25 agosto 2012
di LUIGI CORTINOVIS

energia 4 300x209 Energia: in Europa costa il 40% in meno. La più cara in LombardiaLa notizia ormai è risaputa, ma val la pena ribadirla: la Lombardia e Milano sono in vetta alla classifica delle regioni e delle province italiane con la bolletta elettrica più costosa a carico delle aziende. E’ quanto emerge da un’analisi condotta da Confartigianato che ha misurato lo “spread” tra Italia ed Unione Europea per i costi dell’energia elettrica utilizzata dalle imprese. Se a livello nazionale, lo scorso anno, gli imprenditori hanno pagato 10.077 milioni di euro in più rispetto alla media europea, il conto più salato tocca alle aziende del Nord che complessivamente nel 2011 hanno sborsato per l’energia elettrica 5.848 milioni di euro in più rispetto ai loro colleghi dell’Ue. Il divario con l’Europa è di 2.492 milioni di euro per le imprese del Mezzogiorno e di 1.737 milioni di euro per le aziende del Centro.

La regione più penalizzata, insomma, è la Lombardia, con 2.289 milioni di euro di maggiori costi rispetto alla media Ue, seguita dal Veneto con un gap di 1.007 milioni di euro, dall’Emilia Romagna con 904 milioni e dal Piemonte con 851 milioni. Guarda caso le quattro regioni in cui esiste la maggioranza delle imprese italiane. La classifica provinciale vede al primo posto per il più ampio divario di oneri per le imprese rispetto all’Europa Milano, con un gap di 555 milioni di euro, seguita da Brescia (467 milioni euro), Roma (447 milioni euro), Torino (343milioni euro), Bergamo (293 milioni euro). Se, in media, ogni azienda italiana paga l’energia elettrica 2.259 euro all’anno in più rispetto agli imprenditori europei, questo gap si allarga a 4.108 euro per ogni impresa del Friuli Venezia Giulia, a 3.471 euro per ciascuna impresa della Sardegna, a 2.791 euro per ogni azienda della Lombardia, a 2.752 euro per ciascuna impresa della Valle d’Aosta. A seguire, per un imprenditore dell’Umbria il divario è di 2.654 euro l’anno, mentre per ogni impresa del Trentino Sud Tirolo il gap annuo è di 2.601 euro. In Italia la corsa dei prezzi dell’elettricità per uso industriale sembra inarrestabile: tra il 2009 e il 2011 sono aumentati del 17,4%, a fronte del + 9,5% registrato nell’Eurozona.

Tra il 2010 e il 2011 i rincari si sono attestati all’11%, mentre nell’Ue si sono fermati al 5,9%. Tutto ciò non ha fatto che allargare la distanza tra il nostro Paese e l’Europa: nel 2009 il gap per il costo dell’elettricità era del 26,5% per salire al 29,4% nel 2010 e al 35,6% nel 2011. A gonfiare la bolletta energetica delle imprese contribuisce la pressione fiscale che incide per il 21,1% sul prezzo finale dell’elettricità. “Il costo dell’energia elettrica per uso industriale – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini – è una delle tante zavorre che frenano la corsa delle imprese italiane, uno dei tanti oneri che riducono la nostra competitività rispetto ai competitor europei. Anche su questo fronte chiediamo al Governo di agire in fretta per cominciare ad avvicinarci agli standards degli altri Paesi dell’Ue”.

E poi Monti e la Fornero si meravigliano perchè le aziende se ne vanno e nessuno investe in questo paese?

da L’indipendenza