ECO - Eurostat: Prezzi al consumo in Italia poco sopra media Ue
Al top nel 2008 la 'costosa' Danimarca, Bulgaria fanalino di coda
Eurostat: Prezzi al consumo in Italia poco sopra media Ue
Roma, 16 lug (Velino) - I prezzi al consumo in Italia sono poco al di sopra della media Ue. Lo rivela l’Eurostat, che ha realizzato un rapporto ad hoc in cui, fatta 100 la media europea, ha messo a confronto gli ‘up’ e i ‘down’ sul livello base dei prezzi nell’insieme dei Ventisette. Scoprendo differenze molto marcate tra i vari Stati membri. Nel 2008, spiega il rapporto, la Danimarca (141 per cento) ha avuto il livello di prezzi più elevati nel corso dell’anno, seguita dall’Irlanda (127 per cento) e dalla Finlandia (125 per cento). I livelli di prezzi tra il 10 per cento e il 20 per cento sopra la media Ue sono stati trovati invece nel Lussemburgo (116 per cento), in Svezia (114 per cento), Belgio e Francia (entrambi 111 per cento) mentre l’Italia, assieme all’Austria, si è fermata a quota 105 per cento. La Germania (104 per cento) e i Paesi Bassi (103 per cento) sono appena sopra la media.
Il Regno Unito (99 per cento), la Spagna (96 per cento) e la Grecia (94 per cento) invece sono giusto sotto la media, mentre Cipro (90 per cento), Portogallo (87 per cento) e Slovenia (83 per il cento) si sono fermati fra il 10 per cento e il 20 per cento al di sotto della media della Ue a Ventisette. Infine i livelli dei prezzi al consumo più bassi sono stati osservati a Malta (78 per cento), in Estonia (77 per il cento), nella Repubblica ceca (72 per cento), in Ungheria e Slovacchia (entrambi 70 per cento), in Bulgaria (51 per cento), in Romania (62 per cento), in Lituania (67 per cento) e in Polonia (69 per cento).
Quanto ai soli generi alimentari e bevande non alcoliche, continua l’Eurostat, l’Italia sale al 115 per cento, ma anche in questo settore la ‘palma d’oro’ per i prezzi più alti va alla Danimarca (147 per cento) mentre la Bulgaria resta la nazione più ‘conveniente’ (67 per cento). Per i tabacchi e gli alcolici, al contrario, nel 2008 i prezzi più bassi sono quelli della Romania (61 per cento) e i più elevati quelli dell’Irlanda (184 per cento). Sull’abbigliamento, l’Italia è al 110 per cento, contro il 123 per cento della Finlandia, il paese più caro per fare shopping. A sorpresa, invece, il paese meno caro per i vestiti è il Regno Unito (83 per cento). I prezzi al consumo più bassi per quanto riguarda poi l’elettronica sono stati trovati sempre nel Regno Unito (86 per cento) e i più alti a Malta (126 per il cento). Ma la Danimarca è al top anche per l’acquisto di veicoli (174 per cento) e per alberghi o ristoranti (151 per cento). In quest’ultimo caso l’Italia si ferma al 106 per cento.
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ECO - Codacons: Dopo dati Eurostat, commercianti abbassino prezzi
Roma, 16 lug (Velino) - "Brutte notizie per l’Italia secondo l’ultimo rapporto Eurostat sui livelli dei prezzi al consumo nel 2008. L’Italia, infatti, è uno dei 5 paesi su 37, insieme a Belgio, Danimarca, Finlandia e Norvegia (paesi questi ultimi peraltro molto più ricchi del nostro) che detiene il record negativo di avere i prezzi sempre superiori rispetto alla media dei 27 principali paesi Ue per tutte le voci analizzate nel rapporto: cibo, bevande, abbigliamento, elettronica, trasporti, ristoranti e alberghi. Una conferma del fatto che in Italia la vita è sempre troppo costosa". Lo dichiara il Codacons in una nota, aggiungendo che si tratta di "un dato che dimostra le speculazioni esistenti nel nostro paese lungo la filiera, è quello relativo agli alimentari con 115 rispetto alla media Ue pari a 100. Infatti, anche se esistono paesi con valori ancora più alti del nostro, come la Norvegia (154) o la Svizzera (135), va sottolineato che queste nazioni non vantano una tradizione agricola come l’Italia. Se, quindi, ci limitiamo a confrontare i prezzi dei soli paesi del Sud Europa che si affacciano sul mare e che vantano una tradizione agricola simile alla nostra, ecco che l’Italia risulta la più cara e che gli altri hanno valori tutti più bassi: Francia 104, Spagna 94, Grecia 101, Malta 89, Turchia 87, Portogallo 86".
"Stesso discorso per l’abbigliamento - continua il Codacons -. Considerata la produzione esistente in Italia i valori avrebbero dovuto essere abbondantemente sotto la media europea e invece con 110 ci collochiamo abbondantemente sopra". Insomma, "i dati confermano quanto va dicendo" l'associazione dei consumatori da tempo, ovvero che "i negozianti italiani possono e devono abbassare i loro prezzi, non solo per rilanciare i consumi interni ma anche per non perdere la competitività rispetto ai loro colleghi europei. Dal rapporto si evince che in media in Italia si registrano prezzi dell’8,6 per cento superiori rispetto al resto d’Europa, che tradotto vuol dire che i commercianti potrebbero abbassarli quanto meno per un importo analogo".
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=904365




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