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    Predefinito L’uomo, sintesi armonica dei regni della natura

    L'uomo, sintesi armonica dei regni della natura | Tradizione Solare

    Questo file sostituisce e integra il precedente scritto intitolato Forme dell’uomo, regni della natura. Si è ritenuto comunque di conservare la premessa che introduceva il testo originario.
    Termini come “eterico”, “astrale”, ricorrono con l’insistenza di un luogo comune nella letteratura occultistica dell’Otto-Novecento, ma alla frequenza del loro uso non corrisponde una precisa determinazione del loro significato: generalmente per eterico si intende una forza vitale sottile e tuttavia a suo modo percepibile anche attraverso rilevazioni fisiche; alla parola astrale si riferisce qualche cosa di più animico (non fosse altro che per il riferimento alle stelle, al mondo celeste superiore contenuto nel nome). Ma in verità, chi leggesse qualche resoconto di “viaggio in astrale” si imbatterebbe in descrizioni che non si discostano molto dalle realtà materiali, anche quando gli scenari vengono dipinti nella maniera più allucinogena.
    Vi sono stati autori che hanno utilizzato le due espressioni con criteri più seri, attribuendo ad esse precisi riferimenti a realtà spirituali, ricavate da testi di orientamento tradizionale. Nel caso della presente trattazione – che riprende in linea di massima l’impostazione data daRudolf Steiner – non si troveranno citazioni di testi tradizionali. L’autore tedesco preferì illustrare i principi del corpo eterico, del corpo astrale (oltre che dell’io e del corpo fisico) partendo non dalle antiche rivelazioni tradizionali, bensì dalle esperienze che un uomo moderno, nato in un ambiente materializzato, normalmente sprovvisto di un’attitudine alla “fede”, può compiere. Il punto di partenza non è dunque la lettura di un testo ermetico d’Occidente o di qualsivoglia libro sacro, bensì l’osservazione del mondo naturale, articolato nei tre regni minerale, vegetale, animale. La concordanza con gli insegnamenti tradizionali rappresenta una preziosa conferma a posteriori, ma è ovvio che l’uomo europeo del presente ciclo storico debba arrivare a conoscere le diverse sfumature della sua anima e del suo spirito partendo dalle proprie facoltà di percezione sensibile e naturale. In tal modo viene a rinnovarsi in forma moderna il significato della bella formula romana, riportata da Julius Evola in Rivolta contro il mondo moderno, secondo la quale “gli antichi fondarono tutta la religionesull’esperienza”.
    Una forte capacità di concentrazione sulle forme che la natura ci pone di fronte svela all’occhio della mente le forme che a prima vista sono celate; dunque la Rivelazione dello spirito, non consiste nell’ascoltare il discorso di un profeta al quale prestare fede cieca, bensì nel sollevare i veli della natura per poter guardare con occhi più chiari l’invisibile che si nasconde nel cuore del visibile.

    § Corpo – Anima – Spirito.
    L’essere umano è composto di corpo, anima e spirito.
    Entriamo in un bosco e prestiamo attenzione ai suoni, ai colori della foresta, alla terra che ci sorregge, all’aria che respiriamo.
    Il nostro corpo è lo strumento che ci permette di percepire tutto ciò e di agire nel mondo fisico.
    Consideriamo ora quei moti di simpatia e antipatia, di piacere e dispiacere che ondeggiano in noi per effetto delle impressioni esteriori.
    Un maestoso tramonto suscita un sentimento di ammirazione per l’armonia del creato. La natura sporcata dalla mano di esseri volgari fa sorgere in noi un senso di ripugnanza.
    In queste oscillazioni del sentimento troviamo la prima traccia dell’anima.
    Ma al di là delle oscillazioni del sentimento, superiore all’eterno ondeggiare di piacere e dispiacere è lo Spirito.
    Come il saggio rimane indifferente di fronte alle paure e alle vane speranze, allo stesso modo lo Spirito non conosce turbamento. È il signore.
    Come il medico che senza lasciarsi turbare dalla commozione riconosce la natura del male ed opera la guarigione, così agisce lo spirito.
    In tutti i momenti, il corpo vede coi sensi; l’anima sente e reagisce; lo spirito, ricolmo di presenza divina, comprende ed agisce.
    § I Regni della Natura.
    Nelle forme della natura si manifestano forze divine.
    Osserva il regno minerale: il colore dei metalli, la durezza delle pietre, la loro impermeabilità. La pietra affonda nel fiume per millenni senza bagnare il suo cuore. Il regno delle pietre è senza anima, privo di vita.
    L’uomo porta dentro di sé il regno minerale come scheletro: tastiamo il nostro corpo all’altezza del polso, sentiremo che esso è duro come una pietra.
    Quando l’uomo muore e la forza vitale si ritrae da lui, ciò che rimane è lo scheletro, simile a una muta roccia, simile alla polvere della terra.
    La pietra cade verso il basso, attratto dalla gravità.
    La pianta sale verso l’alto, verso la luce e il Sole.
    Il regno vegetale è il regno della vita pura, che si abbandona al Sole in un sonno beato senza sogni.
    La pianta strappa alla terra i minerali e li trasforma in linfa vitale. Questa linfa circola dal basso verso l’alto, mentre la pianta libera aria pura nell’atmosfera.
    Il regno vegetale è governato dalla legge del ciclo: le piante nascono, crescono, fioriscono, muoiono, eternamente rinascono dal seme che è nel frutto.
    La vita che si era sviluppata dal piccolo seme, di nuovo si concentra in un seme e rinasce.
    Osserviamo ora i movimenti degli animali: essi rivelano gli impulsi, i desideri che si agitano nella loro coscienza crepuscolare. Tali impulsi, tali istinti scritti nella memoria collettiva della specie, plasmano gli stessi arti, determinano la conformazione fisica delle specie.
    Contemplando le forme magnifiche degli animali, i comportamenti dettati dai loro istinti la mente intuisce la sapienza della Provvidenza (1) divina che ordina la varietà del cosmo.
    La pietra sta immobile, la pianta cresce, l’animale si muove.
    I pesci si muovono ancora nel grembo primordiale delle acque.
    Gli anfibi e i rettili conquistano la terra ferma e ispirano l’aria dentro di sé, ma ancora il loro sangue è freddo e deve prendere calore dal Sole.
    Negli uccelli e nei mammiferi il sangue si riscalda. Nel caldo sangue di queste creature si distillano i primi sentimenti. Il sangue caldo permette ad essi di esprimere i loro moti interiori nel canto e nel verso.
    Nell’uomo, il calore diventa Luce. La luce si accende nella mente come pensiero.
    In virtù di questa luce l’Uomo è il centro dell’Universo.
    In virtù di questa luce è stato scritto: l’uomo è il centro dell’universo. Tutte le masse materiali fredde o incandescenti e le miriadi di mondi non pesano nella bilancia dei valori quanto il più semplice mutamento nella sua coscienza. I limiti del suo corpo non sono che illusione; non è solo alla terra che si appoggia, ma egli si continua attraverso la terra e negli spazi cosmici. Sia che muova il suo pensiero o muova le sue braccia, è tutto un mondo che si muove con lui; sono mille forze misteriose che si lanciano verso di lui con un gesto creativo, e tutti i suoi atti quotidiani non sono che la caricatura di quello che fluisce a lui divinamente (2).
    §. Forme dell’uomo
    Nella figura dell’uomo si concentrano le forme e le forze della natura.
    Le rocce e i cristalli diventano ossa, la linfa delle piante scorre come sangue, i movimenti degli animali diventano movimenti razionali, governati dal pensiero.
    Portiamo dentro di noi il regno minerale: il ferro nel sangue, il calcio nelle ossa. Con gli elementi della materia forgiamo il nostro fisico adatto a vivere sulla Terra.
    Alla morte di tutto ciò non rimane che scheletro e cenere. Le ossa, mute come pietra, abbandonate dalla vita e dall’anima ritornano alla terra e al regno minerale.
    Ma di una bella ragazza, piena di succhi vitali si dice: è una ragazza in fiore. Di un uomo robusto si dice: è forte come una quercia.
    La vita dell’uomo segue lo stesso ciclo delle piante: nascita, crescita, invecchiamento e poi rinascita.
    Nel corpo eterico abbiamo il regno vegetale dentro di noi. I centri vitali che ruotano nel corpo eterico (3) imprimono la loro impronta nel corpo fisico dando vita alle ghiandole disposte lungo l’asse della colonna vertebrale.
    Gli ormoni prodotti dalla ghiandole scorrono nell’organismo, come la linfa vitale fluisce nelle piante.
    Quando una persona è in coma, si dice che vegeta, che è ridotta a un vegetale. Non pensa, non reagisce: l’Io non riesce più a usare il corpo come un suo strumento e l’anima non sa più articolare la propria voce; ma la forza vitale non ha ancora abbandonato il corpo fisico, per cui esso continua a vivere un’ esistenza vegetale come immerso in un sonno, interrotto da rari barlumi.
    Il corpo eterico impedisce per tutta la durata della vita all’organismo di decomporsi. Quando l’eterico si separa completamente dal fisico, l’organismo è come un sacco che si apre, come un composto di parti che si scioglie.
    Il corpo eterico è la forza vitale (4) vegetativa, che combina gli elementi chimici come la mano del pensatore combina le lettere. Le lettere di un libro non sono che inchiostro, ma questo inchiostro non è stato spruzzato a caso e testimonia l’intenzione di un autore (5). Il corpo eterico combina le lettere del Libro della Vita secondo le intenzioni divine che reggono il cosmo. Esso è la memoria che trasmette di generazione in generazione le formule e i progetti delle specie viventi.
    Come il magnete attira la limatura del ferro così la forza vitale attrae le sostanze chimiche e le organizza. La forza eterica è la forza della giovinezza che rende il corpo tonico e fiorente. Essa agisce come la natura che a primavera fa sbocciare i fiori e in estate fa maturare i frutti.
    Come gli animali, l’uomo ha i sensi, ha i nervi e gli arti per muoversi. Con gli animali condivide gli impulsi primordiali: il bisogno di cibarsi e di accoppiarsi, il bisogno di curare la prole, di difendere il territorio e il proprio posto nella gerarchia.
    Si osservi un cane, si consideri un aquila: gli animali hanno delle sensazioni spesso più acute di quelle degli uomini. Queste sensazioni vibrano nella loro interiorità e risuonano come brame, accendono i desideri primordiali legati alle esigenze del corpo e agli istinti (6).
    Nella loro coscienza simile ad un crepuscolo, gli animali reagiscono agli stimoli, provano piacere, rifuggono il dolore.
    I moti della coscienza animale, i movimenti istintivi dei loro arti sono espressione del corpo astrale che li governa. L’astrale degli animali mette in atto i comportamenti dettati dall’anima di gruppo della specie. Per questo gli uccelli migrano sulle distese oceaniche senza sapere come, e i pesci risalgono la corrente senza chiedersi un perché.
    Come l’astrale degli animali rispecchia gli impulsi della specie, così l’astrale dell’uomo riflette gli impulsi dell’Io.
    Possiamo immaginare il corpo astrale (7) dell’uomo come una forma ovale allargata che avvolge il corpo fisico-eterico.
    Nel corpo astrale si accendono le immagini interiori in forme colorate, mobili, cangianti. Così anche le passioni e le brame si accendono nel nostro corpo astrale.
    Sul corpo astrale dell’uomo si proiettano gli influssi delle stelle.
    Gli antichi chiamavano Zodiaco il giro delle costellazioni: ovvero, circolo degli animali. Le dodici costellazioni, con diversa intensità e composizione, trasmettono all’anima i dodici impulsi fondamentali del carattere.
    Quelle che nell’uomo sono le tendenze del carattere, nella natura si proiettano nelle forme degli animali.
    Per questo si dice: sei un coniglio. Sei un leone. Sei una vipera. Sei un’aquila.
    Vi è qualcosa che in natura non si trova, e che sola si accende nella mente dell’uomo: la forza del pensiero creatore.
    Le api costruiscono favi sempre uguali. Da milioni di anni i ragni tessono sempre la stessa tela. Nella civiltà umana sorge la successione degli stili, l’evoluzione delle tecniche.
    Dall’ascia di battaglia all’astronave, il pensiero umano dispiega la sua azione. Ma questo pensiero non è che una scintilla della grande Intelligenza che ordina il cosmo Cos’è infatti un’astronave di fronte alla vita più minuscola? Il filo d’erba è più complesso di ogni tecnologia.
    Come gli strumenti tecnici scorgano dalla mente degli uomini d’ingegno, così le piante, gli animali, i pianeti sono i pensieri pensati dagli Dei.
    Come il pensiero creativo si cela nella nostra testa, così l’Intelligenza divina si cela dietro la volta del mondo. I Greci chiamavano Logos questa essenza che guida gli stormi nel volo e dona alla pianta il potere di trasformare in cibo la luce del Sole. La pianta lo fa senza sapere come, l’uccello migratore vola sulle rotte oceaniche senza chiedersi perché.
    Nell’uomo l’intelligenza divina che riempie l’universo si accende come coscienza. Per questo sul tempio di Apollo sta scritto: “Conosci te stesso”.
    Il dio che è nell’uomo parla, quando l’uomo si riconosce come Io. E si chiede come vivere, cosa sperare, perché soffrire, chi attendere.
    Pensiamo a ciò che da bambini ci riempiva di timore, ai nostri desideri, alle nostre attenzioni. La memoria ci mostrerà l’immagine di un essere assai diverso da ciò che siamo ora.
    Spostiamo il ricordo ad un’altra età e ripetiamo lo stesso esercizio. Ancora una volta proveremo l’impressione di trovarci di fronte ad un estraneo che per certi versi ci somiglia e per altri ci provoca un sorriso: noi non siamo più quella persona eppure ricordiamo di così aver vissuto, ricordiamo con soddisfazione di aver compiuto certe azioni, certe altre con vergogna vorremmo seppellirle.
    Il ricordo è il filo che lega epoche diverse della vita, l’una causa dell’altra, l’altra effetto della precedente.
    L’Io come un filo dorato passa attraverso una lunga trama di vita; di esistenza in esistenza ci fa essere diversi eppure in fondo sempre identici.

    NOTE
    1) La Pronoia, l’Intelligenza divina immanente al cosmo che ne garantisce l’ordine e l’armonia.
    2) Leo, “Barriere”, in Ur volume I.
    3) I Chakra nella lingua dei conquistatori dell’India erano le ruote dei carri di battaglia. I raggi dei centri vitali del corpo sottile (altrimenti detto eterico o vitale) ruotano come i raggi della ruota in movimento.
    4) Cfr. l’anima vegetativa di cui parla Aristotele.
    5) Stiamo dicendo che il darwinismo è una sciocchezza. Una superstizione antiscientifica.
    6) Cfr. la descrizione dell’anima senso-motoria fatta sempre da Aristotele.
    7) La parola corpo è detta in senso metaforico ed anche queste descrizioni non devono essere materializzate, ma usate come spunti immaginativi per una comprensione della realtà astrale.
    "Ciò che può essere pensato non è vero"

  2. #2
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    Predefinito Re: L’uomo, sintesi armonica dei regni della natura

    L'uomo sintesi dell'Universo.


  3. #3
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    Predefinito Re: L’uomo, sintesi armonica dei regni della natura

    Nello spazio di Hilbert vale solo il teorema di Pitagora (sotto il nome di identità di Parseval).

    L'EGITTO DI SCHWALLER DE LUBICZ - AOR

    Appunti da una conferenza tenuta dal Prof. Pasquier, presso il Castello di Guardea il 21 Giugno 1986.

    Questa Conferenza fu tenuta dal Prof. Pasquier, che conobbe e frequentò personalmente R.A. Schwaller De Lubicz e che fu tra i fondatori della Fondazione De Lubicz. I seguenti appunti sono redatti da FDA, che partecipò alla Conferenza.

    Renee A. Schwaller De Lubicz, che si firmava con il nome AOR, fu una personalità molto forte ed altrettanto silenziosa. La sua vita potrebbe definirsi una meditazione perpetua. Con i suoi discepoli operava distruggendo la parte illusoria della loro personalità, per poi riempirla di valori iniziatici.

    Dopo aver vissuto in Francia ed in Svizzera, si trasferì per oltre dieci anni, con la sua compagna Isha, in Egitto ove cercò di penetrare il profondo significato della mentalità dell'Antico Egitto.

    La sua opera principale è "Il Tempio dell'Uomo", opera monumentale, che racchiude la Scienza Egizia. Tale opera si basa sugli studi da lui eseguiti sul Tempio "Apet del Sud" di Luxor, l'antica Tebe.

    "Il Tempio dell'Uomo" mette in risalto una modalità di pensiero, quella Egizia, completamente diversa dalla nostra mentalità, prettamente materialista.

    Gli Egizi trasmettevano affermazioni, che erano simboleggiate in azioni vitali.

    Essi possedevano conoscenze tecniche molto precise, che presupponevano una precisa conoscenza delle leggi che governano l'Universo; presso i Sacerdoti iniziati dell'Egitto Faraonico esisteva una sicura conoscenza delle leggi del divenire.

    Un fenomeno fisico tridimensionale risponde ad una azione della legge ternaria, che si può descrivere solo con un linguaggio "a tre dimensioni": ecco allora il linguaggio dell'Architettura nei Templi.

    L'Opera architettonica di un Tempio Egizio va letta su tre piani:

    Aritmetico - Peso - Valore quantitativo
    Geometrico - Volume - Valore quantitativo
    Armonico - Verbo Creatore - Valore qualitativo

    L'Armonia nel mondo è un "gesto", che cerca l'armonia tra la causa e l'effetto.

    Per comprendere bene l'opera di AOR, è utile ripercorrere le tappe principali della sua vita iniziatica.

    Nacque in Alsazia nel 1887. Fin dall'infanzia, che trascorse a Strasburgo si interessò alla pittura e fu affascinato dal laboratorio chimico del padre.

    Attraverso le reazioni chimiche percepiva la vita racchiusa nella materia: i corpi non sono inerti, ma sono vivi, in quanto dimostrano reazioni di affinità tra di loro.

    Egli cercava un legame con la Forza di Creazione. Da dove proviene la materia? Perché è viva? Percepiva che la manifestazione del Tutto proviene da un Nulla, che è però una Energia indivisa ; Tutto proviene da un'unica Origine; Tutto è una sola cosa.

    A Parigi dipinse con il pittore Matisse e si occupò per circa due anni di Teosofia.

    AOR si interessò anche alla Fisica, ma la riteneva semplicistica, in quanto si limitava a descrivere matematicamente i fenomeni, piuttosto che cercare la genesi dei fenomeni stessi.

    La Fisica non affrontava né spiegava il problema della Vita, del suo fine e del suo scopo.

    Fu allora attratto dal significato profondo dei Numeri. Per comprendere la successione dei fenomeni della Natura, si deve comprendere profondamente come il molteplice si sprigioni dall'UNO indifferenziato, che non rappresenta una quantità, bensì una qualità.

    Si avvicinò così alla Tradizione Pitagorica puro, che vedeva nei Numeri l'espressione di qualità.

    Successivamente riunì attorno a sé un gruppo di uomini, reduci dalla guerra, che erano dotati di una alta carica morale; fondò così i "Veilleurs" - I Veglianti.

    Cercò, anche attraverso una Rivista, di battersi contro la visione materialista e meccanicista della vita.

    Formò un gruppo di Artigiani, che si dovevano sentire "nobili", in quanto in grado di trasformare manualmente la materia in opera d'arte. Il lavoro manuale poteva così essere trasformato in illuminazione spirituale.

    Si avvicinò poi al regno vegetale.

    Sviluppò in sè, assieme anche alla sua compagna Isha, una profonda capacità di comunione con il mondo vegetale; si occupò di spagiria verde. Riusciva ad avere una comunicazione sensibilissima con le vibrazioni vitali.

    Riunendo l'infinitamente grande all'infinitamente piccolo (studi su influenze astronomiche e microfotografia di cellule viventi) riuscirono ad estrarre le quintessenze delle piante senza far uso di alcool, ottenendo tinture vegetali, che superavano i preparati omeopatici.

    Si occupò assieme ad altri alla scienza del vetro, riuscendo a ricreare i colori regali - blu e rosso - delle Cattedrali.

    In ogni sua applicazione, AOR cercò sempre di giungere all'essenza dei problemi.

    Era consapevole che l'uomo è il prodotto più alto della Natura e riassume in sé i tre regni: quindi ha la potenzialità di poter conoscere ogni cosa. Ecco quindi la centralità dell'Essere Umano.

    Ritenne fondamentale la necessità di una "tensione dolorosa e creativa", per poter giungere alla comprensione del Mistero.

    Scrisse queste parole: "La pietra ha sofferto per la pianta, la pianta ha sofferto per l'animale, l'animale ha sofferto per l'uomo e l'uomo soffre per la redenzione."

    Sostenne sempre che il Gran Libro della Natura è accessibile agli uomini, che si rendono degni della conoscenza. Questo Libro deve essere scoperto. La forma è sempre visibile, ma il senso vitale riposto è afferrabile solo per chi lavora su di sé. Così per i Monumenti Egizi, che si presentano come "Libri della Natura e della Vita".

    Si ritirò, assieme ad Isha, a palma di Majorca, nell'abitazione stessa che fu di Raimondo Lullo, e ne approfondì l'opera.

    Fu qui che sentì, imperioso, il richiamo per l'Egitto.

    Partì per l'Egitto, ove poi si trattenne per più di un decennio, vivendo nei pressi dei Templi di Luxor e Karnak, zona in cui sorgeva l'antica Tebe.

    Qui, sacrificando l' "umanità", cercò di penetrare il messaggio lasciato dall'Antico Egitto.

    Ritenne che il Tempio di Luxor rappresentasse l'Uomo Cosmico. Isha, la sua compagna, approfondì lo studio dei geroglifici egizi e ne intuì il profondo significato simbolico. Tale studio Isha lo riassunse nelle due opere magistrali "Her Bak Cecio" ed "Her Bak Discepolo".

    Scopersero che, oltre la chiave di lettura "normale" dei geroglifici, esiste una lettura simbolica, che svela l'intimo significato degli insegnamenti sacerdotali egizi.

    Da poco l'egittologia ufficiale accetta anche questo modo di lettura.

    L'approccio con l'Egitto AOR lo ebbe solo quando aveva affinato il proprio strumento di percezione: l'Intelligenza del Cuore, una forma di intelligenza non più dialettica e cerebrale, ma di confondimento con la cosa studiata.

    Egli considerò due livelli di significato per l'Egitto.

    Egitto storico, che si sviluppò in un luogo ed in un tempo;

    Egitto, come una precisa "Qualità dell'Intelligenza"; un altro modo di esistenza dell'Intelligenza umana. Questo "Egitto" non ha niente a che vedere con i tempi storici (anche se questa Intelligenza si espresse nella terra del Nilo in una precisa epoca storica), ma rappresenta piuttosto un ben preciso Luogo/Stato di coscienza. Per entrare in questo Egitto, eternamente presente, l'uomo deve imporre a se stesso una disciplina. Egli deve, abbandonando la coscienza dialettica, risvegliare un rapporto interiore vivente con l'oggetto della propria ricerca, quella che AOR definiva Intelligenza del Cuore.

    Questo era lo scopo: risvegliare, con un lavoro su di sé, l'Intelligenza del Cuore, giungere con essa all'essenza vivente dei fenomeni, e quindi poter giungere all'Essere Universale.

    Se l'uomo riesce a penetrare nel proprio "Cuore", riesce anche a penetrare nel "Cuore" delle cose.
    Ecco allora che AOR studiò e percepì la fisiologia dell'Essere Umano, riuscendo ad individuare stati d'essere della consapevolezza umana, che sfuggono alla corteccia cerebrale.

    Il suo lavoro presso il Tempio di Luxor, assieme ad altri archeologi, fu teso a dimostrare che il senso profondo dei geroglifici ed il senso esoterico degli insegnamenti, che se ne traeva, erano basati su dati scientificamente rilevati e confrontati.

    AOR incontrò anche R. Guenon, ma tale incontro fu privo di sviluppi.

    Da tale lavoro sull'Architettura e la simbologia egizie, AOR dimostrò come il simbolo puro sia l'immagine concreta di una Idea: è attraverso il Simbolo che si crea il legame tra una Idea astratta e qualitativa ed il concreto manifestato.

    Di fronte ad un Simbolo dobbiamo solo porre interrogativi silenziosi, per stimolare l'Intelligenza del Cuore, che sola può dare le risposte viventi e vitali.

    Il Simbolo è dunque anche una immagine concreta, che stimola ed evoca l'astrazione.

    Così, in questa chiave, il Tempio di Luxor è un Simbolo completo dell'Uomo.

    Il Tempio, nella sua interezza, esprime le funzioni sacre degli organi umani, connesse con le funzioni dell'Universo, considerato che l'Uomo è il riassunto dell'Universo stesso.

    Nella deviazione meccanicista e materializzante, si è persa la capacità di veder nella Natura l'Unità divina, che si esprime attraverso Forze Vive ed Intelligenti.

    Si è quindi giunti ad una dicotomia tra una Natura ormai sconsacrata, e quindi meccanica, e la Divinità vivente.

    Questa deviazione ha portato ad uno sviluppo di scienze sempre più meccaniche, specialistiche e prive di capacità di comprendere la genesi vitale dei fenomeni.

    L'uomo deve riconsacrare l'Universo; solo allora l'Uomo potrà comprendere nuovamente il linguaggio del Divino, che scende sulla Terra fino a lui.

    EGITTO DI SCHWALLER DE LUBICZ
    Ultima modifica di GNU-GPL; 24-08-12 alle 23:40

  4. #4
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    Predefinito Rif: Re: L’uomo, sintesi armonica dei regni della natura

    Sto posto sta diventando un covo di matti :sofico:
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Re: L’uomo, sintesi armonica dei regni della natura

    Qualificando un particolare punto di vista come "esoterico", riguardo la sintesi armonica dell'uomo con i regni della natura nulla si può aggiungere a quanto descritto meravigliosamente nella Tavola Smeraldina:

    « Il vero senza menzogna, è certo e verissimo.
    Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una. E poiché tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento. Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l'ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice. Il padre di tutto, il fine di tutto il mondo è qui. La sua forza o potenza è intera se essa è convertita in terra. Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente e con grande industria. Sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori. Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l'oscurità fuggirà da te. È la forza forte di ogni forza: perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida. Così è stato creato il mondo. Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui. È perciò che sono stato chiamato Ermete Trismegisto, avendo le tre parti della filosofia di tutto il mondo.

    Completo è quello che ho detto dell'operazione del Sole. »
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  6. #6
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    Predefinito Re: Rif: Re: L’uomo, sintesi armonica dei regni della natura

    L'ottava musicale che ritroviamo nello spettro luminoso rappresenta l'espressione virtuale dell'Unità, che rimane l'unica realtà.

    Walter Russell - Wikipedia, the free encyclopedia

    Ultima modifica di GNU-GPL; 25-08-12 alle 19:32

 

 

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