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    Predefinito Una riflessione sulla Germania di oggi (e l'Europa di domani?)

    Una mia riflessione sulla Germania di oggi (e l'Europa di domani?)


    di Florian

    Queste righe vogliono essere una riflessione a voce alta sulla Germania di oggi. Esprimono il senso di smarrimento di un'amante di un paese che a volte non riconosce più e le cui vicende attuali possono essere lette in controluce per immaginare l'Europa che sarà (se sarà).



    Da tempo vado convincendomi che l'appannamento tedesco nei vari sport, calcio in primis, abbia come spiegazione principale la ricchezza economica e l'alta qualità del vivere che contrassegnano la Germania riunificata. Non a caso si dice sempre che lo sport è una metafora della vita e sono sempre le nazioni povere a prendersi le maggiori soddisfazioni: Brasile, Argentina... Italia. Lo sport consente di emergere a quegli strati sociali storicamente disagiati, vedi i neri d'America o comunque tutti gli immigrati, di colore o meno, che ormai affollano le rappresentative europee. Laddove c'è ricchezza c'è consumo, non voglia di superarsi e di conquistarsi quel posto al sole che già si ha. La Germania post-90 è un paese troppo ricco, dove si vive mediamente troppo bene, perchè lo sport possa fungere da valvola di sfogo. Diventa, al contrario, merce di consumo, un grande circo messo a disposizione dell'intrattenimento capitalistico. Non più lotta agonistica, ma divertimento quotidiano per famiglie. Niente di male che sia così, figuriamoci. Tuttavia i risultati poi sono quelli che sono. Se si vuole uno spettacolo a basso sforzo, se si vuole fare dello sport una macchina macinasoldi, allora il merchandising, gli stadi perfetti e un tifo ordinato valgono molto di più di un campione allevato su un campicello d'oratorio o di periferia.

    In Germania, oggi, è tutto perfetto. Troppo perfetto. E' come andare in un magnifico ristorante con intorno un panorama da favola, comodo posto auto, pulizia e servizio ad hoc... ma dove si mangia da schifo o quasi. In Italia siamo ancora alle trattorie e forse non è necessariamente un male. I tedeschi, lo dico da amico e ammiratore di questo popolo, hanno bisogno di cedere qualcosa sul piano materiale del "comfort" e riconquistare qualcos'altro sul piano spirituale. Un qualcosa che non ha a che fare con la tecnica e non può essere programmato a tavolino da un'equipe, ma dovrebbe nascere nell'intimo della singola persona. La Germania, nazione modello, sta producendo oltre a macchine modello anche uomini modello e squadre di calcio modello. Ma lo sport se ne infischia dei modelli, nessuna programmazione potrà mai creare un Maradona, nè la generazione dei Beckenbauer, Maier e Mueller è stata gestita in laboratorio. E' cresciuta spontaneamente in un'epoca di ristrettezze e di stenti, in una nazione divisa da un muro e dimenticata da tutti.

    Il 1990 è stato uno spartiacque. La Germania unita ha perduto il senso di ciò che era al tempo della BRD e della DDR, è divenuta un "mostro tecnologico e politicamente corretto", dove si pensa a rispedire a casa un atleta perchè sentimentalmente legata ad un neonazista piuttosto che cercare una risposta ad un medagliere sempre più povero. La Germania di Kohl e Schmidt aveva un passato, un'anima, e quindi anche un futuro. Quella di Schroeder e Merkel sembra invece inchiodata ad un presente senza sbavature, perfetto e perciò inanimato. Si fa largo, oltretutto, l'impressione che la Germania del comfort e del pc (nel senso di tecnologia e di politically correct) sia l'avanguardia di quell'Europa tecnocratica immaginata nel dopoguerra da professori marxisti ed affidata oggi alle cure liberali di Draghi & Co.. Un paradiso post-storico, come quello teorizzato del filosofo "hegeliano di sinistra" Kojeve e che ha notevoli punti di contatto con la "fine della Storia" dell'americano Fukuyama. La burocrazia e la tecnica ci stanno rendendo dei robot, un popolo di consumatori-spettatori che al momento consegna al proprio "lumpenproletariat" il compito di sbrigarsi quei compiti - dalla guerra allo sport - per i quali nelle vene serve avere ancora il sangue e non l'acqua minerale.

    Ai tedeschi, e in prospettiva agli europei tutti, serve una scossa che li liberi da questo torpore. E non potranno essere le banche a dargliela.
    Ultima modifica di Florian; 06-08-12 alle 11:44

  2. #2
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    Predefinito Re: Una riflessione sulla Germania di oggi (e l'Europa di domani?)

    Gli ultimi avvenimenti mi costringono ad un aggiornamento sul tema.

    Ieri il nostro premier Monti ha concesso un'intervista allo Spiegel in cui chiedeva un maggiore spirito solidale verso l'Italia tenendo anche conto di questi preoccupanti toni antitedeschi che stanno prendendo piede. Al di là di ciò che si possa pensare del nostro governo, mi interessa sottolineare qui il fatto che se in Italia oggi c'è una persona culturalmente e direi anche istintivamente bendisposta nei confronti dei tedeschi questa è Monti. Ora, a quanto pare l'intervista suddetta ha suscitato un vespaio di critiche in Germania, critiche bipartisan, e qualcuno si è messo pure a cianciare di "rischio per le democrazie", come se Monti, la Bce, etc. (ripeto, qualunque sia il giudizio che si possa dare di loro) fossero da ritenere degli antidemocratici che attentano alla libertà (e alle tasche) dell'elettore tedesco. Naturalmente queste critiche, rimbalzate in Italia, hanno rinfocolato il neo-nazionalismo antitedesco con i soliti toni allucinati che sappiamo. Cosicchè una sparata della Bild ottiene in risposta una mazzata ancor più pesante da Libero o chi per lui. E' un gioco allo sfascio di chi gioca esclusivamente per il proprio tornaconto.

    Purtroppo in Germania l'anno prossimo si terranno le elezioni politiche e così sembra anche in Italia. Da una parte e dall'altra sembra si voglia far pesare sull'elettore medio questa volontà di non cedere alle ragioni dell'avversario, quasi che nel 2013 in Germania si votasse contro l'Italia e in Italia contro la Germania. Sinceramente io, che qualche anno sulle spalle ce l'ho, una cosa del genere non l'avevo mai vista. Sia che andassero al potere i democristiani, sia che fosse il tempo dei socialisti, ognuna fazione aveva i suoi contatti con la realtà italiana e con questa era affratellata da un comune sentire che andava oltre lo spirito nazionale, potendo significare il cristianesimo o la giustizia sociale. E' pazzesco che oggi tutto ciò che è stato e che di buono si sia costruito insieme venga messo a rischio per dei meri interessi finanziari. Non che non siano importanti, per carità, ma certo non meritevoli di scatenare l'odio etnico in Europa!

    Con questo voglio dire che i nostri "amici tedeschi" dovrebbero francamente smetterla di alzare i toni persino quando c'è chi si adopera per abbassarli. Già in Italia sopportiamo malvolentieri le polemiche pretestuose tra settentrionali e meridionali, dovercele sorbire addirittura in scala europea mi pare francamente troppo. La Germania è una nazione grande, ricca, potente. Ma non pensi di poter fare presuntuosamente da sola, negandosi con ciò anche l'apporto e l'amicizia di chi tedesco non è (e magari in cuor suo vorrebbe persino esserlo!)
    SADNESS IS REBELLION

  3. #3
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    Predefinito Re: Una riflessione sulla Germania di oggi (e l'Europa di domani?)

    I tedeschi, lo dico da amico e ammiratore di questo popolo, hanno bisogno di cedere qualcosa sul piano materiale del "comfort" e riconquistare qualcos'altro sul piano spirituale.
    È proprio perché hanno dovuto cedere sul piano politico e se si vuole spirituale, causa una seconda guerra mondiale persa, che si sono buttati a testa bassa nell'economia.
    Detto questo l'arroganza di fondo è sempre la stessa, e di sicuro la Germania oggi pensa di poter fare da sola. Presuntuosamente o forse no, visto a che stato ci siamo ridotti...
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  4. #4
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    Predefinito Re: Una riflessione sulla Germania di oggi (e l'Europa di domani?)

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Detto questo l'arroganza di fondo è sempre la stessa
    Ma davvero si può dire che i tedeschi siano "antropologicamente" arroganti? Forse non trattano bene i nostri connazionali emigrati, ma quale paese non nutre pregiudizi verso lo straniero?

    Io non son mai andato in Germania e i tedeschi li conosco per quello che ho letto di loro e attraverso il calcio, che è una buona cartina di tornasole per comprendere l'anima dei popoli. Mi appassionai alla Germania (Ovest) nel 1974, sfogliando un album di figurine. Le facce dei calciatori tedeschi mi ispirarono forza e serietà, ma non arroganza. Un'impressione che si confermò poi negli anni successivi, quando ebbi modo di conoscere meglio sia loro che i loro avversari. Se Beckenbauer poteva apparire presuntuoso a qualcuno certamente non aveva la spocchia dell'olandese Cruijff. Per non parlare dei sudditi di Sua Maestà, gli inventori del football. E gli spagnoli del Real o del Barcellona non erano presuntuosi quando si andava a giocare in casa loro? E i francesi di monsieur Platini non lo erano già prima dell'arrivo di Zinedine Zidane? I tedeschi avevano il volto di Rummenigge, Matthaeus e Voeller. Sono venuti in Italia e sono ancor oggi ricordati con affetto dai loro tifosi non solo perchè erano dei campioni, ma anche perchè non sono mai stati arroganti e hanno sempre avuto rispetto del nostro calcio e del nostro popolo.

    Francamente questa storia del tedesco arrogante faccio fatica a digerirla anche se non la rigetto a priori. Hanno quell'arroganza che è connaturata al potente di turno, questo sì. Ma che dire in tal senso degli americani: non sono i più potenti e i più arroganti di tutti? Ai tedeschi si fa pesare sempre di essere stati nazisti, come se poi tutta l'Italia si fosse ribellata al nazismo e non solo una sua piccola parte, per motivi poi che con la libertà e la democrazia non avevano nulla a che vedere...
    Ultima modifica di Florian; 06-08-12 alle 16:00
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  5. #5
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    Predefinito Re: Una riflessione sulla Germania di oggi (e l'Europa di domani?)

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Ma davvero si può dire che i tedeschi siano "antropologicamente" arroganti? Forse non trattano bene i nostri connazionali emigrati, ma quale paese non nutre pregiudizi verso lo straniero?

    Io non son mai andato in Germania e i tedeschi li conosco per quello che ho letto di loro e attraverso il calcio, che è una buona cartina di tornasole per comprendere l'anima dei popoli. Mi appassionai alla Germania (Ovest) nel 1974, sfogliando un album di figurine. Le facce dei calciatori tedeschi mi ispirarono forza e serietà, ma non arroganza. Un'impressione che si confermò poi negli anni successivi, quando ebbi modo di conoscere meglio sia loro che i loro avversari. Se Beckenbauer ...
    Ti fa onore dire che non sei andato in Germania e che conosci i tedeschi solo per letture o calcio. Ti fa onore perché su questo forum trovi di solito solo esperti in tutto che parlano 50 lingue e hanno girato mille volte mille mondi.
    bravo
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  6. #6
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    Predefinito Re: Una riflessione sulla Germania di oggi (e l'Europa di domani?)

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Ti fa onore dire che non sei andato in Germania e che conosci i tedeschi solo per letture o calcio. Ti fa onore perché su questo forum trovi di solito solo esperti in tutto che parlano 50 lingue e hanno girato mille volte mille mondi.
    bravo

    Ma infatti io sono disposto a ricredermi su di un parere che mi sono fatto per vie del tutto accidentali.
    Tuttavia vorrei che l'interlocutore non mi venisse, come spesso accade, a sostanziare quest'arroganza germanica con l'esempio nazista, buono per tutti gli usi, e soprattutto mi chiarisse perchè un tedesco dovrebbe essere considerato più arrogante di un americano, di un inglese, di un francese, di uno spagnolo, o di un olandese. E ometto di dire, di un italiano, anche se confesso ne avrei una grandissima voglia (perchè quando ha il vento il poppa, l'italiano è quello che si sente il migliore di tutti!)
    Ultima modifica di Florian; 06-08-12 alle 16:29
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  7. #7
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    Predefinito Re: Una riflessione sulla Germania di oggi (e l'Europa di domani?)

    Certo che di arroganti ne trovi in ogni nazione.
    Puoi anche passare una settimana in Germania e trovarti benissimo. Dipende ovviamente come presenti. Tu che immagino sei colto, intelligente, presenti bene, sicuramente non ti esponi a quel che aspetta il cafone.
    Però, assolutamente, se hai conoscenti immigrati in Germania parla con loro.
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  8. #8
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    Predefinito Re: Una riflessione sulla Germania di oggi (e l'Europa di domani?)

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Con questo voglio dire che i nostri "amici tedeschi" dovrebbero francamente smetterla di alzare i toni persino quando c'è chi si adopera per abbassarli. Già in Italia sopportiamo malvolentieri le polemiche pretestuose tra settentrionali e meridionali, dovercele sorbire addirittura in scala europea mi pare francamente troppo. La Germania è una nazione grande, ricca, potente. Ma non pensi di poter fare presuntuosamente da sola, negandosi con ciò anche l'apporto e l'amicizia di chi tedesco non è (e magari in cuor suo vorrebbe persino esserlo!)
    Chi teme l'arroganza tedesca può ringraziare che i tedeschi preferiscono pensare al portafoglio qui e ora invece di accollarsi le responsabilità imperiali che porterebbero con sé l'egemonia di fatto sui satelliti assistiti.
    Ultima modifica di Troll; 06-08-12 alle 21:22

  9. #9
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    Predefinito Re: Una riflessione sulla Germania di oggi (e l'Europa di domani?)

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Certo che di arroganti ne trovi in ogni nazione.
    Puoi anche passare una settimana in Germania e trovarti benissimo. Dipende ovviamente come presenti. Tu che immagino sei colto, intelligente, presenti bene, sicuramente non ti esponi a quel che aspetta il cafone.
    Però, assolutamente, se hai conoscenti immigrati in Germania parla con loro.
    Ne sono convinto e mi dispiace. Purtroppo la gente stupida e cattiva non c'è solo in Germania, la si può trovare anche in Padania.
    SADNESS IS REBELLION

  10. #10
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    Predefinito Re: Una riflessione sulla Germania di oggi (e l'Europa di domani?)

    la differenza fra l'Italia e la Germania di oggi è esattamente la stessa che c'era fra fascismo e nazismo: i tedeschi le cose le fanno sul serio, fino in fondo, ed obbedendo molto più di noi al "dovere" che volta per volta lo stato impone loro... oggi questo dovere si chiama "antifascismo", "ecologismo" etc etc, valori che ci sono anche in Italia, ma che in Italia rispettiamo "all'italiana", in Germania, invece, li rispettano sul serio.

    E, si badi bene, non li rispettano perchè davvero "ci credono", ma perchè SI DEVE rispettarli!

 

 
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