniva visto come uno dei rischi maggiori. Si consigliava quindi di evitarlo o di esporre i corpi all’aria infetta.
    I bagni pubblici, già esistenti in età romana, erano numerosi e molto frequentati nel corso del XIII secolo; a Parigi, ad esempio, se ne contavano 26, e per un prezzo più alto si poteva anche avere cibo, vino e un letto. Nel Rinascimento essi vengono considerati luoghi di contagio ma anche di promiscuità, di prostituzione, di “turbolenze” e di “affari loschi”.
    Ciò inciderà necessariamente nella loro esistenza, tanto che verranno chiusi. Restavano i bagni privati con un pubblico privilegiato e limitato. Pur rappresentando sostanzialmente un luogo di incontri sociali e amorosi, la loro graduale scomparsa è da attribuire alle idee sull’effetto negativo dell’acqua sul corpo, più che alla condanna morale della società.


    Il bagno e l'igiene personale nel medioevo

    Molto spesso noi pensiamo al Medioevo come ad un periodo storico in cui la gente non si lavava mai. Non solo invece i nostri antenati si lavavano più spesso di quanto crediamo, sia che fossero nobili, sia gente comune, ma lo facevano spesso in compagnia di “amici speciali”.


    A sinistra, il bagno della coppia, 1338-1344; a destra, il bagno magico di Medea

    «Era buona norma che nel caso che il padrone volesse fare un bagno, venissero esposti dei panni attorno al tetto, ognuno cosparso di fiori ed erbe verdi profumate e che ci fossero cinque o sei spugne per sedervisi o sdraiarvisi sopra. Il bagno durava un certo tempo e doveva chiudersi la porta. Doveva esserci un bacile pieno di erbe fresche riscaldate e si lavava il corpo con spugne morbide, e poi veniva sciacquato con acqua fresca, tiepida e profumata di rose. Quindi andava a letto, dopo aver indossato le calze ed essere stato asciugato con panni puliti» [12].
    L’acqua era spesso profumata con petali di rosa o profumi. Il fatto di immergersi era conosciuto come “stufarsi” ed era gradito a tutti i livelli della società.
    Il bagno avveniva in un catino di legno imbottito con tessuto. Il riserbo provvedeva a tende o baldacchini. Quando i signori viaggiavano portavano con sé tutto l’occorrente ed anche un servitore responsabile per l’acqua calda. Nei periodi più caldi la vasca era posta all’esterno, in giardino e in inverno presso ad un camino acceso.
    Verso la metà del XIII secolo solo i molto ricchi potevano permettersi i fuochi di legna per scaldare l’acqua in inverno. La restante parte della popolazione era costretta a rimanere sporca per la maggior parte del tempo. Intere famiglie utilizzavano la stessa acqua per lavarsi: l’uomo di casa aveva il privilegio di un’acqua pulita, dopo venivano gli altri figli e uomini. Poi le donne ed i bambini. Per ultimi i neonati. A quel punto l’acqua era così sporca che ci si poteva perdere qualcuno in essa, da cui il detto «Non buttare il bambino assieme all’acqua sporca del bagno!» [13].


    Il bagno in un'immagine del 1494-1495





    In conclusione, al di là delle dicerie...

    Non vi sono, peraltro, evidenze o testimonianze che i componenti delle famiglie si lavassero tutti in serie nella stessa acqua anche se ciò può essere occasionalmente avvenuto, per diminuire il lavoro necessario. Comunque non si sarebbe lasciata diventare troppo sporca l’acqua, come la tradizione insegna. Al contrario della credenza popolare, la gente nel Medioevo non era completamente all’oscuro del significato dell’igiene ed è assolutamente improbabile che sia stata utilizzata acqua sudicia per lavarsi.
    Coloro i quali potevano permettersi una vera vasca potevano anche permettersi dei servi per riempirla più volte.

    I bambini e gli infanti godevano di cure particolari. Piuttosto che perderli in acqua sudicia, essi sarebbero stati lavati in un catino più piccolo, con acqua pulita. Non c’è ragione di credere che le cose possano aver compreso anche il bambino gettato con l’acqua sporca! La maggior parte dei paesani non si poteva permettere una vasca, per cui veniva utilizzato una botte a cui si toglieva la parte superiore. Lo sforzo e la fatica di riempirla d’acqua dal pozzo facevano sì che venisse utilizzato il bagno per tutti solo in rare occasioni.
    Il bagno del bambino


    Nel complesso, sembra che l’uomo e la donna medievali fossero coscienti dell’igiene personale e della necessità della pulizia come altra gente in tutta la storia e che ponessero particolare attenzione alla sua apparenza.
    Molte città, alla metà del XII secolo, erano fornite di bagni pubblici
    I bagni pubblici, seppure non infrequenti, erano generalmente poco stimati in quanto erano considerati una facile via per l’uso clandestino della prostituzione.
    Per la gente comune rappresentavano la miglior condizione per evitare la gran fatica di riempire una botte con acqua tiepida e pulita. Comunemente infatti veniva utilizzato un piccolo bacile ed un pezzo di sapone.
    L’acqua era scaldata con fuoco di legna, ma questo pose due problemi. Fuochi fuori controllo potevano consumare parecchi isolati cittadini e, poiché le foreste venivano spogliate, il rifornimento di legna diventava sempre più costoso. Si iniziò allora ad utilizzare il carbone, ma i fumi erano fastidiosi e tossici.
    Londra era molto più grande di qualunque altra città in Gran Bretagna ed i suoi problemi sanitari erano enormi. Il maggior problema legato all’igiene era lo stesso fiume su cui era sorta la sua stessa prosperità. Nel XIV secolo le rive del Tamigi erano diventate un terreno di discarica per tonnellate di pattumiera domestica e nocivi scarichi industriali, da conciatori, tintori e mattatoi.
    Durante tutto il XIV secolo le autorità cittadine tentarono invano di impedire di insozzare il fiume e le strade con carni putride, frattaglie e visceri. Per quanto riguarda l’acqua, già nel XIII secolo la città si era dotata di pozzi e vi era un condotto per portare l’acqua dalle fonti orientali. Solamente i molto ricchi avevano una toilette. Spettava si domestici di svuotare le latrine, spesso nel fiume.
    L’acqua del fiume stesso era utilizzata per bere o lavare i panni o vari utensili casalinghi.
    Per quando riguarda il “bagno annuale”, l’idea che la gente medievale si lavasse poco è certamente ricorrente, ma falsa. La gente si lavava infatti regolarmente: non poterlo fare era considerato come una penitenza.
    Molte persone si sposavano in giugno ed avevano fatto il bagno annuale nel mese di maggio. Il loro odore iniziava ad alterarsi e per tale motivo le spose si dotavano di un bouquet di fiori per coprire gli odori. Da allora la tradizione per le spose di avere un bouquet di fiori.


    Altre forme di pulizia e igiene
    La rasatura era difficile, dolorosa e non molto frequente, poiché il sapone era inefficace ed i rasoi, che assomigliavano a coltelli per l’intaglio o per trinciare la carne (ed erano infatti utilizzati per tali scopi) erano vecchi e non affilati.
    Anche il taglio dei capelli non era agevole: le forbici erano simili a cesoie e dovevano essere utilizzate dolcemente per evitare di strappare i capelli.
    Sebbene nel XIII secolo pochi aristocratici avessero spazzole per i denti, la toeletta dei denti era generalmente compiuta con l’ausilio di legno verde di nocciolo e strofinando i denti con un panno di lana.
    Si ritrovano descrizioni dell’uso di unghie decorate e di pulizia delle orecchie, quasi ad indicare una preoccupazione per la pulizia. I pettini erano comuni e gli specchi avevano un uso funzionale e decorativo. L’attenzione all’igiene personale faceva sì che chi non lo praticasse veniva considerato un eclettico.
    Un galateo del XV secolo consiglia i figli dei nobili di accettare i parassiti come cosa naturale ma «di non grattarsi la testa a tavola, prendere dal collo e dalla schiena pidocchi, pulci o altri parassiti ed ammazzarli in presenza di altra gente»



    Pettine d’osso, cesoie e ornamenti per capelli.












    Gilbertus Anglicus
    , nato circa nel 1180, fu l’autore del Compendium Medicinae(1240), uno dei lavori medici principali del Medioevo. Esso riguardava anche l’igiene e la cura che ognuno doveva avere di sé. I bagni di vapore, ad esempio, ammorbidivano la pelle ed aprivano i pori. Doveva essere utilizzata acqua calda pulita!
    Lentiggini, nei, rughe, verruche ed altri inestetismi della pelle erano tutti dibattuti, o per trovarvi una soluzione, assieme all’alitosi e agli odori corporei, il che dimostra che la ricerca della bellezza non è cosa nuova.


    Il sapone
    Il sapone fu inventato molto probabilmente in Oriente e poi fu portato in Occidente (in particolare in Francia) attorno al IX secolo, esssendo sconosciuto ai Romani. Questo era un sapone morbido, senza molto potere detergente.
    Saponi di maggior consistenza furono disponibili attorno al XII secolo [14] e consistevano generalmente di grasso di montone, cenere di legna o potassa e soda naturale. Spesso erano aggiunte anche erbe aromatiche. Altre forme di sapone contenevano ingredienti quali olio di oliva, soda e piccoli quantitativi di cedro. Questi tipi erano preparati al sud della Francia e in Italia.
    Le lavandaie potevano anche utilizzare una soluzione di lisciva e terra di argilla smeltica o argilla bianca.
    Ma non sempre era gradito: di seguito un rapporto di Brun, fratello dell’imperatore tedesco Ottone I di Sassonia: «Quando faceva il bagno, non utilizzava mai il sapone o analoga preparazione per rendere lucente la sua pelle, il che è ancora più sorprendente in quanto era al corrente di questo metodo per pulirsi e di gran conforto fin dalla giovane età».
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


    "Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.

 

 
Pagina 1 di 8 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. cucina medievale
    Di Folco nel forum Fondoscala
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 20-04-13, 13:22
  2. musica medievale
    Di Noir nel forum Fondoscala
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 03-11-12, 21:47
  3. nordiciume medievale
    Di Mike Suburro nel forum Fondoscala
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 07-08-12, 19:22
  4. Basta sudiciume e schifo!!
    Di TEBELARUS nel forum Fondoscala
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 04-07-12, 00:18
  5. La società medievale
    Di Giò nel forum Destra Radicale
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 31-08-08, 12:28

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito