User Tag List

Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    Ghibellino
    Data Registrazione
    22 May 2009
    Messaggi
    48,892
    Mentioned
    93 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Tolkien, un Maestro della Tradizione?

    luglio 06, 2012

    Di Fabio Calabrese




    “Tradizione” e “tradizionalismo” non sono affatto la stessa cosa, non fosse altro perché il tradizionalismo è un atteggiamento moderno che non si riscontra in quelle che possiamo chiamare società o culture tradizionali.


    Per capire quanto profonda sia la frattura fra questi due concetti, forse la cosa migliore da fare, è quella di esaminare in quale misura il grande mitologo della nostra epoca, John R. R. Tolkien, l'autore del Signore degli anelli, abbia frainteso la mitologia tradizionale che ha utilizzato in larga misura nelle sue opere. Tolkien è anche un esponente direi classico di quell'orientamento di pensiero che chiamiamo tradizionalista, e dunque è possibile allargare il discorso ed esplorare lo scarto che esiste fra tradizione e tradizionalismo.



    Le culture tradizionali, ha osservato qualcuno, sono quelle in cui non esistono tradizionalisti; ci si potrebbe spingere più in là affermando in modo provocatorio che sono quelle dove non esistono neppure tradizioni. Quello che esiste sono consuetudini, usi, modi di pensare, valori etici e persino estetici largamente condivisi che connotano a colpo d'occhio le varie culture e sono fatti propri dalla pressoché totalità dei loro membri. Il concetto di tradizionalismo nasce precisamente nel momento in cui questa unità si rompe.


    Un esempio paradigmatico in questo senso è rappresentato dallo scintoismo. Per secoli, forse per millenni la religione tradizionale giapponese non ebbe neppure un nome: era semplicemente l'insieme dei culti riservati agli dei, agli antenati, alla figura dell'imperatore, figura-ponte di origini divine fra la Terra e il Cielo. Fu solo con l'arrivo dei missionari buddisti nelle Isole Nipponiche, che si coniò il termine “shinto” per indicare la “vecchia fede”, la tradizione, l'insieme delle credenze tradizionali in opposizione alla nuova dottrina.


    Il concetto di tradizione nasce nel momento in cui seguire i valori e i costumi degli antenati non è più una consuetudine spontanea semplicemente perché non si concepisce un orizzonte alternativo a essi, ma diventa una scelta consapevole.


    Nella nostra epoca moderna si può, si deve, inoltre parlare di tradizionalismo nel momento in cui la scelta e il riconoscimento della tradizione alla quale si appartiene diventano problematici, quando tocca confrontarsi con tradizioni in conflitto o con idee di tradizione in contrapposizione talvolta inconciliabile.


    John R. R. Tolkien era, e questa è una chiave di lettura della sua personalità e della sua opera che non può essere omessa, un cattolico, uno dei rari cattolici britannici, e chiaramente in conseguenza di ciò, un cristiano. Vale a dire che egli può bensì essere considerato portatore di un pensiero “tradizionalista”, ma non assolutamente tradizionale, poiché, a parere di chi scrive, sebbene la “tradizione cristiana” sia divenuta maggioritaria nel cosiddetto “mondo occidentale” (che comprende oltre all'Europa, e oggi in posizione dominante, le Americhe, vale a dire l'anti-tradizione incarnata se mai ve n'è stata una) essa rimane nondimeno rispetto alle nostre radici europee una “tradizione” spuria.




    In uno scritto pubblicato nel 2005 sul n. 13 della rivista “Minas Tirith” della Società Tolkieniana Italiana, l'antropologo Mario Polia definiva a modo suo Cos'è la tradizione, e – sorpresa – essa a suo dire coinciderebbe esattamente con “l'insegnamento” della Chiesa cattolica, anche se, ammetteva a denti stretti:


    “Esiste, inoltre, un “tradizionalismo” in senso lato nel quale si riconoscono appartenenti singoli o gruppi, diversi in quanto a impostazione e tendenze, ma accomunati da un pronunciato antagonismo nei confronti del mondo moderno (...).


    E’ comune alle varie tendenze del “tradizionalismo” (cultural -politico e/o spiritualista) la tensione verso il recupero di un’identità “spirituale” dai contorni in genere mal definiti, non-confessionale, caratterizzata dal sincretismo in campo religioso e, spesso, da una componente marcatamente anti-cristiana”


    [Mario Polia: Che cos'è la tradizione, “Minas Tirith” n. 13, Società Tolkieniana Italiana, Udine 2005].


    Per l'ennesima volta, a lato delle parole di Polia metterei quelle contenute nel Documento controverso per eccellenza che ho tante volte citato, la famosa intervista di Maurizio Blondet a Massimo Cacciari:


    “Il Cristianesimo è stato dirompente rispetto ad ogni ethos" (...). Il Cristianesimo non ha più radici in costumi tradizionali, in una polis specifica, in un ethos; non ha più nemmeno una lingua sacra (...). Il Cristianesimo si rivela essenzialmente sovversivo dell'Antichità e dei suoi valori; che esso spezza definitivamente i legami fra gli Dei e la società. L'ethos antico era una religione civile (...). Il Cristianesimo, consumando la rottura con gli dei della Città, sradica l'uomo”.




    E soprattutto, con ancora più forza e convinzione, le parole di Richard Wagner:


    “Per quanto l'innesto sulle sue radici di una cultura che le è estranea possa avere prodotto frutti di altissima civiltà, esso è costato e continua a costare innumerevoli sofferenze all'anima dell'Europa”.


    Parole che dovrebbero essere incise in bronzo su ogni muro!


    Tanto per avere le idee ancora più chiare a questo proposito, cito una circostanza riferita dal giornalista Corrado Augias nel libro I segreti del Vaticano: l'Opus Dei, la potente organizzazione cattolico-affaristica raccomanda ai suoi affiliati la lettura del Signore degli anelli.


    Da un certo punto di vista, la faccenda è o dovrebbe essere molto chiara: Mario Polia è un cattolico, i tolkieniani sono cattolici, John R. R. Tolkien era un cattolico; dunque si tratta di cristiani che nulla possano avere a che fare con noi.


    In realtà la questione è un po' più complessa di così; rimangono quanto meno da spiegare i motivi per i quali l'articolo di bigotteria tolkieniano è riuscito a esercitare sugli ambienti umani “nostri” una fascinazione che ha dell'incredibile.


    L'opera di Tolkien approdò in Italia nei primi anni '70, più o meno in coincidenza con la dipartita del suo autore da questa valle di lacrime, e la sinistra, una sinistra che allora si credeva egemone e trionfante, attuò nei suoi confronti un ostracismo e un boicottaggio feroce. Non parve vero ad alcuni dei “nostri” di aver trovato un nuovo padrinato intellettuale, soprattutto a quanti si facevano conquistare da facili slogan, che non erano consapevoli o non riuscivano ad accettare il fatto che la via che abbiamo scelto, in questa nostra epoca è necessariamente minoritaria. Fu l'epoca in cui si arrivarono a chiamare i raduni della nostra parte politica “campi hobbit” e simili.



    A quell'epoca, Giuseppe Lippi, attuale direttore della mondadoriana “Urania” pubblicò sulla rivista “Aliens” delle edizioni Armenia di cui era allora redattore, un articolo il cui titolo era tutto un programma: Camerata elfo.




    Per trasformare Tolkien in un maestro del pensiero “nostro”, occorreva chiudere gli occhi su di un numero impressionante di questioni, sul suo cattolicesimo ostentato (se invece che un inglese fosse stato un italiano, non ci sarebbe stata alcuna difficoltà a definirlo un clericale), la sua profonda e radicale avversione verso l'Asse, il disprezzo tutto britannico verso gli Italiani (identificati nel Signore degli anelli con gli Haradrim, gli alleati meridionali di Sauron – immaginate allora Sauron chi è, e Mordor, il suo dominio, il regno del “male assoluto” a cosa corrisponde; fra gli alleati umani di Sauron, poi, oltre ai “meridionali” Haradrim vi sono gli Esterling, abitanti di una remota terra orientale, ma davvero avete bisogno di indicazioni più chiare di queste?), l'antipatia di Tolkien per il mondo celtico inteso come cultura radicalmente europea non tributaria in alcun modo di influssi mediorientali e che i Celti odierni fanno finta di dimenticare, da parte di un animo piamente cristiano che in fondo di europeo aveva poco. E' noto che Tolkien ha negato rabbiosamente più volte che Il signore degli anelli avesse a che fare con alcunché di celtico, ispirandosi invece al finnico Kalevala.


    Altro fatto su cui si doveva glissare alla grande, è che la biografia di Tolkien non ce lo fa vedere come un “maestro della tradizione” molto credibile, ci rivela piuttosto un uomo la cui personalità ha mantenuto dei marcati tratti infantili. Quando lui e la donna che poi sposò erano fidanzati, pare che il loro maggiore divertimento consistesse nel sedersi ai tavolini di un bar e lanciare zollette di zucchero contro i passanti. Non parliamo delle prodezze di Tolkien al volante; pare che la sua filosofia automobilistica consistesse in: “I pedoni, quando li punti si scansano”.


    Altra circostanza che i “camerati” che hanno eletto Tolkien a maestro e guida fanno spesso finta di aver dimenticato, è che la sinistra che oggi non si sente più egemone come negli anni immediatamente successivi al '68, successivamente ha cercato in ogni modo di porre rimedio all'errore “recuperando” Tolkien con risultati invero grotteschi; si è cercato ad esempio di far credere che egli, che era nato in Sud Africa da famiglia inglese temporaneamente lì stabilita, avesse partecipato alle manifestazioni contro il regime dell'apartheid (oggi grazie alla vittoria della democrazia, provvidenzialmente sostituito dal regime del genocidio della popolazione bianca, ma di questo – ovviamente – si parla molto di meno).


    Fosse stato vero, l'autore del Signore degli anelli avrebbe dimostrato davvero una precocità straordinaria, poiché quando la famiglia rientrò in Inghilterra, aveva solo due anni. Il punto non è tanto che la sinistra non abbia il senso del ridicolo, lo sapevamo già da un pezzo, ma il fatto che se si è pensato di “recuperare a sinistra” Tolkien, questi deve quanto meno presentare delle ambiguità. Forse che qualcuno ha mai cercato di imbastire un'impresa del genere su Drieu La Rochelle, Brasillac, Celine, Ezra Pound o anche Gabriele D'Annunzio?


    A gettare sul tutto una luce ancora più strana, è il fatto che negli stessi anni in cui in Italia Tolkien era scoperto dai “camerati” che facevano i “campi hobbit”, Il signore degli anelli riceveva negli Stati Uniti una “lettura” decisamente di sinistra e diventava “la bibbia” degli hippy californiani.


    Bisogna però essere onesti e spezzare una lancia a favore dei camerati che non sono così ingenui come forse sembrerebbe. Che Tolkien sia stato così mal accolto dalla sinistra quando la sua opera apparve in Italia, non è certo il solo motivo del fascino che subito esercitò sul fronte opposto, “nostro”. Per capirlo, basta scorrere l'introduzione di Quirino Principe alla prima edizione (Rusconi) del Signore degli anelli. Quel riferimento a “valori atemporali, eterni e quindi più presenti a noi del presente”, smuoveva leve potenti nell'animo di ciascuno di noi. C'era di che restarne affascinati; solo una più attenta lettura del romanzo, una conoscenza del resto dell'opera dello scrittore anglo-sudafricano e una robusta preparazione basata su elementi precedenti e differenti, potevano far sospettare che le cose stessero in una maniera un po' diversa, che – come dice il proverbio – non è tutto oro quello che luccica.


    Penso che quello che ho da dire non sarà gradito ai tolkieniani, ma io credo che sia difficile trovare uno scrittore o un uomo qualsiasi in più profonda contraddizione con se stesso di quanto non lo fosse John R. R. Tolkien. Egli dichiarava avversione per il celtismo, eppure elementi celtici emergono in quantità dalla sua narrativa; si professava cristiano, eppure il tipo di visione del mondo e di etica che è possibile desumere dai suoi romanzi, è tutto meno che cristiano.


    Del celtismo che interpretava solamente come separatismo scozzese, gallese, nord-irlandese, Tolkien aveva un'idea ristretta, e da leale suddito britannico, lo detestava, eppure tutta la sua narrazione rigurgita di elementi celtici: non sono solo le figure di elfi, nani, orchi e troll direttamente provenienti dalla mitologia celtica attraverso il folclore popolare; c'è anche la figura di Gandalf, straordinariamente simile a quella di un druido, e si pensi all'anello di Sauron, un Graal di segno capovolto, non da trovare ma da perdere o distruggere.


    L'etica di Tolkien non è cristiana, è di tipo eroico, tradizionale, guerriero, indoeuropeo, che non comanda di porgere l'altra guancia ai nemici, ma di combatterli con le armi in pugno. Tuttavia l'astuzia tolkieniana consiste proprio in questo, nel presentarla costantemente mescolata con simboli e concetti cristiani, in modo da esercitare una fascinazione su chi per inclinazione naturale sarebbe portato a rifiutare il deleterio e anti-vitale spirito del cristianesimo, così ben evidenziato ad esempio da Nietzsche.


    Se esaminiamo nel Signore degli anelli la figura di Gandalf, vediamo facilmente che è modellata su quella di Merlino, e assomiglia molto di più a un druido che non a un sacerdote cristiano.


    Consideriamo un attimo il rapporto fra Gandalf e Aragorn, è una relazione che implica la pari dignità dell'autorità sacrale “druidica” di Gandalf con quella regale e guerriera incarnata da Aragorn. Questa concezione va contro il cristianesimo che non ammette che le altre funzioni, diverse da quella sacerdotale, possano avere una dignità e tanto meno una sacralità autonoma, ed è invece consonante con la tradizione indoeuropea e celtica. Questo diverso segno si vede bene nella parole del Merlino di Excalibur di John Boorman (diamo per scontato che Merlino è l'erede della tradizione druidica e che Boorman ha reso bene quanto meno lo spirito del personaggio) che incoraggia Artù dicendogli: “Eppure hai estratto la spada dalla roccia, io non avrei potuto farlo”.




    Il potere magico-druidico ha dei limiti che la regalità sacrale può oltrepassare. Artù e Aragorn sono, come il re celtici “figli di Lugh”, portatori di una regalità sacrale che Merlino e Gandalf possono riconoscere e garantire, ma non creare attraverso una consacrazione.


    In diversi precedenti articoli mi è capitato di definire Tolkien un “celta suo malgrado”, un giudizio che non vedo alcun motivo di modificare. Per quanto ciò possa dispiacere ai moderni esegeti di Tolkien di impostazione cattolica, considerando i tratti druidici della figura di Gandalf e la concezione della regalità sacrale incarnata dalla figura di Aragorn, potremmo dire che l'autore del Signore degli anelli è stato anche un pagano suo malgrado. Sicuramente questo paganesimo che emerge a dispetto dell'intenzione cosciente di Tolkien, è alla base del successo che Il signore degli anelli continua a riscontrare negli ambienti “nostri”, perché un camerata che è davvero tale è un “pagano istintivo” anche se talvolta può non esserne consapevole. Tuttavia c'è l'ambiguità complessiva del messaggio e anche quella che non saprei come definire altro che la perversità di Tolkien. Può essere che quest'uomo che detestava ferocemente l'Asse ben al di là di quello che possiamo pensare fosse l'effetto della propaganda di guerra, non si rendesse conto, non fosse mai colto dal sospetto né durante il conflitto né dopo, che proprio questo nemico odiato fosse l'ultima chance di quell'ordine tradizionale dell'Europa che mostrava di amare così tanto e che ha letterariamente incarnato nei cavalieri di Gondor e di Rohan, e che invece la coalizione tra capitalismo americano e comunismo sovietico si apprestava a stritolare?


    Sulle ambiguità di Tolkien, questi signori “cattolici tradizionalisti”, i vari Mario Polia, Adolfo Morganti, Paolo Gulisano e – a sentire Augias – tutta l'Opus Dei, ci sguazzano, poiché loro stessi sono degli ossimori viventi. “Cristianesimo”, infatti, è un concetto che fa a pugni con quello di “tradizione”: “cristianesimo” è e rimane il proto-bolscevismo che ha affondato l'impero romano e ridotto le tradizioni europee (quelle vere, che conosciamo complessivamente con il nome di “paganesimo”) sull'orlo dell'estinzione. (ce l'hanno quasi fatta, ma hanno mancato l'obiettivo definitivo: dopo due millenni siamo ancora qui, e ci saremo ancora in futuro, saranno loro a sparire!).


    A dire il vero, tanto per la cronaca, l'intellettuale i cui scritti sono maggiormente pubblicati sulle riviste della Società Tolkieniana Italiana, l'ideologo (o forse il cappellano) del gruppo, quello che Paolo Paron fondatore e presidente della STI ha varie volte accostato a Gandalf, non è né Morganti, né Gulisano, né Polia, bensì tale padre Guglielmo Spirito, frate francescano, e penso che già questo dica tutto.


    Se tuttavia facessimo risalire agli interpreti italiani di Tolkien tutte le colpe, credo che saremmo fin troppo generosi con questo tutt'altro che limpido personaggio. Occorrerebbe essere un etnologo oltre a conoscere l'opera di Tolkien in dettaglio approfondito per cogliere in maniera sistematica tutti i travisamenti che Tolkien ha compiuto sul patrimonio mitologico e folclorico della tradizione europea, tuttavia al riguardo qualcosa si può dire.


    Parliamo ad esempio di una figura del folclore europeo che è diventata centrale nella pseudo-mitologia tolkieniana, quella dell'elfo. Lo scrittore americano ma di origine scandinava Poul Anderson è stato forse l'unico ad avere il coraggio di mettere in rilievo il fatto che Tolkien l'ha del tutto travisata.


    “Apprendiamo che quando le navi da guerra [vichinghe] stavano per rientrare nei porti di partenza, si provvedeva a togliere le teste di drago che ornavano le prue, affinché gli elfi non si offendessero. Possiamo così vedere questi esseri quali erano inizialmente: cioè divinità.


    (...)


    Tolkien volle raffigurarli non solo come esseri bellissimi e sapienti, ma anche saggi, posati, rispettabili, buoni, vere incarnazioni dei migliori sentimenti nei confronti d'ogni cosa vivente (...).


    [Ma] fino al IX secolo gli elfi e gli dei avevano un'indole ben diversa”.


    Poul Anderson, La spada spezzata, introduzione.


    Cosa curiosa, davvero una coincidenza significativa nel senso dato da Karl Gustav Jung a questa parola: pochi giorni prima di ricevere dall'amico Steno una pressante e accorata richiesta di spendere qualche parola di chiarezza sulla persistente fascinazione che l'autore anglo-sudafricano continua a esercitare nei nostri ambienti, mi era capitato di imbattermi in questa questione per tutt'altri motivi, stavo scrivendo un articolo di tutt'altro genere per un sito affatto diverso da “Ereticamente”, un articolo sulle non frequenti tracce celtiche nella musica leggera italiana e, se non si possiede il dono della scienza infusa, quando si fanno certe cose, è sempre meglio prima documentarsi, il che può portare a fare delle scoperte interessanti.


    Tra le non molte cose che esistono in questo settore, c'è da menzionare la notissima Scarborough Fair trasformata in un successo mondiale da Simon e Grafunkel, che ha avuto anche una versione italiana ad opera di Angelo Branduardi. Essa deriva da un'antica ballata scozzese, The Elfin Knight (“Il cavaliere elfo”). Ora, la cosa curiosa della versione originale è proprio il fatto che le prove impossibili imposte alla fanciulla (cucire una camicia senza usare ago e filo, lavarla in un pozzo asciutto), lei le deve superare allo scopo di evitare l'accoppiamento con il cavaliere elfo; nel folclore tradizionale gli elfi sono visti come portatori di un elemento soprannaturale che può essere sia benevolo sia ostile, ma con il quale è meglio evitare di contaminarsi.


    A questo punto, mi è scattato una sorta di flash mentale: in Tolkien un simile amplesso e l'ibridazione che ne può conseguire sembrano essere qualcosa di estremamente ambito (si pensi a Beren e Luthien, Earendil e l'origine dei re numenoreani, a Elrond, Arwen e Aragorn). Da questo punto di vista, non è difficile scorgere l'analogia con uno dei più irritanti veicoli di propaganda democratica e mondialista (malamente) mascherato da serie di fantascienza televisiva e cinematografica, Star Trek di Gene Roddenberry dove umani e alieni puri sono quasi una minoranza rispetto ai mezzi-questo e mezzi-quello (mezzi vulcaniani, romulani, klingon e via dicendo), anche se noi sappiamo benissimo che il giorno che per ipotesi dovessimo venire in contatto con specie aliene, le probabilità di un incrocio fecondo fra esseri con una storia evolutiva del tutto separata sarebbero inferiori alla possibilità di un incrocio fertile fra un uomo e una carota.


    Fuori di metafora, tutto ciò che cos'è se non una perorazione a favore del mescolamento razziale?


    Naturalmente, Tolkien non può essere ritenuto direttamente responsabile degli ulteriori fraintendimenti, dell'ulteriore liquidazione della tradizione europea, dell'ulteriore americanizzazione che si riscontra nella versione cinematografica del Signore degli anelli operata da Peter Jackson, ma diciamo che – quanto meno – il messaggio tolkieniano è abbastanza ambiguo da permettere interpretazioni di questo genere, che mirano solo a colpire a morte quanto rimane dello spirito tradizionale europeo, il tutto naturalmente ben impacchettato dentro un'ingannevole confezione “epica” ed “eroica”.


    La prima cosa che si nota, è la deformazione in senso femminista della figura di Arwen. E' un discorso che occorre ampliare, perché non rappresenta per nulla qualcosa di isolato: da un lato, sebbene Jackson sia neozelandese, nella versione cinematografica emerge la tendenza molto americana a deformare con facilità eccessiva, senza alcun rispetto per la verità, i testi letterari nelle varie trasposizioni, ma anche la pura e semplice verità storica, dall'altro la vera e propria invasione che le femministe hanno compiuto nel campo della letteratura di heroic fantasy, che ha come fil rouge l'idea che la donna conquisti la parità con l'uomo se la si suppone equivalente al maschio sul piano della pura forza muscolare, cosa che sappiamo bene che non è, da qui l'inverosimile pullulare di guerriere, di virago armate, da Jirel di Joyry a Xena, a Relic Hunter e ora anche Arwen, e le qualità specificamente femminili, dove sono andate a finire? Queste femministe credono forse di nobilitare la figura femminile trasformandola in una caricatura di maschio e inventando una presenza femminile sui campi di battaglia che obiettivamente è sempre stata del tutto assente fino a tempi molto recenti di guerra tecnologica.


    Un altro elemento che si nota subito vedendo la pellicola di Jackson, è che gli hobbit hanno costumi ottocenteschi (anche se poi si trasformano, dovendo indossare mantelli, elmi, spade e corazze), mentre tutti gli altri personaggi sono abbigliati in fogge medievali. Perché questa differenza? Ovviamente, perché nell'Età di Mezzo l'America non era ancora stata scoperta. Una cosa che fortunatamente “si perde” nella versione italiana, è che gli hobbit di Jackson parlano con un accento yankee che differisce da quello britannico degli altri. Perché gli hobbit dovrebbero essere yankee? Io credo che qui il “messaggio” di Jackson amplifichi quello già presente in Tolkien, un messaggio tanto più pericoloso quanto più subliminale.


    Gli hobbit per Tolkien sono i piccoli che intervengono a contrastare i Nazgul e a portare l'anello di Sauron al suo destino, quando le mani dei grandi sono impegnate altrove, sono coloro che non hanno una percezione chiara della situazione, ma agiscono seguendo il cuore e l'istinto. Per Jackson devono essere americani per lo stesso motivo per cui lo è Forrest Gump, incarnano il plain man che non comprende ma ha “buoni sentimenti”, pronto a farsi guidare, nella realtà non dagli Istari ma dagli stregoni del potere mediatico.


    Un'altra “correzione” di Jackson rispetto a Tolkien è la cancellazione del personaggio di Tom Bombadil. Questa figura che Tolkien ha introdotto quasi per scherzo nel suo romanzo (ispirata a un pupazzo con cui giocavano i suoi figli) è in realtà un'importante archetipo: l'uomo a pieno contatto con la natura, contatto che non ne fa un selvaggio, un uomo ferino, ma un essere semi-divino, che è totalmente immune dall'anello di Sauron e ha il potere di sconfiggere gli Spettri dei Tumuli, una sorta di druido auto-iniziato o un rex nemorensis. Io credo che Tolkien, con le ostie sugli occhi com'era, fosse ben lontano dal comprendere il reale significato di ciò che andava trattando, ma ha evocato comunque una figura “pericolosa” che Jackson ha prontamente censurato dalla versione cinematografica e politicamente corretta, ulteriormente democratizzata del Signore degli anelli.


    Di questi ulteriori fraintendimenti Tolkien non ha una responsabilità diretta, tranne per il fatto di essere l'autore di un'opera sufficientemente ambigua da consentire simili interpretazioni, ma in particolare la sua perorazione del connubio interrazziale uomini-elfi ci lascia intravedere la sostanziale continuità fra il “vecchio” cosmopolitismo mondialista cristiano e quello “nuovo” marxista e democratico, non è in nessun senso ciò che ci aspetteremmo da un maestro della tradizione.


    Di Tolkien tutti quanti, anche quelli che non hanno letto nemmeno un rigo della sua opera, conoscono una frase famosa: “Le radici profonde non gelano”. Vale la pena di rifletterci un po'. Nella storia europea, appena il cristianesimo ha smesso di essere imposto con la forza, con l'inquisizione, le torture e i roghi degli eretici, è iniziato un processo di scristianizzazione, lento ma inesorabile e con ogni probabilità irreversibile. Le “radici cristiane” dell'Europa gelano; forse non sono molto profonde, forse non sono nemmeno quelle vere.

    Per riprendere il discorso iniziale e la distinzione fra tradizione e tradizionalismo, io credo che il discorso di Mario Polia vada esattamente rovesciato. Ai cattolici, Tolkien compreso, forse si può riconoscere un orientamento in qualche modo tradizionalista, ma “la tradizione”, quella vera, ciò che definisce l'identità, le radici inestirpabili di un popolo, di una cultura, di un continente, è altro e altrove, le radici che stanno fuori, oltre, prima e – ne sono assolutamente convinto – DOPO il cristianesimo. Quelle radici per le quali, in riferimento alla propria storia e alla propria cultura, i Giapponesi hanno inventato il bel nome di Shinto, ma che noi, in riferimento a noi stessi possiamo chiamare con un nome inventato per scherno dai nostri nemici, ma che noi abbiamo rialzato e inalberato come la nostra bandiera: PAGANESIMO.


    EreticaMente: John R. R. Tolkien, un “maestro della tradizione”?
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    IPERURANIO INTERIORE
    Messaggi
    3,745
    Mentioned
    18 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Lightbulb Re: Tolkien, un Maestro della Tradizione?

    Tolkien era un Maestro della Tradizione...
    Ma ovviamente non nel senso tradizionalista ideologizzato ed ossessivamente delirante di Fabio Calabrese e soci di "EreticaMente", i cui "maestri" (v. i continui riferimenti a 'pagani' in realtà esoteristi ed occultisti tipo A. Crowley, Arturo Reghini, Ezra Pound che era vicino alla "teosofia", il martinista Gabriele D'Annunzio, ecc.) sembrano quelli delle logge massoniche...
    Il Cristianesimo è agli antipodi di qualunque proto-bolscevismo e mondialismo, a differenza di certo neo-paganesimo settario...
    I “cattolici tradizionalisti” come i vari Mario Polia, Adolfo Morganti, Franco Cardini, ecc. sono si ambigui ed incoerenti, ma perchè troppo guenoniani ed ecumenisti in realtà...

    TOLKIEN era un cristiano-cattolico, Lovecraft era un occultista-nichilista: al di là del comune fascino letterario per il 'mito' e della simile "visione mitica del mondo" che sembravano condividere, si trattava di due 'mondi' quasi opposti...
    A livello politico magari condividevano qualcosa in più, ma in apparenza...
    Le idee politiche di Tolkien erano soprattutto conformi alla sua indole e fede cristiano-cattolica: quindi più o meno anti-moderne, anti-demoplutocratiche, anti-massoniche, anti-totalitarie ed anti-stataliste, sia anti-comuniste che anti-nazionalsocialiste, in sostanza comunque di destra almeno in senso religioso e metapolitico diciamo...
    Di sicuro non era un neo-pagano né un esoterista perennialista, come si cerca di far credere in certi ambienti, seppur si trattava comunque di uno studioso di miti e culture anche pre-cristiane d'Europa.

    TOLKIEN ERA UN CONVINTO CRISTIANO-CATTOLICO FEDELE ALLA SANTA ROMANA CHIESA!!!
    In ricordo di J.R.R. TOLKIEN ( 3 gennaio 1892 - 2 settembre 1973) nell'anniversario della sua morte: scrittore di fede cristiano-cattolica fautore di una politica cristiano-cattolica...





    https://www.radiospada.org/tag/tolkien/
    «“La Compagnia della Croce”: il Tolkien “segreto” riscoperto da Isacco Tacconi.»
    https://www.radiospada.org/2018/10/l...sacco-tacconi/
    https://i0.wp.com/www.radiospada.org...70%2C821&ssl=1






    http://www.edizioniradiospada.com/co....html?Itemid=0

    «Opere come Il Signore degli Anelli, Il Silmarillion e Lo Hobbit sono “immortali”, perché superano correnti e mode passeggere. Questi elementi di immortalità che si trovano presenti in una luce unica rispetto ad ogni altro romanzo fantastico sono il bene e il male, la morte e l’eternità, la tentazione e il peccato, la virtù e la viltà, l’umiltà e la vana gloria, la debolezza e la fortezza, la bellezza e la rozzezza. E la luce che trasfigura questi germi d’eternità è proprio la fede e la pietà dell’autore.

    TITOLO: La Compagnia della Croce

    *SECONDA STAMPA*

    SOTTOTITOLO: Viaggio al cuore della Terra di Mezzo

    AUTORE: Isacco Tacconi

    PREFAZIONE: Paolo Gulisano

    PRESENTAZIONE:

    "Il grande pensatore di Oxford sulla sua tomba aveva voluto che fossero incise queste parole: Ex umbris et imaginibus in veritatem. Andiamo verso la verità passando attraverso ombre e immagini. Per John Ronald Tolkien, che amò subito appassionatamente la fede cui sua madre lo aveva condotto, l’arte fu per tutta la vita questa ricerca della verità tra quelle ombre, quelle immagini che sono i miti, i simboli, le lingue arcaiche parlate dalle generazioni scomparse, le antiche storie di tempi trascorsi e lontani. Attraverso ombre e immagini Tolkien indirizzò la sua vita e la sua opera verso la Verità.
    Nel ventesimo secolo l’Altrove del mito letterario si è avventurato spesso e volentieri sul terreno dell’utopia, preferendo tuttavia viaggiare nello spazio e nel tempo, aprendo l’immaginazione su nuovi mondi e nuove frontiere, frequentemente prefigurando scenari decisamente inquietanti. Non così i grandi interpreti dell’epica religiosa, radicata nel realismo ed espressa attraverso il linguaggio simbolico del Mito.
    L’eroe cristiano di questa nuova epica è diverso da quello antico, poiché ha una diversa consapevolezza del destino, che è disegno di Dio, e non fato inesorabile.
    L’uomo è un pellegrino, un cercatore di risposte, uno straniero in un mondo ostile, impegnato in una lotta che non può vincere sinché il mondo durerà." (Paolo Gulisano)

    "Ciò che il Nostro Professore ha prodotto, si pone su un livello totalmente trascendente e spiritualmente inimitabile dai libercoli che vanno a costituire la montagna di carta stampata che è la cosiddetta “letteratura fantasy” post tolkieniana. Ma a questo punto dovrei mettere a nudo la mia intenzione nello scrivere il presente libro, sia per lealtà verso i lettori sia per non perdere di vista il focus del mio lavoro e non montarmi eccessivamente la testa. La cosa che ancora mi stupisce, infatti, è che quando nel settembre del 2015 cominciai a scrivere la rubrica “Tolkieniana” per il blog degli amici di Radio Spada, non avevo alcuna intenzione di scrivere un libro, tantomeno un libro così ambizioso. Quello che volevo, e tuttora voglio, fare è semplicemente condividere delle meditazioni sugli scritti di questo straordinario scrittore che, in un certo senso, hanno segnato la mia giovinezza e, per conseguenza, la mia vita di uomo, di marito e di padre." (Isacco Tacconi)

    INDICE:

    Prefazione di Paolo Gulisano
    Introduzione dell’Autore
    Parte prima – La Compagnia della Croce
    I. Il segreto di Tolkien
    I.a. La bellezza della verità
    I.b. Il fuoco segreto
    I.c. Una luce invisibile
    I.d. Il viaggio dell’anima
    I.e. Leggere “in trasparenza”
    II. Frodo, l’Anello e la Via della Croce
    II.a. Il vero “protagonista”
    II.b. Legge del peccato e legge della grazia
    II.c. Vero Uomo e vero Hobbit
    II.d. Uno strano eroismo
    III. Boromir e Denethor, tra grazia e peccato
    III.a. Il figlio del custode del trono
    III.b. Virile, dunque penitente
    III.c. Saul e Gionata
    III.d. Il riscatto della colpa
    IV. Aragorn, la forza del sangue di un Re
    IV.a. Onorare la verità
    IV.b. Un Re senza corona
    IV.c. Nobile per nascita
    IV.d. Ramingo come Adamo
    IV.e. Oportet Illum regnare
    V. Samwise Gamgee, il servo e l’amico
    V.a. Un gioiello fra gli hobbit
    V.b. Gli hobbit e l’esperienza della morte
    V.c. Il Pane dei viandanti
    V.d. Nobile e ignobile
    V.e. Uno strano “Cireneo”
    VI. Gandalf, voce di uno che grida nel deserto
    VI.a. Il mistero di Gandalf
    VI.b. Il potere creativo della parola
    VI.c. Il Grigio Pellegrino
    VI.d. Un sacro mendicante
    VI.e. Guida nell’oscurità
    VII. Meriadoc e Peregrino, un tempo per ogni cosa
    VII.a. Essere hobbit fuori dalla Contea
    VII.b. Gli hobbit della Provvidenza
    VII.c. Amicizia fraterna
    VII.d. Il grande e il Piccolo
    VIII. Legolas, gli Elfi e la morte
    VIII.a. Le origini degli Elfi
    VIII.b. Gli Elfi e la morte
    VIII.c. Legolas e gli “Elfi Custodi”
    IX. Éowyn, una donna come Dio comanda
    IX.a. Una mattina di pallida primavera
    IX.b. La donna tra virtù e perversione
    IX.c. Un segreto di felicità
    X. Théoden, la forza e l’onore
    X.a. Amici pericolosi
    X.b. Tempo di destarsi
    X.c. Cavalcare verso la morte
    X.d. Una fine gloriosa
    XI. Éomer, obbedire e resistere
    XI.a. Un tempo di confusione
    XI.b. Un’obbedienza più perfetta
    XI.c. Bona facere et mala pati
    XI.d. Il Signore giudica il cuore
    XI.e. I destrieri di Dio
    XII. Gimli, i Nani e il Tesoro nascosto
    XII.a. Tornare alla terra natia
    XII.b. Una dicendenza secondo la carne
    XII.c. Nelle profondità della terra
    XII.d. Un incontro folgorante
    Parte seconda – Il Male e la Provvidenza
    I. Enigmi nell’oscurità: Melkor, Sauron e il Mistero del male
    I.a. Introduzione
    I.b. I simboli del Male
    I.c. L’origine degli orchi
    I.d. La «Scimmia di Dio»
    I.e. I Nazgûl e la natura del Male
    I.f. L’occhio di Sauron
    I.g. La bocca di Sauron
    I.h. Tolkien e il locus inferni
    II. Gollum, un disgraziato “eucatastrofico”
    II.a. Tolkien e la Provvidenza
    II.b. Il senso di «eucatastrofe»
    II.c. Gollum e Saul
    III. Saruman, il “Modernista”
    III.a. Il mondo è cambiato
    III.b. Il tradimento
    III.c. Guardare nel Palantìr
    III.d. Non si può tornare indietro
    III.e. La via nuova e l’antica
    Conclusione sul male
    IV. Barbalbero, l’akedia e il risveglio degli Ent
    IV.a. Il pastore di alberi
    IV.b. Il locus sapientiæ
    V. Lo strano caso di messer Tom Bombadil
    V.a. Perché Tom?
    V.b. Un’allegoria “in trasparenza”
    V.c. La nozione di “simbolo”
    V.d. Un angelo con gli stivali gialli
    VI. Galadriel, l’amore e l’immortalità
    VI.a. Lo specchio di Galadriel
    VI.b. La Signora della Luce
    VI.c. Un Amore più forte della Morte
    VII. L’Albero Bianco della Tradizione
    VII.a. Padre e apologeta
    VII.b. L’Albero Bianco
    VII.c. Tolkien e la Tradizione
    Conclusione: festeggiare una vita semplice
    PAGINE 452 formato A5

    © 2017 Edizioni Radio Spada

    ISBN 9788898766383

    PREZZO: € 18,90 + spese di spedizione.»







    2 SETTEMBRE 2019: SANTO STEFANO, PRIMO RE DI UNGHERIA E CONFESSORE…



    Santo Stefano d'Ungheria - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santo-stefano-dungheria/
    «2 settembre, Santo Stefano Re d’Ungheria, Confessore (969 – 1038).
    Concedi alla tua Chiesa, o Dio onnipotente, di avere glorioso protettore in cielo il tuo confessore santo Stefano, che fu propagatore mentre regnava in terra. Per il nostro Signore Gesù Cristo…»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-2-300x293.jpg






    SANTE MESSE CATTOLICHE IN LATINO CELEBRATE "NON UNA CUM" DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII") E DA DON FLORIANO ABRAHAMOWICZ IN TUTTA ITALIA:


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "Torino - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/torino/

    "Modena - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/modena/

    "Rimini - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/rimini/

    "Pescara - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    "Potenza - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "Roma - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/


    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”

    "L’omelia tenuta da don Ugolino Giugni domenica 1 settembre 2019 – XII domenica dopo la Pentecoste. Nella quale si parla del commento all’epistola e al Vangelo del giorno, la parabola del buon samaritano."
    http://www.oratoriosantambrogiombc.i...la-pentecoste/

    Omelia della XI domenica dopo la Pentecoste ? Oratorio Sant'Ambrogio ? Milano


    «Omelia del Rev. Don Piero Fraschetti del 01.09.2019, 12° d. Pentecoste
    https://www.youtube.com/watch?v=Ri5MzOBNjWw

    Omelia del Rev. Don Francesco Ricossa del 25.08.2019, 11° d. Pentecoste
    https://www.youtube.com/watch?v=U6oFre7S15Y »

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/tag/omelie/





    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    XII domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=nIk0skekqQI
    XII domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=ewDURGc0UNA
    XI domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=NNOE3X7h7kc
    XI domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=hk75pIqAtog
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.».






    https://forum.termometropolitico.it/...n-pio-x-3.html

    “2 settembre (16 agosto) - S. Stefano d'Ungheria, re.”
    https://forum.termometropolitico.it/...gheria-re.html
    https://forum.termometropolitico.it/...eria-re-3.html
    “Rassegna stampa nella festa di Santo Stefano d'Ungheria (2 settembre 2010).”
    https://forum.termometropolitico.it/...re-2010-a.html
    “4 novembre - S. Emerico d'Ungheria, principe, figlio di S. Stefano d'Ungheria.”
    https://forum.termometropolitico.it/...-ungheria.html






    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»

    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...2f&oe=5E07DAF0






    https://sardiniatridentina.blogspot....ria-e.html?m=0
    “SANTO STEFANO, PRIMO RE DI UNGHERIA E CONFESSORE.
    Santo Stefano, primo Re di Ungheria e Confessore
    Santo Stefano, Re degli Ungheresi e Confessore, il quale, adorno di virtù divine, per primo convertì gli Ungheresi alla fede di Cristo, e dalla Vergine Madre di Dio, nello stesso giorno della sua Assunzione, fu ricevuto nel cielo. La sua festa, per disposizione del Papa Innocenzo undecimo, si celebra specialmente il due di Settembre, giorno nel quale la munitissima fortezza di Buda, per intercessione del santo Re, fu valorosamente ricuperata dall'esercito cristiano.


    INTROITUS
    Ps 36.30-31.- Os iusti meditábitur sapiéntiam, et lingua eius loquétur iudícium: lex Dei eius in corde ipsíus. ~~ Ps 36:1.- Noli æmulári in malignántibus: neque zeláveris faciéntes iniquitátem. ~~ Glória ~~ Os iusti meditábitur sapiéntiam, et lingua eius loquétur iudícium: lex Dei eius in corde ipsíus.

    Ps 36.30-31.- La bocca del giusto pronuncia parole di saggezza, la sua lingua parla con rettitudine; ha nel cuore la legge del suo Dio. ~~ Ps 36:1.- Non invidiare i malvagi e non essere geloso degli operatori di iniquità. ~~ Gloria ~~ La bocca del giusto pronuncia parole di saggezza, la sua lingua parla con rettitudine; ha nel cuore la legge del suo Dio.

    Gloria

    ORATIO
    Orémus.
    Concéde, quaesumus, Ecclésiæ tuæ, omnípotens Deus: ut beátum Stéphanum Confessórem tuum, quem regnántem in terris propagatórem hábuit, propugnatórem habére mereátur gloriósum in coelis. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

    Preghiamo.
    Concedi, te ne preghiamo, o Dio onnipotente, alla tua Chiesa di avere come difensore glorioso in cielo il beato confessore Stefano; il quale, regnando in terra ne fu propagatore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    LECTIO
    Léctio libri Sapiéntiæ.
    Eccli 31:8-11
    Beátus vir, qui invéntus est sine mácula, et qui post aurum non ábiit, nec sperávit in pecúnia et thesáuris. Quis est hic, et laudábimus eum? fecit enim mirabília in vita sua. Qui probátus est in illo, et perféctus est, erit illi glória ætérna: qui pótuit tránsgredi, et non est transgréssus: fácere mala, et non fecit: ídeo stabílita sunt bona illíus in Dómino, et eleemosýnas illíus enarrábit omnis ecclésia sanctórum.

    Beato l'uomo che è trovato senza macchia, che non è andato dietro all'oro, e non ha sperato nel danaro e nei tesori. Chi è costui e gli daremo lode? Poiché certo ha fatto meraviglie nella sua vita. Egli fu provato con l'oro e rimase incorrotto, sicché ridonda a sua gloria? Egli poteva peccare e non peccò, fare del male e non lo fece? Per questo i suoi beni sono resi stabili nel Signore, e le sue elemosine celebrate nel concilio dei Santi.

    GRADUALE
    Ps 91:13; 91:14
    Iustus ut palma florébit: sicut cedrus Líbani multiplicábitur in domo Dómini.
    Ps 91.3
    Ad annuntiándum mane misericórdiam tuam, et veritátem tuam per noctem.

    Il giusto fiorisce come palma; cresce come cedro del Libano nella casa del Signore.
    V. Per celebrare la tua misericordia al mattino, e la tua fedeltà nella notte.

    ALLELUIA
    Allelúia, allelúia
    Iac 1:12
    Beátus vir, qui suffert tentatiónem: quóniam, cum probátus fúerit, accípiet corónam vitæ. Allelúia.

    Alleluia, alleluia.
    Beato l'uomo che supera la prova; perché dopo essere stato provato, avrà la corona di vita. Alleluia.

    EVANGELIUM
    Sequéntia ✠ sancti Evangélii secúndum Lucam
    Luc 19:12-26
    In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis parábolam hanc: Homo quidam nóbilis ábiit in regionem longínquam accípere sibi regnum, et reverti. Vocátis autem decem servis suis, dedit eis decem mnas, et ait ad illos: Negotiámini, dum vénio. Cives autem eius óderant eum: et misérunt legatiónem post illum, dicéntes: Nolumus hunc regnáre super nos. Et factum est, ut redíret accépto regno: et iussit vocári servos, quibus dedit pecúniam, ut sciret, quantum quisque negotiátus esset. Venit autem primus, dicens: Dómine, mna tua decem mnas acquisívit. Et ait illi: Euge, bone serve, quia in módico fuísti fidélis, eris potestátem habens super decem civitátes. Et alter venit, dicens: Dómine, mna tua fecit quinque mnas. Et huic ait: Et tu esto super quinque civitátes. Et alter venit, dicens: Dómine, ecce mna tua, quam hábui repósitam in sudário: tímui enim te, quia homo austérus es: tollis, quod non posuísti, et metis, quod non seminasti. Dicit ei: De ore tuo te iúdico, serve nequam. Sciébas, quod ego homo austérus sum, tollens, quod non pósui, et metens, quod non seminávi: et quare non dedísti pecúniam meam ad mensam, ut ego véniens cum usúris útique exegíssem illam? Et astántibus dixit: Auferte ab illo mnam et date illi, qui decem mnas habet. Et dixérunt ei: Dómine, habet decem mnas. Dico autem vobis: Quia omni habénti dabitur, et abundábit: ab eo autem, qui non habet, et, quod habet, auferetur ab eo.

    In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli questa parabola: «Un nobiluomo partì per un lontano paese a ricevere l'investitura d'un regno, e ritornare. Perciò chiamati a sé i suoi dieci servi, diede loro dieci mine e disse loro: “Negoziatele sino al mio ritorno”. Ma i suoi cittadini gli volevano male: e gli spedirono dietro un'ambasciata, dicendo: “Non vogliamo che costui regni su di noi". E avvenne che, tornato dopo preso il regno, fece chiamare a sé i suoi servi ai quali aveva dato il danaro, per sapere che traffico ne avessero fatto. E il primo venne a dire: “Signore, la tua mina ne ha fruttate dieci”. Ed egli disse: “Bravo, servo fedele, perché sei stato fedele nel poco abbi potere su dieci città”. Poi venne il secondo e disse: “Signore, la tua mina ne ha fruttate cinque". E rispose. anche a questo; “Anche tu comanda a cinque città”. Poi venne un altro a dirgli: “Signore, eccoti la tua mina che ho tenuta involta in una pezzuola, perché ho avuto paura di te che sei uomo duro: prendi quello che non hai messo e mieti quello che non hai seminato". Ed il padrone a lui: “Dalla tua bocca ti giudico, servo iniquo! Sapevi che sono uomo severo, che prendo quel che non ho messo, e mieto quello che non ho seminato; e perché allora non hai messo il mio danaro alla banca: ed io, al ritorno, l'avrei riscosso coi frutti?". E disse agli astanti: “Toglietegli la mina e datela a colui che ne ha dieci". Ma gli fecero osservare: “Signore, ne ha dieci". E io vi dico: “A chi ha, sarà dato, e a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha”».

    OFFERTORIUM
    Ps 88:25
    Véritas mea et misericórdia mea cum ipso: et in nómine meo exaltábitur cornu eius.

    Con lui staranno la mia fedeltà e il mio amore, e s'innalzerà nel mio Nome la sua forza.

    SECRETA
    Réspice, quas offérimus, hóstias, omnípotens Deus: et præsta; ut, qui passiónis Dominicae mystéria celebrámus, imitémur quod ágimus. Per eundem Dominum nostrum Iesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

    Guarda, Dio onnipotente, le ostie che ti presentiamo: e fa' che, celebrando i misteri della passione del Signore, imitiamo ciò che essi ci rappresentano. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    COMMUNIO
    Matt 24:46-47
    Beátus servus, quem, cum vénerit dóminus, invénerit vigilántem: amen, dico vobis, super ómnia bona sua constítuet eum.

    Beato è quel servo se il padrone, quando ritorna, lo troverà al lavoro: in verità, vi dico, lo preporrà a tutti i suoi beni.

    POSTCOMMUNIO
    Orémus.
    Præsta, quaesumus, omnípotens Deus: ut beáti Stephani Confessóris tui fidem cóngrua devotióne sectémur; qui, pro eiúsdem fídei dilatatióne, de terréno regno ad coeléstis regni glóriam méruit perveníre.Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
    Preghiamo.
    Fa', te ne preghiamo, Dio onnipotente, che seguiamo con pia devozione la fede del tuo beato confessore Stefano: il quale per la dilatazione della medesima fede meritò dal regno terreno giungere alla gloria del regno celeste. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen."
    https://2.bp.blogspot.com/-LiSLr9_32...00/EK27738.jpg






    “DAGLI SCRITTI DI SANTO STEFANO, PRIMO RE DI UNGHERIA E CONFESSORE
    Dalle «Esortazioni al figlio» di santo Stefano, primo Re di Ungheria e confessore.
    (Cap. 1.2.10; PL 151, 1236-1237. 1242-1244)

    Ascolta, figlio mio, l'insegnamento di tuo padre.
    In primo luogo questo ti consiglio, ti raccomando e ti impongo, figlio carissimo: fa' onore alla corona regale, conserva la fede cattolica e apostolica con tale diligenza e scrupolo, da essere di esempio a tutti quelli che da Dio ti sono stati sottoposti, perché tutte le persone dabbene giustamente ti indichino come un praticante autentico del Vangelo. Senza di questo, sappilo per certo, non sarai cristiano né figlio della Chiesa. Nel palazzo reale dopo la fede in Cristo, viene quella nella Chiesa, la quale, piantata dapprima dal nostro capo, Cristo, fu poi trapiantata e solidamente costruita e diffusa per tutto il mondo dalle sue membra, ossia dagli apostoli e dai santi padri. Questa Chiesa non cessa mai di generare ovunque nuovi figli, anche se in diverse regioni data la sua antica introduzione, in un certo senso si potrebbe considerare vecchia.
    Nel nostro regno però, o figlio carissimo, essa è ancora giovane, in quanto nuova e annunziata da poco. Per questo ha bisogno di persone che la custodiscano con maggior impegno e vigilanza, perché, quel bene, che la divina bontà ha elargito a noi, senza alcun nostro merito, non vada perduto e ridotto al nulla per tua ignavia, pigrizia e negligenza.
    Figlio mio carissimo, dolcezza del mio cuore, speranza della mia futura discendenza, ti scongiuro e ti comando di farti guidare in tutto e per tutto dall'amore, e di essere pieno di benevolenza, non solo verso i parenti e i congiunti, siano essi principi, condottieri, ricchi, vicini o lontani, ma anche verso gli estranei e tutti quelli che vengono da te.
    Se praticherai la carità, arriverai alla suprema beatitudine. Sii misericordioso verso tutti gli oppressori. Abbi sempre presente nel cuore il modello offerto dal Signore quando dice: «Misericordia io voglio e non sacrificio» (Mt 9, 13). Sii paziente con tutti, non solo con i potenti ma anche con i deboli.
    Infine sii forte, perché non ti inorgoglisca la prosperità, né ti abbatta l'avversità. Sii anche umile, perché Dio ti esalti ora e in futuro. Sii moderato e non punire o condannare alcuno oltre misura. Sii mite e non voler metterti mai in opposizione con la giustizia. Sii onesto, perché non abbia mai a procurare volutamente disonore ad alcuno. Sii casto, perché tu abbia ad evitare, come spine di morte, le sollecitazioni malvage.
    Tutte queste cose, qui sopra elencate, danno splendore alla corona regale, mentre, senza di esse, nessuno è in grado di regnare come si conviene quaggiù, né di giungere al regno eterno.
    «L'osservanza della preghiera è la più grande conquista della salute reale... La preghiera continua è purificazione e remissione dei peccati. Tu poi, figlio mio, ogni volta che ti rechi al tempio di Dio, fa' in modo di adorare Dio con Salomone, figlio del re, e tu stesso, come re, di' sempre: Manda o Signore la sapienza dall'alto della tua grandezza, perché sia con me e con me lavori, affinché io sappia che cosa sia gradito davanti a te in ogni tempo».
    (da Libellus de institutione morum ad Emericum ducem, c. 9)
    «Affinché tali cose non avvengano anche a te, obbedisci, figlio mio. Tu sei ancora un fanciullo, sei un bimbo nato tra le ricchezze, la tua dimora è fatta di guanciali e sei stato nutrito e cresciuto tra ogni genere di delizie, ignaro della fatica delle spedizioni e ignaro delle incursioni delle diverse genti - fatiche nelle quali io ho consumato la mia vita. Ormai è tempo che non ti si offrano più sempre le mollezze dei guanciali, che ti rendono corto di mente ed effeminato nei costumi: esse sono la rovina della virtù, l'alimento dei vizii e il disprezzo dei comandamenti. Talora invece è bene che ci sia una certa asperità, la quale renda la tua intelligenza attenta alle cose che io ti insegno».
    (da Esortazioni al figlio, Prologo - Cap. I)
    «Innanzitutto, figlio mio, se vuoi rendere onore alla corona reale, ti ordino, ti consiglio e ti raccomando di custodire la fede cattolica e apostolica con tale diligenza e vigilanza, da offrire un modello a tutti coloro che per volontà di Dio ti sono sudditi e in tal modo che tutti gli uomini di Chiesa possano a ragione chiamare un vero cristiano. Altrimenti non potrai esser detto cristiano - siine certo - né figlio della Chiesa».
    (Libellus sancti Stephani Regis de institutione morum ad Emericum ducem, I, 1)”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b8&oe=5E121E42










    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda»

    "Preghiera a Santo Stefano Re d'Ungheria, Confessore (2.9) --->"
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...ssore-2-9.html
    "Triduo a Papa San Pio X (dal 31.8 al 2.9) --->"
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...-8-al-2-9.html

    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    “Appunti sulla questione del cosiddetto «papa eretico»”
    https://www.sursumcorda.cloud/massim...a-eretico.html
    "Complotto contro la Chiesa e la società civile - La Massoneria e l'Alta Vendita Suprema ---> https://youtu.be/Yq80fiJvVAc "

    “Sant'Alfonso sull'ecumenismo, sulla tolleranza e sul dialogo interreligioso --->”
    https://www.sursumcorda.cloud/massim...cumenismo.html
    “Preghiera di San Pietro Canisio per conservare la vera fede.”
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...vera-fede.html
    “Catechismo tridentino. Bisogna pregare Dio Uno e Trino.”
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...o-e-trino.html








    https://www.radiospada.org/
    Edizioni Radio Spada - Home
    http://www.edizioniradiospada.com/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/
    «2 settembre 2019: Santo Stefano, Re d'Ungheria e confessore.

    Di nobilissima famiglia, e gli ricevette da bambino una profonda educazione cristiana. Consacrato re d'Ungheria nella notte di Natale dell'anno mille con il titolo di "re apostolico", organizzò non solo la vita politica del suo popolo, riunendo le 39 contee in unico regno, ma anche quella religiosa gettando le fondamenta di una solida cultura cristiana. Egli divise il territorio in diocesi, eresse chiese monasteri, fra cui quello famoso di San Martino di Pannonhalma, ed appoggiò il clero servendosi come collaboratori di Benedettini di Cluny. Aveva sposato una principessa, Gisella di Baviera, che lo sostenne nella sua opera e che alla sua morte si richiuse nel monastero benedettino di Passau.
    Martirologio Romano: Santo Stefano, re d’Ungheria, che, rigenerato nel battesimo e ricevuta da papa Silvestro II la corona del regno, si adoperò per propagare la fede cristiana tra gli Ungheresi: riordinò la Chiesa nel suo regno, la arricchì di beni e di monasteri, fu giusto e pacifico nel governare i sudditi, finché a Székesfehérvár in Ungheria, nel giorno dell’Assunzione, la sua anima salì in cielo.
    (15 agosto: A Székesfehérvár in Pannonia, nell’odierna Ungheria, anniversario della morte di santo Stefano, re di Ungheria, la cui memoria si celebra il 2 settembre).»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...be&oe=5DC7B995





    «Il 2 settembre 1686 la Lega Santa, radunata dal beato Innocenzo XI Odescalchi, riconquistava Buda dal dominio Turco: "Il Santo Padre che liberò Vienna, così ha espugnato Buda. Da secoli non sedeva più un Papa simile sulla Cattedra di Pietro" (Giacomo II d'Inghilterra). In ringraziamento il Papa estese a tutta la Chiesa la festa di santo Stefano, primo Re Apostolico di Ungheria, da celebrarsi ogni 2 settembre.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...44&oe=5DCD88ED






    “S.E.R. Monsignor Pierre-Louis de La Rochefoucauld-Bayers (1744-1792), vescovo di Saintes nel 1781, partecipò agli Stati generali 1789 e fu opposizione fierissimo dei moti rivoluzionari e della Costituzione civile del Clero. Arrestato nell’agosto 1792, fu linciato da una folla fanatizzata di rivoluzionari il 2 settembre 1792, insieme al fratello Francois Joseph, vescovo di Beauvais.”

    “S.E.R.Monsignor Jean-Marie du Lau d'Alleman (1738-1792), arcivescovo di Arles nel 1775, durante gli Stati generali sollecitò più volte Luigi XVI a resistere alle rivoluzionarie decisioni dell’Assemblea nazionale. Massacrato con altri sacerdoti della sua diocesi in un carcere parigino il 2 settembre 1792.”

    “In memoria di J.R.R. Tolkien ( 3 gennaio 1892 - 2 settembre 1973) scrittore cattolico:

    «Al di là di questa mia vita oscura, tanto frustrata, io ti propongo l’unica grande cosa da amare sulla terra: i Santi Sacramenti. [...]. Qui tu troverai avventura, gloria, onore, fedeltà e la vera strada per tutto il tuo amore su questa terra, e più di questo: la morte. Per il divino paradosso che solo il presagio della morte, che fa terminare la vita e pretende da tutti la resa, può conservare e donare realtà ed eterna durata alle relazioni su questa terra che tu cerchi (amore, fedeltà, gioia), e che ogni uomo nel suo cuore desidera». (Dalla lettera del 6 o 8 marzo 1941 a Michael Tolkien)”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...2f&oe=5E116A41










    https://novusordowatch.org/2019/08/r...steven-speray/
    “Recognize-and-OBEY is the Traditional Catholic Teaching August 29, 2019.”





    www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    http://www.agerecontra.it/

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella Chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio"
    http://www.centrosangiorgio.com/


    C.M.R.I. - "Congregatio Mariae Reginae Immacolata" ("Congregation of Mary Immaculate Queen" "Congregazione di Maria Regina Immacolata"):
    http://www.cmri.org/ital-index.html





    https://www.truerestoration.org/


    https://novusordowatch.org/


    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    "Home | Traditional Latin Mass Resources"
    http://www.traditionalmass.org/

    http://www.traditionalcatholicpriest.com/





    "Como ovejas sin Pastor"
    http://sicutoves.blogspot.com/


    https://moimunanblog.com/





    “Pro Fide Catholica | Le site de Laurent Glauzy”
    https://profidecatholica.com/


    https://johanlivernette.wordpress.com/


    https://lacontrerevolution.wordpress.com/


    https://sedevacantisme.wordpress.com/


    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    http://wordpress.catholicapedia.net/





    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]. Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la Sainte Messe selon le missel de Saint Pie V.»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    2 septembre : Saint Étienne, Roi de Hongrie (977-1038) :: Ligue Saint Amédée
    “2 septembre : Saint Étienne, Roi de Hongrie (977-1038).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...ne_hongrie.jpg







    Ad majorem Dei gloriam - Per la maggior gloria di Dio!!! A.M.D.G.
    Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen.
    «O Santissima Trinità, vi adoro! Mio Dio, mio Dio, Vi amo nel Santissimo Sacramento!»
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  3. #3
    National Party
    Data Registrazione
    09 Jun 2019
    Località
    Socialismo Nazionalista Anticom
    Messaggi
    1,880
    Mentioned
    15 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Tolkien, un Maestro della Tradizione?

    Tolkien era particolare come intellettuale, difficile etichettarlo.
    Is it not our role to stand for the one thing which means our own salvation here but...save the world, and with which Europe will be able to save itself, namely the preservation of the white man and his state? H.F. Verwoerd

 

 

Discussioni Simili

  1. Vie della Tradizione n. 147 - Arte e Tradizione
    Di janus77 (POL) nel forum Arte
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 13-01-08, 21:57
  2. Vie della Tradizione n. 147 - Arte e Tradizione
    Di janus77 (POL) nel forum Filosofie e Religioni d'Oriente
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 12-01-08, 18:12
  3. Vie della Tradizione n. 147 - Arte e Tradizione
    Di janus77 (POL) nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 10-01-08, 11:13
  4. Il Grande Maestro Della Menzogna
    Di Coltello74 nel forum Destra Radicale
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 18-06-07, 21:20

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226