sentenza per l'autore
delle stragi di luglio 2011
in cui morirono 77 persone
Anders Behring Breivik è sano di mente e sconterà la pena massima di 21 anni di prigione prorogabili nel caso in cui sarà ritenuto ancora pericoloso: lo ha deciso il tribunale di prima istanza di Oslo nella sua sentenza contro il killer che l’estate scorsa ha ucciso 77 persone.
Breivik aveva detto che in caso fosse stato riconosciuto sano di mente, non avrebbe fatto ricorso. Se fosse stato dichiarato "schizofrenico paranoide", come chiedeva la procura, sarebbe stato internato a vita.
La condanna a 21 anni di prigione contro il killer di Utoya, Anders Behring Breivik, potrà essere prolungata nel caso in cui venga riconosciuto pericoloso per la società. Il tribunale di Oslo ha preso all'unanimità la decisione sulla sua sanità mentale e sulla condanna. Breivik, vestito nero, camicia bianca e cravatta grigia, ha ascoltato il verdetto sorridendo dopo aver fatto il saluto di estrema destra con il pugno chiuso appena entrato in aula. Il suo avvocato ha infine annunciato che Breivik non intende fare appello contro la sentenza pronunciata oggi dal tribunale di Oslo.
Ha di fatto recepito gli uomori popolari la sentenza. Da un sondaggio pubblicato poche ore prima del verdetto dal quotidiano Verdens Gang, emerge che il 72% dei norvegesi voleva che fosse riconosciuta la sanità di mente del killer anche se in caso contrario poteva essere internato a vita in una struttura psichiatrica. Il 54% degli interpellati giudica inoltre troppo «blande» le condizioni di detenzione del membro del fantomatico movimento ultra-nazionalistico Ordine dei Cavalieri Templari. Finora Breivik ha avuto a disposizione tre celle: una per dormire, l'altra per praticare attività fisica e l'ultima attrezzata a studio e dotata di un computer, sebbene scollegato. Lo stesso pluriomicida, del resto, nel rivendicare la duplice carneficina dell'anno scorso aveva più volte reclamato il pieno riconoscimento delle proprie facoltà mentali, sostenendo che per lui una pronuncia di segno opposto sarebbe stata «peggiore della morte».